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Beyond Creation - Earthborn Evolution
( 4021 letture )
Quella dei Beyond Creation è una bella storia. Nati nel 2005 a Montreal, in Quebec (che tutti gli appassionati di technical/progressive death sanno essere una vera e propria Mecca), pubblicano il primo demo un lustro dopo, in sordina, per poi esordire a tutti gli effetti con il full length The Aura, targato 2011. L'album, veramente ottimo anche se non ancora perfetto, riscuote un grande successo tra gli appassionati ed i Beyond Creation acquisiscono uno status invidiabile nel genere, tanto da essere notati dalla prestigiosa Season of Mist, che intuendo le potenzialità dei musicisti li mette sotto contratto. Dopo una ristampa del primo album e tre anni di lavoro, la band si ripresenta al mondo, carico di aspettative, con il secondo full length, intitolato ambiziosamente Earthborn Evolution. Da grande estimatore del primo disco ero particolarmente ansioso di mettere le orecchie su questa nuova fatica del quartetto di Montreal; mi dispiace dover tuttavia constatare che Earthborn Evolution si è dimostrato "solamente" un disco molto buono, inferiore in certa misura allo stesso debutto, e non il capolavoro che mi sarei aspettato.

Nei tre anni intercorsi tra questo album ed il precedente i nostri non sono rimasti con le mani in mano. Il songwriting è infatti assai migliorato rispetto a The Aura, caratterizzato da ottimi brani in certa misura debitori però ad alcuni canoni già sentiti, nonché mancanti di una perfetta coesione tra le sezioni più brutali e quelle di matrice atmosferica. Questo impediva al disco d'esordio di essere annoverato tra le massime eccellenze del genere. In Earthborn Evolution, invece, il riffing si è evoluto grandemente, risultando più personale ed evocativo nella propria intima essenza: Girard e Chartré giocano parecchio con accordi ricchissimi (Elusive Reverence), sottilmente variati, ed architetture in tapping non più adibite a lick o ad assoli, ma a vere strutture portanti di certi brani (come la title track); non si può non citare poi certi riff estremamente lunghi e strapieni di contenuto (il riff principale di Sous la Lueur de l'Empereur). Le asce riescono insomma a costruire un vivido "paesaggio", arricchito oltremodo dalla prestazione quasi trascendentale di Dominic "Forest" LaPointe (in assoluto tra i migliori nell'utilizzo del basso fretless all'interno del metal), che fa di un copioso utilizzo dei registri più alti e dello slide una propria cifra stilistica, ancora più che in passato, emancipandosi dal ruolo squisitamente ritmico del suo sei corde che diventa una componente imprescindibile delle canzoni, anche a livello solista (credetemi, gli assoli sono davvero ottimi). I brani sono diventati più articolati, ambiziosi se vogliamo, per quanto mediamente più contenuti nel minutaggio rispetto a The Aura, ed hanno partiture così ricche ed interessanti da essere percepite quasi come strumentali, con conseguente ridimensionamento del ruolo della voce di Girard. Ottima è poi la performance alla batteria di Philippe Boucher, che sostituisce l'ex componente Guyot Begin-Benoit: il gusto dei due è piuttosto simile ed i fill risultano ugualmente interessanti, con partiture altrettanto articolate, che mancano forse solo di alcune finezze esibite dal precedente drummer nei momenti più tranquilli (ma ciò dipende dal fatto che il confine tra atmosfera e brutalità è più sfumato, come detto). La produzione è moderna e molto ben definita: il basso è più prominente che nel precedente disco e la voce mixata leggermente più bassa, mentre tutto il resto rimane sostanzialmente invariato, compresa la super-produzione della batteria che può risultare eccessiva per certe orecchie, specie nel suono della cassa.

Come se tutto questo ben di Dio non bastasse, il disco parte con il botto: Elusive Reverence è una opener perfetta, diretta al punto giusto e portabandiera dell'evoluzione dei nostri, con dei riff devastanti ed ipnotici. La successiva Sous la Lueur de l'Empereur, assieme a Neurotical Transmissions, alla title track (probabilmente il miglior pezzo mai composto dalla band) ed alla conclusiva Fundamental Principle, sono brani ancora più allucinanti, di livello eccezionale, in grado di svettare sopra ad ogni altra canzone dei Beyond Creation. Da citare con merito anche Theatrical Delirium, un brano che tiene fede al suo titolo e, seppur non sia eccellente quanto gli altri citati, ha moltissimo da offrire (tra cui uno straniante assolo di basso) e mostra i nostri desiderosi di uscire dai soliti schemi. Questi sei brani, praticamente, sarebbero degni di un disco da novanta ed oltre per composizione, ricchezza di contenuti e pura e semplice bellezza.
Fino ad ora mi sono sprecato in lodi e probabilmente il lettore si chiederà dove stanno i difetti di questo album. È presto detto: negli altri brani. The Great Revelation è un pezzo molto breve, da due minuti e mezzo, ed è comparabile alla Le Detenteur di Earthborn Evolution: praticamente un filler ed il pezzo in assoluto peggiore del disco. La canzone non dice nulla (persino il finale sembra sfumato in maniera quasi casuale), i riff sono ad un livello estremamente più basso che nelle altre canzoni e non bastano armonici artificiali di basso per rendere interessanti questi minuti; faticano ad entrarti in testa e non a causa di una chissà quale complessità. Abstrait Dialog, la strumentale di questo album, non cattura per due ragioni fondamentali: innanzitutto, in un album dove ogni canzone ha delle qualità "strumentali", di per sé il brano risulta privo di soluzioni accattivanti (il break quasi jazzato lo ritroviamo ad esempio già in Theatrical Delirium) e di una struttura in grado di catturare; in secondo luogo, esso esce con le ossa rotte dal confronto con le due piccole perle strumentali dell'album precedente, Chromatic Horizon ed Elevation Path, entrambe di caratura superiore, seppur per ragioni differenti tra loro. The Axiom è un brano che molto semplicemente non ha niente di "suo" da offrire, se non riff e assoli già simili ad alcuni giù usati, oppure dal feeling piuttosto scolastico per una band come i Beyond Creation o ancora semplicemente privi di mordente. L'Exorde è un pezzo di appena due minuti, che si difende meglio in quanto ad orecchiabilità ma appare un po' troppo semplice e scontata per il livello di complessità che i nostri hanno raggiunto nei brani migliori; forse sarebbe stata più calzante su The Aura.

Sarebbe stato sufficiente un più accurato lavoro di selezione dei riff, abbinato a qualche altro mese di composizione, perché Earthborn Evolution fosse l'album dell'anno: non è una cosa esagerata se consideriamo le capacità compositive, tecniche e creative dei nostri. Abbiamo più di metà album a livelli stratosferici, con un'altra parte che invece cade inspiegabilmente ed in modo maldestro, mostrando il fianco a dei difetti ingigantiti dall'elevatissima qualità dei brani migliori. Come album nella sua interezza, probabilmente siamo a livelli inferiori a The Aura, nonostante sulla carta (e spesso in pratica) tutto sia stato grandemente migliorato. Personalmente mi piace mettere assieme i sei Brani con la B maiuscola ed ascoltare quelli, fingendo che Earthborn Evolution sia piuttosto una release dal più contenuto minutaggio di trentaquattro minuti in cui fare tesoro di ogni secondo.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
86.7 su 20 voti [ VOTA]
Il Rettiliano
Venerdì 13 Aprile 2018, 7.51.54
25
Il commento numero 15 è a dir poco FANTASTICO!
Baobab
Domenica 22 Ottobre 2017, 9.05.14
24
Meno di 90 non si può dare, dai.
Acasualdjentleman
Lunedì 10 Luglio 2017, 19.32.50
23
L'ottanta se lo becca tutto gran bell'album.
Macca
Mercoledì 14 Giugno 2017, 19.42.50
22
Lo sto ascoltando in questo momento, dopo averlo comprato da mesi ma ascoltato con attenzione solo ultimamente (troppi accavallamenti...). Magari non proporranno nulla di particolarmente nuovo ma i brani sono ispirati e suonati con incredibile perizia. Per me ottimo album, confermo il voto. PS. La discussione sul fretless mi sa un po di discussione sul sesso degli angeli ma vabbé...80
Doom
Venerdì 17 Marzo 2017, 21.14.22
21
Cavolo...album dannatamente valido. Sarà che in Canada per il genere tecno/progressive sia thrash che death ci sanno proprio fare...Boh, sarà il clima. 8,0 tondo tondo. Bella sorpresa
The Void
Giovedì 13 Novembre 2014, 10.34.38
20
@nagash: il commento relativo agli insulti non era per te, sia chiaro e ho fatto sentire l'album al mio amico giusto per il gusto di farlo e incuriosito dal tuo commento ho chiesto (: comunque la verità non la sapremo mai ah ah, il discorso del "limitante" ci sta, ecco quello si, le potenzialità del fretless sono oltre il suo lavoro, però il suo suono si abbina alla proposta, per me. Il suono! Poi, che ci potrebbe fare altro è vero saluti anche a te!
Nagash
Mercoledì 12 Novembre 2014, 18.16.48
19
The Void: Io non sono la verità in persona. Ho commentato con un mio parere, vuoi sopra le righe, ed un altro lettore mi ha chiesto gentilmente di argomentare. Ho argomentato e sono arrivati i due simpaticoni a sbruffoneggiare come loro solito. Il tuo commento è assolutamente lecito e lo rispetto come rispetto l'opinione della persona a cui l'hai fatto sentire, ma come ho detto anche io ho la mia esperienza ed il mio bagaglio di conoscenze in materia che non starò a sciorinare, quindi di pareri si tratta e pareri rimangono (anche se sul tapping c'è poco di soggettivo in tal senso). Di fatto, al di là del come l'ha registrato, aspetto che in qualsiasi modo non mi scandalizza (di certo non si è messo a scomporre nota nota per un riff come qualcuno vorrebbe far credere) ho detto che per me Lapointe fa un uso del fretless che reputo limitante per lo strumento stesso. C'è qualcosa di male? Non penso. Un saluto!
Death Fox
Mercoledì 12 Novembre 2014, 10.26.12
18
Dopo ripetuti ascolti, lo reputo un buon lavoro forse un gradino sotto di aura e non nascondo la mia delusione perchè mi aspettavo molto di più però comunque nel calderone delle mille band ultra tecniche che a fin dei conti non ti lasciano niente i BC hanno un sound che mi prende ed è ben distinto dagli altri quindi un buon 80 glielo do tutto!
The Void
Mercoledì 12 Novembre 2014, 10.21.24
17
Smettetela tutti di insultare perchè fate schifo e siete inutili come il blast beat nel drone. Comunque tune o non tune qui ci sta bene e stop. @nagash però devo dire che ho fatto sentire il disco a uno che insegna basso fretless da 10 anni e contrabbasso e ha negato presenza di autotuning, al limite l'ha suonato riff per riff ma il suono è il suo. Aldilà di queste SEGHE MENTALI (anche mie) tanto la vera prova è il live, e non vedo l'ora di sentirli
Punto Omega
Mercoledì 12 Novembre 2014, 9.55.02
16
Forse mi sarei aspettato un ulteriore passo in avanti, però l'album è decisamente soddisfacente.
Innocent bystander
Lunedì 10 Novembre 2014, 22.44.03
15
Dai Nagash sei il più figo del quartiere, adesso i BC cacciano LaPointe e prendono te... Ricordati solo di cambiarti la biancheria.
Nagash
Lunedì 10 Novembre 2014, 22.37.25
14
Te magari sei uno di quei bassisti riconvertiti al fretless perché convinti che DiGiorgio sia buono a suonarlo, vero? Beata ignoranza.
kvmetternich
Lunedì 10 Novembre 2014, 22.10.37
13
Ci sono video dove il bassista suona tranquillamente la sua parte. Certo, a volte le note non sono intonatissime, ma fa parte dello strumento. A volte deve suonare indeterminato.Su cd si registra RIFF PER RIFF mille volte fino a che non viene precisissimo. A volte vengono addirittura suonati spezzati (tipo prima corde a vuoto e i pedali e poi le note alte nei riff swedish di chitarra) come tutti gli strumenti d'altronde. Quello che dici non ha senso. Il suono di basso spacca E SI SENTE. vai a questionare con la tua perizia i dischi degli Slayer.
kvmetternich
Lunedì 10 Novembre 2014, 22.02.22
12
Il fretless è fumo negli occhi se non sai suonarlo e non sai di che cosa parli. Detto da uno che lo suona.
Innocent bystander
Lunedì 10 Novembre 2014, 19.42.26
11
Nagash attento a non schizzare nelle mutande mentre scrivi.
Steelminded
Sabato 8 Novembre 2014, 19.30.18
10
Nagash, noto una qual certa perizia nelle tue argomentazioni... usando un termine parecchio al ribasso grazie per la spiegazione, alcuni aspetti tecnici mi sono estranei, ma il concetto è chiaro... e mi fido btw, recensisci ancora per il sito?
Nagash
Sabato 8 Novembre 2014, 19.03.10
9
Presto detto. LaPoint è un ottimo bassista, ma usa il fretless come si userebbe un tastato (tolti slide-in e slide-out si muove solo su scale temperate, microtonalità e modulazioni per quarti di tono, questi sconosciuti), e lo fa semplicemente per il suono e anche perché, diciamocelo, fa scena. Il suono del fretless, l'idea dell'uso del fretless, dona quella "complicatezza concettuale" che fa tanto "intellettuale". Basti pensare che lo stesso Lars Norberg ha registrato A Sceptic's Universe con un fretted a cui è stato dato tramite effetti il suono di un fretless. Poi ci sono alcuni aspetti della tecnica che segnalano l'uso di alcuni aiuti. Assodato che tolti alcuni semi-dei (tipo Manring, Egan e Caron) che possono permettersi su disco di andare puliti, l'auto-tune in studio è una pratica frequente (lo stesso Robin Zeilhorst degli Exivious ne fa uso) e che non considero nemmeno disdicevole, se servisse lo farei anche io, il problema è che quando per fare tapping praticamente vai a post-produrre la tua traccia di bassa. LaPoint non solo fa un tapping così preciso da far impallidire i semi-dei già citati (che ti assicuro, già solo per il colore che ha un fretless sono impossibili) ma addirittura risultano con un inviluppo innaturale (note senza traccia di decay e sustain). Ora, non volevo fare lezioni, mi è stato chiesto ed ho risposto volentieri, attendo che mi si ribadisca che non ci ho capito niente.
The Void
Sabato 8 Novembre 2014, 18.56.52
8
Per me hanno fatto dei parziali passi avanti soprattutto nella corposità del riffing e dei bridge che sono più coinvolgenti, e in questo aiuta tanto il fretless che sarà pure auto-tunato o quello che più vi piace ma dà corpo a tanti momenti (e poi amo il suono del basso in evidenza, come lezione Sadus vuole). Non mi sento ancora da voto ma è un buon lavoro.
Steelminded
Sabato 8 Novembre 2014, 18.45.18
7
Nagash, perché il basso fretless è fumo negli occhi -- e più facile da suonare, ha un suono più catchy, si sente di più? M'interessa, grazie...
Nagash
Sabato 8 Novembre 2014, 18.28.03
6
Dovresti saper leggere alla tua età. IL fretless è fumo negli occhi, non LaPoint, che, oltretutto, se tu ci capissi qualcosa, sentiresti quanto è auto-tunato. Fonte: Suono il basso fretless da 14 anni.
kvmetternich
Sabato 8 Novembre 2014, 14.23.57
5
Definire fumo negli occhi la prestazione di Forest vuol dire non averci capito veramente nulla.
Nagash
Giovedì 6 Novembre 2014, 23.50.51
4
Il basso fretless (con tanto di quell'auto-tuning che farebbe cantare anche a me i Queen) è veramente fumo negli occhi. Rispetto al debutto non sono progrediti di una virgola, tolta la produzione non vedo brani superiori a quelli del debut ed i nostri perseverano nel suonare sempre la brutta copia di Martyr e Obscura (che concettualmente già non spiccano per originalità). Concordo parzialmente con il voto, forse avrei tolto 5/7 punti.
Resurrection
Mercoledì 5 Novembre 2014, 18.54.21
3
Avevo aspettative altissime per questo disco e non sono state deluse, concordo con il recensore sulla parte dei lati positivi (la title-track penso sia una delle canzoni più belle che io abbia mai sentito in generale) ma secondo me i brani citati come "peggiori" rimangono comunque di medio-alto livello (a parte The Great Revelation che comunque non mi offende troppo). Per me disco dell'anno con Melana Chasmata. Sebbene non concordi con metà recensione faccio i complimenti al recensore perchè quest'ultima è scritta veramente bene, dettagliata e che sviscera il disco senza perdersi in discorsi inutili.
The Void
Mercoledì 5 Novembre 2014, 18.06.39
2
Lo sto aspettando, ma dal poco sentito mi pare tanta roba. mi riservo il commento!
Valar Morghulis
Mercoledì 5 Novembre 2014, 18.05.37
1
Interessante recensione. Lo sto aspettando con ansia, quindi mi asterrò dall'esprimere giudizi fino a che non avrò avuto modo di sentirlo tutto e con calma. Al momento posso solo dire di essere d'accordissimo con Federico sulla titletrack; credo sia la loro composizione migliore al momento. Mi è bastato un ascolto un mese fa per farmi dimenticare in un istante di Coexistence XD Sono curioso di vedere se concorderò anche sul resto...
INFORMAZIONI
2014
Season of Mist
Prog Death
Tracklist
1. Elusive Reverence
2. Sous la Lueur de l'Empereur
3. Earthborn Evolution
4. The Great Revelation
5. Neurotical Transmissions
6. Abstrait Dialog
7. The Axiom
8. L'Exorde
9. Theatrical Delirium
10. Fundamental Process
Line Up
Simon Girard (Voce, Chitarre)
Kévin Chartré (Chitarre)
Dominic "Forest" Lapointe (Basso)
Philippe Boucher (Batteria)
 
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