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Ancient Dome - Cosmic Gateway to Infinity
( 1901 letture )
Chi sono gli Ancient Dome? Una delle più piacevoli e promettenti thrash metal band italiane potrebbe risultare una frase fatta e non del tutto appropriata. Infatti, il quintetto proveniente da Saronno non è più quella band promettente con all’attivo un numero svariato di demo che sta cercando di farsi strada sotto l’egida della Punishment 18 Records. Gli Ancient Dome, a quattordici anni dalla loro fondazione, hanno finalmente compiuto il grande passo che li eleva alla categoria delle band di punta della stessa etichetta discografica, soddisfacendo ogni aspettativa con questa terza fatica in studio che si può definire come l’album più riuscito del loro discreto curriculum. Negli anni, la band varesina ha subito numerosi cambi di line-up che hanno lasciato il solo Paolo “Pol” Porro come membro fondatore, il quale ha reclutato -con il passare del tempo- gli altri quattro artisti che ora figurano insieme a lui nei crediti di questo Cosmic Gateway to Infinity, con Gerardo “Jerry” De Feo e Davide “White” Bianchi a figurare come ultimi acquisti aggiuntisi nel 2011 dopo l’ultimo album in studio Perception of this World. Malgrado i cinque ragazzi non siano rimasti con le mani in mano (hanno pubblicato una compilation, Hunting the M.I.L.F., nel 2012, uno split con i Metalheadz nel 2013 ed una demo), si sono presi ben tre anni per dare la luce al terzo album della loro discografia. Una scelta che, visto il risultato finale, risulterà particolarmente azzeccata.

Il titolo dell’album anticipa l’imprinting che lo caratterizza, toccando tematiche scientifiche con evoluzioni che ci conducono direttamente nello spazio più profondo. Da questo punto di vista, complice anche una tecnica strumentale non indifferente, la proposta sembra ispirarsi al lato più cosmico e scientifico del thrash, piuttosto che a quello brutale ed “ignorante”. Il brano d’apertura N.I.F. (New Interstellar Force) ci consegna subito gli Ancient Dome più in forma della loro carriera: le vocals spaziano con il loro andamento isterico su tutte le linee, mentre le chitarre intessono un riffing tagliente, perfezionandolo con assoli di piacevole fattura; sotto a tutto questo, la struttura portante vede un’ottima prova alle pelli di Giorgio “Joe” Alberti che si porta dietro tutta la band in stop ‘n’ go di grande effetto. Il sound portante rimane tale in …Hyperspace regalando una continuità degna di un ottimo concept album; da sottolineare la piacevolezza delle linee più melodiche, capaci d’intersecarsi in un buon risultato con il riffing tipicamente thrashy. A Sea of Stars ci conduce direttamente in mezzo alle stelle, con il suo intro soffuso che ci prepara al riffing sparato di una cavalcata heavy/thrash altamente godibile, con un refrain azzeccatissimo sul quale l’ugola di Gerardo “Gerry” De Feo può andare a briglia sciolta. Tra solismi di ottimo livello, riffing taglienti ed incalzanti rullate, giungiamo alla seconda parte del disco, attraversando un’evocativa title-track, la meravigliosa Colonizing Asteroids -forte di un refrain di rara bellezza- e la strumentale Nebuloid, che ci permette di goderci tutte le capacità tecnico-melodiche del quartetto strumentale. In chiusura, la doppietta composta da Dead Zone -forse il brano del lotto che meglio riesce ad accomunare sfuriate thrashy e melodia- ed Empire of Lies non sfigura con il resto dell’album, donando un degno epilogo a questo viaggio interstellare.

In conclusione, Cosmic Gateway to Infinity è un lavoro molto godibile, composto da una sezione ritmica sempre sugli scudi e che rimane il vero punto di forza degli Ancient Dome, sin dai loro esordi su demo. Il songwriting è di buon livello, in grado di far combaciare bene tutto ciò che è stato assimilato come appassionati delle band storiche ed appreso da questi quattordici anni di lavoro sul campo; certo, gli Ancient Dome non fanno nulla di particolarmente innovativo, ma la qualità compositiva messa in campo dal quintetto dimostra come non sia strettamente necessario lo stravolgimento di un intero genere per produrre un disco che avrà lunga vita nei lettori degli appassionati. Nei tre quarti d’ora registrati, le chitarre intessono sapientemente riff granitici, aggressivi ma con una vena più heavy e melodica che spesso impreziosisce le composizioni; basso e batteria forniscono un vitale apporto all’impatto dei pezzi, messi in risalto al punto giusto da una produzione ottimale. Altro punto di forza di questo Cosmic Gateway to Infinity è la prestazione vocale di Gerardo “Gerry” De Feo, fautore di una prova di buon livello che riesce a correggere i difettucci messi in mostra dal cantato delle vecchie produzioni degli Ancient Dome. Detto questo non rimane che chiudere con un consiglio: se siete fan del sound degli anni ottanta con qualche sprazzo di technical thrash ed alcune sfumature più melodiche, allora fate vostro questo nuovo disco degli Ancient Dome e non stupitevi se vi troverete di fronte una delle uscite thrash italiane più esaltanti di quest’anno.



VOTO RECENSORE
79
VOTO LETTORI
70 su 6 voti [ VOTA]
Enomis
Lunedì 5 Gennaio 2015, 22.34.22
6
Non sono esattamente un thrasher, ma ho ascoltato in streaming Dead Zone di questo album e devo ammettere che non è niente male. Vedrò di recuperare altro materiale da questa band che mi ha incuriosito
AL
Domenica 9 Novembre 2014, 19.09.56
5
dovrò recuperarlo. La punishment 18 ha tanti gruppi interessanti
Nikolas
Sabato 8 Novembre 2014, 17.29.46
4
Crescono molto e di continuo, bravi!
spiderman
Sabato 8 Novembre 2014, 10.36.33
3
La recensione ben scritta mi ha incuriosito ed anche il voto, vedro' se ci riesco di ascoltarlo e procurarmelo eventuamente.
LAMBRUSCORE
Sabato 8 Novembre 2014, 10.25.55
2
Ancient Dome, cioè antica cupola, le parole che sembra abbia pronunciato una certa Ruby ,dopo aver aperto la patta del Berlusca....comunque ho sentito alcuni loro vecchi pezzi, mi erano piaciuti, questo lo ascolterò di sicuro.
Mauro Paietta "My Refuge"
Sabato 8 Novembre 2014, 9.39.45
1
Ho il piacere di conoscere Pol che è anche un'ottima persona! Non ho sentito tutto il disco ma la band merita davvero! Il voto alto è sicuramente meritato! Bravi, e naturalmente bella recensione di Davide
INFORMAZIONI
2014
Punishment 18 Records
Thrash
Tracklist
1. N.I.F. (New Interstellar Force)
2. …Hyperspace
3. A Sea of Stars
4. Cosmic Gateway to Infinity
5. Colonizing Asteroids
6. Nebuloid
7. Dead Zone
8. Empire of Lies
Line Up
Gerardo “Jerry” De Feo (Voce)
Paolo “Pol” Porro (Chitarra)
Alessandro “Ale” Fontana (Chitarra)
Davide “White” Bianchi (Basso)
Giorgio “Joe” Alberti (Batteria)
 
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