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Nightingale - Retribution
( 2768 letture )
Molti di noi conoscono il signor Dan Swanö quale polistrumentista e fautore di alcune delle pagine più belle in ambito del metal europeo: che siano musiche estreme o meno, negli ultimi vent’anni questo arzillo quarantenne ci ha accompagnati lungo l’evoluzione di un genere tanto ostico quanto passionale. Possiamo citare gli immortali Edge of Sanity, gli stravaganti Pan. Thy. Monium, l’epoca brutale con i primordiali Bloodbath o anche il suo album prog death Moontower; ognuna di queste band ha involontariamente influenzato, chi più chi meno, la direzione stilistica che generazioni future avrebbero intrapreso poi. La musica, comunque, esce dal cuore, come dice sempre il buon Dan, e nel 2014 i Nightingale sono tornati in vita dopo ben sette anni di silenzio obbligato per ridare a noi quello che più semplicemente si può chiamare come passione. Il precedente White Emptiness è oramai un ricordo sbiadito, quasi non si sperava nemmeno più in un ritorno della band, dopo le costanti smentite e conferme susseguitesi nell’arco degli anni; di colpo, come un fulmine a ciel sereno, un’ondata gigantesca ci colpisce ed il nuovo album dell’”Usignolo” ci accompagna in questo lungo autunno.

Se nei precedenti album il carico della composizione era ricaduto per un buon 60% su Dag, il cui stile preferiva accostarsi al prog degli anni '80, in questo nuovo capitolo è il fratello maggiore e più famoso, Dan, a portare avanti la baracca attraverso una scelta stilistica tangenzialmente distante. Ovviamente non c’è da aspettarsi una rivoluzione in seno alla band, piuttosto quella che era l’anima A.O.R., da sempre celata dietro una coltre di partiture più tendenti ad una verve progressiva, oggi prende respiro e si lascia assaporare per la prima volta nella sua interezza. Probabilmente la presenza al timone per la prima volta dopo tanti anni del mastermind influisce in maniera insindacabile sulla riuscita o meno dell’album, che porta dietro di sé una ventata di leggera brezza estiva. C’è quel sapore di limpido e cristallino, di musica serena e gioia che si lascia cantare ed apprezzare lungo tutto l’arco della tracklist, attraverso quella semplicità di cui spesso ci si dimentica. Non serve molto a comprendere le ritmiche e le impostazioni sonore una volta premuto il pulsante play: On Stolen Wings è una di quelle canzoni che non puoi non cantare a squarciagola durante un bel viaggetto in macchina o mentre la tieni in sottofondo a casa: si può dire che tutto quello che Retribution offre è condensato già all’interno della canzone iniziale e non è affatto un male, attenzione. Lucifer's Lament potrebbe essere classificata come una semi ballad, ma nel bridge centrale la magia nasce spontaneamente dalle corde vocali di Dan e tutto prende una dimensione scintillante e scanzonata, a dispetto dell’argomento trattato. Certamente non bisogna stupirsi se ascoltando l’album nei dettagli si ricade nella sensazione di deja-vù; l’intento di rievocare band quali Kansas, Styx o i più recenti Work of Art è totalmente voluto, come poc'anzi accennavo. Sono propri i dettagli, le minuzie che secondo dopo secondo nascono e scaldano l’udito, ad innalzare questa band e questo album al di sopra di molto e uscite prog e A.O.R.; nella loro semplicità, le canzoni hanno delle linee compositive ricercate e ottimamente studiate: Chasing the Storm Away, insieme a Warrioros of the Dawn costituisce un esempio lampante, con stop e ripartenze a mantenere il tutto dinamico e vivo lungo tutto l’arco della durata. La seconda citata ha uno stacco centrale che è tanto sbalorditivo quanto ambiziosoe cerca di mischiare queste due realtà in conflitto all’interno della band, con la palla che passa da un compositore all’altro; è la dualità all’interno di Retribution che risalta sopra ogni altra caratteristica, l’impossibilità di comprende dove finisce l’A.O.R. e comincia il prog e viceversa. Certamente non sto parlando di prog in senso stretto, dove i “piri piri” nascono dal nulla e sfociano in un vuoto primordiale: l’unica band dell’ambito prettamente progressivo che potrebbe avere qualche reminiscenza con i Nightingale sono i vecchi Fates Warning grazie alla chirurgica capacità di staccare nel momento preciso, in cui il brano non ha più nulla da aggiungere, non eccedere mai e sapere creare un mondo in tre note, tanto pensate quanto altre cento di qualsiasi altra band. Ogni brano è dunque un potenziale singolo, una potenziale hit da palcoscenico, avendo a disposizione anche ballad da “mattone a fine serata” come Divided I Fall e Echoes of a Dream. C’è un piacere indescrivibile nell’ascoltare ripetutamente quest’album: avete presente quando vi innamorate di qualcuno ma non riuscite a comprendere il perché, dato che quella persona non ha nulla di più e di meno rispetto a qualsiasi altra, eppure non riuscite a staccare gli occhi da quel viso; bene, Retribution è quel viso, quei capelli che rendono tutto magico e quel profumo che vi passa accanto. Non dice nulla, non vi rivolge nemmeno la parola, siete uno su un milione, ma voi siete innamorati e avete costantemente necessità della sua presenza; distrattamente, magari un giorno per caso durante i molteplici incroci riuscirete finalmente a comprender quanto l’uno mancasse all’altro. Al sottoscritto sono serviti venti giorni buoni; chissà, magari per qualcuno di voi sarà un colpo di fulmine.

Non ho altro da aggiungere su questo album e posso solo consigliarlo e consigliare di sezionarlo in ogni suo minimo dettaglio e di godere di quanto dentro sia possibile ritrovarvi. L’A.O.R. non è una musica che ha una pubblico vastissimo nei tempi moderni; spesso, purtroppo solamente i die-hard resistono al passaggio del tempo, ma in questo caso, giovani, fatevi avanti. La melodia spesso è magia, ma sopra ogni altra cosa avete un compositore come Mr. Dan Swanö, sul quale non c’è nulla da aggiungere. Retribution è la conferma che i Nightingale sono vivi, nel silenzio hanno riacceso le spie e lo schermo è tornato a lampeggiare: a voi il compito di non lasciarli senza ossigeno.

Ci mancavate.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
91.33 su 3 voti [ VOTA]
donzia
Giovedì 16 Febbraio 2017, 11.34.36
9
ma ci sono... se si scrivi più correttamente WITHerscape (e non white-.-rscape
gianmetal
Giovedì 16 Febbraio 2017, 1.24.41
8
Perche non ci sono le recensioni dei Whiterscape? Comunque cosa bisogna dire,classe sconfinata,disco stupendo
ayreon
Lunedì 8 Dicembre 2014, 14.53.12
7
non dirlo a me,sto riascoltando anche i precedenti,non sbaglia un colpo
StvnStivs
Sabato 6 Dicembre 2014, 20.34.46
6
Questo è un album che ho davvero atteso a lungo; il sound di Swano è magico.
Ad Astra
Sabato 6 Dicembre 2014, 12.31.10
5
@Luca: ciao, posso dirti che la band è nata come progetto hard rock/ gothic, nel primo album questo lo si percepisce benissimo, con l'andare del tempo ha preso sempre più connotati prog AOR. se leggi l'intervista dan racconta che nella parte centrale della band ci sono influenze più prog degli anni 70 rispetto a queste ultime uscite dove l'aor prende il sopravvento, non ho un album preciso da consigliarti proprio per questo motivo, dipende se sei più legato a uno o l'latro genere musciale... certamente prova a fare un cammino a ritroso andando su white darkness e invisible, non ti discosterai di tanto
Jack Rancid
Sabato 6 Dicembre 2014, 12.03.39
4
Album magnifico, Swanö ha una classe quasi sconfinata.
luca
Sabato 6 Dicembre 2014, 12.03.22
3
@Ad Astra
luca
Sabato 6 Dicembre 2014, 12.03.00
2
questo gruppo non lo conosco dovrò immediatamente approfondirlo quali altri album mi consigli di questo gruppo
ayreon
Sabato 6 Dicembre 2014, 9.25.00
1
gran bella rece,li seguo da "nightfall overture" che era molto più cupo ,mai sbagliato un colpo,Swano è un genio poliedrico .lo straconsiglio anche agli amanti del new prog stile Arena,come sempre grazie anche ad Insideout
INFORMAZIONI
2014
Century Media Records
AOR
Tracklist
1. On Stolen Wings
2. Lucifer's Lament
3. Chasing The Storm Away
4. Warriors Of The Dawn
5. Forevermore
6. Divided I Fall
7. The Voyage Of Endurance
8. 27 (Curse Or Coincidence?)
9. The Maze
10. Echoes Of A Dream
Line Up
Dan Swanö (Voce, Chitarra,Tastiere)
Dag Swanö (Chitarra, Basso, Tastiere)
Erik Oskarsson (Basso)
Tom Björn (Batteria)
 
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