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Whitesnake - Lovehunter
( 2065 letture )
A distanza di un anno dal primo EP ed il primo full length, usciti entrambi nel 1978, il combo britannico capitanato dall’ex Deep Purple David Coverdale, pubblica Lovehunter. Rispetto ai precedenti due lavori ci sono dei punti in comune, ma anche dei leggeri cambiamenti. La prima cosa da dire è che la line-up è la stessa del disco precedente. Tale avvenimento è rarissimo nella discografia del Serpente Bianco, accadrà infatti soltanto un’altra volta (ovviamente con un’altra formazione) e coinvolgerà i dischi Ready an’ Willing, Come an’ Get It e Saints & Sinners, usciti tra il 1980 ed il 1982. Un altro punto in comune col passato è quella inossidabile vena blues, genere musicale tanto amato da Coverdale e che è impossibile non identificare come il trait d’union tra tutti i dischi dei Whitesnake. La svolta, invece, riguarda il sound: molto corposo e “hard”, con le chitarre di Marsden e Moody più rocciose che mai e la base ritmica tirata e grintosa. Prima di dedicarci al platter, però, vale la pena di spendere due parole per la copertina: ideata e realizzata dell’artista fantasy Chris Achilleos, essa ritrae una donna nuda a cavalcioni di un enorme serpente con la testa più simile a quella di un drago o di un basilisco, piuttosto che a quella di un normale ofide. Chissà cosa sarebbe successo se il disco fosse uscito a metà degli anni ’80, con il PMRC di Tipper Gore sempre pronto a censurare ogni cosa e magari ad intentare una causa per "uso distorto del corpo femminile".

Il disco si apre con Long Way from Home, una ballata mid-tempo in cui Coverdale dà sfoggio di tutti i colori della sua voce. Il pezzo è accattivante, ritmato e ricco di rimandi alla Motown ed alla Stax, con il basso di Murray che fa da collante per tutti gli altri strumenti. La canzone successiva è un vero e proprio manifesto: Walking in the Shadow of the Blues. Questo brano, spesso riproposto dal vivo, è la serenata d’amore di David nei confronti del suo genere musicale preferito, e come se non bastasse il primo verso a rendere già ovvia questa intenzione (“I love the blues […]”), ci pensa la musica a fugare qualsivoglia dubbio: basato sia nell’armonia sia nell’arrangiamento sulla classica scala pentatonica, questo pezzo è un perfetto compendio di regole da rispettare per poter suonare la musica americana più influente della storia. La terza traccia è Help Me thro’ the Day, una ballad vera e propria nel tipico stile Whitesnake primo periodo, e anche se non è un capolavoro, è un piacere ascoltare un ispiratissimo Coverdale e lasciarsi trasportare dalla coppia di sei corde composta da Marsden e Moody, senza però tralasciare il lavoro di Lord alle tastiere. Nulla di che per i suoi standard, ma estremamente funzionale alla fruizione del brano in questione. Per quanto riguarda il resto dell’LP non c’è molto da dire, nel senso che le altre canzoni rimangono su questo genere, alcune più veloci e altre più tipicamente bluesy, ma tutto sommato il risultato finale è piuttosto omogeneo. Una menzione particolare, però, la meritano Coverdale e soci. La band è affiatata ed equilibrata, anche perché già presi singolarmente i musicisti sono tutti fantastici, e anche se forse Jon Lord risulta un po’ in ombra, nelle esibizioni dal vivo di quel periodo non lesinava affatto su assoli e virtuosismi. A proposito di virtuosismi, basta ascoltare la parte centrale di Mean Business per rendersi conto della bravura degli strumentisti, Lord compreso. Se poi ci si accorge che ricorda molto la precedente A Light in the Black dei Rainbow e la successiva A Gypsy’s Kiss dei Deep Purple, basta ricordarsi che la band Viola Profondo è una grande famiglia (allargata).

I Whitesnake faranno il botto cavalcando l’onda del rock/metal da Headbangers Ball, ed effettivamente tra sound, ispirazione compositiva ed esecutiva e produzione, i dischi della seconda metà degli anni ’80 non hanno pari, ma ascoltare i primi capitoli, più grezzi, anche se forse più coerenti e non accecati da sogni di gloria, è comunque un piacere per le orecchie, e Lovehunter è un disco imprescindibile per tutti i rockettari di stampo settantiano.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
87.16 su 18 voti [ VOTA]
PATRIK
Giovedì 28 Settembre 2017, 23.46.30
16
boia quanto hanno copiato anche loro , e veramente i gruppi che han inventato qualcosa , hanno raccattato poco, i free , gli huria heep, gli yes ,i wishbone ash, i mott the hopple, humble pie ,amboy dukes ,vergognoso che nn vengano tributati meglio anche da chi ha ripreso a piene mani dal loro repertorio
DP
Giovedì 24 Marzo 2016, 20.08.38
15
a differenza di sonorita' piu' datate dei predecessori Love Hunter si deve considerare come il radicale cambio di passo della band degli anni 80 . A parte la buona vena compositiva il disco ebbe il grande merito di aprire le danze alle sonorita' che avrebbero distinto la band per i prox 2 / 3 anni........almeno fino all ' americanizzato Slide It In . Ma il cruccio di Coverdale nei confronti del disco fu' quello , come gia' detto , di non aver potuto ri-registrare le basi di batteria per motivi burocratici da lui considerate troppo morbide del pur bravo Dowle con il superbo e piu' incisivo Paice il quale pero' fece parte del successivo e immediato Love Hunter Tour .
danybg
Martedì 8 Marzo 2016, 18.00.03
14
vedo che il massimo voto tra i dischi recensiti del serpente bianco è 90 !!!!! personalmente, per un gruppo che ha fatto la storia del rock, mi sembra un po' pochino: love hunter, come an' get it e 1987 un 100 se lo devono prendere tutto !!!!!
Rob Fleming
Domenica 21 Febbraio 2016, 17.33.53
13
Di pochissimo inferiore a Ready an' Wiling è comunque un concentrato di canzoni eccezionali. Long way from home, la superlativa Walking the shadow of blues, Mean business con Jon Lord finalmente libero di esprimersi, Love hunter e R'n'R women con l'intro rubacchiataa Chuck Berry i pezzi da 90 di un disco bellissimo. 85
DP
Domenica 10 Maggio 2015, 14.26.42
12
Per triade intendo Ready An' Willing , Come An' Get It , Saints e Sinners
DP
Domenica 10 Maggio 2015, 14.21.54
11
Ottimo disco precursore e apripista della successiva epica triade e " Live In The Heart Of The City " che proietto' la band nell ' olimpo mondiale . La splendida " Walking In The Shadow Of The Blues " oltre ad essere una aperta dichiarazione d ' amore di Coverdale per il Blues e' anche profondamente autobiografica dove il cantante mette in luce tra le righe tutte le sue difficoltose battaglie che dovette combattere contro chi gli contestava la scelta di diventare musicista . Una curiosita' : analizzando il missaggio definitivo la band e in particolare Coverdale si rese conto di dover intervenire sulla ritmica . Il capo di imputazione fu' trovato in Dowle . Stimato e valido session drummer a detta sua non aveva il piglio e quella " cattiveria agonistica " che rende unico un musicista Rock . Il suo stile da " studio " rendeva i brani poco accattivanti e passo' subito all ' azione . Ian Paice libero da impegni fu' contattato direttamente da Coverdale per ri-registrare tutte le parti di batteria del disco . Lui accetto' rifiutando addirittura la chiamata da una certa Gillan Band (" era un genere troppo duro e metal per i miei gusti e il mio stile mentre i Whitesnake mi sono sempre piaciuti " dichiaro' in seguito il batterista ) ma contratti burocratici per la produzione del disco fecero annullare tutto . David non si arrese e licenziato Dowle l 'ex Purple fu' arruolato il giorno dopo la pubblicazione del disco .
Maurilio
Lunedì 17 Novembre 2014, 19.08.45
10
Bellissima copertina( io ho il vinile!) e bellissimo album. Fra le piú belle da citare anche Medicine man che ha un riff da paura e la lenta We wish you well.
sadwings
Lunedì 17 Novembre 2014, 16.37.39
9
amo questo album che come detto nei commenti sottostanti è uno dei migliori secondo me insieme a ready and' willing e anche a come and get it (io adoro quell'album).
spiderman
Domenica 16 Novembre 2014, 19.42.15
8
Correggo il mio errore da stanchezza, ho scritto whitesnake ma era 1987, l'ho anche riascoltato e non cambio idea per me i migliori in assoluto di questo gruppo sono(per i mmiei gusti)1987 e Ready an'willing, anche se attraverso la loro qualita' non c'e' secodo me un album sotto il 77. Rimane pur sempre uno dei migliori gruppi hard rock mai sfornati dal Regno Unito.Secondo me invece qui Coverdale da prova splendidatamente della bella voce che incastonata su sonorita' bluesy/ardrock rende qust'album godibilissimo e convincente.
Alex
Domenica 16 Novembre 2014, 18.57.29
7
Sono da sempre un forte estimatore del grande David, però questo album secondo me, non ha l'impatto sonoro come la copertina ottiene quello visivo. Un lbuon lavoro, senza particolari picchi . Si ascolta volentieri, avendo dei limiti che saranno oltrepassati, in album come Ready an'willing e Come an'get it.
lux chaos
Sabato 15 Novembre 2014, 22.02.04
6
Per me un buon album, però i miei gusti trovano molto superiore il successivo RAW e i due capolavori di fine anni 80
spiderman
Sabato 15 Novembre 2014, 15.12.54
5
Bell'album anche per me e bella prova vocale di Coverdale, si sentono influenze dei Northwinds, Uriah Heep, Raimbow, Deep Purple, blues e in genere di rock settantiano, bel lavoro di chitarra(avrebbe meritato maggiote attenzione) di Moody, discreta la batteria, e anche per me molto bella la titletrack, i miei preferiti rimangono Whitesnake e Ready an'Wililing, comunque un disco che ha segnato la loro prima fase, per me 92.
LORIN
Sabato 15 Novembre 2014, 14.39.39
4
Il loro miglior disco della loro prima fase. In Lovehunter non c'è nulla di sbagliato, è perfetto. I dischi della loro seconda fase (anni 80) sono un'altra cosa, solo un grandissimo come Coverdale può capitanare due band così diverse tra loro.
Galilee
Sabato 15 Novembre 2014, 14.35.21
3
La title track è da paura. Personalmente mi piacciono quasi tutti i dischi dei W., ma questo va proprio oltre.
Painkiller
Sabato 15 Novembre 2014, 13.56.04
2
Quoto Galilee e aggiungo che la title track mi fa impazzire!!!
Galilee
Sabato 15 Novembre 2014, 13.06.09
1
Miglior disco dei Whitesnake, senza ombra di dubbio. E secondo me questo disco piscia allegramente in testa a tutti i dischi usciti da metà anni 80 in poi. Un disco all'altezza dei più grandi classici dei Deep Purple Voto 95.
INFORMAZIONI
1979
United Artists
Hard Rock
Tracklist
1. Long Way from Home
2. Walking in the Shadow of the Blues
3. Help Me thro’ the Day
4. Medicine Man
5. You ‘n’ Me
6. Mean Business
7. Love Hunter
8. Outlaw
9. Rock ‘n’ Roll Women
10. We Wish You Well
Line Up
David Coverdale (Voce)
Bernie Marsden (Chitarra, voce nella traccia 8)
Micky Moody (Chitarra)
Neil Murray (Basso)
Jon Lord (Tastiere)
Dave Dowle (Batteria)
 
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