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Skalmold - Med Vaettum
( 2012 letture )
Anche per gli islandesi Skßlm÷ld Ŕ giunto il momento del terzo disco. La band ha debuttato quattro anni fa sotto la label faroese Tutl con Baldur, un album che ha attirato l'interesse di pubblico e critica tanto da far guadagnare agli islandesi un contratto con l'austriaca Napalm Records. ╚ con questa etichetta che esce il successivo B÷rn Loka, album che presenta un massiccio inserimento di influenze heavy/thrash a discapito di quelle folkloristiche. Questo porta da un lato all'allontanamento di parte dei fan pi¨ legati allo stile folk/viking, ma sul lungo termine si rivela una scelta vincente perchÚ riesce ad attirare ancora pi¨ visibilitÓ alla band, che da lý a breve registra un colossale live dvd con l'orchestra sinfonica islandese e diventa una delle band pi¨ note in patria.
Con Me­ vŠttum la band non mostra cambiamenti di stile: musicalmente rimane su un mix di influenze diverse tra cui predominano l'heavy/thrash ottantiano (un po' Iron Maiden, un po' Metallica), con l'aggiunta di qualche elemento death e qualche elemento folk, il tutto arricchito da molti altri spunti, dal doom al black, che emergono qua e lÓ nei pezzi. Le atmosfere rimangono principalmente epiche ed aggressive, a volte grazie alle cavalcate eseguite dalle tre chitarre in puro stile maideniano, a volte grazie ai tempi medi e cadenzati e ai cori tipici del viking. Un elemento che rende subito la band riconoscibile in mezzo alle mille influenze sono le voci dei due cantanti: Bj÷rgvin Sigur­sson, il cantante principale, sfoggia un growl sordo e gutturale, mentre Baldur Ragnarsson, la seconda voce, ha uno scream acido ed acuto. I testi continuano ad essere in islandese antico e, a detta della band, a seguire rigorosamente lo stile compositivo che caratterizza i poemi epici islandesi, con argomenti che trattano sempre le leggende e la mitologia nordica.

L'album si apre con A­ vori, ovvero In Primavera, un'apertura diretta e veloce che trasporta nel vivo del disco senza troppi convenevoli. La traccia presenta principalmente uno stile heavy/thrash, con chitarre in primo piano ed un basso che non si fa oscurare. Le influenze viking comunque ci sono eccome, ed emergono soprattutto grazie agli epici cori di voci maschili e femminili. La seconda, Me­ fuglum, ovvero Tra gli Uccelli, Ŕ leggermente pi¨ lenta e meno aggressiva, con un ritmo scandito e marziale. Lo stile principale qui Ŕ pi¨ estremo e vicino al death, diciamo in stile Amon Amarth, ma il brano presenza al suo interno diverse variazioni, passando dal duetto growl/scream dei due cantanti, a un breackdown in cui il ritmo rallenta e chitarre sono meno distorte, a un coro solenne di voci maschili, e addirittura ad una parte pi¨ folkeggiante, suonata da Gunnar Ben con lĺoboe, che ricorda la colonna sonora di un videogioco fantasy-medievale. A­ sumri, In Estate, Ŕ molto pi¨ epica e melodica, ma non si fa mancare una parte marziale, con voci e riff ben scanditi. Me­ drekum, Tra i Draghi, ci accoglie con uno squillante riff di chitarre, per poi passare ad un ritmo cadenzato molto sottolineato dal basso. Anche qui non manca la parte epica dedicata al coro, anche se nel complesso sono di pi¨ gli assoli e le parti in tapping a farsi notare. A­ hausti, In Autunno, Ŕ caratterizzata da un ritmo molto scandito, da riff ripetitivi e marziali e da un mood generalmente epico, con riff che a tratti possono ricordare Mňnegarm o Ensiferum. Il passaggio alla successiva Me­ j÷tnum (Tra i Giganti) Ŕ bruschissimo, perchŔ A­ hausti non ha una vera e propria conclusione e Me­ j÷tnum, come diversi altri pezzi del disco, inizia di botto. In ogni caso, si tratta di uno dei brani pi¨ interessanti del disco, in cui una parte iniziale veloce ed incalzante lascia il posto ad una parte epic doom, in cui la chitarra solista ha un suono vibrante e lamentoso e le altre la accompagnano con passo pesante ed inesorabile. Il tutto rende molto bene l'idea degli uomini che si trovano improvvisamente in una terra abitata da giganti che incombono su di loro e gli si avvicinano lenti e minacciosi. Successivamente c'Ŕ un crescendo di tensione ed il brano si velocizza, tornando alle melodie pi¨ frenetiche dell'inizio: Ŕ come se i riflettori si spostassero improvvisamente dai giganti per tornare a focalizzarsi sugli uomini. Me­ j÷tnum ha una conclusione ricca di pathos, e prima di arrivarci c'Ŕ anche lo spazio per un intermezzo quasi atmospheric black, con tanto di riff in tremolo-picking e duetto scream/cori in pulito. A­ vetri, In Inverno, Ŕ uno dei pezzi pi¨ divertenti: si apre con un riff in stile viking che ricorda i Mňnegarm: melodico, ben scandito e con un che di folkeggiante. Poi si cambia stile ed il cantato di Bj÷rgvin Sigur­sson si avvicina pi¨ che mai ad una marcia militare, accompagnato da un ritmo cadenzato di batteria e da una cavalcata di chitarre. L'album si chiude con Me­ gri­ungum (Tra i Tori), brano molto lungo che inizia lentamente, accompagnata dal suono del vento, per poi passare ad un ritmo groove, introdurre nuovamente influenze maideniane, e chiudere su un coro epico. Qui i cambiamenti sono ancora pi¨ frequenti ed improvvisi del solito, ed alla fine nonostante la sua lunghezza di questo pezzo non rimane molto.

Tirando le somme, Me­ vŠttum Ŕ simile a B÷rn Loka nel voler dare un ruolo di primo piano alle influenze heavy/thrash, ma torna anche un po' sui passi di Baldur nel creare atmosfere principalmente epiche e nell'utilizzo massiccio di cori. Il punto pi¨ forte del disco Ŕ senza dubbio la particolaritÓ dello stile degli Skßlm÷ld, che pescano un po' qua ed un po' la le loro influenze ed in questo modo finiscono per non assomigliare smaccatamente a nessuno. La varietÓ che i brani presentano pu˛ essere considerata un secondo punto forte, ma si tratta di un'arma a doppio taglio: troppa varietÓ spesso pu˛ risultare in dispersivitÓ (come ad esempio in Me­ gri­ungum, che contiene un po' di tutto ma alla fine lascia poco all'ascoltatore). Diciamo che gli Skßlm÷ld sono un po' come una di quelle insalatone che vanno di moda adesso, che contengono verdure, frutta, formaggi e chi pi¨ ne ha pi¨ ne metta. ╚ facile che la prima forchettata lasci solo perplessi, e anche se poi andando avanti a mangiare si finisce con l'apprezzare gli accostamenti, magari alla fine rimane il pensiero che "la papaya potevano anche fare a meno di mettercela". Lasciando da parte le metafore culinarie, bisogna comunque riconoscere che su Me­ vŠttum i diversi stili sono amalgamati meglio rispetto a B÷rn Loka ed il risultato finale Ŕ molto pi¨ godibile. Purtroppo la traduzione dei testi non Ŕ di facile reperibilitÓ ed Ŕ un vero peccato, perchÚ ogni brano mette in musica un episodio della mitologia nordica e capire di cosa parla forse permetterebbe agli ascoltatori di apprezzare meglio certi passaggi musicali. Ad esempio, Me­ drekum contiene un intermezzo molto lungo e ripetitivo caratterizzato da mitragliate di chitarre e da scream allarmati. Pu˛ essere che voglia rappresentare l'attacco dei draghi, magari la distruzione di una cittÓ. In ogni caso, senza capire i testi Ŕ difficile lasciare che la canzone racconti una storia, per cui senza conoscerne il senso questa parte rischia di risultare solo noiosa.

In ogni caso, il giudizio finale Ŕ positivo: gli Skßlm÷ld sono una band capace e particolare che sicuramente aggiunge qualcosa alla scena viking attuale. Mi auguro che con il prossimo album riescano a limare ulteriormente i punti critici, perchÚ non gli manca molto per riuscire a produrre un disco veramente memorabile.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
84.33 su 3 voti [ VOTA]
mardonziak
Sabato 31 Marzo 2018, 1.05.53
3
Solstafir
DeathPriest
Sabato 31 Marzo 2018, 0.29.20
2
Unico album su cui sono piuttosto scettico. Comunque, il fatto che sia cantato in islandese, Ŕ un punto di forza della band: quali altre band lo fanno?
doomale
Venerdý 12 Dicembre 2014, 15.54.17
1
Lo ascoltavo proprio stamane mentre andavo a lavoro....la partenza non mi aveva entusiasmato....ma il resto mi e' piaciuto molto! Una bella sorpresa
INFORMAZIONI
2014
Napalm Records
Viking
Tracklist
1. A­ vori
2. Me­ fuglum
3. A­ sumri
4. Me­ drekum
5. A­ hausti
6. Me­ j÷tnum
7. A­ vetri
8. Me­ gri­ungum
Line Up
SnŠbj÷rn Ragnarsson (basso)
Bj÷rgvin Sigur­sson (voce, chitarra)
Gunnar Ben (Tastiere, oboe, cori)
Baldur Ragnarsson (chitarra, voce)
Ůrßinn ┴rni Baldvinsson (chitarra, cori)
Jˇn Geir Jˇhannsson (batteria, cori)
 
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