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The Prophecy 23 - Untrue Like a Boss
( 875 letture )
Terza uscita per i tedeschi di Heilbronn The Prophecy 23. Dopo To the Pit del 2010 e Green Machine Laser Beam del 2012, tocca adesso ad Untrue Like a Boss il compito di consolidare la loro presenza sulla scena dopo il discreto successo ottenuto dal lavoro precedente, il quale ha fruttato loro l'apparizione su un buon numero di palchi europei. Il loro skater thrash metal -ma per gli amanti delle etichette la band si autodefinisce anche "Thrash Death Party Metal o "Mosh Action Metal- ingloba su una base prettamente thrash elementi death, groove ed hardcore che almeno sulla carta rendono il tutto abbastanza vario ed avvincente. Le parti vocali vengono così spartite tra Hannes (thrash vocals) e Phil (death vocals), i quali operano su un tessuto musicale che alterna sfuriate thrash/death ad altre caratterizzate da molto groove, sempre con una nota scanzonata in sottofondo che rende il tutto piuttosto divertente.

Prodotto da Kristian "Kohle Kohlmannslehner (Powerwolf, Eskimo Callboy, Crematory e svariate altre band), Untrue Like a Boss segna una sostanziale conferma dei pregi e dei difetti già evidenziati in precedenza dai The Prophecy 23. La sintesi delle varie influenze palesate dai cinque, le quali coprono un arco che abbraccia il thrash della bay area di Exodus e Testament e una forte dose di sana attitudine cazzara nel segno di Anthrax, Municipal Waste e soprattutto Suicidal Tendencies dovrebbero produrre una musica tensiva, nervosa, leggermente schizoide ed elettrica in senso lato, ma i The Prophecy 23 ci riescono solo in parte. L'album preso nel suo complesso svolge abbastanza bene il suo lavoro se ci si cala nella giusta ottica d'ascolto, ossia quella di metterlo di sottofondo durante una festa, durante un'uscita con gli amici con un paio di ragazze "giuste" al fianco ed un paio di altrettanto giuste birre (a patto che non dobbiate guidare, ovvio) ed in generale quando serve tirarsi su con una bella sferzata d'energia. Fatto questo, la serie di tredici anthems (oltre un bonus) più o meno riusciti, fa il suo sporco lavoro. Nessun brano che si stagli in particolare rispetto agli altri, ma tutti risultano godibili e divertenti, con The Greatest Wrestling Fan e Party Like Its 84 a rendere più adrenalinica la prima parte, pezzi come Tape Trading Like A Boss ed Untrue To The Bone con velleità di dire qualcosa oltre che dare semplicemente la scossa, e l'attitudine prettamente cazzara che viene fuori da pezzi come Home Is Where You Shred e Video Games Aint No Shame. Si fanno notare poi Pit Laserbeam, dedicata alla mascotte del gruppo e Bass Player, inno alla categoria dei bassisti. In generale, all'interno di un impianto molto rodato e vecchia scuola vengono inserite influenze più moderne ad integrare il suono, ma non si può fare ameno di notare come l'ossatura della musica sia rimasta sostanzialmente invariata rispetto al passato e come, al di là delle pretese di modernità vere o di facciata che siano, sia la parte più punk/hardcore -cioè quella appartenente all'old school- quella più riuscita e coinvolgente.

In paragone alla produzione precedente, Untrue Like a Boss mostra un lavoro più curato sia in sede di registrazione che di arrangiamento, con un'attenzione maggiore rivolta al modo in cui i vari passaggi vengono legati l'uno all'altro. In questo senso è quindi da considerare come uno step migliorativo, ma la sostanza rimane praticamente immutata. Si confermano l'efficacia del dualismo vocale growl/harsh, la capacità di essere divertenti ed la buona tecnica in possesso dei The Prophecy 23, ma anche la loro incapacità di superare davvero le impostazioni di default della loro musica. Ridotto il tutto all'osso, rimane un thrashcore sincero ed a tratti riuscito, che però non fa che ripetersi al di là degli abiti leggermente diversi fatti indossare ad alcuni pezzi, mostrando come il limite essenziale di Untrue Like a Boss sia sempre lo stesso dei due dischi che lo hanno preceduto: l'incapacità di restare fresco ed interessante sul lungo periodo. Dopo la prima sbornia quasi entusiasmante, a poco a poco tutto si normalizza con l'assommarsi degli ascolti, lasciando un'impressione non negativa, ma di assoluta normalità che fa arrivare in fondo all'album in maniera quasi automatica, senza l'attenzione che un prodotto di qualità superiore indurrebbe a conservare. Anche stavolta, la considerazione che due o tre pezzi in meno avrebbero reso più semplice la sedimentazione del disco nella mente dell'ascoltatore -tanto più che la sua parte più riuscita è quella punk/hardcore, quindi per sua natura breve e rabbiosa- appare tanto scontata quanto inutile, visto che per la gran parte dei gruppi pare obbligatorio mostrare quanto bravi siano a comporre pezzi in serie, ma questo è un discorso a parte. Molti bei pezzi insomma, che però mitragliati in serie alla fine stancano. Occasione mancata o normale approccio discografico dei nostri tempi? Nella risposta la differenza tra un grande album ed uno normale come questo.



VOTO RECENSORE
64
VOTO LETTORI
49.5 su 4 voti [ VOTA]
raven
Martedì 11 Novembre 2014, 13.49.22
3
Grazie per la fiducia
jek
Martedì 11 Novembre 2014, 13.32.34
2
Ascoltati, altra recensione azzeccata
jek
Sabato 8 Novembre 2014, 15.45.35
1
Leggendo la prima parte della recensione mi ero gasato poi col seguito mi sono un po' smontato. Ci darò un ascolto ma temo già di sapere cosa mi aspetta, punto tutto sul lato cazzaro dell'opera.
INFORMAZIONI
2014
Massacre Records
Thrash Core
Tracklist
1. The Greatest Wrestling Fan
2. Pit Laserbeam
3. Party Like Its 84
4. Untrue To The Bone
5. Video Games Aint No Shame
6. Home Is Where You Shred
7. Action Metal
8. Bass Player
9. The Ballad Of SOD
10. Pablo The Peacemaking Pizza
11. Fuck The Dub
12. Tape Trading Like A Boss
13. The Ballad Of Old School Metal
14. Arriba Abajo (Bonus Track)
Line Up
Philipp Heckel (Voce)
Hannes Klopprogge (Voce, Chitarra)
Dennis Lidak (Chitarra)
Phil Butcher (Basso)
Florian Sanden (Batteria)
 
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