Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Hamferd
Támsins likam
Demo

Steven Wilson
Last Day of June
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

25/01/18
VORACIOUS SCOURGE
Our Demise

26/01/18
VARGRAV
Netherstorm

26/01/18
LABYRINTH
Return To Live

26/01/18
LIONE-CONTI
Lione-Conti

26/01/18
VICTORIUS
Dinosaur Warfare - Legend Of The Power Saurus

26/01/18
PORTAL
ION

26/01/18
MIKE LEPOND`S SILENT ASSASSINS
Pawn And Prophecy

26/01/18
REBELLION
A Tragedy In Steel Part II: Shakespeares King Lear

26/01/18
MACHINE HEAD
Catharsis

26/01/18
STRAY BULLETS
Shut Up

CONCERTI

25/01/18
LUNARSEA
TRAFFIC CLUB - ROMA

26/01/18
COMEBACK KID
TRAFFIC CLUB - ROMA

27/01/18
COMEBACK KID
ROCK PLANET - PINARELLA DI CERVIA (RA)

27/01/18
ELVENKING
ROCK TOWN - CORDENONS (PN)

27/01/18
DARK QUARTERER + IL SEGNO DEL COMANDO
CENTRALE ROCK PUB - ERBA (CO)

27/01/18
HIEROPHANT
OBSCENE - MODENA

27/01/18
DAMNATION GALLERY + OVERWHELM
ANGELO AZZURRO - GENOVA

27/01/18
HEAVENFALL + CHRONOSFEAR
THE ONE - CASSANO D'ADDA (MI)

27/01/18
LUCKY BASTARDZ
MEPHISTO ROCK CAFE - LU MONFERRATO (AL)

27/01/18
HIGHLORD + GUESTS
COMUNITA' GIOVANILE - BUSTO ARSIZIO (VA)

Lonewolf - Cult of Steel
( 1116 letture )
Provenienti da Grenoble, i Lonewolf sono una band attiva sin dall’inizio degli anni novanta e dedita ad un heavy metal di stampo classico. Dopo aver registrato alcune demo ed aver fatto le loro primissime esperienze sul palco, la band si è sciolta dopo quattro anni senza mai pubblicare la loro prima fatica in studio, a causa di un fallimento con una label francese. Solo nel 2002, la pubblicazione di March into the Arena per l’etichetta discografica Goi Music ha segnato l’inizio vero e proprio della band francese che, dopo l’esordio, è stata molto precisa nelle cadenze di pubblicazione, sino a giungere al 2014 con il settimo album, il qui presente Cult of Steel. Come si può facilmente evincere dal titolo dell’album, Jens Börner e soci non hanno pensato nemmeno per un istante di abbandonare il loro genere preferito, anzi rafforzando ulteriormente la passione verso quell’heavy metal che li ha visti nascere e spegnersi, come band underground, nei lontani anni novanta. Malgrado ciò, i risultati della loro discografia non sono mai stati esaltanti, pur dimostrando delle buone potenzialità come band. Riuscirà Cult of Steel a cambiare le carte in tavola?

Pronti, via. Un intro acustico ci porta all’interno della title-track, grondante cavalcata heavy metal con decisi tratti epic e power; le chitarre si prodigano in riff e solismi di stampo classicheggiante, mentre la batteria intesse un tappeto di doppia cassa sul quale la voce potente di Jens Börner la fa da padrone. Un avvio piacevole, non fosse per la pedanza con cui i nostri si rifanno ai mostri sacri del genere: il riff solista del pezzo è pericolosamente simile a Kill the King dei Rainbow, mentre la ritmica prende ispirazioni a piene mani da Iron Maiden, Stratovarius e Manowar. Con il proseguire dell’album, l’elemento più interessante e coinvolgente è senza alcun dubbio la voce di Jens Börner, unico membro della formazione originale, in grado di sfruttare alla grande la sua timbrica ruvida e graffiante. Brani come Werewolf Rebellion, Hells Legacy ed Open Fire, nella loro somiglianza ritmica possono vantare solismi di buon livello, grazie ad un Alex Hilbert in grande spolvero, capace di condensare tecnica e melodia a forti velocità. Purtroppo, il risultato finale non può essere salvato da alcuni episodi positivi, soprattutto quanto l’intero lavoro si basa su stereotipi troppo marcati e scarsa personalizzazione sonora. Rimane comunque da segnalare il brano più particolare ed interessante del lotto, Funeral Pyre, il quale sfrutta le sonorità evocative di un organo ed un incedere più riflessivo per regalarci una prestazione sentita e abbastanza personale; se tutto il disco fosse stato su questo livello, parleremmo di ben altra valutazione.

Alla fine, cosa ci rimane di questa nuova fatica dei transalpini? L’ennesimo disco strutturato come i precedenti: una cavalcata di quasi un’ora nella quale si susseguono brani dal songwriting scontato e poco personali. Non si può nascondere una certa amarezza nel relegare una band come i Lonewolf tra le insufficienze, soprattutto viste le potenzialità tecniche del quartetto. Da un certo punto di vista, malgrado il voto, è quasi da stimare l’attaccamento alle sonorità che la band dimostra di avere e che ripropone, disco dopo disco. Certo, se Jens Börner e soci riuscissero a mantenere salda quella vena heavy/power, lavorando sulla personalizzazione del sound e del songwriting, potrebbero regalarci un disco di buon livello. Sperare non costa nulla, nel frattempo Cult of Steel è consigliato esclusivamente agli irriducibili cultori del metallo ottantiano. Gli altri possono tranquillamente soprassedere e riascoltare i dischi che hanno fatto la storia.



VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Sandro70
Mercoledì 14 Gennaio 2015, 18.10.34
2
Opss, mi è scappata una enne di troppo. Pardon.
Sandro70
Mercoledì 14 Gennaio 2015, 18.08.23
1
I Running wild ( band a cui si inspirano i Lonewolf ) un disco di questa qualità se lo sognano , putroppo , da anni. Buon album che merita 70/75 ( se si ignora la poca originalità ).
INFORMAZIONI
2014
Massacre Records
Heavy/Power
Tracklist
1. The Cult of Steel
2. Hordes of the Night
3. Werewolf Rebellion
4. Blood of the Heretic
5. Hell’s Legacy
6. Funeral Pyre
7. Force to Fight
8. Open Fire
9. Mysterium Fidei
10. The Grey Wolves
Line Up
Jens Börner (Voce, Chitarra)
Alex Hilbert (Chitarra)
Rikki Mannhard (Basso)
Bubu Brunner (Batteria)
 
RECENSIONI
52
55
56
60
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]