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Wormreich - Wormcult Revelations
( 862 letture )
Formati dalle ceneri di alcune band mediocri i Wormreich segnano il loro secondo traguardo, in forma di EP, nella Moribund Records; il loro era un black metal di stampo abbastanza classico, per non dire mediocre, con qualche derivazione swedish e “religious” che consisteva nello sbozzare qualche riff cacofonico a chiusura dei versi; anche alcuni cenni di pianoforte arricchivano le composizioni senza però aumentare notevolmente la qualità del songwriting.
Con Wormcult Revelation siamo di fronte all’ennesimo prodotto che si rifugia in un particolare meandro del religiousb black metal, mettendosi una veste più appetibile che sicuramente rispecchia le aspettative a cui si vuole ambire ma che - senza alcun dubbio soprattutto da una manciata di anni a questa parte - ci pone la solita domanda: «non è che anche questa moda, nonostante il centramento perfetto di tutti i rispettivi stilemi, stia ridefinendo il concetto di mediocrità ?» .
Già con Revelation I si sente un coro liturgico che declama in latino (cliché ormai iper-abusato) che libera la strada a tutta una serie di escamotages fin troppo usati: arpeggi semi-distorti cacofonici, movimenti della batteria più dinamici rispetto ai soliti freddi e mitragliati blast-beat, un’atmosfera decisamente più curata rispetto al black metal canonico che si poteva sentire una decina di anni fa. Revelation II continua su quest’onda perfezionando quello che si era appena accennato: i brani si costruiscono maggiormente, acquisiscono un certo corpo e metrica, le chitarre aleggiano in un piacevole mix fra cacofonia e un melodico modo di suonare che strizza l’occhio all’old-school, grazie al buon uso del tremolo. I punti di riferimento di questi Wormreich sono sempre Deathspell Omega, Ondskapt (soprattutto in questa seconda traccia dove le urla di Vulk vengono sovrapposte a cori liturgici), Funeral Mist e qualche vago ricordo degli Emperor. Il terzo capitolo di queste quattro rivelazioni si tinge di toni vagamente più classici senza però abbandonare quello che si è detto finora: la batteria diviene più lineare ma gli screaming creano discreti dinamismi assieme alle sei-corde. Si possono udire dei synth che fanno da perfetto collante e tappeto sonoro, richiamando alla memoria le prime fatiche di Emperor o Ancient. Il quarto capitolo chiude il ciclo “black metal” del disco, citando formalmente sia i Deathspell Omega che le varie band di Mortuus; quello che rende interessante questa piccola opera, e quello che risponde anche parzialmente ma in modo positivo, alla domanda posta in cima, sono gli intermezzi ambient, sempre a metà strada fra reminiscenze cerimoniali e atmosfere spaziali, con un’egual dose di melodia e inserti elettronici. La cover dei Deathspell Omega posta in coda all’EP, potrebbe fuorviare l’ascoltatore il quale vede prima il nome che i nostri americani scomodano e capisce poi che si tratta di un brano anche molto melodico rispetto ai pezzi appena ascoltati. Il finale di matrice bellica è totalmente fuori argomento con quello che abbiamo sentito fino ad ora e tutto questo ammasso di contraddizioni che infarciscono la bonus-track non farebbero altro che mettere i Wormreich in quel calderone di diversamente-citazionistica mediocrità.



VOTO RECENSORE
67
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2014
Moribund Records
Black
Tracklist
1. Revelation I: Vox in Rama
2. Revelation II: Serpents of Choronzon
3. Shaare-Maveth
4. Revelation III: Devotion’s Final War
5. Revelation IV:Enim Satanas Meum Sanguinem
6. Codex Luciferium
7. Malign Paradigm (Deathspell Omega cover)
Line Up
Vulk (voce, chitarra, basso)
N. Vathron (chitarra, synth & effects)
Vercingetorix (chitarra)
Profana (batteria e percussioni)
 
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