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Godsmack - 1000hp
( 3357 letture )
1000 cavalli: la massima potenza raggiunta da una vettura di Formula 1; ma attenzione, non di quelle moderne e "addomesticate" di oggi, bensì di quelle, grezze e "ignoranti", che c'erano a metà degli anni 80, spinte da motori turbo strabordanti e non mediati da alcun aiuto elettronico, quando solo il coraggio di piloti eroici nella loro follia era in grado di tenerle a freno.
Trenta anni dopo, a quel concetto di potenza diretta e senza freni si ricollegano idealmente i Godsmack, con questa nuova opera intitolata, appunto, 1000hp. Se poi il concetto non fosse ancora chiaro, ecco che i nostri mettono in copertina una hot-rod che esce da un cerchio di fuoco, e in apertura di disco un inequivocabile rombo di un'auto in partenza, prima che il riff schiacciasassi della title-track esploda in tutto il suo impatto.

Potenza e velocità quindi, le chiavi per intendere questo nuovo disco dei quattro del Massachusetts; e quest'urgenza è in buona parte giustificata. Per chi non conoscesse bene la loro carriera, iniziata nell'ormai lontano 1995, giova infatti ricordare come ad un interessante esordio, datato 1997, siano seguiti due album convincenti per pubblico e critica (Awake e Faithless), ma anche due successive battute d'arresto (IV e The Oracle), che avevano lasciato diversi amari in bocca agli affezionati. Il dubbio quindi era più che lecito: sono ancora capaci i Godsmack del 2014 di dire la loro in un genere nel quale essi stessi, per un certo periodo, sono stati fra le pietre miliari? I nostri reagiscono alla sfida caricando a testa bassa; e fanno centro su tutta la linea.
Questo disco infatti è, semplicemente, l'essenza e la sintesi di tutte le caratteristiche tipiche dei nostri: troviamo riff potentissimi e ben riusciti (la title-track), hard grunge come ai vecchi tempi (FML), ottime linee vocali, aggressive ma cantabili (Something Different), mid-tempo rocciosi e coinvolgenti (Locked & Loaded), rallentamenti e accelerate tipiche del loro stile (Generation Day), ariosi cori quasi pop ben piantati su una ritmica nervosa e oscura (Living in the Gray), ottimi lavori chitarristici (I Don't Belong), arpeggi cupi e ipnotici (Turning to Stone). Denominatori comuni a tutte le tracce sono l'ottima produzione, potente e magnificamente "old style", il buon lavoro della sezione ritmica, e, soprattutto, la caratteristica distintiva dei Godsmack: l'inconfondibile voce di Sully Erna. Vero "marchio a fuoco" su tutti i pezzi del gruppo, questa è sempre stata la "croce e delizia" per gli ascoltatori: tanto è fondamentale per la riuscita dei pezzi stessi (sarebbe difficile immaginare altro timbro per queste linee vocali), quanto mostra in modo evidente l'estrema somiglianza (timbrica e di stile) con James Hetfield, al punto che i detrattori della band spesso lo hanno visto come una sorta di copia mal riuscita. In effetti, più volte capita di pensare che se i Metallica avessero proseguito nello stile del periodo Load-Reload, aggiornandolo ai nuovi stilemi degli anni 2000 e 2010, il risultato non sarebbe, probabilmente, stato troppo diverso da questo.

Arrivati alla fine dell'ascolto, non è facile giudicare in modo univoco questo disco: chi è un fan di vecchia data avrà modo di apprezzare la ritrovata vitalità compositiva e la rinnovata potenza e brillantezza esecutiva del quartetto, che qui fa decisamente meglio delle ultime due prove. Chi invece li considerava solo un gruppo derivativo e poco interessante, non cambierà probabilmente parere, visto che di novità o di cambiamenti dal loro stile non c'è neanche ombra; il che, viste le premesse, non è per forza un male. Chi poi invece non li conosce per nulla, e ascolta questo disco scevro da aspettative o pregiudizi, (come in realtà si dovrebbe sempre fare), si troverà fra le mani un album semplice, diretto, ma dannatamente convincente e riuscito.
Per chi scrive, uno dei migliori dischi hard rock del 2014: bentornati.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
72.66 su 9 voti [ VOTA]
TheSkullBeneathTheSkin
Mercoledì 11 Aprile 2018, 16.11.25
6
Gran bel disco e gradito ritorno. Per me voto 85. La rece fa qualche paragone stilistico coi Metallica... e quella raga è solo metà della storia, raccontiamola tutta. Godsmack è un pezzo di Dirt degli Alice In Chains, Sully e soci non hanno mai nascosto di ispirarsi appunto a Metallica ed AIC (il logo della band è un sole)... quindi? Quindi date retta a me e procuratevi anche l'EP acustico "The Other Side", ne vale la pena. PS. il successo in USA dei Godsmack è praticamente dovuto nella sua totalità (non esagero=al singolo "voodoo" e lascio a voi giudicare
Alessandro Stella
Sabato 22 Novembre 2014, 12.51.15
5
Li conosco solo di nome ma dopo aver letto questa recensione sono molto curioso
lux chaos
Sabato 15 Novembre 2014, 21.49.54
4
Gruppo discreto, mai capito il loro enorme successo negli States, e li conosco dal primo osannato album, che ho sempre trovato da 7 al max, e questo nuovo non fa eccezione, carino per me, i gruppi da 8 sono altri
Malleus
Sabato 15 Novembre 2014, 20.14.30
3
Non l'ho ascoltato (e probabilmente manco lo ascolterò) ma dalla copertina. a naso, lo stroncherei pesantemente avevano finito il budget allora hanno fatto una copertina con paint? Bho..
Nu Metal Head
Sabato 15 Novembre 2014, 19.09.29
2
sì, io avevo "awake" e seppur fosse un bel disco era lungi dall'entusiasmarmi...
Sonny
Sabato 15 Novembre 2014, 18.06.13
1
Li davo per morti e sepolti e, a dirla tutta, nemmeno i loro migliori lavori mi hanno mai entusiasmato ma... A questo punto sono mooolto curioso!
INFORMAZIONI
2014
Universal
Post Grunge
Tracklist
1. 1000hp
2. FML
3. Something Different
4. What's Next?
5. Generation Day
6 Locked & Loaded
7. Livin' In The Gray
8. I Don't Belong
9. Nothing Comes Easy
10. Turning To Stone
11. Life Is Good (bonus track)
Line Up
Sully Erna (Voce, Chitarra)
Tony Rombola (Chitarra)
Robbie Merrill (Basso)
Shannon Larkin (Batteria)
 
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