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King Crimson - Islands
( 4218 letture )
Centinaia di parole sono state spese per album come In the Wake of Poseidon e Lizard, migliaia per lavori come Three of a Perfect Pair e Starless and the Bible Black, milioni per Red e Discipline… E non sto neanche a dirvi quante per In the Court of the Crimson King.
Incredibilmente poche sono invece, se messe a confronto con le altre, quelle spese per Islands; è indubbiamente strano, ancora di più se si pensa alla sua centralità storica nella prima discografia della band. È inutile comunque indugiare sugli enormi problemi di formazione che Fripp dovette affrontare in quel periodo (di certo non è difficile trovare varie fonti che trattano ampiamente questo argomento), perciò mi limiterò a tracciare il profilo prettamente artistico e stilistico delle tracce, tralasciando il contesto storico.

Se Lizard aveva incrementato la matrice jazz del gruppo, coi suoi cambi bruschi di ritmo e il sovrabbondare di dissonanze, Islands ne riprende lo spirito elevandolo ad una formula prettamente cameristica, diminuendone lo sperimentalismo sonoro e aumentando, invece, la compenetrazione e il miscuglio dei generi. Formentera Lady è, in un certo senso, un esempio perfetto di questo binomio: da una parte ritroviamo il gusto per l'improvvisazione accostato ad una parziale demolizione del lato melodico, mentre dall'altra troviamo alcuni degli strumenti tipici del rock privati della loro componente elettronica, sostituiti invece da quelli della tradizione classica come flauti, ottoni e archi. Il brano in sé gode di un elaborato "esotismo" sonoro allontanandosi sufficientemente dall'idea di progressive comunemente accettata dai più, aderendo alla perfezione all'idea di viaggio trasmessa dalla nebulosa raffigurata in copertina. Sulla stessa scia continua Sailor's Tale, una sorta di tramite tra ciò che era stato il "Re Cremisi" fino ad allora e ciò che si sarebbe apprestato a fare l'anno successivo con Lark's Tongue in Aspic. Il risultato è un ottimo brano di jazz-rock strumentale reso vivo dai toni caldi e concilianti, quasi sommessi, fautore di un suono poliedrico e sempre corposo anche nei momenti più sussurrati. Ma è con The Letters che la coralità dei generi si fa più ampia e si vanno ad abbracciare blues, rock e swing trascendendoli in un unico corpus fatto di una rigida e consapevole schizofrenia, rendendolo uno dei brani migliori di sempre, la cui unica pecca è quella di durare troppo poco. Non sorprende più di tanto, pur trattandosi di un altro ottimo brano, Ladies of the Road, che mostra invece un lato musicalmente meno impegnato (di vago richiamo beatlesiano) e particolarmente lontano dall'attitudine del gruppo. Ci si riprende subito con Prelude che è, come il titolo suggerisce, il connubio perfetto tra la tradizione classicista, alla stregua del barocco, e il talento compositivo di Robert Fripp. Il risultato di questo andante è a dir poco eccezionale, nonché una risposta a tono (per l'epoca) a chi vedeva nella nuova generazione di musicisti una manica di fabbri dalla mano pesante senza arte né parte.
Come si era iniziato con Formentera Lady, così si finisce con la traccia omonima, vera e propria omega del brano d'apertura, tratteggiata da un'atmosfera malinconia e dilatata dal dialogo tra viola e sassofono, che lo rendono una sorta di summa massima di tutto ciò che i King Crimson si erano impegnati a fare fino al 1971.

Chiamarlo capolavoro sarebbe effettivamente troppo, definirlo fondamentale, invece, troppo poco. Islands non brilla certo dello splendore di Red, Discipline o Beat, tantomeno della magia di In the Court…. Tuttavia nulla di quello che sarebbero diventati dopo il 1971 i King Crimson sarebbe avvenuto se non fosse stato per questo piccolo gioiellino e per il suo voler guardare avanti a tutti i costi senza preoccuparsi del fardello del passato.
Non molte altre parole sarebbero d'aiuto per comprendere questo disco. Perciò: buon ascolto.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
90.29 su 72 voti [ VOTA]
Area
Martedì 11 Dicembre 2018, 12.41.26
27
Per me l'ultimissimo disco dei King Crimson ad essere totalmente bello. Qualcuno potrebbe avere da ridere circa il fatto che Red sia un capolavoro e sono d'accordo, però mi riferisco soprattutto alla prima parte di carriera della band che per me termina proprio con questo disco (Lark's e Red per me é già una seconda fase)
Aceshigh
Martedì 11 Dicembre 2018, 11.57.05
26
Album eccellente! Non raggiunge le vette di In The Court of The Crimson King o anche di Red, ma la sensazione di trovarsi comunque di fronte ad un'opera d'arte con la A maiuscola... è quasi ovvia e scontata già dopo 5 minuti di ascolto (a dire il vero ciò accade con tutti gli album dei King Crimson). La meravigliosa title-track chiude nel migliore dei modi questo gioiello nascosto nell'ombra degli album più famosi della band. Da ascoltare assolutamente! Voto 88
leo62
Sabato 12 Novembre 2016, 17.35.14
25
Ottimo disco anche questo, grande performance di Bob Fripp in "Sailor's tale" con un assolo ad accordi(che figata!) da brividi!!! Mi piacciono molto anche " The letters" e "Song of the gulls", meravigliosa infine "Islands". Indimenticabile la copertina della nebulosa trifida nel sagittario!!!
Gilli97
Sabato 2 Luglio 2016, 14.02.27
24
Cosa non è la title-track...intanto partono i lacrimoni...capolavoro...
Rob Fleming
Sabato 30 Gennaio 2016, 14.00.46
23
A metà strada tra i paesaggi romantici del debutto e le sperimentazioni di Lizard. Media: 7,5
andrea
Venerdì 19 Dicembre 2014, 13.24.07
22
se partiamo dalla valutazione oggettiva di 'In the court of the crimson king' ( voto 100, of course ), a 'islands' spetta almeno 95. La rilevanza d album del genere nella storia della musica moderna è indubbia , possiamo tranquillamente parlare di 'classicità' e relativa immortalità.
rocklife
Mercoledì 17 Dicembre 2014, 16.15.59
21
1- in the court of k.c.-----2-selling engl. by...genesis---3-close to the edge..yes--4--aqualung --j.t.-5-pawn hearts--v.d.g.g..seguono poi elp..g.giant--camel--rush...i p.f. sono a parte forse inarrivabili...
Lizard
Martedì 16 Dicembre 2014, 19.53.19
20
@rocklife: magari nel forum però
rocklife
Martedì 16 Dicembre 2014, 19.49.04
19
e' chiaro che tutti 100..intendevo quelli del re cremisi...almeno i primi 4 o 5 e non tutti i dischi prog degli anni 70..anzi invito a tutti di scrivere i migliori dischi prog dell'epoca almeno i primi cinque ma in un modo personale...
Paul2112
Martedì 16 Dicembre 2014, 14.38.24
18
Forse non sarà il migliore, ma è quello degli anni 70 che mi emoziona di più. Island ogni volta che la ascolto mette i brividi. Splendido
Le Marquis de Fremont
Martedì 16 Dicembre 2014, 13.21.48
17
Concordo con il post di Monsieur Steelminded. Certo, si possono fare anche le dovute distinzioni. Love Beach degli ELP, per esempio, si sente lontano un miglio che è una forzatura della casa discografica e un disco scarso. Però faccio fatica a trovare cose deboli nei King Crimson di cui parliamo. E nella gran parte delle discografie delle band che ho citato. Forse perché erano altri tempi, più "vergini" se mi passate il termine ma le uscite di allora mi sorprendevano molto di più di quelle di adesso, tranne alcune eccezioni, ovviamente. E questo Island ne è una conferma. Au revoir.
Steelminded
Martedì 16 Dicembre 2014, 9.57.10
16
Carmine, credo sia un'iperbole per affermarne l'immenso valore storico, rivoluzionario e artistico di queste opere a distanza di 50 anni dalla loro uscita. Poi è ovvio che si possano fare delle distinzioni...
Carmine
Martedì 16 Dicembre 2014, 9.41.01
15
Affermare che utti i dischi prog degli anni settanta valgono 100, significa non saper creare una distinzione tra i reali capolavori e i dischi di minor spessore compositivo. 100 si può tranquillamente dare a In The Court of The Crimson King, Pictures At An Exhibition, Selling England By The Pound, Pawn Hearts, Close To The Edge, Thick As A Brick, ma poi bisogna valutare oggettivamente gli altri dischi che hanno un profilo inferiore. Almeno questo è il mio parere, fermo restando che i vinili prog del periodo 1969-1974 siano di un livello elevatissimo. Una distinzione, tuttavia, va obbligatoriamente fatta. Almeno questo è il mio pensiero
rocklife
Lunedì 15 Dicembre 2014, 23.36.12
14
siamo nel 1971..chi li fa piu' questi capolavori del prog...???....meno male che in quei periodi c'ero...confermo che sono tutti 100...
Steelminded
Lunedì 15 Dicembre 2014, 14.56.55
13
No, sotto questa prospettiva Ms le Marquis ha perfettamente ragione... son tutti 100. Non si discute. Au revoir.
Le Marquis de Fremont
Lunedì 15 Dicembre 2014, 13.57.51
12
Vorrei portare l'attenzione, più che non sul valore dei voti, su cosa significava all'epoca, e siamo nel 1971, l'uscita di dischi come questo. L'attesa era sempre spasmodica, e poi ti trovavi dei prodotti spiazzanti, con sempre cose nuove, rifacimenti di cose antiche ma con una luce diversa, sperimentazioni e classicità allo stesso modo. E si ascoltava, si ascoltava. E non ti stufavano mai, gli imparavi a memoria. Ecco, questo è il valore di dischi come questo. Mi ricordo, e c'è un piccolo cenno nella recensione, la faccia di mio padre, amante della musica classica (solo quella, neanche il jazz!) quando ha sentito Prelude. Non credeva che quella musica fosse fatta da "quelli là", quelli che ascoltavamo noi. Ogni volta che riascolto questi dischi, non solo i King Crimson, ma anche Van der Graaf Generator, Yes, Gentle Giant i Genesis di Gabriel e l'incredibile prog Italiano, penso sempre a cosa significavano e cosa scoprivamo ogni volta. Non si possono paragonare tra di loro, sono tutte pietre portanti della costruzione. Quindi voto massimo, a tutti e a questo. Ma come faceva, un Fripp qualunque, a inventarsi queste cose, nel 1971? Ecco, che voto diamo a questo? Au revoir.
Carmine
Lunedì 15 Dicembre 2014, 10.40.11
11
Il paragone con Red, Discipline e Beat è inutile visto che le formazioni sono diverse e, nel caso degli ultimi due album, il periodo storico è un altro. Il disco semmai va paragonato alla prima produzione dei King Crimson, nel quale caso risulta superiore al solo controverso Lizard. Voto eccessivo al massimo vale 75/100 nell'ambito della storia del prog.
MorphineChild
Domenica 14 Dicembre 2014, 23.00.06
10
Islands resta unico nella discografia crimsoniana, schiacciato tra il magmatico ribollire creativo degli esordi e la strada più quadrata e cerebrale che il gruppo percorrerà in seguito. Unica la formazione, unico l'afflato baroccheggiante che permea la maggior parte delle composizioni, unico il sottile senso di malinconia e di abbandono che si prova durante l'ascolto, unica persino la copertina fotografica. E proprio per la sua unicità, Islands è forse il disco meno amato dal pubblico tra i primi del gruppo. Grave errore, in quanto il livello compositivo resta altissimo mentre la tavolozza si riempie di colori diversi da quelli degli esordi. Su tutto, la fantastica canzone che da il titolo al disco, un rumoreggiare di risacca sulla costa, un tramonto solitario intriso di malinconia, le note sparse come rena sulla battigia. Sublime
Galilee
Domenica 14 Dicembre 2014, 19.24.03
9
Super Discone. Non sarà il migliore, ma si parla sempre di un disco eccellente, seminale è mostruosamente vario. 90
Steelminded
Sabato 13 Dicembre 2014, 14.51.03
8
Quoto Vulgar Puppet, ha ragione... voto più o voto meno è chiaro che pur essendo un grand bel pezzo di lavoro, è meno riuscito di molti altri nella loro discografia... per questo non mi sento di considerarlo capolavoro e dare 90 o giù di lì... Comunque di bel disco si tratta...
CYNIC
Sabato 13 Dicembre 2014, 14.31.54
7
- Islands, È un ca-po-la-vo-ro assoluto del Prog Rock, punto e basta. 97/100
Vulgar Puppet
Sabato 13 Dicembre 2014, 14.19.03
6
Io gliene preferisco almeno 4 o 5... ma praticamente, ovunque si va a pescare nella loro discografia, si prende un capolavoro o quasi. Voto giusto a mio parere, avrei dato anche qualche punticino in meno. In certi punti non risulta riuscito come altri loro dischi. Rimangono comunque una band superiore. Voto: 85
Malleus
Sabato 13 Dicembre 2014, 13.51.02
5
Voto lettori: 99 su 6 voti. Ho detto tutto.
Masterburner
Sabato 13 Dicembre 2014, 13.36.43
4
Per me uno dei migliori dei KC, veramente caleidoscopico e imprevedibile. Atmosfere da sogno, dinamiche da paura. Sailor's tale è da sturbo , una cavalcata senza regole e una delle migliori chitarre mai registrate. Capolavoro, 100.
Steelminded
Sabato 13 Dicembre 2014, 12.56.21
3
Quoto lorin eccetto che sul voto: 80.
Zelda
Sabato 13 Dicembre 2014, 11.50.28
2
Capolavoro!!!
LORIN
Sabato 13 Dicembre 2014, 11.38.48
1
Album questo (a mio parere) bellissimo. Forse non sarà un capolavoro perchè è un disco appartenente ad una discografia splendida ma io dico che tutti i dischi dei King Crimson sono capolavori. Qualcuno ha già dato un 99 senza commentare ma lo stesso voto glielo do anche io: 99.
INFORMAZIONI
1971
Island Records
Prog Rock
Tracklist
1. Formentera Lady
2. Sailor's Tale
3. The Letters
4. Ladies of the Road
5. Prelude: Song of the Gulls
6. Islands
Line Up
Mel Collins (Voce, Flauto, Sassofono)
Robert Fripp (Chitarra, Mellotron, Armonium)
Boz Burrell (Basso e Voce)
Ian Wallace (Batteria e Voce)
 
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