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Kalmah - The Black Waltz
( 6849 letture )
Evidentemente ispirati dai vari Children Of Bodom e Cradle Of Filth, i finnici Kalmah sono giunti al loro quarto album, dopo Swamplord -che segna l'esordio nel 2001- They Will Return del 2002 e Swampsong del 2003.
Ovviamente i fratelli Kokko, nucleo pensante della band finlandese, sono convinti che sia meglio battere il ferro finchè è caldo, così dopo quasi tre lunghi anni di assenza i Kalmah tornano ad affacciarsi sul mercato discografico con quest'ultima release dal titolo The Black Waltz.

Gli undici brani contenuti nell presente full-lenght non si discostano affatto dalla proposta da sempre tracciata e seguita dai Kalmah, che si fonda su un death metal melodico molto veloce ed aggressivo, al limite dello speed/thrash, con continue e piacevoli incursioni di melodic black, queste ultime rese tra l'altro ancora più efficaci dalle tastiere di Sneck, mentre il riffing si presenta sempre aggressivo -come già dicevo molto votato al thrash- con il growl di Kokko (non sempre impeccabile a mio avviso) a dare un maggior contributo alla durezza ed all'aggressività del sound.
Da sottolineare in particolare la buona prova strumentale di tutti i componenti della band, con la sola riserva per il growl di Kokko, come già ribadito, ed una maggiore cura e ricerca nelle linee melodiche, caratteristica che più di ogni altra permette di isolare i Kalmah dalle altre band scandinave e finlandesi in particolare, a cui prima accennavo.
Delle undici tracce presenti si distinguono Bitter Metallic Side e With Terminal Intensity per il riffing e la sezione ritmica particolarmente aggressivi, Defeat -che alterna riff veloci ad aperture melodiche, mentre grande attenzione viene riservata alle linee melodiche nella title-track, in One From The Stands ed in Time Takes Us All, infine un cenno merita anche The Groan Of Wind, che presenta evidenti sfumature viking, sfumature peraltro presenti un pò su tutto il platter.

The Black Waltz di certo non è un album che si distingue per originalità o che abbia apportato innovazioni o nuovi spunti, e neanche può considerarsi un tassello fondamentale nella storia del death o del black melodico nordico, ma è comunque un disco discreto, che può trovare numerosi estimatori tra coloro che amano le sonorità dure, veloci, aggressive, dal sapore viking, ma al contempo dedite alla ricerca di pregevoli linee melodiche.



VOTO RECENSORE
64
VOTO LETTORI
56.66 su 62 voti [ VOTA]
KalMAH!
Sabato 26 Ottobre 2019, 7.48.27
11
Il ridicolo voto lettori deve spiegarsi con l'aver seguito come capre l'altrettanto ridicolo voto recensore, altrimenti non si spiega. Bellissimo disco, potenza e melodia perfettamente amalgamate. Come sempre. 90
Ferro
Venerdì 6 Settembre 2013, 19.14.27
10
Concordo appieno con Enrideath: per me l'album migliore dei Kalmah. Rispetto ai primi tre (che comunque ho apprezzato), si disallineano significativamente (per quanto possibile) dai CoB optando non solo per il cantato growl (su cui si può discutere: personalmente l'ho apprezzato) ma anche per un maggiore furore e intensità talvolta epica. Ho trovato il cd in alcun tratti davvero coinvolgente e, pur mantenendo un livello tecnico mostruoso, l'ho percepito molto più vibrante e meno freddo dei precedenti (anche grazie a degli assoli particolarmente ispirati disseminati pressoché in tutte le canzoni). A mio modo di vedere la migliore del lotto è With Terminal Intensity che (insieme a Sacramentum di 12 gauge) è forse la mia canzone preferita dell'intera discografia. In definitiva, un gran bell'album (per me voto : 85) di un gruppo che si è dimostrato negli anni nettamente sopra la media e degno di rispetto. Vae victis
Theo
Martedì 3 Aprile 2012, 18.47.01
9
A me i Kalmah piacciono molto e questo è un bell'album a mio parere... Lo reputo un pò inferiore però a They Will Return e gli ultimi due sono davvero interessanti... Voto 70
Cranium
Venerdì 23 Dicembre 2011, 22.34.57
8
poi mi dite che cos' hanno di power comunque a parte i solos
D.R.I.
Venerdì 23 Dicembre 2011, 16.14.42
7
copertina evocativa, un ascolto glielo dò di sicuro, me ne frega assai di che sottogenere suonano, power, death etc sono solo etichette che non sono sinimo di qualità o meno, il bello della musica è poter spaziare da un genere all' altro, visto ogni genere ha le sue perle, anche al di fuori dal metal!
AL
Venerdì 23 Dicembre 2011, 16.06.49
6
tendono al power, di death proprio pochino.. alla fine stancano..
LazzaLazza
Mercoledì 2 Novembre 2011, 21.20.00
5
ho trovato difficoltà a trovare recensioni positive sui kalmah. secondo me restano una band che merita! questo cd è fantastico, mi è proprio piaciuto
Enrideath
Lunedì 24 Ottobre 2011, 22.19.13
4
Siete tutti matti per caso?!? Questo è indubbiamente il miglior album dei Kalmah, davanti all'ultimo 12 Gauge. Più che power secondo me è extreme thrash, quindi diverso dallo stile dei Bodom che invece è chiaramente influenzato dal power. TBW segna una svolta nella discografia dei finniciche si nota in primis dall'ottimo growl di Pekka Kokko (ma come si fa a criticarlo? E' uno dei migliori vocalist death che conosca!) e dal cambio di sound, decisamente più veloce e martellante, batteria a mille e assoli stupendi. Su tutte, stupende Time Takes Us All, la title-track, The Groan of Wind e One from the Stands. Ottima anche la strumentale Svieri Doroga, perfetta nello spezzare la tensione della prima metà
plu
Venerdì 14 Settembre 2007, 18.12.25
3
Buon lavoro questo dei Kalmah, tecnica in abbondanza e discrete canzoni, ma di death metal ne vedo molto molto poco, la tendenza al power è evidente e ciò non giova all' album
ares
Giovedì 30 Novembre 2006, 20.48.36
2
basta criticare i kalmah,ma dove cazzi li vedi una copia spudorata dei cob.Guarda ascolta prima at the gates e in flames prima di sparare cazzate sui calma e sui norther.Grandi kalmah e poi e titoli delle canzoni sino fantastici,basta pensare a the groan of wind.Ciao
OzzyRotten
Lunedì 27 Novembre 2006, 22.18.33
1
A parte le scorrettezze grammaticali della recensione (un esempio? "trash" al posto di "Thrash", che non è spazzatura...), e a parte i soliti confronti con i C.o.B. (che io non tanto vedo. Questi infarciscono le loro canzoni di "scale" tutte votate al power, i Kalmah prediligono più lo Speed-Thrash...), mi spiegheresti, caro recensore, perché tutta questa avversione verso il Growl di Pekka Kokko? Forse, lo trovi meno ispirante rispetto ad uno scream stereotipato ma certamente meno aggressivo?
INFORMAZIONI
2006
Spinefarm
Death / Thrash
Tracklist
1. Defeat
2. Bitter Metallic Side
3. Time Takes Us All
4. To The Gallows
5. Svieri Doroga
6. The Black Waltz
7. With Terminal Intensity
8. Man of the King
9. The Groan of Wind
10. Mindtrust
11. One from the Stands
Line Up
Pekka Kokko (vocal & guitar)
Antti Kokko (guitar)
Timo Lehtinen (bass)
Marco Sneck (keyboards)
Janne Kusmin (drums)
 
RECENSIONI
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