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Heroes of Vallentor - The Warriors Path Part I
( 1114 letture )
Premessa personale: chi mi conosce o legge le mie recensioni sa che non ho mai tollerato affermazioni del tipo “già sentito” o “nulla di nuovo” relativo a nuove uscite discografiche, di qualunque genere musicale, in particolare parlando di rock, metal e affini. Lo trovo assurdo, se ritenessimo un disco di poco valore solo perché si rifà a stereotipi del genere stesso non ascolteremmo praticamente più nessun disco uscito da vent’anni a questa parte, forse anche di più. Ben vengano quindi dischi di classic metal, rock, thrash e death che non inventano nulla ma sono ben fatti, ben suonati e cantati, purché contengano buoni brani, belle idee e siano ben sviluppate, e soprattutto riescano ad emozionare. Ben vengano anche le metal opere con concept medioevale e storie di guerrieri e regni fatati da salvare o distruggere. Va bene; però al tempo stesso c’è anche un limite, oltre il quale non si parla di già sentito o mancanza di originalità, si parla di banalità, approssimazione e mancanza di idee (e quelle poche che ci sono pure sviluppate male).

Gli Heroes of Vallentor provengono dalla Svezia, nazione che nelle ultime decadi continua a stupire per l’alto livello qualitativo delle proposte musicali, (tanto che è davvero difficile trovare lavori discografici sottotono) e propongono un heavy/epic metal classico senza contaminazioni di sorta. La band è giunta al sospirato debutto discografico con l’album in questione: The Warriors Path Part I, che, come è facile intuire, è la prima parte di un concept epico con tanto di guerriero in lotta per salvare il proprio regno. Chiaramente il concept si sviluppa in maniera vagamente più accurata e precisa, ma siamo comunque di fronte ad un lavoro approssimativo e ad un libro già letto. Musicalmente la band sa il fatto suo, ma non offre nulla di entusiasmante. Manowar, Judas Priest, Iron Maiden ed una buona dose di power teutonico sono i riferimenti musicali dei Nostri. L’approccio molto grezzo e classicamente heavy ricorda i Grave Digger, ma il livello delle composizioni è molto acerbo con arrangiamenti minimali. Il punto debole della band risiede però nella voce monocorde e baritonale del chitarrista e cantante Lars Sköldmark, che non riesce ad essere aggressiva come necessiterebbe il tappeto musicale, tanto meno capace di modulare e dimostrarsi espressiva ed emozionale, e gli acuti in falsetto piazzati qua e là non aiutano per nulla. Anche i cori ed i ritornelli necessiterebbero di essere molto più incisivi, potenti e curati, come il genere richiede. Il riffing di chitarra è invece potente, inevitabilmente debitore al genere, Judas ed Iron su tutti, ma anche qui si potrebbe fare di meglio creando riff e ritmiche meno banali. La sezione ritmica svolge il proprio lavoro in maniera corretta, così come tutto sommato gli assoli di chitarra sono ben costruiti ed adeguati sia al genere che alle canzoni. Warriors Path e The Questing Knights Vow sono più che sufficienti per capire la proposta ed i limiti degli Heroes of Vallentor; Vengeance sembra uscita da uno dei primi dischi dei Manowar e se avesse avuto delle linee vocali più curate, ma soprattutto con un cantante più adeguato, non sarebbe stata per nulla male, mentre il risultato effettivo sembra più che altro una versione non definitiva, con idee vocali che vanno ancora sviluppate ed un ritornello buttato a casaccio. The Forlorn Watchman è un brano strumentale che fa intravedere un buon potenziale, ma si perde in quattro minuti e mezzo più simili ad una improvvisazione acustica che non ad una vera e propria canzone.

È brutto stroncare una band, soprattutto se emergente, perché è chiaro che dietro al lavoro di questi ragazzi c’è tanta passione e tanto impegno, ma The Warrior Path è tutt’altro che un capolavoro e conta di molti difetti, di composizione, di esecuzione (in particolare legati al cantato) ed anche di registrazione, sufficiente ma non eccezionale. A questo aggiungiamo una copertina banalissima e mal disegnata ed il quadro è completo. L’augurio è che la band prima di mettere in atto la seconda parte del concept lavori sodo nella fase di composizione e possa stupirci.



VOTO RECENSORE
45
VOTO LETTORI
61 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2014
Inverse Records
Epic
Tracklist
1. The Quest
2. Warriors Path
3. The Questing Knights Vow
4. Lord of Fire
5. Vengeance
6. Knights of Death
7. Hawktalon
8. The Forlorn Watchman
9. Lawgiver
10. We Will Fight with Courage
11. The Sword of Heroes
Line Up
Lars Sköldmark (Voce, Chitarra)
Calle Sundberg (Chitarra)
Björn Sköldmark (Basso)
Emil Ruthström Sandin (Batteria)
 
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