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SoulHealer - Bear the Cross
( 733 letture )
Si sa, il terzo album è spesso il banco di prova decisivo per una band, più o meno giovane: il primo è quasi sempre l’esordio, ricolmo dunque di difetti ed errori di gioventù, il secondo permette di sgrezzare tali difetti ed il terzo costituisce l’acme della maturazione dei musicisti. Ecco perché accogliamo con particolare interesse questa terza fatica dei finlandesi SoulHealer, i quali, a dispetto di un artwork in stile vagamente “kingdiamondiano”, ci regalano al contrario uno stile musicale basato sul power più melodico e raffinato, per quanto dotato di alcune partiture di chitarra decisamente graffianti. Un esempio pratico per inquadrare il genere? Diciamo che i connazionali Stratovarius costituiscono certamente un termine di paragone azzeccato, per quanto anche i Sonata Arctica appaiano presenti, anche nell’accento del singer. Ma, del resto, si tratta di band presenti nel background di quasi ogni vero power metaller che si rispetti…

Vale dunque la pena di non dare eccessiva importanza ai paragoni ed affrontare direttamente Bear the Cross (a chi non viene in mente il verso di Disciple degli Slayer?), che si apre con un bel riff rapido, inaugurazione di un brano arioso e piacevole, con una bella prestazione “maschia” del singer Jori Kärki, vagamente somigliante a Mark Tremonti degli Alter Bridge in certi passaggi. La title-track dell’album è inizialmente meno rapida e maggiormente incentrata sulla melodia e sul tono languido delle chitarre, che tessono un’efficace struttura in sottofondo, ma poi esplode in un discreto brano power, comunque non velocissimo. Come detto, le chitarre sono indubbiamente il fulcro dei SoulHealer, dato che conducono sapientemente il gioco, lasciando poi al cantante il compito di rafforzarne l’impatto con la sua voce, forse un po’ monocorde a tratti ma gradevole. Un po’ monocorde, in compenso, rischia di diventare anche l’andamento dell’album, che gioca molto sul ritornello di facile presa oltre che su riff ed assolo accattivanti. La formula è collaudata e tutto sommato convince, ma qualche sorpresa in più lungo l’album non sfigurerebbe affatto; i brani che seguono, infatti, si susseguono con bei riff, bei momenti solisti e parti azzeccate e godibili, ma privi di sussulti davvero decisivi. In tal senso, il brano migliore è sicuramente Revealed, dall’inizio sorprendentemente pesante e dall’andamento in generale un po’ cupo e differente dal resto del lavoro; peccato che qui e là il singer sembri sforzare fin troppo la ugola, ma in generale Revealed funziona alla grande. Intendiamoci, non pretendiamo per forza brani di metal ultrapesante e toni deprimenti, ma se non altro la traccia ci appare come una ventata di freschezza rispetto a canzoni un po’ troppo stereotipate. Il problema, come si sa, è uno dei più discussi in campo power e metal in generale e non saranno certo i SoulHealer a far cambiare idea ai detrattori dell’eccessiva staticità del power.

Chi sperava in un album sopra la media, in sostanza, resta verosimilmente deluso: i SoulHealer suonano bene, sanno quel che fanno e riescono a catturare gli ascoltatori, ma non vanno oltre la sufficienza. Troppo, davvero troppo simili a se stessi i brani contenuti nell’album e troppo pochi i sussulti che possono convincerci a dar loro più di qualche ascolto. Speriamo che i nostri riescano a trasformare nel lavoro della svolta il prossimo album, dato che comunque possiedono le qualità compositive per dire la loro.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2014
Pure Legend Records
Power
Tracklist
1. Unleash The Beast
2. Bear The Cross
3. The Journey Goes On
4. Fall From Grace
5. Dead Man Walking
6. Thorns In My Heart
7. The Viper’s Kiss
8. Blinded By The Light
9. Revealed
10. Settle The Score
Line Up
Jori Kärki (Voce)
Teemu Kuosmanen (Chitarra, Cori)
Sami Mikkonen (Chitarra)
Pasi Laakkonen (Basso)
Jani Nyman (Batteria)
 
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