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Pink Floyd - The Endless River
( 12137 letture )
Come sovente accade in occasione di uscite così importanti, anche stavolta vi offriremo due visioni almeno in parte differenti non solo nei contenuti, ma in questo caso anche nella scelta di attribuire o meno un giudizio numerico all'uscita in questione. Nel caso specifico, data la particolarità della proposta, riteniamo che entrambe le scelte siano giustificabili. Ciascuno poi, a secondo del suo punto di vista, al solito potrà propendere per un'opzione o l'altra ma in ogni caso, nell'impossibilità di eseguire una media per estrapolare il giudizio numerico complessivo, questa volta si è deciso di lasciarlo inespresso, fermo restando che uno dei due recensori ha esplicitato chiaramente il suo. Buona lettura!


Prima Recensione di: Michele Ridolfi "Axoras"
HIGH HOPES
Venti lunghissimi anni sono passati dall'uscita di The Division Bell, l'ultimo grande disco dei Pink Floyd. In questo lasso di tempo enorme, nel quale sono cambiate un'infinità di cose nel mondo, il nome del gruppo sembrava essersi dissolto nel nulla, se non per delle raccolte o dei dischi dal vivo. Il 2 Luglio 2005, in un evento più unico che raro, il gruppo si riunisce al Live 8 UK organizzato da Bob Geldof: nessuno avrebbe immaginato che quell'esibizione, la prima dopo 24 anni, sarebbe stata l'ultima con la formazione delle meraviglie al completo. La storia della musica è ricca di pagine strappate, lasciate in sospeso o semplicemente non scritte. A contribuire a questa raccolta vi è la tragica morte di Richard Wright avvenuta il 15 Settembre del 2008, dopo una breve lotta contro un incurabile cancro. Viene così drasticamente annichilita definitivamente ogni possibilità di reunion, ogni pensiero su qualche rumor che tanto avremmo voluto sentire su del materiale inedito. Incredibilmente invece, come un fulmine a ciel sereno, arriva la comunicazione su Twitter di Polly Samson, moglie di Gilmour, che annuncia per l'autunno l'uscita di un nuovo album. Bastano quindi pochi caratteri, fatti di una manciata di byte, per scatenare un vero pandemonio nel mondo della musica. L'incendio divampa ulteriormente, non appena si diffonde la notizia che il disco sarà fuori dai canoni dei Pink Floyd, spostandosi su lidi ambient e completamente strumentali, eccetto una sola canzone. Una scelta senza ombra di dubbio coraggiosa e singolare, ma che acquisterà molto più senso di quanto ne sembri avere.

The Endless River nasce dal materiale mai pubblicato dell'era di The Division Bell: quasi tutte le composizioni, originariamente concepite per un album che avrebbe dovuto portare il nome di The Big Spliff, fanno migrare il classico sound floydiano su altri lidi, percorrendo l'infinito fiume della loro carriera. Il platter offre un mosaico autocelebrativo, con numerosi richiami all'intera discografia del monicker britannico. Per quanto sul momento la notizia dell'assenza di voci mi abbia leggermente disorientato, si ritrovano tanti punti di collegamento: abbiamo di fronte a noi dei Pink Floyd che tornano a una maniera di suonare più meditativa e vicina alle origini come approccio. Sia chiaro che il disco preso in analisi non ha analogie con i lavori dell'era di The Piper at the Gates of Dawn, tuttavia c'è una nuova propensione allo strumentale, da un punto di vista non solo emotivo, ma anche sensoriale. Non vi è ovviamente psichedelia, ma ritorna in parte quell'impressione di "viaggio" che tanto ha reso noto il gruppo. Il disco ambient che avrebbe dovuto vedere la luce proprio nel 1994 insieme al suo predecessore, mette così in risalto un altro volto del gruppo, quello che sono diventati e che hanno consolidato fra loro dopo la separazione con Roger Waters. La prima impressione infatti che passa donando il primo ascolto al disco è la forza di quel legame incredibile che tiene uniti Gilmour, Wright e Mason, facendo risaltare quell'alchimia formata dalla loro vena creativa e dal loro sound estremamente personale. Le sessioni registrate tra il 1993 e il 1994 furono sotto la cura dello storico produttore Bob Ezrin e del chitarrista inglese, in un setup solido e sicuro, mentre la nuova produzione vede al posto del primo i brillanti Phil Manzanera, Youth ed Andy Jackson. Inutile parlare della pulizia del suono e della precisione con il tutto sia stato reso in maniera ottimale, aggiungendo qui e lì delle tracce di chitarra o di batteria, che si sono integrate perfettamente con le registrazioni di vent'anni fa. Ricomporre quindi così tanto materiale, frammentato e di vecchia data non era facile: dietro The Endless River, il cui nome è tratto dal penultimo verso di High Hopes, vi è quindi un lavoro lungo e minuzioso che lascia grandi aspettative o, per meglio dire, grandi speranze.

SIDE 1
C'è sicuramente un tacito accordo,
ci sono un sacco di cose non dette.
(Richard Wright)

Noi gridiamo e litighiamo, come tutti gli altri.
(David Gilmour)

La somma è migliore delle parti.
(Nick Mason)


Su alcune note sospese, giungono immediatamente le prime parole, lontane ed effettate. I temi richiamati nei cinquanta secondi che aprono Things Left Unsaid sono quelli dell'unione fra i componenti rimasti, sul fatto che insieme ancora costituiscono una forza musicale ed espressiva incredibile. Dopo un tuffo che sembra dare il via alla vera musica, le tastiere di Wright emergono delicatamente nelle atmosfere che richiamano a Cluster One, l'opener del tanto citato The Division Bell. Non tarda ad arrivare la chitarra di Gilmour e dall'insieme di elementi nasce un crescendo che sfocia in It's What We Do. Le sonorità e l'approccio adottato rimandano chiaramente a Shine On You Crazy Diamond e tutto si ha, tranne che l'idea che questo sia uno scarto della composizione originale. L'album quindi strizza immediatamente l'occhio al platter della traccia precedentemente citata: Wish You Were Here. La semplicità esecutiva, la timbrica inconfondibile della chitarra ed il tappeto di suoni maestoso e avvolgente delle tastiere, creano un'atmosfera che rispecchia al cento per cento lo stile floydiano, facendoci passare sei minuti abbondanti in un leggero soffio di vento. Con Ebb and Flow torniamo invece alle sonorità che hanno aperto il platter, in un misto di sensazioni che trasudano dolcezza e serenità. Anche qui le timbriche estremamente ricercate, arricchite da un'effettistica quanto più moderna, guidano il brano in maniera sicura e godibile, chiudendo la prima parte.

SIDE 2
All'apertura della seconda parte vi è Sum, che dopo una lunga sezione ambient lascia spazio alla grancassa pulsante di Nick Mason. Il crescendo un po' teso, la batteria che passa a dei pattern continuamente incentrati sui tom, ricordano gli ultimi momenti di The Happiest Days of Our Lives da The Wall, incrociati con alcuni elementi di One of These Days proveniente da Meddle. Skins emancipa il drumming già di per sé in primo piano, rendendolo definitivamente protagonista di una traccia intera. La sezione ritmica e gli effetti elettronici sono in grado di costruire da soli tutta la canzone dall'impatto fortemente musicale, cosa non facile per un brano del genere, che presenta un taglio fortemente orientato alla musica tribale, elemento del tutto inaspettato. La breve Unsung fa da ponte al brano successivo, richiamando le sonorità che aprono questa seconda parte del disco e nel suo minuto abbondante di durata riesce a far transitare morbidamente le sensazioni di tensione e freddezza precedentemente create a un qualcosa di più caldo e accogliente. L'autocitazionismo e l'andare a prendere qui e lì qualcosa da tutta la propria discografia continua con Anisina. Quale album ancora non era stato scomodato? Ma che domande banali, The Dark Side of the Moon ovviamente! L'accostamento con Us and Them viene spontaneo, anche se fortunatamente la traccia evolve in maniera totalmente indipendente e personale. Nuovamente qui risalta una certa facilità esecutiva e concettuale, che tuttavia funziona egregiamente vista la progressiva aggiunta di strumenti: il sassofono e il clarinetto dell'ospite Gilad Atzmon fanno un ottimo lavoro, che miscelati con un altro assolo da manuale di David Gilmour siglano il meraviglioso finale di questa Side Two.

SIDE 3
The Lost Art of Conversation, titolo di un tema molto caro ai Pink Floyd, riporta in auge il pianoforte drammatico e ricco di pathos di Wright, che sfocia successivamente nella leggera ed inaspettata On Noodle Street. Quest'ultima traccia, che vede l'ospite Guy Pratt al basso, costituisce un buon intermezzo dalle leggerissime venature fusion, costruendo un sound più lontano da quello classico del gruppo. Il flusso musicale scorre inarrestabile, passando alle notturne e riflessive atmosfere di Night Light, che vedono di nuovo dialogare la chitarra di Gilmour e le tastiere maestose di Wright. All'irruzione di Allons-y (1), inevitabilmente sorridiamo ricordandoci chiaramente Run Like Hell di The Wall, facendoci trasportare da quella parte più rock e carica del gruppo. La sezione ritmica di Mason trascina in maniera convincente ed incredibilmente pulita e nonostante la traccia possa sembrare un po' fuori posto messa alla pari con le altre di The Endless River, attraverso alcuni suoni usati, soprattutto per le armonizzazioni nel finale, si riesce ad omologare il tutto egregiamente. Nella breve Autumn '68, che richiama nel titolo la nota Summer '68 di Atom Heart Mother, abbiamo un ospite d'eccezione: il magnifico e storico organo della Royal Albert Hall. Inutile dire quanto il suono maestoso dello strumento da solo valga tutta la durata del breve brano, a maggior ragione se ci fermiamo a riflettere su chi ci ha messo mano. I momenti di questa rarità passano veloci, fungendo da intervallo per la reprise della canzone precedente, ovvero Allons-y (2), che non aggiunge nulla di nuovo a quanto precedentemente detto. Un occhio di riguardo invece merita la stupenda Talkin' Hawkin', che ci offre delle meravigliose parole sintetizzate dello scienziato Stephen Hawking, che si muovono su un pianoforte estremamente avvolgente, accompagnato a sua volta da una chitarra morbida e calda. Le parole di un uomo di importanza mondiale che, nonostante la condanna all'immobilità totale dovuta alla SLA, non si è mai arreso di fronte a nulla si integrano perfettamente con i temi trattati dai Pink Floyd, generando un pezzo che trascende dalla musica alla filosofia, in qualcosa di ancora più profondo che ci lascia riflettere.

"Il discorso ha permesso la comunicazione di idee, permettendo all'uomo di lavorare insieme per costruire l'impossibile. I più grandi successi dell'umanità sono avvenuti parlando. Le nostre più grandi speranze potrebbero diventare realtà in futuro. Con la tecnologia a nostra disposizione, le possibilità sono illimitate.
Tutto ciò che dobbiamo fare è essere sicuri di continuare a parlare."
(Stephen Hawking)


SIDE 4
L'ultima parte di The Endless River si apre con la siderale e lontanissima Calling, che fornisce un ambient cinematografico e spaziale. Un viaggio psichedelico in chiave moderna che non sfocia nell'assenza di musica, bensì nella cupa e ricca di emozioni Eyes to Pearls. Quest'ultimo breve intervallo vede la presenza di un fraseggio di chitarra ripetuto in maniera ossessiva, che si adorna in una lenta e pesante evoluzione. La chitarra acustica apre Surfacing, lasciando poi spazio ai delicati cori di Gilmour e Durga McBroom. Il brano è caratterizzato dal classico sound del '94 e le atmosfere si rilassano per il gran finale. Louder Than Words è l'unico brano cantato dell'intero album, non a caso posizionato alla fine del disco: sentire di nuovo la voce di Gilmour, impeccabile, profonda e matura scaturisce una serie di brividi incredibili. Il testo della canzone, che si muove fra cori e un'atmosfera tipicamente floydiana, è scritto da Polly Samson e racchiude con estrema facilità la potenza espressiva del gruppo.

"La somma delle nostre parti
Il battito dei nostri cuori
È più forte delle parole.

Questa cosa che chiamano anima
È lì che palpita
Più forte delle parole."


La musica dei Pink Floyd, attraverso il battito dei cuori e il palpitare dell'anima è più forte di ogni parola. All'interno del calderone vi sono tutte le personalità di Gilmour, Wright e Mason, miscelate nel loro legame allo stato più puro. La ballad si appresta alla conclusione con un assolo magnifico, che racchiude alla perfezione lo stile di un chitarrista che ha influenzato (e che influenzerà) generazioni di musicisti. Sulle note della stessa melodia che apre il disco in Things Left Unsaid, in un cliché derivato da The Wall che delinea un cerchio perfetto, si chiude l'ultimo brano di The Endless River. Solo alcune parole metalliche si sentono, in un omaggio a un personaggio enorme della storia della musica.

"Go to heaven... Wright"

NOBODY HOME
A questo punto, ci rimane una sola e spontanea domanda, che ci porta a chiederci cosa sia in fin dei conti The Endless River. Un altro grande platter dei Pink Floyd o una raccolta di scarti? La risposta non è scontata: non è un disco, ma un epitaffio. Nuovamente il gruppo riconferma il cliché di produrre dischi fra loro non comparabili e quest'ultimo non fa eccezione. Musicalmente non raggiunge le vette dei suoi predecessori e l'aria di déjà-vu è presente in tutto l'ascolto: questi due elementi hanno creato diverse opinioni sulla valutazione, poiché per alcuni è stato un sentire sempre le stesse cose, mentre per altri è stato un piacevole tuffo al passato. Sarebbe di una facilità e di una superficialità disarmante trattare The Endless River come un album di scarti, un'operazione commerciale o un'uscita forzata. Questa ultima ora di musica del gruppo britannico ha l'obiettivo di scrivere la parola "fine" a una storia durata quasi cinquanta lunghissimi anni, lasciandoci una serie di echi dal passato, un ultimo momento di raccoglimento comune del gruppo.
In conclusione, ha senso dare un voto ad un epitaffio? Giudicare questo disco, che non è un semplice platter di musica ambient fatto da un gruppo famoso, è come giudicare quella che è stata la storia del gruppo. Io credo ardentemente che in questo caso, invece di esprimere dei voti, sia il caso di apprezzare il voltar pagina, una volta per tutte. The Division Bell ci aveva lasciato con quel senso di "interruzione" più che "conclusione" ed ora, citando i versi di Time, nonostante ci sia sicuramente altro da dire, il tempo è andato e la canzone è finita. Proprio come hanno fatto Gilmour e compagni, è ora di smettere con le parole e di lasciare posto a immagini e sensazioni.

Ripercorro ancora una volta il lungo corridoio di casa, affacciandomi di tanto in tanto sulle stanze, dalle porte più o meno aperte, a sbirciarne gli interni. Tanti oggetti, strumenti, foto di persone, disegni e copertine, ricordi. Una stanza è nera e buia, un'altra è fatta di mattoni bianchi, una invece è arredata con soli letti. Poi ce ne sono altre in cui lo sguardo si perde nel continuo variare dei colori e delle percezioni d'essi ed infine altre ancora. Mi ritrovo a camminare per un esteso tratto privo di stanze, lasciandomi tutto alle spalle, fino a raggiungere la porta che dà verso l'esterno. Lo sguardo inevitabilmente si rivolge indietro, ad osservare e ascoltare il passato per un'ultima volta e, dopo quel momento così breve e intenso, con un gesto delicato e preciso spengo la luce di casa. Apro la porta, sulla quale vi è raffigurato un uomo che rema su un fiume di nuvole e con pochi passi attraverso la soglia che mi porta nella luce bianca, indefinita: la stessa che filtra verso l'interno per un ultima volta. Sono quei passi, che mi conducono una volta per tutte fuori da quella casa chiamata "Pink Floyd", nella quale non verranno più costruite e adornate stanze, che tanto ha significato per me e tanti altri. Nella casa ora, chiusa e lasciata alle nostre spalle per sempre, non c'è più nessuno.
VOTO Prima Recensione: s.v.


Seconda Recensione di: Emanuele Bascelli "Jimi The Ghost"
Secondo il filosofo Adorno, nell'attuale panorama musicale, il concetto di gusto non è più un'enunciazione adottabile in quanto sovente l'ascoltatore si trova innanzi ad una mercificazione standardizzata della musica e, pertanto, la stessa valutazione diviene una mera forma d'ipocrisia. Dietro ad ogni enunciazione, noi crediamo di valutare in maniera del tutto obiettiva quel prodotto musicale, a volte fidandoci dei nostri sottili piaceri, ma in realtà siamo oggetto di pressanti dinamiche che vengono preventivate a monte dalle stesse industrie di produzione musicale. È evidente che Adorno ci propone un pensiero marcatamente nullista, forse inattuale e, per certi versi, non condivisibile, ma quante volte tutti noi ci ritroviamo sopraffatti da reiterati messaggi, notizie, informazioni, sample, frammenti e assaggi di brani e anteprime di video redazionali ancor prima della pubblicazione del prodotto musicale? È un ovvio meccanismo commerciale con l'esclusivo scopo di amplificare l'attesa, di aumentare gli appetiti sonori, ma che, nel contempo, va ad assuefare accanitamente il nostro orecchio. Ad ogni modo la posizione di Adorno sulla mercificazione del prodotto musicale può essere legittimamente non condivisibile, astratta, ma si coniuga ad un altro suo concetto, nuovamente sul gusto, che si riferisce questa volta al comportamento che assume un ascoltatore innanzi ad un brano musicale. In sintesi, per il filosofo, esistono diversi soggetti di «ascoltatore», da quello che lui stesso definisce "ascoltatore esperto", a quello che possiede un orecchio esclusivamente "emotivo", oppure "l'ascoltatore risentito o astioso", certamente diverso dal fenotipo decisamente "culturale", ovvero quello che si contrappone marcatamente "all'ascoltatore di musica leggera". Limitandoci a circoscrivere il ragionamento su questa recensione e, comunque ci si ponga innanzi ad una forma di valutazione, essa sarà condizionata dapprima dai meccanismi di massificazione dell'industria musicale e dall'altra dall'approccio consuetudinario dell'ascoltatore. Con molta probabilità, un giudizio musicale per essere il più oggettivo possibile, dovrebbe contenere almeno due elementi imprescindibili: dimensione emozionale e dimensione tecnica riferendosi anche al movimento culturale che ne potrà derivare. Per quanto tutti noi potremmo tentare di rimanere oggettivi, anche questo sistema produrrà un giudizio instabile, poiché il cosiddetto pensiero emozionale è di sua natura stessa soggettiva, poiché connesso alla personale identità e ad una serie di vissuti individuali legati al momento. Dietro ad un ascolto e quindi ad un giudizio, indubbiamente si celano una serie di dinamiche che solo il tempo, in concomitanza di alcune variabili e condizioni anche di natura emotiva, ci potranno condurre ad una conclusione definitiva e magari, come in questa occasione, ad una coerente critica musicale.

Lo stupore ci stordisce, ma per meglio ridestarci: ci apre, ci consegna all'essenziale.
[Emil Cioran]


I Pink Floyd hanno soddisfatto, con particolare devozione, alcuni dei meccanismi propri dell'estetica musicale, riuscendo ad appagare tra i più esigenti quanto diversi tipi di ascoltatori: dall'emotivo al culturale. Ecco perché molti riconoscono nella musica dei Pink Floyd quell'universalità e completezza artistica.
Dai frammenti e dalle particelle sonore di The Division Bell e dal desiderio di scolpire il ricordo di Richard Wright tra i solchi fisici di un vinile, nel 2014 prende consistenza un nuovo cosmo musicale, ma questa volta esclusivamente di natura strumentale. Seguendo la metafora della vita come un fiume che scorre senza fine, i Pink Floyd recuperano scrupolosamente alcuni raffinati filamenti di registrazione, in particolar modo i contributi realizzati in studio con Wright ed io, che mi accingo a descrivervi The Endless River, qui seduto sulla mia vecchia poltrona, illuminato solo da una fievole lampada e dalla spia verde del giradischi, mi trovo in una condizione di attento e ponderato ragionamento.

La grafica della cover è incantevole, frutto di quel peculiare foto-surrealismo dello studio grafico Hipgnosis, uno stile lasciato in eredità dall'inconfondibile mano del compianto Storm Elvin Thorgerson. Ad ogni ripetuto ascolto, The Endless River tende a rievocare buona parte del loro passato discografico. Un album che definirei retrospettivo, proprio perché risultano evidenti alcuni rimandi evocativi ai dischi che hanno caratterizzato il loro universo musicale, ma questa volta con uno stile compositivo tra l'ambient music e la musica contemporanea. Suddiviso come se fosse un disco inciso su quattro lati, che si destruttura in altrettante piccole porzioni, il che rende l'ascolto decisamente disomogeneo. Nella prima traccia Things Left Unsaid, il suono delle sei corde della chitarra di Gilmour, effettato da un electronic bow, innesca le note di un sintetizzatore di Wright fino a spalancarsi in una trascendentale, quanto rimembrante composizione dal titolo It's What We Do. La breve Ebb And Flow, con un suono acustico, va a chiudere il primo lato, per avviare la successiva traccia Sum, la quale consacrata da un tipico assolo di chitarra di Gilmour, con un movimento andante trasportato dalle percussioni, ci sposta nello spazio tribale di Skin. Grazie alla riempitiva Unsung, il sustain su di una nota di chitarra ci introduce in Anisina, dalle mille rievocazioni e sentimenti di altri tempi che va a concludersi con un suono di sax tenore e clarinetto, suonato da Gilad Atzmon. Inequivocabile intro di The Lost Art Of Conversation, etereo e poetico nelle note scandite da un pianoforte classico, che va a fondersi in successione con una serie di brevissimi frammenti di brano da On Noodle Street, per trovare una forma di armonia e dialogo tra la chitarra di Gilmour e il sintetizzatore di Wright. Si prosegue poi con Night Light e fino ad Allons-y (1), che richiama alcuni istanti dell'onirico mondo rock dei Pink Floyd, proprio di quei periodi che sono scolpiti nella storia del rock. Una serie di note di un organo hammond, registrate in un sound-check da Richard Wright, completate con l'inserimento di alcune linee di chitarra di Gilmour che plasmano un attimo musicale dal titolo Autumn '68. La melodia precedente si riprende ancora una volta in Allons-y (2). Così come in Keep Talking contenuta in The Division Bell, dalle stesse parole dell'astrofisico Stephen Hawking prende vita Talkin' Hawkin'. Un suono tenebroso prende il sopravvento. Lo sfregare del plettro sulle corde della chitarra innesca una melodia ciclicamente malinconica, cruda, fredda che dà il titolo a Calling. Dallo struggente ritmo dettato dal pianoforte di Anthony Moore, che riesce a trovare una forma simbiotica nella chitarra di Gilmour, si viene a creare un ambiente musicale tristemente tormentato. Il suono acustico della successiva Eyes to Pearls e poi Surfacing basata su una chitarra Ebow riportano ancora una volta in superficie i ricordi dei Pink Floyd, quelli guidati dall'impronta tipica del plettro di Gilmour. Un suono di campane in lontananza, crea, insieme ad un pianoforte ed una chitarra clean, un perfetto background per accogliere l'inconfondibile timbrica della voce di Gilmour. Unica canzone cantata del disco che, insieme alle note distorte della sua chitarra, ci invita alla riflessione. È Louder than Words, quando le parole a volte sono insufficienti, anche inutili per tentare di spiegare qualcosa che va oltre ogni reale significato.

The Endless River è un legittimo dono discografico dedicato in questa occasione a Richard Wright, che consacra, per mezzo di un retrospettivo prodotto musicale, quell'unione artistica tra i componenti che hanno sempre creduto, con una assoluta fermezza e convinzione, nell'indissolubilità dei Pink Floyd. È un album che raccoglie varie particelle di note e frammenti di creatività e che, in una visione d'insieme, chiaramente, non ha nessun scopo e tantomeno nessun desiderio nel voler aggiungere nulla in più all'inestimabile produzione creativa che ha contraddistinto una delle più importanti band di cui la storia della musica oggi abbia memoria. The Endless River riesce a coinvolgere l'anima e potrà anche emozionare qualcuno con i suoi suoni e le sue melodie, ma principalmente esso emoziona perché nel cuore custodisce un significato assoluto e che molte volte distrattamente dimentichiamo: la vita è come un fiume che scorre.

Essere come il fiume che scorre. Silenzioso nel cuore della notte, senza temere le tenebre. Se nel cielo ci sono le stelle, rifletterle. Se il cielo si copre di nuvole, così come il fiume, le nuvole sono acqua; anch'esse rifletterle, senza timore, nelle tranquille profondità.
[Paulo Coelho tratto da: "Sono come il fiume che scorre – pensieri e riflessioni"]

VOTO Seconda Recensione: 65



VOTO RECENSORE
s.v.
VOTO LETTORI
58.98 su 143 voti [ VOTA]
matteo d'errico
Mercoledì 1 Aprile 2020, 14.14.53
117
A me piace molto The Division Bell ma non ho colro la contemporaneità dei brani di questo album. Forse perchè avevano già in mente di farlo 20 anni fa e dunque hanno diversificato la produzione. Sono loro,fortissimamente loro. Troppi sofismi deviano il parere finale : per me è un grande regalo che i vecchi P.F. hanno voluto fare ai loro fans che li seguono prima e dopo The Dark Side of the Moon. Che manterranno il fiato in attesa di altre gradite sorprese di Gilmour e Mason. Una reunion con Wayers la vedo troppo difficile. Grazie,amici miei.
Fabio Rasta
Martedì 22 Ottobre 2019, 10.39.10
116
DAVID GILMOUR e NICK MASON, presentando l'Album, all'epoca, furono molto chiari: dissero di non aspettarsi il solito discone, ma che invece si trattava di un chiaro omaggio al riservato tastierista scomparso e amico di una vita. Magari anche dettato da un po' di senso di colpa quando non mossero un dito dopo che WATERS lo aveva praticamente defenestrato. Mia sensazione quest'ultima, beninteso. Quindi è un disco da prendere come una dedica. GILMOUR aggiunse anche che era un modo x far capire agli ascoltatori + superficiali (quelli x capirci che osannano sempre e solo i soliti noti) quanto fosse stato importante e fondamentale RICK WRIGHT nell'economia della musica dei PINK FLOYD. Detto questo concordo sia con chi lo trova prolisso e noioso (io stesso l'ho ascoltato poco tutto di seguito, con emozioni limitate a pezzi + solari come Anisina, dove GILMOUR conferma di avere sempre il cuore al posto delle mani), sia con chi lo salva x i rimandi alla storia della Band, giacché, dopotutto, il Sound dei PINK FLOYD è un loro brevetto. Certo High Hopes come epitaffio era praticamente imbattibile, The Endless River, invece, musicalmente, non aggiunge assolutamente nulla alla storia della Band. Si tratta, mi ripeto, di una sentita dedica e come tale andrebbe trattata. E' logico che poi se uno ha speso trenta euri ed è rimasto deluso ha tutto il diritto di lamentarsi, xò si ricordi che loro lo avevano avvisato.
Shadowplay72
Sabato 25 Novembre 2017, 15.03.28
115
Adoro i pink floyd ma questo album per me e' inutile.fatto tanto per fare.non mi dice nulla!
Vecchiothrasher
Sabato 25 Novembre 2017, 14.41.09
114
Oltre ad ascoltare il metal e il punk , sono cresciuto a pane e jimi hendrix e pink floyd e prog rock. A me non è piaciuto.
davide
Domenica 1 Ottobre 2017, 15.10.25
113
capolavoro come tutti i loro album i Pink Floyd come ho gia detto sono di un altro pianeta fuori da ogni schema non catalogabili in nessun genere musicale i migliori da sempre e per sempre
Rob Fleming
Giovedì 25 Febbraio 2016, 15.11.40
112
Ancora oggi non ho le idee chiare in merito a tale mossa commerciale. Musicalmente non mi dispiace. Sentire la chitarra di Gilmour o le atmosfere rarefatte di Wright mi conciliano sempre con il mondo. 70 (di stima)
VecchioThrasher
Martedì 8 Settembre 2015, 10.23.21
111
Molto duro come album..molto psicadelico gli do un 75...Mi piace! Da ascoltare!
alka seltzer
Lunedì 27 Luglio 2015, 17.08.05
110
È passato ormai un anno da quando Polly Samson e Durga McBroom informarono via Twitter e Facebook che i Pink Floyd, dopo venti lunghissimi anni, avevano un nuovo progetto in cantiere basato sulle registrazioni di The Divisione Bell. Solamente in seguito, Gilmour e Manson confermarono il tutto, mandando tutto il pubblico di internet in delirio. Poi arrivò il giorno tanto atteso, su internet comparvero tante recensioni che fecero mettere in discussione tutti coloro che che accettarono l'album per quello che era e chi invece notava delle imperfezioni. E chi invece, mandò subito a vagare l'album perché sarebbe stata l'ennesima "merda" gilmouriana. Io non metto in discussione le qualità di Gilmour, è un grande artista con il suo grande seguito (tanto da fargli pubblicare un nuovo album solista fin'ora pregustato dal singolo omonimo), ma non capisco perché tante persone attribuiscano il nome Pink Floyd solamente a Waters. Ci tengo a ricordare che Waters ha lasciato il gruppo di sua spontanea volontà nel 1985, e così facendo è nata una nuova band, dei nuovi Pink Floyd, che hanno mostrato il lato più armonico invece che uno più duro e polemico. Così come il loro ultimo anno. Anzi,forse questo album rispetto ai due precedenti ha qualcosa di particolare. Non è un album concettuale, ma analizzandolo con tutti i suoi contenuti, sembra esserlo, riportando per inciso la loro storia e richiamando i loro componenti. Per me questo è stato un buon album, magari non piacerà a tutti, ma è comunque un buon esperimento di musica. Ma ora i Pink Floyd ci hanno raccontato tutto e, come detto da Gilmour, la loro attività è molto probabilmente finita. P. S. Per chiunque stesse pensando che i Pink Floyd senza Waters siano solo un'operazione commerciale, voglio ricordarvi che nell'83, ai tempi di The Final Cut, mancava Wright perché cacciato dal capo della band, che casualmente era Waters
TheDisturbedPriest
Mercoledì 27 Maggio 2015, 15.15.30
109
Ero in vicolo cieco: ho preferito servirti la battuta sull'indigestione piuttosto di dare altri facili spunti e passare per coprofago. Inrealtà il cd lo sto ancora gustando! (Evviva.. come direbbe qualcuno..)
Steelminded
Mercoledì 27 Maggio 2015, 14.59.23
108
Tipico caso di digestione lenta: si consigliano massicce dosi di lassativo metal!!!
TheDisturbedPriest
Mercoledì 27 Maggio 2015, 13.52.17
107
Il paragone è soggettivo, io sono ancora in fase di digestione
Steelminded
Mercoledì 27 Maggio 2015, 13.44.25
106
Il paragone è voluto?
TheDisturbedPriest
Mercoledì 27 Maggio 2015, 13.03.07
105
Belin, non è uscito neanche da un anno ed è già finito nel dimenticatoio, nessuno ne parla più! Tutti ad affannarsi ad ascoltarlo e poi a commentarlo (specie se lo si doveva criticare..) ed ora è già roba vecchia senza interesse. Mangiato e defecato alla velocità della luce!
giuseppe
Mercoledì 14 Gennaio 2015, 18.06.30
104
Nonostante alcune critiche non favorevoli,io quando ascolto questo album mi emoziono chiudo gli occhi e sogno...voto 100
Macca
Mercoledì 7 Gennaio 2015, 21.53.09
103
Nel complesso trovo che nella sua interezza scorra più liscio sia di Final Cut, che a conti fatti è un album solista di Waters, sia di The Division Bell per il quale vale lo stesso discorso ma questa volta da parte di Gilmour. Non sono sordo nè ho i paraocchi: non si può oggettivamente parlare di capolavoro, gli anni ’70 sono lontani anni luce ma sinceramente non lo trovo così male come lo dipinge la maggior parte degli utenti. Anzi trovo che questo disco finora sia stato a prescindere più osteggiato che incensato, proprio come avvenne per The Division Bell (che nel tempo è stato positivamente rivalutato dai più). I discorsi “sono i PF quindi da loro accetto anche una merda azzurra” non hanno alcun senso, ma credo che questo lavoro debba essere preso per quello che è, come Jimi The Ghost lo ha azzeccatamente descritto, un epitaffio. E la volontà del gruppo (ormai i soli Mason e Gilmour) era chiara fin dall’inizio: creare un ponte tra questi 20 anni di silenzio, utilizzando il materiale scritto insieme a Wright dal '94 fino alla sua morte, per chiudere un ciclo che ha fatto la storia omaggiando al contempo il compagno scomparso nell’unico modo che i nostri sanno fare. I soldi? A questi livelli contano sempre e sicuramente due conti i nostri se li saranno pure fatti ma io credo che ci sia di più, e che in varie occasioni i PF abbiano dimostrato a livello di onestà di essere superiori a molti altri artisti. E se nel frattempo verrò smentito e uscirà una news secondo la quale Gilmour e Mason avevano bisogno di sterle fresche essendosi sputtanati tutti i risparmi tra aeroplani e Ferrari, sarò ugualmente contento che The Endless River sia uscito e di averne potuto godere. PS. Addio Floyds, e grazie di cuore.
lux chaos
Lunedì 5 Gennaio 2015, 17.22.44
102
No, @Arrraya, posso essere d'accordo (e lo sono) sull'aspetto della velocità di ascolto, giudizio e rigetto della musica odierna, ma non sul fatto che "chi lo ha apprezzato non capisce di musica, e quindi non capisce cosa è onesto e cosa no"...non mi permetterei mai di dire una cosa del genere, e non sopporto i portatori di "fons veritatis" (tipo il buon Alan Averill nella sua recente ridicola intevista)...dico che solo che molti commenti sono basati sull'assunto implicito "Vabè ragazzi, sto disco è una merdina, ma cosa pretendiamo? hanno 70 anni, hanno fatto la storia, un 80 glielo diamo". Questo mi sembra, senza fare discorsoni o drammi inutili, che sia non buono, e il discorso della ricerca di emozioni istantanee c'entra poco. A presto
steelminded
Domenica 4 Gennaio 2015, 19.24.10
101
Arrraya, no.
Arrraya
Domenica 4 Gennaio 2015, 18.52.58
100
Ribadisco cosa scrisi tanti commenti fa: Echoes, Atom Heart Mother, Le suite di Animals, The Wall, fossero uscite oggi, non sarebbero diventati quelle pietre miliari che sono; per il semplice fatto che prima si dedicava piu tempo ai pochi album (confrontati con il numero di album che possiamo avere ora) che avevamo, niente facebook,twitter e altro aperti sulle finestre del computer, nessuno smartphone, non dovevamo essere obbligatoriamente reperibili come ora, e quindi quell' oretta da dedicare ben bene ad un album c'era. Sia chiaro: viva la tecnologia, io ne usufruisco e non tornerei indietro, però però...bisognerebbe avere l'onesta di fare questo tipo di analisi per capire cosa è giusto e cosa è sbagliato nel modo di intendere la musica al giorno d' oggi.
Arrraya
Domenica 4 Gennaio 2015, 18.45.23
99
Lux Chaos@ vabbè, ma tu hai fatto una considerazione che alla fine non riguarda nemmeno i Pink Floyd, hai detto che è facile la vita di un musicista famoso perchè può permettersi di fare quello che vuole , tanto ci sarà un tallone duro di sostenitori che li seguiranno, anche in caso di cagate. Può essere sicuramente vero in molti casi, specialmente negli ultimi anni, ma non mi sembra il caso dei Pink Floyd con questo album. indirettamente hai voluto far intendere che è oggettivamente una cagata solo per il fatto che (secondo te) non si sono sforzati piu di tanto, e quindi chi lo ha apprezzato non capisce di musica, e quindi non capisce cosa è onesto e cosa no. Ecco, non vorrei tirare in mezzo la solita band che ho amato tanto, e che tante polemiche ci fa fare in questo sito (tanto da avere una taglia sulla mia testa), ma ho sentito polemiche e considerazioni un pò forzate e dettate da questa smania di ricerca di emozioni istantanee, cosa che i Pink Floyd non sono portati a dare, se non dopo ascolti. Escludendo i Pink Floyd e l'altro gruppo che ho tanto amato, Se una cosa non piace, o non da quello che stiamo cercando, si cerca altra musica adatta alle proprie esigenze. Io non lascio mai commenti sugli Stratovarius perchè la loro musica non mi piace, e non posso criticarli solo per il fatto che non fanno Doom (per esempio).
lux chaos
Domenica 4 Gennaio 2015, 14.59.12
98
Certo @robby, e infatti sono sinceramente contento per chi trae godimento dall'ascolto di questo platter. Come dice Macca, a prescindere dal fatto che abbiano fatto la storia o meno (come dicevo, discorsi che lasciano un pò il tempo che trovano nel giudicare in sè la qualità di un disco), se l'ascolto di questi brani provoca emozioni, buon per voi!! Questo conta!
Macca
Domenica 4 Gennaio 2015, 11.55.55
97
Non l'ho ancora ascoltato interamente e attentamente, aspetto di essere a casa e far girare il vinile nel nuovo giradischi (entrambi regalati dalla mia ragazza per compleanno). Quello che posso dire è che alcuni brani ad un primo ascolto mi hanno emozionato, a prescindere dalle tante pagine che hanno scritto nella storia e dal fatto che, comunque la si voglia vedere, non siamo di fronte ad uno dei capolavori immortali dei Pink Floyd ma ad un album che, buono o cattivo, verrà ricordato più per essere il loro canto del cigno che per quello che realmente contiene.
robby
Domenica 4 Gennaio 2015, 9.06.21
96
alla fine lux chaos si traduce tutto in una questioni di punti di vista o di ascolto in questo caso.
lux chaos
Sabato 3 Gennaio 2015, 13.44.38
95
figata la vita del musicista, tanto più se è di quelli famosi . troverà sempre qualche ascoltatore che, nonostante incida 52 minuti di suoni noiosi e prolissi, urlerà sempre: "sono i pf...prendere o lasciare, non si discutono..fanno sempre parte della storia della musica" Beati loro e felice per chi ne gode
robby
Sabato 3 Gennaio 2015, 9.01.51
94
dura la vita del musicista , tanto più se è di quelli famosi . troverà sempre qualche ascoltatore che in effetti ne sa più di lui. per quel che mi riguarda l'album mi piace e lo ascolto volentieri e lo trovo coerente nella sua forma , considerato il modo in cui è nato. a chi non piace non posso criticar nulla , perché non sarebbe comunque corretto e sensato , i gusti personali vanno rispettati anche se non condivisi ! ma come scritto già da qualcuno prima di me se si deve criticare o votare tanto per farlo... beh che tristezza. chiudo dicendo che il mio commento vale quel che vale , come quello di ognuno di Voi. niente di personale.
Harris
Mercoledì 24 Dicembre 2014, 12.32.43
93
Bellissima la media voti degli utenti, ma l'avete ascoltato il disco, o votate così tanto per? Disco noioso dite? Forse al primo ascolto, ma sono i pink Floyd e insistendo (4 5 ascolti, che penso tali artisti si meritino) si rivela veramente un bel disco, non un capolavoro, ma un perfetto addio e tributo a wright, ricco di emozioni e spunti interessanti. Per chi ha commentato e votato in "buona fede" consiglio di rimetterlo su, in un momento di pace quotidiana. Per gli altri, beh sappiamo che dá molta soddisfazione, alle uscite di "grandi nomi", in questo caso qualcosa di più di "grandi", iniziare a vomitare merda, magari senza nemmeno aver ascoltato, o avendolo fatto in maniera superficiale. P.s. complimenti ad entrambi i recensori, analisi accurate e ben argomentate, vi confermate sempre la miglior webzine di musica in Italia (non solo "metal"). Buone feste
Zelda
Mercoledì 17 Dicembre 2014, 18.48.31
92
Cosa?? è prolisso.noioso, non si arriva alla fine.svenduto. delusione su tutta la linea. Quoto ASHER e poi anch'io trovo i commenti di Jimi interessanti. spero di leggerli spesso.
Arrraya
Mercoledì 17 Dicembre 2014, 18.06.55
91
Poi mi pare che Gilmour e mason siano stati chiarissimi e onesti durante la presentazione di ER. Siete musicisti che hanno superato i 70 di età, avete musica che probabilmente rimarrà per sempre nel cassetto, un amico da ricordare. Lo fanno per soldi? loro? so miliardari. non fanno nemmeno un tour. Certe volte le cose sono piu semplici di quello che pensiamo. Se poi ad uno non piace, ciccia, va bene cosi.
Arrraya
Mercoledì 17 Dicembre 2014, 18.03.09
90
Ma scusate, si parla di scarti e ritagli vari, ma "Enter Sandman" e buona parte del Black Album cos'era se non un bel collage di riff che avevano rispolverato? e cosi succede per una marea di musicisti. pensate che tutti scrivano di sana pianta un album? Non potete essere cosi ingenui.
Arrraya
Mercoledì 17 Dicembre 2014, 18.00.42
89
Pink Christ@ il tuo commento #79 è assolutamente perfetto, specialmente la parte finale.
ASHER
Mercoledì 17 Dicembre 2014, 17.51.57
88
@PC odio dare risposte tecniche, sono stato compositore e pure cantante, ma su Metallized parlo di emozioni e non di come viene composto un riff o un arrangiamento. Se vuoi esiste il forum dove si possono anche approfondire le canzoni in maniera viscerale o si può discutere di pick up, fill o pattern ma pure di melodie e parti vocali @Jimi ogni tuo commento è apprezzabile, spero di leggerti sempre di più anche se magari non condividerò tutto ciò che dici, ma il bello è questo!
Pink Christ
Mercoledì 17 Dicembre 2014, 16.51.04
87
Non conosco gli artisti da te citati e da come ne parli mi sa che li ascolterò molto volentieri. Per il resto non saprei che rispondere tranne che fin ora è l'unica risposta sensata che abbia visto. Un saluto a te
Jimi The Ghost
Mercoledì 17 Dicembre 2014, 16.03.02
86
Pink: solo per ampliare il tuo discorso, lungi da me porre l'accento sulla tua opinione, Il recupero di frammenti rielaborati non è una novità compositiva. Per chiarezza In sala di incisione non esistono scarti, ma linee cutterate che vengono selezionate o tralasciate in base ad un'obiettivo della band, del tecnico, della produzione in base a molti parametri di post produzione. La "tecnica del collage", così è che viene chiamato quel metodo di creazione che prende forma su brani preesistenti, mi porta alla mente altri artisti che ne hanno fatto scuola come ad esempio, uno su tutti, Arvo Pärt. Questo artista estone crea forme di linguaggio collocabile nel genere della musica minimale, ambient/contemporaneo. Nelle sue composizioni le emozioni, la tecnica, la grammatica musicale, l'arte minimale è sensazionale, impregnato con altrettanti significati molto profondi, in una tecnica appunto minimale, brevissima, fatta di frammenti. Non mi sento di affermare che questo "collage" intitolato The Endless River non sia un disco riuscito, ma se dobbiamo parlare strettamente di ambient/minimale, o di tecnica, di produzione. ed altro, forse esistono nomi meno altisonanti, ma hanno regalato composzione con particolari tecniche compositive, offrendoci da sempre sensazioni uniche. (Mi vengono in mente: Henryk Górecki, Karlheinz Stockhausen, John Tavener e qualche altro che mi sfugge.) Un saluto. Jimi TG
rocklife
Mercoledì 17 Dicembre 2014, 15.58.36
85
i p.f....sono i pf...prendere o lasciare non si discutono..fanno sempre parte della storia della musica..
Pink Christ
Mercoledì 17 Dicembre 2014, 15.25.55
84
SOM@ un pò di apertura mentale non fa male
Pink Christ
Mercoledì 17 Dicembre 2014, 15.24.51
83
"Semplicemente sono gli avanzi di Division Bell con un po' di produzione in più, se fossero stati buoni non li avrebbero lasciati fuori da DB, non trovi?" Non mi sembra una risposta molto tecnica ma va beh. Cmq no, non sono d'accordo, forse non han messo quelle canzoni perchè se no veniva fuori un album da 4 ore non trovi? Tutti gli artisti fanno 10-20 canzoni in più che non mettono negli album ma non vuol dire che son scarti. Voi li chiamate scarti ma non ho mai sentito Syd definirli cosi. Poi si continua a perdere l'idea del perchè han fatto l'album. Ci han pensato e han deciso che sarebbe stata una cosa carina omaggiare il compagno andato con canzoni che ha in parte suonato anche lui. Continuate a pensare che sia una mossa commerciale, io non la vedo come tale. Poi se avessero fatto un album come quelli che facevano negli anni 70, tutti avrebbero parlato di 4 vecchi che volevano copiare i loro vecchi dischi. Insomma non vi sarebbe andato bene nulla cmq, quindi han fatto benea fare ciò che han fatto
LAMBRUSCORE
Mercoledì 17 Dicembre 2014, 8.54.01
82
SOM, ti rispondo anche se non faccio parte dello staff ma sono solo un utente. C'entrano eccome, se leggi un po' il sito, vedrai che si parla molto di rock, dalle origini ai giorni nostri, spaziando tantissimi generi musicali differenti, un po' per tutti i gusti direi, ahahah....
SOM
Mercoledì 17 Dicembre 2014, 7.55.40
81
Ma che cazz centrano i Pink Floyd con un sito Metal!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Vitadathrasher
Martedì 16 Dicembre 2014, 18.07.07
80
Quando apparve il video, pensai che non era male, ma ascoltare tutto il disco è troppo.....No io non trovo scusanti o retro pensieri, da certi personaggi mi aspetto il massimo e qui mi sembra che non ci sia il massimo ma la norma, o il compitino. Visto che non scarico e compro ancora i supporti fisici, pretendo sempre il top. Forse molti si sono adagiati nel rammontare monnezza nell'HD e gli va bene tutto e giustificano tutto.....perchè non pagano.
ASHER
Martedì 16 Dicembre 2014, 17.50.14
79
@Pink Christ ti dico cosa non va: si sente lontano un miglio che i pezzi sono semplici scarti o rimandi a canzoni di quarant'anni fa. Semplicemente sono gli avanzi di Division Bell con un po' di produzione in più, se fossero stati buoni non li avrebbero lasciati fuori da DB, non trovi?
Pink Christ
Martedì 16 Dicembre 2014, 17.18.48
78
Non ho ben capito il discorso di klostridiumtetani@ ma non importa saran fatti vostri. ma da una parte son d'accordo con Arrrraya@ (un pò meno R la prossima volta ) ... Se fossero usciti adesso album capolavori come the wall e wish, adesso quanti di voi li avrebbero ritenuti tali? E quanti sono i capolvaori usciti che passano innosservati?Cioè io ho visto parlar male dell'ultimo album di Steven Wilson. Porca troia ma come cazzo si fa, è un capolavoro assoluto quell'album. Solo che tanti stronzi ascoltano la musica da internet, con il loro cazzo di youtube, sul loro cazzo di I-phone. Questo non è ascoltare musica, a me risulta tutto una merda, ascoltando da youtube o mp3. Cioè Internet da una parte è un ottimo mezzo di comunicazione e io grazie ad internet e a forum come questo ho scoperto un sacco di gruppi, che 10 anni fa non avrei mai potuto scoprire. ma dall'altra, ha fatto appiattire la musica e sopratutto gli ascoltatori. E' pieno di ragazzini che si vantano di ascoltare The doors,Pink floyd e Queen solo perchè guardano i video su internet.E giudicano i vari album senza averli ascoltati davvero. Un album lo ascolti 50 volte prima di giudicarlo, non mezza. Tornando a Noi :cos'ha quest'album che non va bene? Leggo tanti discorsi su punk, internet etc ma nessuno ancora mi ha detto a livello tecnico-compositivo cosa non và! GRAZIE
Simone Radici
Martedì 16 Dicembre 2014, 8.29.12
77
Allora porgo le mie scuse Jimi
Arrraya
Lunedì 15 Dicembre 2014, 21.55.34
76
Jimi The Ghost@ purtroppo alcuni pensano sempre che dietro i commenti ci sia una verve eccessivamente polemica, quando in realtà sono solo pareri utili ad un confronto. Si scrive anche per capire come mai gli altri pensano cose diverse da noi. klostridiumtetani@ devi fartene una ragione, al mondo esiste gente che la pensa diversamente da te e da me. lo devi accettare, e poi andare a dormire tranquillo.
klostridiumtetani
Lunedì 15 Dicembre 2014, 21.47.22
75
Come disse qualcuno : " Chi non ha argomenti allora strozza!". Mascherina, ti riconosco! Ridicolo!
Jimi The Ghost
Lunedì 15 Dicembre 2014, 21.40.00
74
Simone Radici: "tratto" non significa "scritto". E' una citazione dello scrittore Manuel Bandeira, poeta e critico letterario di alto spessore, estratto dal testo di "pensieri e riflessioni" pubblicato da uno "scrittore mediocre" (cit.di Simone Radici). @Arrraya ti avevo compreso. Era chiaro, si faceva per dialogare su un tema interessante. Grazie ancora a tutti. Jimi TG
Simone Radici
Lunedì 15 Dicembre 2014, 21.28.48
73
Certo che mettere una citazione di uno scrittore tanto mediocre come Coelho...
Arrraya
Lunedì 15 Dicembre 2014, 21.27.02
72
Jimi The Ghost@ la mia era una semplice constatazione. Anche io sono dentro questi cambiamenti, infatti ho scritto avete/abbiamo; voi/noi, proprio per sottolineare questo. Ma questo non mi proibisce di notare le cose che accadono rispretto a prima, fare un confronto e ritenere migliori o peggiori me cose che mi viene naturale confrontare. Il fatto che io sia qui a poter esprimere questo pensiero è indubbiamente merito di questi cambiamenti, interagire e scambiare opinioni è una cosa positiva, un pò meno e stare a leggere le stronzate sparate a casaccio da qualcuno a cui duole qualche dente. Come vedi ci sono cose positive e negative. Ritornando ai Pink Floyd , è innegabile che un album del loro passato, ora come ora passerebbe inosservato. Infatti se vi leggete la parte finale del mio commento: "...mi dispiace per tutta quella musica ottima che esce oggi ma che non sarà mai riconosciuta tale , grazie -si fa per dire- a questo cambiamento..." riconosce la bontà delle proposte attuali, ma schiacciata dalla parte negativa di questo cambiamento...che cazzo ve devo dì? mi pare una cosa evidente e abbastanza oggettiva. In merito alla sconclusionata uscita a vuoto di klostridiumtetani@ vorrei dire che i famosi venti minuti di notorietà riguardano chi ha una faccia e un identità, qualcuno di riconoscibile, non un anonimo nickname come il mio che scrive un parere normale. Devo essere proprio pazzo a volere 20 minuti di notorietà senza far sapere chi sono. ma va bè...tanto ti sarai gia sparato. Amen.
Arrraya
Lunedì 15 Dicembre 2014, 21.15.45
71
klostridiumtetani@ sparati
klostridiumtetani
Lunedì 15 Dicembre 2014, 21.10.33
70
@Arrraya, come al solito fai discorsi senza capo ne coda, ma forse a te basta avere quel quarto d'ora di "notorietà" ottenuto con ogni mezzo, profetizzato da Andy Warhol in tempi non sospetti, fregandotene di argomentazioni logiche e valide, ma frutto solo di argomentazioni visionarie legate unicamente ad un modo personale di intendere il mondo intero, senza tenere in considerazione tutti gli altri che vivono su questo pianeta. Contento te fai pure, ma continuo a non condividere un millesimo dei tuoi "atteggiamenti" . Poi guarda il commento #67 che cerca di giustificare la cazzata enorme che hai scritto nel commento #44 fa proprio ridere, perché io ho capito benissimo!!! Lascia perdere và...
Jimi The Ghost
Lunedì 15 Dicembre 2014, 21.06.01
69
E' il punk. Probabilmente siamo tutti figli del punk e quando arriva qualcuno a spiegarci il modo migliore per fare una cosa, finiamo sempre per fare l'opposto. La "critica musicale" è sempre esistita, sono cambiati i metodi di diffusione e di divulgazione dell'informazione, è cambiato non solo il veicolo del messaggio con il suoi libero scambio di idee ma anche la possibilità di interagire con una opinione, ed io, francamente sono uno di quelli che crede che questo "cambiamento" sia ancora uno dei pochissimi sistemi di espressione rimasta libera (per adesso!). Arrraya, Che piacciano oppure no questi "cambiamenti", siamo tutti qui ad utilizzarli in maniera piuttosto reiterata ed io ho potuto leggere la tua opinione, e quella di jek, quella di Pink, di radamanthis, e quella di altre 68 persone grazie a questa possibilità, frutto di questa "nuova relazione di scambio". (negli anni settanta potevi scendere in piazza, forse, e tentare di espriere un tuo giudizio). Per il viaggio che The Endless River di permette di compiere, che dirti, buon per te, e ciò che descrivi è senza ombra di dubbio una bellissima sensazione, ma rimane un tuo valore soggettivo. Mi sbaglierò, ma non credo che siano cambiati gli ascoltatori, ma i valori che sono promossi dalla stessa musica. Un piacere leggervi e condividere con voi opinioni. Un saluto. Jimi TG
jek
Lunedì 15 Dicembre 2014, 20.22.44
68
Quotone pe @Arrraya
Arrraya
Lunedì 15 Dicembre 2014, 16.41.34
67
Poi lamentarsi del fatto che non ci sono pezzi cantati in un album dei Pink Floyd, vuol dire che "Ummagumma", "Atom..." ecc, parte della loro produzione strumentale non sia mai esistita nel loro background.
Arrraya
Lunedì 15 Dicembre 2014, 16.37.12
66
Per fortuna molti capolavori sono usciti negli anni 70. Fossero usciti ora sarebbero stati massacrati da ascolti fugaci, giudizi frettolosi, pareri dettati da un urgenza immotivata. I Pink Floyd son sempre gli stessi, è cambiata la gente, che trasportata di peso, indietro nel tempo, avrebbe la faccia tosta di fare a pezzi brani di venti minuti, album come "Animals", di stroncare musicisti -che giustamente fanno quello che vogliono- solo perchè disturbano il loro orecchio alla ricerca di chissà quali emozioni impellenti. Di sicuro all' epoca esistevano i criticoni (erano tanti) ma non avevano la cassa di risonanza di internet, quello che parlava era il dato delle vendite che determinava la verità di un successo. ora è tutto capovolto, ed ogni critica non è una critica alla band ma -indirettamente- a voi/noi stessi come ascoltatori per come avete/abbiamo cambiato il modo di relazionarci con la musica. Endless River è un bellissimo viaggio perchè l'ho ascolto come se fosse l'unico album della mia discografia, senza distrazioni, senza l'urgenza di chiedere emozioni. Comunque Amen. Ringrazio solo che molti album del passato si siano salvati "nascendo" prima, e mi dispiace per tutta quella musica ottima che esce oggi ma che non sarà mai riconosciuta tale , grazie -si fa per dire- a questo cambiamento. Il mio voto è 90
Pink Christ
Lunedì 15 Dicembre 2014, 16.08.48
65
Devi tener conto che anche le leggende invecchiano e anche le leggende sono umani e non Dei e che già fare 2 o 3 album capolavori per una band è qualcosa di estremamente difficile. Chiedere sempre e solo capolavori è impossibile. E' sempre facile parlare male degli altri, ma fra il dire e il fare! Han già fatto troppo.Ma poi scusate cosa c'è che fa cosi schifo io non lo capisco. Le melodie? Il fatto che non sia cantato? Cioè è una dedica al loro compagno scomparso, sicuramente non l'han fatto per soldi perchè li cagano, visto che i loro vecchi album continuano a vendere molto più di questo e di sicuro non l'han fatto per farsi ricordare visto che i Pink Floyd non saran mai dimenticati. A me sembra un album onesto,fatto con affetto per ricordare il loro compagno di viaggio. Cioè capisco avessero fatto un album alla Tiziano Ferro, ma qui si respira Arte. Ok, son completamente d'accordo anch'io che non sia un capolavoro come i precedenti. Non c'è paragone. Ma ne palrate come se fosse una cagata pazzesca e invece non lo è. Tu hai detto che ti aspetti sempre il massimo, quindi ti aspetti sempre un The Wall. Ma non può esser cosi perchè alcuni album sono capolavori proprio perchè sono irraggiungibili.Anche dal gruppo stesso Poi ok i gusti son gusti, se non ti piace ok. Ma un pò di rispetto per dei Veri artisti che han voluto omaggiare il loro compagno scomparso E' OBBLIGATORIO. Poi magari siete gli stessi che si ascoltano quelle cagate di Greenday o 30 seconds to mars (non parlo di te ovviamente,non ho idea di cosa ascolti. Era un esempio)
floydrose
Lunedì 15 Dicembre 2014, 13.42.55
64
La seconda recensione è molto ma molto interessante, ne condivido la maggior parte delle idee generali. complimenti jimi the ghost...complimenti!
kvmetternich
Domenica 14 Dicembre 2014, 22.46.54
63
I gusti sono gusti e ognuno è libero di godere la musica come meglio crede. Però, i gruppi da te citati non fanno che avvalorare la mia tesi. Si, le critiche feroci sono ben fondate visto che poi queste band catalizzano il 99% dei -pochi- soldi e investimenti nel nostro settore. Non solo quindi ci sta la critica feroce visto la qualità prossima alla spazzatura della produzione recente di queste band , ma è anche moralmente giusto stroncare. E no, "non fanno cagare" perché non è uguale a The Wall ma proprio perché il disco è moscio di suo,poco ispirato e anche un po inutile nella sua composizione. E ancora, visto che sono una delle band più pagate della storia io mi aspetto il massimo SEMPRE. Il dischetto così che va giustificato dal fan può essere accettabile per una band underground ma non per una leggenda.
Pink Christ
Domenica 14 Dicembre 2014, 21.44.28
62
@kvmetternich per come la vedo io se non fosse un album dei PInk Floyd darei un bel 90. Conoscendo il gruppo, so che han fatto di meglio e forse avrebbero potuto far di più, ma ciò non toglie che è un grande album. Secondo me se non fosse un album dei Pink Floyd molti lo apprezzerebbero di più, perchè dalle band storiche ci si aspettano sempre album simili ai capolavori. E' sempre cosi, il forum è pieno di commenti negativi su album belli, ma che non sono come i capolavori fatti in passato. Guarda Metallica, Slayer, Iron, Priest etc etc. Ultimamente ci spon solo critiche per questi gruppi qui e son sempre le stesse.Ma non dev'essere cosi.La musica non ha nome, se i Floyd avessero fatto un album industrial ma fatto con i controcazzi, per me sarebbe cmq un ottimo album. Per la maggior parte di voi se i Floyd non fanno un The Wall o un Wish you..., allora fan cagare. Secondo me non è modo di ascoltar musica questo
davide
Domenica 14 Dicembre 2014, 14.44.44
61
GILMOUR un grande il mio voto è 90
davide
Domenica 14 Dicembre 2014, 14.44.42
60
GILMOUR un grande il mio voto è 90
Remedy
Domenica 14 Dicembre 2014, 13.38.58
59
Altra cosa, dai PF la cover così banale non me la sarei mai aspettata
Carlos Satana
Sabato 13 Dicembre 2014, 17.12.42
58
kvmetternich al commento 53 ha ragione da vendere.
Steelminded
Sabato 13 Dicembre 2014, 14.03.54
57
si infatti, che pezzo High Hopes... incredibile...
UpLoad
Sabato 13 Dicembre 2014, 13.59.26
56
Con tutto l'amore sconfinato che posso volere a questa band, farlo uscire come ultimo album dei pink floyd, e chiudere bottega....bello è bello, per carità...è un trip....e lo avete detto in molti....però che cacchio.....high hopes era un finale degno, questo album no.
davide
Sabato 13 Dicembre 2014, 12.42.33
55
pre me bello..di livello...
SEVENTH SON
Sabato 13 Dicembre 2014, 1.54.44
54
si conclude dopo un fiume in piena la lenta e inesorabile forza , bisogna saper raccogliere ciò che rimane sul greto del fiume , non solo detriti ma anche nuova vita . una lunga discografia che si racchiude in un unica canzone dilatata nel tempo , nei meandri della mente , il segreto farsi trasportare dal fiume senza farsi inghiottire dall'abisso dalla becera superficialità
kvmetternich
Venerdì 12 Dicembre 2014, 15.06.14
53
Se non si stesse parlando di una band leggendaria come i nostri qua i voti viaggerebbero fra il 30 e il 45. Il "come vanno ascoltati e le emozioni che solo i i Pink Floyd..." è una balla colossale. Il disco è chiaramente poco ispirato che lascia trasparire il fatto che è composto da vecchi materiale spesso raffazzonato. Dispiace, ma bisogna essere onesti qua. voto 45/100
Arrraya
Giovedì 11 Dicembre 2014, 21.41.54
52
Volevo semplicemente dire che la mia battuta non ha lasciato il segno, sigh. Sono un sarcastico polemista fallito.
Steelminded
Giovedì 11 Dicembre 2014, 13.24.04
51
Arrraya ce li ho anch'io se ti servono...
klostridiumtetani
Giovedì 11 Dicembre 2014, 13.13.44
50
Volevo dire ad Arrraya che i testi di Ummagumma (non Umma Gumma) e Atom heart mother glieli passo io!...
Vitadathrasher
Giovedì 11 Dicembre 2014, 8.53.52
49
Devo dire che anche a me non è piaciuto(ero partito prevenuto e me lo sono fatto registrare su cassetta!). Non mi reputo un fan boy di nessuna band e non ascolto un nuovo lavoro di una band lasciandomi trasportare da venti romantici per ciò che rappresenta un lavoro o chi lo ha generato: che sia la morte del cigno o la genesi di chissà quale genio. Semmai il romanticismo intrinseco ad un disco lo provo col passare degli anni e non all'uscita. La cosa che mi chiedo è come ,persone che hanno tutte le condizioni per chiudere con un ottimo lavoro, lo debbano fare con materiale così poco ispirato e rabberciato, se doveva essere una cosa intima ,e non c'era bisogno di ritorno economico potevano tenersela per se, io penso che il lato economico ha sempre tanto peso in ogni operazione a questi livelli, non siamo ingenui. Il senza voto in questo contesto è come essere di fronte ad un Dio, inginocchiarsi e lasciarsi illuminare o come volete voi......, a molti piace così.
steelminded
Mercoledì 10 Dicembre 2014, 23.54.35
48
Il disco l'ho ascoltato e ho detto come la penso... Ora mi devo leggere ste acclamate recensioni per capire la vostra analisi, o meglio la tua, perché mi sembra di capire che tra te e Jimmy sei quello più entusiasta... Ti farò sapere... Evviva!
Michele "Axoras"
Mercoledì 10 Dicembre 2014, 22.56.43
47
@Steelminded: Dai, non giochiamo sulle parole, era quanto più ovvio che mi riferissi a ". Volevo solo scrivere che liquidare questa Musica con voti negativi e criticare il lavoro come mera operazione commerciale o peggio, è sinonimo di grande supponenza e scarsissima sensibilità musicale." Non sono così narcisista
Steelminded
Mercoledì 10 Dicembre 2014, 22.22.27
46
Michele Axoras è facile essere d'accordo con qualcuno che ti dice che "hai argomentato con dovizia di considerazioni ponderate e con conoscenza della materia musicale"...
Salvo
Mercoledì 10 Dicembre 2014, 22.12.41
45
siamo su Metallized vero? o il pc pc è infestato da qualche virus che mi indirizza ad un'altra pagina?
Arrraya
Mercoledì 10 Dicembre 2014, 21.50.09
44
Volevo chiedere a coloro che si sono lamentati del fatto che c'è un solo pezzo cantato, dove posso trovare i testi di "Umma Gumma" e di "Atom Heart Mother".
Zelda
Mercoledì 10 Dicembre 2014, 21.39.03
43
Tanta attesa per un album noiosissimo. Peccato.
Michele "Axoras"
Mercoledì 10 Dicembre 2014, 21.24.00
42
Un ringraziamento alle parole del Marchese, con il quale sempre mi trovo in accordo e a quelle del collega JTG. Per il resto, le parole di Danimanzo, non tanto nel commento precedente, quanto nel 41, rispecchiano perfettamente il mio pensiero. A volte bisogna anche andare un po' oltre
Danimanzo
Mercoledì 10 Dicembre 2014, 18.00.21
41
Ci mancherebbe altro che con le mie "parole al vento" volessi trasmettere il concetto che occorre applaudire lo sforzo degli Artisti a prescindere dal risultato finale e che "Endless River" sia un capolavoro musicale. La mia intenzione e il mio pensiero sono totalmente contrari a ciò. Volevo solo scrivere che liquidare questa Musica con voti negativi e criticare il lavoro come mera operazione commerciale o peggio, è sinonimo di grande supponenza e scarsissima sensibilità musicale. Se poi il tutto viene argomentato con dovizia di considerazioni ponderate e con conoscenza della materia musicale come hanno fatto i recensori in calce, allora è tutto un altro discorso. Che, al contrario, condivido e rispetto.
Galilee
Mercoledì 10 Dicembre 2014, 17.23.32
40
Datemi altre parole al vento come quelle di Danimanzo. Per favore..
ASHER
Mercoledì 10 Dicembre 2014, 17.22.48
39
@Steelminded d'accordissimo con te
Bloody Karma
Mercoledì 10 Dicembre 2014, 17.20.57
38
bellissime recensioni ma sull'album sono alquanto critico...avrei preferito che avessero lasciato come epitaffio High Hopes, una canzone perfetta per descrivere la loro carriera ed il loro addio...boh questa robba qui non mi dice nulla, ne a livello emozionale che composizionale...si c'è la chitarra di gilmour che ripercorre un po' la sua storia...ma boh...non mi convince...
Steelminded
Mercoledì 10 Dicembre 2014, 17.17.13
37
vabbé allora è bello, anzi s.v...
Danimanzo
Mercoledì 10 Dicembre 2014, 16.57.19
36
Ma io dico, come si fa a criticare i Pink Floyd per questa uscita discografica postuma ? Va bene il dibattito, ma ho letto commenti che definire imbarazzanti è veramente poco. Imparate a suonare uno strumento musicale, cercate altri ragazzi che possiedano lo stesso sogno e cambiate la storia della Musica. Poi, forse, avrete un minimo di diritto a criticare Artisti come questi.
iron
Mercoledì 10 Dicembre 2014, 16.35.28
35
Questo disco, anche se mi duole ammetterlo è una gigantesca presa per il culo. Voto 55...per Louder Than Words che è molto bella.
EvilEvil
Mercoledì 10 Dicembre 2014, 16.28.02
34
Aspetto fiducioso di comprarlo usato a pochi euri, conosco uno che ha comprato la deluxe il primo giorno e oggi non si ricordava manco che il disco esiste..
Steelminded
Mercoledì 10 Dicembre 2014, 15.37.49
33
Beh va bene, ma qui si parla di scarti non solo in senso storico, ma anche in senso qualitativo... ossia e un collage di pezzettini senza particolare valore. Non facciamoci trasportare dal valore affettivo e simbolico.
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 10 Dicembre 2014, 14.44.49
32
Non mi piace il termine "scarti". Sono pezzi registrati quando c'era Wright e messi su un disco che ha un senso, un qualcosa che completa la loro carriera discografica. Che fatica facevano, altrimenti a prendere un tastierista e turnisti vari, visto che non hanno problemi di nessun tipo, finanziari o di marketing e fare un disco di inediti? Magari sviluppando le molte idee, che si sentono su questo The Endless River? No, hanno voluto fare questo, a mio avviso, e in questo contesto va valutato. Certo, dice Monsieur Jimi The Ghost, io valuto e critico il prodotto. Ma i prodotti vanno sempre inseriti nel contesto, soprattutto quando sono volutamente frutto di un contesto, come in questo caso. Lo dice la copertina, lo dicono i richiami alla loro discografia. I Pink Floyd chiudono qui e in questo modo. Già questo, di per se è emozionante se, si pensa a cosa racchiude. Onore a loro. Au revoir...
freedom
Mercoledì 10 Dicembre 2014, 14.11.42
31
Quoto commento 26. Il nome qui è di quelli da far tremare i palazzi, ma per quanto mi riguarda considero questo disco un lavoro più "celebrativo" che altro. Come tale va preso quindi, ma dovendo esprimere un "voto" o comunque una valutazione personale, direi "noioso". Onore a Wright e alla band tutta, quello che hanno fatto è irripetibile.
Alberto
Mercoledì 10 Dicembre 2014, 11.39.39
30
La recensione (amico e collega) di Jimi è coerente, concreto e molto, molto razionale pur profondo. Concordo in tutto anche sul voto espresso.
jek
Martedì 9 Dicembre 2014, 21.04.38
29
Capisco e rispetto il ragionamento di JTG (e poi con quella recensione che si può dire). Concordo al 100% con @Pink Christ che è riuscito a dire per bene il mio pensiero e come mi capita sempre più spesso col @Le Marquis de Fremont che visto queste assonanze di pensiero mi impegno a non chiamarlo più "mangiarane"
Ricky
Martedì 9 Dicembre 2014, 20.54.33
28
album inutile. Senza Waters sono morti da tempo altro che epitaffio, chiudere il cerchio. Io amo i pf, sono altra roba di questa con 4 note di 1 minuto e mezzo l'uno. Voto 60.
Vulgar Puppet
Martedì 9 Dicembre 2014, 20.05.19
27
Scarti di The Division Bell? A me piace dieci volte più di TDB. Chissà per quali motivi sono finiti per esser scarti, e in ogni caso non in quanto tali vanno rifiutati. Album incredibile, emozionante, auto-citazionista ma per scelta. Lo attendevo, nonostante dopo The Wall non ho amato particolarmente nessuno dei loro dischi. Questo si innalza, si prostra e scorre regalando immagini diverse ai diversi soggetti. Si sente tutto l'amore per Rick, si sente la voglia di chiudere un cerchio rimasto colpevolmente aperto. Aggiungerò un voto al Voto Lettori, ma per quanto mi riguarda, anche per me è Senza Valutazione. Incredibile.
ASHER
Martedì 9 Dicembre 2014, 17.44.15
26
Album di scarti, solo perchè si tratta dei Pink Floyd non ritengo giusto essere indulgenti con concetti del tipo "loro sono ingiudicabili in quanto supremi". Amo i PF da sempre e proprio per questo ritengo questo album come una side B di Division Bell, che magari avrei allegato all'edizione del ventesimo anniversario. Scarti non significa schifezze, ma solo frammenti di canzoni che per qualità inferiore non erano finite su DB, poi nessuno vieta di farsi cullare dalla chitarra di Gilmour anche con queste canzoni magari non tutte riuscitissime ma sempre gradevoli. Voto 60
Jimi The Ghost
Martedì 9 Dicembre 2014, 12.09.58
25
Che bella sensazione poter condividere la mia disamina, con una splendida, approfondita e sentita recensione del sempre bravo Michele. Anche questa volta Metalizzed mette in forte evidenza quel pluralismo editoriale come poche altre testate giornalistiche. Dai 24 (per ora) commenti, mi sembra di capire che Adorno aveva ragione sulla valutazione declinata al soggetto che lui definisce "ascoltatore Emotivo". Senza ombra di dubbio vince l'emotivo, a tratti quello "risentito". Emozioni, ovvero, Pathos, una retorica del pensiero greco, che principalmente fa riferimento al sentimento insito nell'opera. Non bisognerebbe dimenticare, però le altre due variabili che completano l'analisi di un messaggio: Ethos, Logos. Il voto non voto. Per il sottoscritto è una sintesi di natura accademica/didattica, e NON è fondamentale al fine di un ragionamento, ma aiuta. Infatti, dai commenti si desume, che il dibattito principale ha preso origine, ancora una volta, proprio sul voto-non voto e non sui contenuti di questo disco o sull'analisi di un'oggettiva critica musicale. Riflettendoci sulla definizione di "summa", quale possibile significato del disco dei PF. Mi sembra molto chiaro che sia così è un "disco retrospettivo". (Se Mozart avesse scritto una sua "summa" prima della sua dipartita, oggi non godrei della Messa di Requiem K 626) I Pink Floyd sono una indiscussa band e che hanno generato, con i suoni, le armonie e le sottili melodie potenti stimoli emotivi, che unendosi ai propri ricordi, vissuti e passati (come ha scritto Pink Christ, l'amico Jek ed altri) attimi di unicità. Una "critica musicale" tende con un certo metodo razionale a fare ragionamenti strutturati, senza basarsi principalmente sul carettere emozionale, in quanto soggettive per natura comprensibile, ma su altri meccanismi che dovrebbere tentare di razionalizzare e controbilanciare il sopravvento del Pathos. Grazie a tutti per i commenti e la partecipazione alla discussione. Sempre utili e costruttive. Jimi TG
Le Marquis de Fremont
Martedì 9 Dicembre 2014, 11.34.09
24
Messieurs, qui stiamo parlando dei Pink Floyd, una band che non ha bisogno di presentazioni e il cui valore è indiscusso ad ogni livello. E' una questione di "loro" e "noi". Loro, non avevano bisogno ne di un'operazione commerciale come i Queen, ne di un nuovo disco per continuare la carriera. Avevano bisogno di una "summa" finale, di chiudere una delle più grandi discografie esistenti. Lo hanno fatto con echi chiarissimi alle loro precedenti produzioni, a mio avviso, fatti di proposito, cercando con una certa palpabile attenzione, di coinvolgere anche l'unico che non poteva esserci, anche volendo, Wright. E' il loro canto del cigno che però rimanda a tutto quanto fatto prima, come il un fiume senza fine, appunto. Noi, dobbiamo ascoltare e cogliere ancora le emozioni, qui distribuite a frammenti, di quanto questi hanno fatto nel corso degli anni. Non è un disco come gli altri. E', come detto in maniera eccellente nella prima recensione, una porta che si chiude. Non mi aspettavo niente di particolare, solo temevo che fosse una raccolta di piccoli pezzettini, invece, grazie anche alla tecnica e bravura dei protagonisti, è anche un piacevolissimo album di grande musica. E produce emozioni. Sono d'accordo con il voto di Monsieur Axoras. Le emozioni non si votano. Au revoir.
Zess
Martedì 9 Dicembre 2014, 1.25.38
23
Disco inutile in partenza.
lux chaos
Lunedì 8 Dicembre 2014, 23.39.48
22
Questi sono meglio dei Sex Pistols, incredibili. Una rottura di balle spettacolare. Almeno su ste nenie poteva sforzarsi di buttar giù due testi. UN album nato pigro e finito noioso. Peccato...
Screamforme77
Lunedì 8 Dicembre 2014, 23.11.02
21
Sicuramente non è il caso di paragonarlo ai capolavori del passato. Vedo questo album come una sorta di sintesi-riepilogo di tutta la loro straordinaria carriera. Difatti anch'io, come ha scritto il primo recensore, ho notato, gia dai primi ascolti, numerosi rimandi a vecchi loro brani come: Shine On, Welcome to Machine, Saurceful of Secrets, Another Brick in The Wall part 3, Us and Them, Comfortably Numb, Run Like Hell...e chissà quali e quanti altri. L'ascolto lo trovo tutto sommato molto piacevole. Sento che molti avrebbero preferito un album cantato, ma se un album cantato sarebbe stato come gli ultimi tre precedenti, allora sono contento per questa scelta di pubblicare un album quasi interamente strumentale di conseguenza meno easy.
Pink Christ
Lunedì 8 Dicembre 2014, 23.02.04
20
Grande radamanthis, finalmente qualcuno sa come ascoltare i Pink Floyd. Qui non bisogna farsi seghe mentali se è o no un disco dei Floyd, se assomiglia a meno a The wall piuttosto che a Dark Side etc etc. I Floyd vanno ascoltati distesi sul divano, con le luci spente e silenzio assoluto. Non serve metterli a tutto volume, la musica deve entrarti nel cervello e nel cuore. Quando ascolto questo disco pervade in me un senso di dolce malinconia, bei ricordi andati, gli amori finiti e i piccoli dolori che son felice di provare perchè mi fan sentire vivo e umano. Un disco dei Floyd è un viaggio nella propria testa e quest'album è un viaggio. Diverso dagli altri viaggi dei Floyd, ma pur sempre un viaggio ed è questo che loro devono fare, perchè l'han sempre fatto e lo sanno fare molto bene. Ora lascio a voi sapientoni il compito di smontarlo e di dire le solite stronzate che si sentono quando esce un album di un gruppo storico. Non sono i veri Floyd, son cambiati, non son più gli stessi. Grazie, han 20 anni di più. Vorrei ben vedere che siano cambiati. Io me lo godo e spero che prima della fine di tutto riescano a farmi viaggiare con un altro album. Amen
Red Rainbow
Lunedì 8 Dicembre 2014, 22.36.19
19
Non per fare il Metallized-aziendalista, ma ringrazio Gilmour perchè se non altro ci ha dato l'opportunità di leggere queste due splendide rece .... sulla qualità dell'album, da floydiano incallito da oltre un trentennio, non posso non nascondere la delusione. Se dipartita dal pentagramma doveva essere (l'epitaffio di cui parla Axoras), sarebbe stato lecito attendersi un'iscrizione più imperitura, ad accompagnare la loro ascesa al Pantheon...
Radamanthis
Lunedì 8 Dicembre 2014, 22.20.35
18
Un disco dei Pink Floyd si assapora e si lascia scorrere nel lettore. Non bisogna amarlo e non va odiato, si ascolta.......il resto è nulla. Ogni disco dei Pink Floyd non è solo musica, è emozione, è un percorso musicale, un fiume infinito. Avrei preferito fosse un disco cantato (non solo l'ultima traccia) avrei preferito un altro Dark side of the moon, ognuno di noi potrebbe dire un qualcosa che gli è piaciuto o qualcosa chje non ha apprezzato su questo disco...alla fine lo ascolto, lo lascio andare nel lettore....l'emozione vien da se......
Michele "Axoras"
Lunedì 8 Dicembre 2014, 21.44.53
17
Credo di aver espresso tutto quello che potevo dire nella recensione, pertanto aggiungo un breve commento per complimentarmi, come sempre, con il collega JimiTG per la magnifica recensione: bella e profonda, complimenti !
CYNIC
Lunedì 8 Dicembre 2014, 20.29.23
16
Per me the endless river rispecchia la copertina dell'album un viaggio tra le nuvole alla ricerca del paradiso, album di prog rock strumentale con melodie azzeccate dall'inizio alla fine. Voto: 83/100.
Remedy
Lunedì 8 Dicembre 2014, 20.12.19
15
High Hopes era la perfetta pietra tombale del gruppo, Louder Than Words lo è molto meno
Remedy
Lunedì 8 Dicembre 2014, 20.09.22
14
Album che lascia veramente il tempo che trova, sarà anche un omaggio a Wright ma sono scarti e scarti rimangono, li puoi rimaneggiare quanto vuoi ma cambia poco, se volete omaggiare Wright mettete su Wish you Were Here.
Hm is the law
Lunedì 8 Dicembre 2014, 19.48.07
13
Della serie tanto rumore per nulla. Album inutile e noiosissimo.
Neige93
Lunedì 8 Dicembre 2014, 18.18.26
12
Mediocre, come tutto quanto fatto dai Pink Floyd dall'84 al '94.
Mastro burattinaio
Lunedì 8 Dicembre 2014, 17.31.37
11
Dal mio punto di vista il non voto SV non ha senso di esistere...
Arrraya
Lunedì 8 Dicembre 2014, 16.40.15
10
Discutete e giudicate un album che ascolterete una,massimo due volte, per poi sputarlo immediatamente. Ormai funziona cosi
freedom
Lunedì 8 Dicembre 2014, 16.25.45
9
Adoro i PF, ma il disco mi ha annoiato...
Luca70
Lunedì 8 Dicembre 2014, 16.20.38
8
L'Amore per pink floy rimane a prescindere, ma è un album che te fa due palle allucinanti.Quoto entropy, anchr per il voto 65.
entropy
Lunedì 8 Dicembre 2014, 16.14.10
7
Ma io non voglio neanche entrere nella discussione commerciale o meno, album inutile o meno. Credo che al di là di queste idee, avessero voglia di farlo e hanno fatto bene. Qualitativamente non sarà un must, ma è cmq una bella colonna sonora da ascoltare di sottofondo. niente di strepitoso, ma neppure mi sento d iaver buttato i soldi. Voto 65
Taste Of Chaos
Lunedì 8 Dicembre 2014, 16.08.17
6
L'ho comprato giorni fa, ma non ho ancora avuto il coraggio di ascoltarlo. Credo comunque sia giusto non valutare un album simile, privo di qualsiasi volontà commerciale (veramente i Pink Floyd avrebbero bisogno di far uscire un album nel 2014 per tirare su un po' di grana?), e qualunque aspetto positivo possa contenere, anche solo una nota, sarà una gioia inattesa.
Kenos
Lunedì 8 Dicembre 2014, 16.01.04
5
Buona l'idea di pubblicare un album di scarti e intermezzi rabberciati, riesumando il nome di una band dal valore comunque indiscutibile, sebbene inattiva da vent'anni e artisticamente spenta da una trentina (per me The Wall è stato l'inizio della fine). Gilmour resta un pezzo di storia del rock, ma come compositore mi ha sempre lasciato indifferente. Insomma, ascoltato un paio di volte e poi cestinato... The Endless Meh.
joker
Lunedì 8 Dicembre 2014, 15.24.01
4
Mi sembra che abbiano voluto intraprendere un viaggio,rielaborando i cosiddetti 'scarti' per renderlo fattibile. Ho respirato atmosfere di wish you were here in parte di ummagumma. Non avevo pretese prima che uscisse,ma solo curiosità. Non è un lavoro da ascoltare in auto,ma in casa a luci spente; per onorare il canto del cigno di una band monumentale!
Lizard
Lunedì 8 Dicembre 2014, 15.22.07
3
@jek: un voto è errato solo quando non corrisponde alle motivazioni eapresse nella recensione. Se è coerente con essa, non è giusto parlare di errore, semplicemente non corrisponde al proprio personale pensiero. Pour parler, naturalmente
Steelminded
Lunedì 8 Dicembre 2014, 14.33.35
2
Al bum di scarti, come tali merita il 50 per me.
jek
Lunedì 8 Dicembre 2014, 14.20.21
1
Complimenti ad entrambi i recensori, mi trovo più in linea con Axoras specialmente con il voto, anzi con il non voto. Quando si parla di Pink Floyd si parla di emozioni e questo disco me ne da parecchie, e poi la sola chitarra di Gilmuor mi fa dire che il voto di JTG e profondamente errato. Sarà un disco auto-celebrativo ma come solito se vaglio passare un'oretta fuori dalla realtà ascolto i PF e questo disco si unisce alla schiera di altri capolavori, per cui essendo i PF ognuno può giudicare e votare in base all'emozione quindi è più giusto un S.V. Poi per me è un 90
INFORMAZIONI
2014
Parlophone
Rock/Ambient
Tracklist
Side 1
1. Things Left Unsaid
2. It's What We Fo
3. Ebb and Flow

Side 2
4. Sum
5. Skins
6. Unsung
7. Anisina

Side 3
8. The Lost Art of Conversation
9. On Noodle Street
10. Night Light
11. Allons-y (1)
12. Autumn '68
13. Allons-y (2)
14. Talkin' Hawkin'

Side 4
15. Calling
16. Eyes to Pearls
17. Surfacing
18. Louder Than Words
Line Up
David Gilmour (Voce, Chitarre, Basso)
Richard Wright (Pianoforte, Sintetizzatori, Tastiere, Cori)
Nick Mason (Batteria, Percussioni)

Musicisti Ospiti:
Stephen Hawking (Voce nella traccia 14)
Durga McBroom (Cori nelle tracce 14, 17 e 18)
Gilad Atzmon (Sassofono e clarinetto nella traccia 7)
Jon Carin (Sintetizzatore nelle tracce 9, 11 e 13)
Anthony Moore (Tastiere nella traccia 15)
Bob Ezrin (Tastiera aggiuntiva nella traccia 1, basso nelle tracce 11, 13, 18)
Guy Pratt (Basso nelle tracce 9 e 14)
 
RECENSIONI
85
84
100
98
99
98
95
91
96
96
 
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