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Dream Theater - Train of Thought
( 6604 letture )
PREMESSA
Il 29 gennaio 2002 viene pubblicato Six Degrees of Inner Turbulence.
L'11 novembre 2003, poco più di anno e mezzo dopo, esce sul mercato quello che ad oggi può essere visto come uno dei punti di svolta all'interno della carriera dei Dream Theater. L'album, composto in tre settimane tra il marzo e l'aprile dello stesso anno, potrebbe risultare abbozzato e sprovvisto di quella perizia che un classico album prog necessita ad ogni uscita; in effetti in alcuni tratti è così, ma la carne al fuoco è notevole per altri aspetti. Risulta estremamente difficile recensire un album di questa pesantezza sotto molteplici aspetti: il nome sulla copertina, il momento storico che attraversava il gruppo in quel periodo e il conseguente futuro che ad oggi tutti conosciamo. Ancora più facile sarebbe cadere nel tranello di sparare a zero su band di questo calibro ad un minimo cambio di registro, viceversa si può difettare anche nello spendere parole d'alto consenso nei confronti di una band che a livello globale prende e trasforma in oro anche quello che spesso e volentieri oro non è mai stato. La scelta che più razionale è quella di porsi su due fronti: quello della difesa, perpetrando un esaustivo plauso verso i meriti che Train of Thought si porta dietro, e quello dell'accusa attraverso cui si andrà a sezionare ogni aspetto negativo e tutto ciò che non funziona nell'album. Riguardo alla solita breve enciclica sulla storia della band poco c'è da dire, oramai si conosce vita morte e miracoli del Teatro dei Sogni, per cui bando alle ciance e partiamo con la prima delle due parti.

DIFESA
Sessantanove minuti e ventidue secondi di progressione musicale che si districano attraverso sole sette canzoni offrono la possibilità ai Dream Theater di gozzovigliare in quello che per loro è il massimo della spensieratezza: la barocca tecnica del "piru piru", andando a tracciare linee estranee tra loro unite dal solo intento di far viaggiare la mente. Se escludiamo il singolo d'apertura As I Am di otto minuti scarsi (diretto ai Queensrÿche con il "consiglio" sulla strada musicale da intraprendere) e la ballad Vacant (dedicata alla figlia di James caduta inspiegabilmente in coma qualche giorno prima del suo settimo compleanno), le altre tracce hanno una media di undici minuti e mezzo, fattore per cui si può gioire perché è sintomo di ispirazione, di flusso di idee e ricerca. Stream of Consciousness è la strumentale più lunga mai composta dalla band; nei suoi oltre undici minuti la chitarra di Petrucci dalle tematiche arabeggianti duella alla perfezione con un Rudess in forma smagliante mantenendo l'attenzione sempre alta lungo tutta la traccia, in attesa di quel colpo di genio che accade quando meno te l'aspetti. I cambi di velocità sono riusciti alla perfezione, passando dai ritmi più spediti al mid-tempo diventano il fiore all'occhiello di quella che ad oggi probabilmente è una delle migliori realizzazioni della loro carriera. Anche il lato più accattivante della band riesce alla perfezione a svecchiare un suono che rischiava in altri casi di diventare stantio e retrogrado, l'aver voluto suonare molti dei classici delle band preferite lungo il precedente tour ha giovato al gruppo che si ritrova in mano l'album più violento mai composto, le tematiche più oscure e un cover artwork che sa molto di metal se confrontato con i precedenti episodi. Esempio lampante di questo cambio direzione è This Dying Soul -a conti fatti la perla dell'album (le liriche proseguono la Twelve Step Saga sulla riabilitazione dall'abuso di alcool di Portnoy mentre a livello musicale il suo incedere lento viene inframmezzato da corposi e violenti stacchi di tempo). La voce filtrata e parlata di La Brie che compare in alcuni frangenti è una di quelle che possono essere viste come novità, esperimenti prima d'ora mai provati e diventati realtà nel prosieguo della carriera; che piacciano o meno è questione del singolo ma che si innestino alla perfezione nella canzone è palese. Anche l'assolo sul finale merita un plauso, perché riaccende le speranze portando a compimento una frenetica traccia dalle notevoli abilità tecniche. È impossibile non citare Endless Sacrifice, con la sua parte centrale molto ben riuscita e merita una menzione in particolare soprattutto lo stacco prettamente jazz con conseguente sezione strumentale tipica di casa Dream Theater. Il bello di ascoltare album come questi è che, pur rimanendo incollati ad un sound manieristico e tipico del gruppo, è ancora riconoscibile il loro tocco, riuscendo ad ottenere soluzioni innovative senza snaturarsi. Un'altra canzone che merita di essere citata è Honor Thy Father che inizia con un mid-tempo confusionario, un caos calmo già visto e rivisto, per poi tramutarsi in un camaleontica suite di dieci minuti che si spinge sulle vele di alcuni riff dispari e contorti quanto basta; la sezione ritmica molto ispirata porta Mike a dilettarsi in molteplici soluzioni ambigue al limite del death e del thrash puro rispetto al classico standard manieristico. La traccia di per sé è una canzone d'odio verso il padre adottivo di Portnoy, motivo per cui sviluppa un saliscendi di emozioni lungo la sua durata. L'ultimo aspetto da segnalare di Honor Thy Father è che dal quinto minuto le voci che si ascoltano sono prese direttamente dai film "Magnolia", "Oz", "At Close Range" e "Gente Comune". Molti troveranno altri aspetti che magari sono stati qui tralasciati, ma in tracce e esperimenti musicali di tale calibro risulta impossibile che tutti si sia della stessa opinione; andiamo al lato oscuro ora.

ACCUSA
Train of Thought venne preso di mira sin dall'uscita sul mercato per via del suo netto cambio di rotta in rapporto al passato; è impossibile infatti non notare la rivoluzione rispetto anche solo a due anni prima. In dichiarazioni rilasciate all'epoca della promozione dell'album si fece riferimento ad una precisa volontà di rimarcare i tratti più cattivi e violenti della band, scelta effettuata seguendo una specifica richiesta dei fan della band. Nei tour precedenti, l'aver suonato titoli presi dai vari Master of Puppets, The Number of the Beast e/o Made in Japan, ha lasciato nascere in seno al gruppo il desiderio di cimentarsi in territori più corposi, che spesso e volentieri si discostano notevolmente da quella che è la classica anima della band; possiamo vederlo come un pregio perché è sintomo di maturazione e sperimentazione, peccato che non sempre questo giochino funzioni. La iniziale As I Am è al limite dell'accettabile, certi fraseggi risultano noiosi e inequivocabilmente fuori contesto, è pretenziosa sotto molteplici aspetti diventando clown di se stessa. Perché comporre una traccia tanto antipatica quanto malriuscita, non essendo death, thrash, tangendo velatamente il fattore nu-metal, non risultando purtroppo nemmeno Dream Theater in senso lato? È un esperimento malriuscito. La voce di La Brie che cerca di portarsi al di là delle sue stesse possibilità finisce per smascherare di fronte a tutti il vero problema di sempre della band: il loro cantante. È il punto debole da sempre degli statunitensi, figlio di una mostruosa produzione che gli conferisce un minimo di credibilità, spesso persa in sede live. Petrucci pur fornendo pregevoli spunti di sollazzo, dimostra per l'ennesima volta cosa significa la masturbazione del chitarrista, risultando prolisso e troppo barocco all'interno della sua improvvisazione da studio che è riconoscibile come in pochi altri casi. Non c'è dubbio che senza questo suono i Dream Theater non sarebbero tali, ma si può anche riconoscere come certe canzoni, se abbreviate di qualche minuto, potrebbero prendere tutt'altra dimensione; una su tutte, la lunga strumentale Stream of Consciousness, che diventa fine a se stessa, facendo sorgere dopo cinque, sei ascolti un desiderio sempre più forte di saltarla. Probabilmente una posizione defilata in tracklist sarebbe stata una scelta più azzeccata.
È un disco di svolta che ha fornito le chiavi per quello che oggi è la band, ricordo annebbiato di quella precedente al 2003 in cui di album sbagliati se ne poteva contare solo uno (a voi la scelta di quale fosse). Non è tutto malvagio, ma è solo che il voler cambiare pelle a tutti i costi spesso e volentieri cozza con il risultato finale, essendo privo di quell'esperienza che avrebbe potuto far fare ad un album come Train of Thought un deciso salto di qualità. Non che questi musicisti non ne abbiamo, sia chiaro, ma per suonare più duri bisogna esserci con la testa, con la mentalità, non a causa di una semplice richiesta da parte dei fan.

PUNTO DI NON RITORNO
Che questo, come è già stato ribadito, sia l'album più oscuro e violento della discografia del "Teatro dei Sogni" è indubbio, che sia una punto di svolta altrettanto, ma che sia uno dei più riusciti sicuramente no. Certamente a qualcuno piacerà da impazzire, altri lo odieranno e qualcuno magari lo avrà tra i suoi album preferiti di sempre ma, considerando la storia del gruppo e le capacità sino a quel momento mostrate, soprattutto arrivando da due capolavori indiscussi, Train of Thought risulta il semplice timbro di fabbrica che ad ogni anno dispari necessitava di essere marcato per avere la possibilità di effettuare altri tour in giro per il mondo; in molteplici istanti si alzano le braccia al cielo e si grida di gioia, ma in molti si passa attraverso un tunnel di mera indifferenza. Probabilmente meno autocompiacimento e più passione verso ciò che si suona avrebbe giovato al tutto; teniamolo così, come una discreta aggiunta ad una discografia fatta di alti e bassi.
La maturità è la consapevolezza dei nostri limiti e delle capacità altrui.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
91.21 su 102 voti [ VOTA]
AntonioS
Venerdì 9 Novembre 2018, 13.52.04
62
Disco piacevole, ma nulla più. Ale con il commento "Carina la cover di Welcome Home (Sanitarium) però preferisco l'originale..." ha vinto tutto XD Impossibile non pensare ai metallica per quasi tutta la durata del disco.
Ste
Venerdì 9 Novembre 2018, 12.33.21
61
personalmente trovo i DT altalenanti,per esempio Awake seguito da Falling into Infinity,ma Train fa' un effetto "tombino zigrinato" in testa : plumbeo( saranno le accordature ribassate),teso una bella dinamica tra i vari pezzi voto 80 provate a svegliarvi una mattina un po' ink...e mettete As I am ad oltre volume 10 dello stereo...il vicinato non vi ringraziera' ma magari migliora la giornata---
Ale
Giovedì 21 Dicembre 2017, 18.50.51
60
Carina la cover di Welcome Home (Sanitarium) però preferisco l'originale...
ObscureSolstice
Domenica 12 Novembre 2017, 21.11.06
59
gran bel disco, è stato il primo disco che ascoltai quando iniziai a scoprire i Dream Theather...rimasi colpito dalla bravura di Portnoy, Petrucci e LaBrie che in questo disco tira fuori una voce ottima e commovente, non è un loro must ma andando a scoprire più indietro poteva ancor più migliorare, ma già questo lo reputai e lo reputo un bel disco. Me li fece scoprire un mio amico progster, io neanche li conoscevo perchè ero troppo preso ad ascoltare zozzerie estreme e rimasi veramente sorpreso a vedere alcuni loro live...non sono un neofilo del prog, ma quando è fatto bene non si può dire nulla e va giù senza annoiarsi quando soprattutto non ci sono troppi giri e rigiri troppo lunghi a vuoto di assoli senza senso. Disco ispirato e di gran rilievo, massiccio e suonato egregiamente da gente di gran classe con varie gradevoli ispirazioni, con un refrain e un retrogusto di ispirazione che strizza l'occhio ai Metallica -a tratti- mischiato a un prog/heavy che non annoia per niente, e lievi riferimenti fear factoryani di industrial senza esagerare del tastierista. Tracce come Honor thy father, In the name of god...spazzano via tutto, ma tutto l'album rimane su alti livelli dall'inizio alla fine, ottime tracce molto ispirate e godibili. Bravi. Voto almeno 82
Steelminded
Domenica 12 Novembre 2017, 20.50.53
58
Quoto: " la maggior parte dei riff di questo album ricorda smaccatamente i metallica" Andrea leggere sta frase mi ha fatto sentire male. Ovviamente affermazione non vera.
Max1
Domenica 12 Novembre 2017, 20.00.25
57
Andrea, ho capito male ma anche il 1°dei DT non lo ascolti mai?? Ma..saran gusti, opinioni , ma il primo è a mio avviso uno dei migliori, pur con tutti gli "peccati" di giovinezza del x+caso!
roviston
Domenica 12 Novembre 2017, 19.32.11
56
Non voglio dilungarmi, vero che i suoni sono chiaramente thrash ed i Metallica il punto di referimento,ma vogliamo perdonare ad un gruppo imitato da una miriade di band la libertà di attingere altrove senza linciarli ?
andrea
Venerdì 8 Settembre 2017, 0.43.46
55
purtroppo la maggior parte dei riff di questo album ricorda smaccatamente i metallica, e questo a mio avviso è un punto debole preciso e irrimediabile, almeno per i miei gusti, e non certo per antipatia verso i metallica. come dice Mulo, emozioni quasi zero. freddezza a mille. Troppo tecnico, troppo cerebrale. Il lato peggiore dei DT. Parere personale. Unico album della loro discografia che non ascolto mai, a parte il primo.
TheFreeman
Venerdì 14 Luglio 2017, 20.44.00
54
Più il tempo passa più fatico a capire come la gente possa odiare questo disco. 7 tracce assolutamente memorabili, una violenza inoltre mai vista prima in un disco della band.
Mulo
Lunedì 24 Aprile 2017, 14.08.24
53
Tutto ciò che scrivo è soggettivo.Esercizio di stile che non lascia nulla,emozioni 0,vìassoli di petrucci che sembrano il sound dei videogiochi anni '80 da tanto che va veloce,feeling 0.Non mi ha lasciato nulla.Images and words,Awake e Scenes from a memory mi erano (e mi piaciono tutt'ora)piaciuti parecchio.
Venom
Venerdì 14 Aprile 2017, 17.54.22
52
Lavoro spettacolare con un sound fantadtico petrucci e portnoy autentiche macchine da guerra.70 e veramente troppo basso x un disco che e da 95!!!
iron69
Sabato 25 Febbraio 2017, 10.50.08
51
Dissento completamente dal recensore, questo è un album DT al 100 %, tutti bei pezzi As i am dura ma di spessore, The dying soul un gran bel pezzo che rimane in testa e diventato velocemente un classico del gruppo Stream of.. ed In the name of God particolarmente belli e ispirati, per me il voto è 86, piu' che onesto penso.
TheFreeman
Venerdì 27 Gennaio 2017, 22.41.00
50
Tutti lo odiano, io lo adoro. Il mio preferito è Awake dei DT, ma questo ed I&W seguono a ruota.
ELIO MARRACINY
Sabato 24 Settembre 2016, 2.15.17
49
ENDELESS SCRIFICE è COPIATA DA GIVE IN TO ME DI MICHAEL JACKSON, MA COME CAZZO SI FA
Kail
Giovedì 8 Settembre 2016, 1.34.41
48
Ottima recensione. Se non fosse per As I Am e alcune svolazzate di Petrucci fini a se stesse sarebbe uno dei migliori dischi della band...ma 70 mi sembra un voto un po' bassino per un album che solo per le ultime due tracce meriterebbe un 80 pieno.
Paskus
Venerdì 2 Settembre 2016, 15.32.13
47
La prima, la seconda e la settima traccia, a mio parere rappresentano l'olimpo di questo album che impressiona per la sua capacità di sorprendere in pieno l'ascoltatore mantenendo inconfondibile il suo marchio. Un lavoro grezzo, potente, suonato alla grandissima che ti sconvolge all'inizio ma ti entusiasma col tempo. Credo che con questo disco i nostri ci abbiano regalato un pezzo di storia della musica prog metal che rimarrà indelebile nella nostra memoria. Il mio voto va dai 90 in su, ovviamente.
Thunder
Martedì 28 Giugno 2016, 20.41.25
46
Album molto sottovalutato. Trovo che la svolta dei Dream verso un metal più duro sia del tutto maturo. Li amo per la loro voglia di sperimentare. Al recensore: Sei del tutto convinto di quello che dici sulla voce di Labrie? Guardati Live at Budokan, La Brie ė nel pieno del suo splendore!
Olof
Giovedì 23 Giugno 2016, 9.15.06
45
Quando si dice "prenderla con filosofia"
ELIO MARRACINY
Giovedì 23 Giugno 2016, 2.25.30
44
MA COME SI FA A DARE 70A QUESTO CAPOLAVORO IMMENSO, LA SOLA IN THE NAME OF GOD FA VIBRARE I PILASTRI DELL'UNIVERSO, E 77 A QUELL'ABOVINEMOLE ABORTO DELL'ULTIMA IMMENSA BESTEMMIA...DAI SIETE INSULSI MANNAGGIA I SACRAMENTI NON SI PUÒ VEDERE!
simone rocker
Domenica 8 Maggio 2016, 9.54.38
43
rimango molto attaccato a questo album , il lato duro dei dream, dico solo che se i metallica avessero fatto un album di questa potenza e bellezza avrebbero venduto milioni di copie .....
Andrew Lloyd
Domenica 20 Marzo 2016, 10.50.33
42
A prescindere che questo disco sia buono o meno, dal 2000 in aventi è arrivata la generazione che sui forum parla molto e i dischi li ha ascoltati poco
Gianluca7
Giovedì 3 Marzo 2016, 9.01.09
41
Album con la piu bella copertina dell'intera discografia
Undertow
Lunedì 15 Febbraio 2016, 0.21.08
40
L'ultimo album decente dei DT. Decente, non di più. Molto buona Endless Sacrifice e ottima Stream of Consciousness. As I Am semplicemente orripilante (sceglierla come opener...ma come si fa???). Il resto porta il marchio del Non Necessario. Voto del recensore giusto, per certi versi anche generoso. Voto dei lettori inspiegabile, per non parlare dei commenti festosi qui sotto. Al limite dell'irritante.
Rob Fleming
Giovedì 21 Gennaio 2016, 11.43.26
39
Devo ammetterlo. I tanto vituperati album degli anni 2000 a me piacciono tanto. Soprattutto mi piacciono per come canta La Brie che non è mai stato il mio cantante favorito. Anzi. Quando partiva con il falsetto/acuto e non smetteva più alla fine mi disturbava e basta (chi ha parlato di Awake?). Giocando, poi, con le similitudini In the name of God mi ha fatto pensare ai Tool che jammano con i Rainbow: esaltante! voto 80
Steelminded
Domenica 15 Marzo 2015, 22.36.40
38
Sono di parte con i Dream Theater, li consiglio a tutti e non li consiglio a nessuno perché c'è un sacco di gente a cui non piacciono e soprattutto a cui stanno sulle palle Sentiti Endless Sacrifice per esempio e fammi sapere. Evviva!
metallo
Domenica 15 Marzo 2015, 22.01.21
37
Questo insieme a Wen Dream and Day Unite e a Folling to Infinity mi manca all'appello, prima o poi me lo procuro @Steelminded ne vale la pena l'acquisto, e' un bel disco? Melo consigli?, di solito mi fido di te, vedremo.
Steelminded
Domenica 15 Marzo 2015, 21.52.06
36
Lo riascoltavo proprio ieri e devo dire che è proprio un album superiore come tutti quelli dei DT. Materia musicale divina dalla prima all'ultima nota. Chapeau.
salah akbar
Mercoledì 4 Marzo 2015, 16.44.30
35
nonostante sia il disco più "chitarroso" dei dt rispetto (all'orribile) systematic chaos questo è fatto di tutt'altra pasta.rudess fece poco per tot okay ma non importa ciò che conta è il livello (altissimo) dei pezzi. Honor thy father è un po sotto per il resto è da urlo. voto recensione buttato li come dimostra il voto lettori forse (troppo) alto io mi fermo a 88 ,70 è na barzelletta per questo disco qui.
steelminded
Mercoledì 4 Marzo 2015, 15.56.27
34
The greatest band alive, pochi cazzi. Struzzo, Fao bene a ricordare live at budokan, un video "fantastico" - ed uso un understatement - che fa semplicemente accapponare la pelle. Evviva!
Struzzo
Mercoledì 4 Marzo 2015, 15.09.37
33
Era il lontano 2004, un amico venne a casa e mi fece vedere il concerto "live at budokan". Conoscevo i DT ma non gli avevo mai approfonditi e, ad esser sincero, mi feci parecchio influenzare dai detrattori che parlavano di esercizi di tecnica e nulla più. Mi addormentai al terzo brano, ero piuttosto stanco quella sera e, dopo aver invitato il mio amico ad andar via, gli chiesi di lasciarmi il dvd per un paio di giorni. Il giorno dopo avevo scuola ma mi alzai presto, più presto del solito per cercare di continuare l'ascolto. Il risultato? Il quarto brano era "hollow years", uno dei brani live più riusciti del gruppo americano. Entrai alla seconda ora. TOT è l'album presentato in quel live memorabile. Brani pazzeschi, testi profondi, chitarra brutale, basso strappacuore e batteria matura, la più bella di Portnoy. Rudess in gran forma, come sempre. TOT è il più riuscito album Metal degli ultimi anni e ci fa vedere i DT dal loro lato oscuro. Voto 95.
MdMatte81
Lunedì 2 Marzo 2015, 12.22.15
32
Felice di essere messo cosi male allora....
Ste
Domenica 1 Marzo 2015, 18.18.21
31
@MdMatte81, senza offesa, ma sei messo male per dire ch'è uno dei migliori. Endless Sacrifice l'abbiamo sentita tutti così come In the name of god che sono le uniche due canzoni che valgono l'album per il resto è il trionfo della pochezza delle canzoni e della noia che le pervade. La sola inziale As I Am mette in guardia l'ascoltatore, una canzone così pallosa e prevedibile con riff trito e ritrito che sa di già sentito. Il 70 datogli è già una grazia, l'album non se lo merita. Non è uno schifo assoluto (però...) nemmeno decente o discreto, TOT è appena sufficiente, per me è un 60/100. Di peggio riusciranno a fare solo con il caotico Sistematic Chaos, e l'inconcludente e ultra cervellotico auto referziale A Dramatic Turn Of Events.
MdMatte81
Domenica 1 Marzo 2015, 18.03.47
30
Raga per me questo è uno dei migliori dei Dream, mi piace ma davvero ma davvero un casino! 70 ad un album del genere??? Un po' piu di coraggio dai nel valutare qualcosa di diverso e geniale! Ma l 'avete sentita endless sacrifice?? da rimanere a bocca aperta!!! WOW
steelminded
Domenica 22 Febbraio 2015, 18.39.24
29
Con i dream theater ce n'è molto di coraggio di solito...
btbam
Domenica 22 Febbraio 2015, 18.20.59
28
Per dare 70 a quest'album, ce ne vuole di coraggio...
Argo
Sabato 22 Novembre 2014, 7.35.03
27
Stephen King è stato da sempre sopravvalutato.
gianmarco
Venerdì 21 Novembre 2014, 23.10.47
26
mi è sempre piaciuto . il fotografo ha collaborato con Stephen King.
Awake
Sabato 15 Novembre 2014, 3.37.29
25
@Cynic: impressionante... brrrrr...
lux chaos
Sabato 15 Novembre 2014, 1.45.21
24
Riascoltato dopo tanto tempo oggi in macchina 2 volte e...beh, devo dire che è proprio un grande album. Alzo la mia votazione precedente a 85, il migliore post Metropolis insieme a Systematic chaos
Matocc
Giovedì 13 Novembre 2014, 23.03.22
23
proprio vero è il loro disco più oscuro e pesante... sarà per questo che -da buon thrasher- personalmente lo apprezzo davvero molto, così come SDOIT del resto. As I Am ha una gran bella botta ma tutto il disco merita a mio parere, certo per essere un album dei DT è strano forte, ma anche qui sta il suo fascino
Luigi
Mercoledì 12 Novembre 2014, 16.28.12
22
Album carino che se fosse stato un caso a se sarebbe stato valutato in modo completamente differente, peccato perche da qua in poi la il coraggiao sia mancato sempre di piu..
CYNIC
Lunedì 10 Novembre 2014, 22.31.14
21
@ Awake '' esatto '' As I Am, adrenalina pura!!!!!!
Awake
Lunedì 10 Novembre 2014, 20.42.40
20
As I am contiene uno degli assoli più incredibili del buon Petrucci...
AL
Lunedì 10 Novembre 2014, 15.10.14
19
per me un buonissimo album. migliorabili l'ultima e Honor thy father ma per il resto lo ascolto sempre volentieri. a me la svolta "cattiva" non dispiace. voto: 88
atheist
Lunedì 10 Novembre 2014, 14.58.34
18
Labrie stona nell'ultimo pezzo. Vendo il cd a 5 euro
blackinmind
Lunedì 10 Novembre 2014, 13.59.43
17
L'inizio della fine.
Argo
Domenica 9 Novembre 2014, 12.45.59
16
Album che mi piace tantissimo e non mi annoia mai durante l'ascolto. Voto 99. Il migliore dell'era post Metropolis, assieme a Systematic Chaos. Bello bello bello!
Michele "Axoras"
Domenica 9 Novembre 2014, 12.35.32
15
Proprio poco più di dieci anni fa, alla sua uscita, quando ero ancora nel mondo delle fiabe, quest'album mi introdusse nel mondo dei Dream Theater. A tempo mi lascio sconvolto per la sua pesantezza e le sue atmosfere. Ci penso ancora oggi e, parlando con la presa di consapevolezza e con maturità, lo ritengo uno degli album più particolari dei Dream Theater. Non sarà il più riuscito ? Fuori discussioni se messo a paragone con Images and Words o Metropolis 2. Tuttavia in questo disco a mio avviso subentra un discorso di stile e direzione musicale, argomento che ho trattato abbondantemente sulla mia recenione dell'ultimo degli Opeth, Pale Communion. Personalmente, proprio per le atmosfere così pesanti e cupe, ritengo TOT uno dei miei dischi preferiti dei DT. Sì, son sempre andato controcorrente, un po come un salmone This Dying Soul non ha niente da invidiare ai grandi capolavori del gruppo, attestandosi serenamente al loro pari. Qualcuno, non mi ricordo chi, lo definì "il disco del massacro" sia da un punto di vista di spaccatura fra i fan e dal punto di vista del sound, che trovo estremamente ben riuscito. Complimenti al collega "Ad Astra" per aver recensito un disco così controverso e difficile, con una prospettiva di accusa e difesa non facile da realizzare.
Screamforme77
Sabato 8 Novembre 2014, 19.02.04
14
TOT è a mio giudizio un album che inserisco nella media della loro discografia. Il tipico album senza infamia e senza lode, gradevole da ascoltare, ma non tra i miei preferito. Detto questo, voglio far notare che i DT è in assoluto un o delle mie band preferite, ciò sta a significare che un album dei DT che inserisco nella media per me è un grande album nel panorama generale e che ascolto a più battute, anche se loro avevano fatto e faranno album migliori sia in precedenza che in futuro. Il fatto che sia un album, si prog metal, ma con sonorità tipicamente Thrash, risalta il fatto che loro a ogni album sanno dare sempre una personalità diversa rispetto a tutti gli altri è questa la trovo una grande dote. Endless Sacrifice il capolavoro del platter, una delle loro opere più riuscite, Stream of Counciness una delle loro strumentali più riuscite, l'assolo di As I Am potrà anche risultare freddo ma è davvero di pregevole fattura.
Steelminded
Sabato 8 Novembre 2014, 17.30.39
13
concordo pienamente con il recensore sul fatto che non sia uno dei più riusciti della carriera del teatro del sogno, per cui voto: 90.
entropy
Sabato 8 Novembre 2014, 16.51.02
12
Per me uno degli album più belli post awake. Più metal rispetto al solito...un 85 ci sta tutto
lux chaos
Sabato 8 Novembre 2014, 13.41.44
11
A me non dispiace per niente, anch'io starei sul 70/75, le canzoni tranne alcune parti prolisse (e gli assoli a volte sbrodolanti di Petrucci, come sottolineava qualcuno) sono buone...io poi salirei di almeno 10 punti se al posto della mezza checca spompata urlante che sta dietro al microfono ci fosse un cantante con le palle, ma questi son gusti
therox68
Sabato 8 Novembre 2014, 12.45.49
10
Un album più shred che prog questo. Non che negli album precedenti mancassero assoli ed unisoni velocissimi ma in questo disco emergono su tutto. Il 70, cioè la sufficienza più che abbondante, è il voto giusto per questa release.
Metal4ever
Sabato 8 Novembre 2014, 11.56.57
9
In confronto ad altri album ben più pensati e lavorati, "Train Of Tought" perde in partenza al loro confronto. Prendendolo com'è, però, è una sperimentazione coraggiosa che fa vedere i DT in una veste più orientata verso il thrash, che a me non dispiace affatto. Un grosso difetto è l'eccessivo minutaggio di due canzoni: "This Dying Soul" e "In The Name Of God", che prolungano il discorso musicale fino a farlo diventare tedioso, e aggiungo un riferimento troppo marcato verso i Metallica. Bellissimi gli episodi "As I Am" (con un testo che mi ha sempre coinvolto molto) e "Endless Sacrifice" con la sua parte strumentale da sturbo. Buonissime "Honor Thy Father" e la strumentale. Non sono i migliori DT, ma l'album è ben lungi dall'essere cattivo.
Master Killer
Sabato 8 Novembre 2014, 11.44.10
8
voto secondo me ingiusto, ci poteva stare anche un 75 per dire, in questo album trovo una canzone riuscita, due capolavori, una fuffa e tre canzoni accettabili si puo' dire, la canzone riuscita è In the Name of God secondo me è una bella battaglia tra i quattro membri (escluso LaBrie) in cui in punto si puo' sentire come l'album è giusto che utilizza la parola pesante, poi ci troviamo con i capolavori This Dying Soul (una tra le migliori del Twelve Step Saga dopo The Glass Prison) dove vediamo tre parti totalmente diverse tra di loro dove una è meglio dell'altra e infine Endless Sacrifice da un incedere tra il Jazz e Metal per poi scoppiare in un finale esaltante, la fuffa invece è As I Am, liricamente puo' essere bella, ma alla fine se non sai utilizzare bene i generi, provi e ci riprovi, non verrà niente di buono e in qua sono d'accordo con Ad Astra, infine le tre canzoni che possono essere accettabili sono Vacant che è un incedere funereo per così dire che segue Stream of Consciousness una barocca strumentale che sinceramente le strumentali sono tra le canzoni più belle in ambito Power/Thrash/Prog e Melodic metal e infine Honor Try Father, bella canzone che devo riprendere ad ascoltare. L'Album non è male alla fine, però c'erano molte cose da cambiare però dai essendo patito dei Dream Theater sia la recensione che l'album mi piacciono anche se avrei dato 5 punti in più... 75
Third Eye
Sabato 8 Novembre 2014, 11.36.49
7
Gli albums pubblicati dopo il 2000 mettono in evidenza i difetti e i limiti di questa band, ne evidenziano o per meglio dire ne sanciscono la crisi artistica ma dimostrano nel contempo quanto possano essere importanti ed influenti i brand musicali.
CYNIC
Sabato 8 Novembre 2014, 11.11.23
6
copertina bellissima, anche l'album è bellissimo altro che!!!!!!!!!!!!!!!!! voto 99/100.
hellawaits
Sabato 8 Novembre 2014, 11.07.57
5
Uno dei miei preferiti dei DT! 90
Sorath
Sabato 8 Novembre 2014, 10.33.49
4
Io lo ritengo un grandissimo album.
asdasd
Sabato 8 Novembre 2014, 10.26.50
3
Secondo me il principale, e forse unico, punto debole dell'album sono gli assoli di petrucci, che spesso appaiono come semplici vomitate di scale cromatiche a 200 bpm, per il resto lo reputo un grande album
Master
Sabato 8 Novembre 2014, 10.18.59
2
*disaccordo
Master
Sabato 8 Novembre 2014, 10.18.43
1
Bello l'impianto della recensione, una sorta di recensione multipla in cui i 2 recensori sono noti a priori essere in disaccorso. Sul voto concordo totalmente, album tra i meno riusciti dei DT.
INFORMAZIONI
2003
Elektra Records
Prog Metal
Tracklist
1. As I Am
2. This Dying Soul
3. Endless Sacrifice
4. Honor Thy Father
5. Vacant
6. Stream of Consciousness
7. In the Name of God
Line Up
James La Brie (Voce)
John Petrucci (Chitarra)
John Myung (Basso)
Jordan Rudess (Tastiere)
Mike Portnoy (Batteria)

Musicisti Ospiti
Eugene Friesen (Violoncello su traccia 5)
 
RECENSIONI
70
65
70
65
71
93
s.v.
82
70
83
99
72
88
97
99
88
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