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J.J. Cale - Grasshopper
( 2281 letture )
Ci sono musicisti che, anche se non li si è mai ascoltati, sembrano familiari sin dalle prime note. Ci sono musicisti, o artisti in generale, che hanno influenzato in maniera profonda altri, poi diventati molto più famosi e venerati dei loro ispiratori. Ci sono musicisti che riscuotono molta più stima e apprezzamento fra i colleghi e gli "addetti ai lavori" rispetto a quanta ne hanno presso il grande pubblico. E ci sono musicisti, pochi, ma ci sono, che riassumono tutte queste caratteristiche in una sola carriera e in un solo stile. Proprio come J.J. Cale.
"J.J. Cale: chi era costui?" ci si potrebbe chiedere, parafrasando la celebre esclamazione manzoniana; e, purtroppo, il tempo al passato è doveroso, in quanto il musicista americano ci ha lasciato nel 2013. La risposta è semplice e spiazzante nello stesso tempo: Cale è uno dei più influenti chitarristi americani degli ultimi 30 anni; nientemeno.

Se questa affermazione può lasciare interdetti a prima vista, basta sentire qualunque nota, di qualunque suo disco, e immediatamente non possono che venire in mente almeno due nomi: Eric Clapton e Mark Knopfler; bastano? Effettivamente entrambi questi giganti della chitarra devono molto allo stile di Cale, quell'ibrido indefinibile eppure riconoscibilissimo di country, blues e rock, il medesimo stile sul quale hanno costruito buona parte delle loro carriere sia Clapton, nel periodo solista post-Cream, sia Knopfler, coi Dire Straits così come nella carriera in solitaria. Se si pensa all'importanza nella storia della musica degli ultimi quaranta anni dei due artisti, è comprensibile quanto influente sia stato il chitarrista nativo dell'Oklahoma. Giusto a titolo di cronaca, i successi planetari di Clapton After Midnight e Cocaine, chi credete li abbia composti e registrati inizialmente? Ci siamo capiti. Il particolarissimo fraseggio chitarristico, la voce "sussurrata", il ritmo rilassato eppure coinvolgente (un "miracolo" di non facile ripetizione), le perfette interrelazioni fra tutti gli strumenti; sono tutti espedienti stilistici sui quali sia Slowhand sia il mastermind dei Dire Straits hanno costruito il loro personalissimo stile; nessun plagio, beninteso, ma un'influenza ben chiara, e, giustamente, mai nascosta dai due colossi della chitarra; i quali non si sono mai tirati indietro nel suonare con Cale, nei dischi e dal vivo, e nel tributargli il giusto omaggio nel tentativo di portarlo sotto le meritate luci della ribalta. Luci che, per il carattere schivo e riservato, Cale non ha mai cercato né ottenuto.

Grassoppher, disco del 1982, quindi a metà esatta della carriera di Cale, non è altro che uno dei molti album prodotti dal nostro; ciò che lo caratterizza è il maggior successo ottenuto presso il pubblico, grazie anche ad una buona spinta della casa discografica dell'epoca, rispetto ad altre prove, ugualmente ispirate e coinvolgenti.
In esso troviamo ben quattordici brani, ma dei quali nessuno supera i quattro minuti di durata; pezzi concisi, quindi, quasi essenziali, ma ove sono presenti tutte, proprio tutte, le caratteristiche tipiche dello stile di Cale. Possiamo quindi apprezzare un sapore blues costante di fondo, un ritmo country tipico nelle ballate e nei mid-tempo, una sezione ritmica quasi funky, quando serve, il particolarissimo stile "arpeggiato" che i fan di Knopfler ben conoscono, la voce calda, tenue eppure coinvolgente come poche. Tuttavia, è presente pure qualche sorpresa: intrecci riuscitissimi di piano e organo a rendere più ricchi certi pezzi, spinte rock più incisive, ad intervallare le classiche ballate, incisi jazz ricercati e raffinati. Troviamo all'opera validissimi musicisti, molti e differenti traccia per traccia, ma nessun virtuosismo gratuito: l'abilità degli strumentisti, Cale compreso, è tutta volta in funzione dei pezzi e della loro resa, quasi fossero "standard" essenziali da arricchire, improvvisare e in parte stravolgere sul palco, proprio come avviene nel jazz e nel blues. Anche qui, chi conosce e ha visto Clapton e Knopfler sa bene di cosa sto parlando.

Riascoltare oggi Grassoppher è un giusto e doveroso tributo ad uno stile che è entrato profondamente nella storia della musica, e ad un artista che ha influenzato la scena musicale in maniera molto più profonda di quanto possa a prima vista apparire.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
55 su 2 voti [ VOTA]
Lele DiAnno
Mercoledì 31 Dicembre 2014, 3.27.35
1
One Step Ahead of the Blues e la titletrack (strumentale) lasciano il segno. Per il resto non mancano mestiere ed atmosfera, ma nel complesso non mi pare un disco memorabile.
INFORMAZIONI
1982
Mercury Records
Rock/blues
Tracklist
1. City Girls
2. Devil in Disguise
3. One Step Ahead of the Blues
4. You Keep Me Hangin' On
5. Downtown L.A.
6. Can't Live Here
7. Grasshopper
8. Drifters Wife
9. Don't Wait
10. A Thing Going On
11. Nobody but You
12. Mississippi River
13. Does Your Mama Like to Reggae
14. Dr. Jive
Line Up
J.J. Cale (Voce, Chitarra)

Musicisti Ospiti
Christine Lakeland (Cori nelle tracce 2, 9, 13, Chitarra nelle tracce 5, 10, 11, 12, Organo nelle tracce 5, 10, Percussioni nelle tracce 12, 13)
Marilyn Davis (Cori nella traccia 13)
Reggie Young (Chitarra nelle tracce 1, 4, 14)
Steve Gibson (Chitarra nelle tracce 2, 6, 13)
John Christopher (Chitarra nelle tracce 4, 6, 13)
Harold Bradley (Chitarra nella traccia 9)
Ray Edentown (Chitarra nella traccia 9)
David Briggs (Pianoforte nelle tracce 1, 3, 4, 6, 13)
Tony Migliori (Pianoforte nella traccia 9)
Bobby Emmons (Organo nelle tracce 1, 3, 4, 6, 13)
Mike Lawler (Sintetizzatore nelle tracce 3, 13)
Terry McMillian (Armonica nella traccia 9)
Dennis Solee (Corni nella traccia 11)
Tom Cogbill (Basso nelle tracce 1, 3, 4, 6, 7, 13)
Nick Rather (Basso nelle tracce 5, 10, 11, 12)
Bobby Moore (Basso nella traccia 9)
Charles Dungey (Basso nella traccia 14)
Kenneth Buttrey (Batteria nelle tracce 1, 3, 4, 6, 13)
Bill Boatman (Batteria nelle tracce 2, 5, 10, 12)
Karl Himmel (Batteria nelle tracce 7, 14)
Robert Greenidge (Batteria nella traccia 7)
Gary Allen (Batteria nella traccia 11)
Buddy Harmon (Batteria nella traccia 9)
Jim Karstein (Congas nella traccia 5)
Farrell Morris (Vibrafono, Percussioni, Congas nella traccia 14)
 
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