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Fifth Angel - Fifth Angel
( 2165 letture )
Fifth Angel è l’omonimo disco di debutto della formazione americana che esordì nel 1986. Uscito inizialmente per Shrapnel Records venne ripubblicato da lì a poco dalla Epic Records dopo che il colosso americano si accorse del potenziale che poteva avere la band. Effettivamente, con questo album i Fifth Angel dimostrarono di avere tutte le carte in regola per poter reggere il confronto con nomi più grandi. La band statunitense possedeva una tecnica adeguata e soprattutto canzoni perfette per il mercato, potenti e melodiche senza scadere nel commerciale. Ciò che gli mancava era soltanto la giusta esperienza, che con un buon produttore ed una certa gavetta avrebbero potuto maturare e dare quel fatidico salto di qualità che purtroppo, come vedremo in seguito, non arriverà mai.

Fifth Angel consta di nove brani per una mezz’ora abbondante di metal classico che spinge spesso l’acceleratore sullo speed metal miscelando heavy, US power e piccole tinte di hard rock; le influenze sono riconducibili ai maestri Iron Maiden e Judas Priest, ma similari anche agli allora astri nascenti Crimson Glory, Queensryche e Malice. I cinque ragazzi dimostrano di saperci fare con i propri strumenti, anche se effettivamente nessuno si può fregiare di essere un vero e proprio talento, in un periodo storico in cui stavano prepotentemente prendendo piede veri funamboli della chitarra e voci stratosferiche. I Nostri si difendevano comunque alla grande, con un ottimo cantante come Ted Pilot e due assi alla chitarra come Ed Archer e soprattutto James Byrd autori di assoli e riff notevoli e d’impatto. Come detto, però, quello che conta di più è il contenuto rispetto alla forma e quest’album possiede ottimi brani, fin dall’opener In the Fallout, pezzo tirato in cui le chitarre si inseguono in riff taglienti e la prova vocale di Pilot convince sfociando subito in un refrain immediato e di impatto, ideale in sede live; ottima anche la successiva Shout It Out, che vede la band alle prese con un mid tempo cadenzato dal sapore hard rock che riporta alla memoria i brani più rockeggianti degli Europe degli anni 80, anche per via del ritornello che ricorda sia nel cantato che negli arrangiamenti la band svedese di Tempest. Anche in questo brano la sezione solista è di grande spessore e degna di nota. Si schiaccia l’acceleratore con Call Out the Warning, in cui non si può non segnalare l’ennesimo ottimo refrain da cantare a squarciagola e le chitarre di Archer e Byrd, che pagando un certo pegno alla coppia Tipton – Downing ci deliziano con ottime parti soliste armonizzate ed all’unisono. L’eponima Fifth Angel è più cadenzata e dal senso epico di manowariana memoria; anche in questo caso la band fa centro su tutta la linea, dalle melodie alle trame chitarristiche passando dalla prestazione di tutti i musicisti. Un arpeggio nello stile degli Iron Maiden di Halloweed Be Thy Name (con tanto di rintocco di campane) apre Wing of Destiny, brano malinconico che risulta il più commerciale per via del ritornello, ma nel senso “buono” del termine, in quanto non lo si può certo considerare un brano concepito per scalare le classifiche. Altra sfuriata speed con The Night, con una doppia cassa martellante praticamente dall’inizio alla fine del brano, che risulta il più cattivo del platter, ricordando più che mai la devozione della band per i Judas Priest e per la NWOBHM. Il mid tempo di Only the Strong Survive ci riporta in territori hard rock con un ritornello più vicino all’hair metal; curioso che il testo del brano sembra essere premonitore sul destino della band, purtroppo in senso negativo. Ancora un mid tempo, ma dal sapore molto più epico per Cry Out the Fools, con un coro ideale per un anthem da concerto. Chiude Fade to Flames, introdotta da un interessante arpeggio e da una prima strofa lenta che sembra presagire una ballad, per poi invece passare ad un epica cavalcata; il brano è piacevole, ma il meglio i Fifth Angel l’hanno già dato con quelli precedenti, anche se va segnalato l’ennesimo eccezionale solo di chitarra da parte di James Byrd.

Che altro si può aggiungere su questo album? Il disco della consacrazione i Fifth Angel lo firmeranno con il successivo Time Will Tell, ma il platter in oggetto ha davvero pochi punti deboli. Certo, la concorrenza più quotata rappresentata dagli Iron Maiden pubblicava nello stesso anno Somewhere in Time e i Judas si godevano il successo di Defender of the Faith (anche se stavano per pubblicare il controverso Turbo), ma inutile dire che dalla loro avevano l’esperienza ed un supporto di cui i Fifth Angel ancora non potevano godere. Nel momento in cui la band poteva davvero fare il salto di qualità professionale e di pubblico si sciolse, dopo appunto un secondo eccezionale album ed un tour programmato che venne poi annullato, finendo nel dimenticatoio per rivivere una certa notorietà tra gli appassionati negli anni successivi. Caldamente consigliato a tutti i fan dell’heavy classico e a chi vuole scoprire rare gemme di un passato non troppo lontano.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
85 su 11 voti [ VOTA]
Maurizio
Sabato 22 Dicembre 2018, 9.24.28
9
Potentissimo. 90 per me...
InvictuSteele
Sabato 15 Settembre 2018, 15.56.13
8
Jaw ti rispondo dopo mille anni, scusami, intendevo che nei Fifth Angel né i Crimson Glory hanno mai suonato epic metal.
jaw
Mercoledì 24 Gennaio 2018, 12.19.44
7
Che siano epic metal e' ovvio, non ho capito pero' cosa vuoi dire, ho scritto che per me sono di pari valutazione, tu puoi non essere d accordo ma ripeto non ho proprio capito cosa significa ne l uno ne l altro
InvictuSteele
Mercoledì 24 Gennaio 2018, 11.52.58
6
Né l'uno né l'altro però sono epic metal
jaw
Mercoledì 24 Gennaio 2018, 11.31.16
5
Vale tanto quanto il primo Crimson Glory, tra le cose migliori dell epic metal, se non erro e' il primo gruppo di Ken Mary, Byrd ha poi fatto qualcososa di buono.
InvictuSteele
Venerdì 11 Dicembre 2015, 12.39.28
4
Uno dei più grandi album class metal di sempre. 80 è un'offesa. Per me 95, così come il secondo lavoro di questi ragazzi. Rock on!!!
Sandro70
Giovedì 2 Aprile 2015, 21.45.32
3
Questo disco è un capolavoro che non ha niente da invidiare ai capisaldi del metal classico. Come già detto da Invictusteele: " UNICO e IMMENSO". Voto 95.
lux chaos
Lunedì 30 Marzo 2015, 11.41.05
2
Bellissimo, fantastico questo e anche il successivo time will tell
Invictusteele
Giovedì 15 Gennaio 2015, 15.02.07
1
Unico e immenso
INFORMAZIONI
1986
Epic Records
Heavy
Tracklist
1. In the Fallout
2. Shout It Out
3. Call Out the Warning
4. Fifth Angel
5. Wings of Destiny
6. The Night
7. Only the Strong Survive
8. Cry Out the Fools
9. Fade to Flames
Line Up
Ted Pilot (Voce)
Ed Archer (Chitarra)
James Byrd (Chitarra)
John Macho (Basso)
Ken Mary (Batteria)
 
RECENSIONI
83
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