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Godflesh - Decline & Fall EP
( 1856 letture )
Avete mai immaginato, mentre state ascoltando la musica in strada o alla fermata del bus, che ciò che le vostre orecchie stanno ascoltando sia una sorta di colonna sonora per la gente che vi sta intorno? Capita che la musica faccia sembrare questi ignari passanti buffi o felici o ancora estremamente cool.
I Godflesh li fanno sembrare carnefici di massa.

In attesa del ritorno in grande stile dopo tredici anni di assenza, il duo inglese ci lancia (ammettiamolo, rovinandoci anche la sorpresa) un assaggio di quel che intendono produrre nel nuovo album. Non ci si aspettino rivoluzioni, passano gli anni ma i Godflesh non cambiano: sano, opprimente, deflagrante industrial metal. Le quattro tracce presenti, di venti minuti di durata in totale, sono così pesanti che la percezione del tempo dell'ascoltatore le avverte lunghe come un normale full-lenght. Ciascuna di esse.
Dire che non è cambiato nulla però non sarebbe corretto nei confronti del duo inglese: la registrazione ha fatto un passo da gigante dal 2001 e Decline & Fall ci restituisce una band più vicina a noi, meno fredda nei suoni ma più compatta e lesiva. Nel suono della batteria non è particolarmente sottolineato il suo essere una percussione digitale: rispetto al precedente Hymns troviamo un suono meno secco, del tutto diverso dal tipico timbro della batteria elettronica di fine secolo (fatta eccezione per i Samael, maestri nel camuffare l'inesistenza del proprio batterista). Lo stesso percorso sembra essere stato compiuto dalla chitarra, che sostituisce alla piatta e tagliente distorsione un suono altrettanto saturo e secco ma decisamente più massiccio e denso di bassi (caratteristica che troveremo ulteriormente accentuata nel vero e proprio disco di ritorno, A World Lit Only By Fire) che rendono "tridimensionale" l'impatto con i timpani.
Il basso è costantemente presente a sostegno della diretta ma efficacissima architettura ritmica, che la fa da padrona nella devastante Ringer e nella più breve ma forse ancor più corrosiva Dogbite e la voce di Broadrick, alternativamente in growl e in pulito, si articola lungo melodie sghembe e stranianti echeggiate da inquietanti arpeggi di sottofondo, come in Playing With Fire in cui a tratti tornano anche le classiche percussioni elettroniche. La title track Decline & Fall si apre con un riff macinasassi subito supportato dal basso e da una batteria decisamente più tradizionale (in senso industrial), rivelandosi l'anello di congiunzione con il passato più delle altre canzoni dell'EP. I testi, brevissimi come sempre, appaiono legati da un filo conduttore, una sorta di descrizione di un lavaggio del cervello portato in parallelo ad un addestramento militare feroce.

L'unica conclusione a cui riesco a pensare è banale quanto efficace: i Godflesh sono tornati, e reclamano indietro il loro trono. Qualcosa mi dice che se lo riprenderanno, con le cattive (molto cattive).



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
72 su 6 voti [ VOTA]
Ullubballà
Lunedì 24 Novembre 2014, 22.04.20
3
Trovo che questo EP sia qualitativamente superiore all'album. Non sono d'accordo sul discorso della produzione: Hymns ha una gran bella scelta dei suoni, la batteria (acustica) suona divinamente e complessivamente aveva un sound innovativo per una produzione diciamo metal. Questo EP suona invece come suonerebbe Streetcleaner registrato ai giorni nostri: si sente lontano un miglio che la maggior parte del lavoro è stato svolto al computer.
MrFreddy
Martedì 18 Novembre 2014, 19.47.56
2
C'è anche quella, enry! Pubblicate successivamente.
enry
Martedì 18 Novembre 2014, 19.38.46
1
Pensavo uscisse la rece del disco...Comunque, ottimo Ep e bel ritorno in pista. I Godflesh giocano sul sicuro tornando alle sonorità dei primi album e giocano bene. A risentirci nella rece del full.
INFORMAZIONI
2014
Avalanche Recordings
Industrial
Tracklist
1. Ringer
2. Dogbite
3. Playing with Fire
4. Decline & Fall
Line Up
JK Broadrick (Voce, Chitarra, Programmazione batteria elettronica)
BC Green (Basso)
 
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