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Magnus Karlsson`s Free Fall - Magnus Karlsson`s Free Fall
( 1411 letture )
Magnus Karlsson non ha certo bisogno di presentazioni. Il chitarrista svedese è uno dei compositori più prolifici della scena melodic metal/hard rock contemporanea, nonché uno degli axemen più richiesti in assoluto dai top vocalists del medesimo filone. Con all'attivo decine di collaborazioni di spicco (tra cui vanno ricordate almeno: Allen/Lande, Kiske/Somerville, Bob Catley, Ralf Scheepers), l'attuale chitarrista dei Primal Fear è riuscito ad assemblare un cast di stelle per il proprio esordio da solista, riproponendo l'ormai collaudata formula introdotta sul mercato da acts come Avantasia e Ayreon. Quasi tutti i cantanti che si alternano al microfono in questo Free Fall hanno già collaborato con Karlsson in passato; la dimensione perseguita dal chitarrista svedese è quasi "familiare", con evidenti ripercussioni (positive) in termini di compattezza della proposta finale e di amalgama sonoro.

L'opener di Free Fall è affidata al grande Russell Allen, abbonato sia alle partnership con Karlsson che alle partecipazioni a dischi rientranti nel filone delle cosiddette "meta operas". Il pezzo fila via liscio e si avvale di una buona performance di Allen; il piglio è quello a metà tra rock e metal che pare aver trovato nuova linfa dall'inizio degli anni Duemila in poi. Il talento compositivo di Karlsson è manifesto fin da subito; lo svedese, come è ovvio, sembra inoltre volersi ritagliare uno spazio solistico maggiore, rispetto a quanto sentito sulle sue collaborazioni ad altri progetti. Da Allen si passa a Scheepers. Niente male. Non tutti possono permettersi una doppietta del genere per aprire un disco. Higher è un pezzo più metal dell'opener, di nuovo ottimamente composto e di nuovo ottimamente cantato e suonato. Scheepers non esagera, ma fa il suo. La sua interpretazione è più vicina al metal "leggero" dei vecchi Gamma Ray che a quello "pesante" dei suoi Primal Fear, con un alleggerimento timbrico riuscito e accattivante. Il terzo cantante, pure, non è affatto male. Anzi, è piuttosto bravo. Si tratta nientemeno che di Karlsson stesso, insospettabilmente più che a suo agio dietro il microfono. Heading Out è un brano discreto, sfacciatamente melodico e costruito intorno a un ritornello di facile presa. La classe di Karlsson alla sei corde lo nobilita non poco. Se parliamo di melodia, nulla in questo disco batte Stronger, cantata dal buon Tony Harnell. Il brano non è lontano dai pezzi più AOR degli Avantasia di Sammet. Ciò che porta questa canzone a un livello superiore è proprio la maestosa interpretazione del singer americano, da dieci e lode (sentire la chiusura del brano per credere). Dall'AOR si torna al metal con Not My Saviour, cantata dal ruvidissimo Rick Altzi. Il pezzo picchia decisamente forte, pur non rinunciando alla vena melodica che è il vero leitmotiv del disco. Us Against the World ripropone le sonorità del brano di apertura, con un David Readman qualitativamente non lontano da Russell Allen. Our Time Has Come, pure, non cede di un millimetro, grazie a una delle migliori interpretazioni chitarristiche di Karlsson su questo disco e al buon lavoro di Mark Boals al microfono. Free Fall, inutile nasconderlo, ha tutto l'aspetto di una gara canora tra alcuni dei migliori vocalists metal presenti sulla scena contemporanea. Karlsson, con il suo savoir faire tipicamente nordico, riesce a tenere tutti a bacchetta e a dare un'impronta marcata e un indirizzo sempre chiaro al progetto. Non per nulla l'axeman svedese canta altri due brani di Free Fall, oltre alla già citata Heading Out. Si tratta di Ready or Not e della conclusiva On Fire. Ready or Not è un pezzo epicheggiante, con un riff portante davvero azzeccato e uno dei ritornelli più belli di Free Fall. Ottimo pure il solo che parte dopo il chorus di metà canzone. Il brano di chiusura, On Fire, parte in chiave acustica, per poi esplodere in una progressione a metà tra AOR e metal. Una buona conclusione per il disco, ma non una delle tracce più ispirate del lotto. I restanti tre brani sono cantati da Rickard Bengtsson, Herman Saming e Mike Anderson. Una menzione va spesa almeno per Dreamers & Hunters, che vede al microfono l'ultimo dei tre e che aggiunge ancora qualcosina (in direzione metal "interpretato") alla proposta dell'album.

Free Fall è un ottimo disco, che ha solo due difetti. Il primo è la dubbia originalità dell'operazione, come già detto divenuta piuttosto inflazionata di questi tempi. Il secondo è la -a volte- eccessiva smania di protagonismo di Karlsson, il quale, per stare al passo con i suoi eccezionali ospiti, si lancia in assoli talvolta fin troppo ridondanti e sovrastrutturati. Per il resto, lavoro abbondantemente promosso. Attendiamo il sequel.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
91 su 3 voti [ VOTA]
Sandro 70
Lunedì 9 Ottobre 2017, 9.45.18
1
Album veramente bello che merita di essere riscoperto. Potente,melodico e strumentalmente eccellente. Voto 85.
INFORMAZIONI
2013
Frontiers Records
Heavy
Tracklist
1. Free Fall
2. Higher
3. Heading Out
4. Stronger
5. Not My Saviour
6. Us Against the World
7. Our Time Has Come
8. Ready or Not
9. Last Tribe
10. Fighting
11. Dreamers & Hunters
12. On Fire
Line Up
Magnus Karlsson (Voce nelle tracce 3, 8, 12, Chitarra, Basso e Tastiere)
Daniel Flores (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Russell Allen (Voce nella traccia 1)
Ralf Scheepers (Voce nella traccia 2)
Tony Harnell (Voce nella traccia 4)
Rick Altzi (Voce nella traccia 5)
David Readman (Voce nella traccia 6)
Mark Boals (Voce nella traccia 7)
Rickard Bengtsson (Voce nella traccia 9)
Herman Saming (Voce nella traccia 10)
Mike Andersson (Voce nella traccia 11)
 
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