Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Phil Campbell
Old Lions Still Roar
Demo

Pinewalker
Migration
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

21/11/19
SIGNUM REGIS
The Seal Of A New World

21/11/19
DUST
Breaking The Silence

22/11/19
LINDEMANN
F & M

22/11/19
CRYPTIC BROOD
Outcome of Obnoxious Science

22/11/19
BLOOD INCANTATION
Hidden HIstory of the Human Race

22/11/19
LORD MANTIS
Universal Death Church

22/11/19
AVATARIUM
The Fire I Long For

22/11/19
BLOOD EAGLE
To Ride In Blood & Bathe In Greed - Part III

22/11/19
BLOOD INCANTATION
Hidden History Of The Human Race

22/11/19
CRYSTAL VIPER
Tales of Fire and Ice

CONCERTI

20/11/19
AMON AMARTH + ARCH ENEMY + HYPOCRISY
ALCATRAZ - MILANO

21/11/19
SKID ROW + HOLLOWSTAR
PHENOMENON - FONTANETO D/AGOGNA (NO)

22/11/19
EARTH + GUEST
BLOOM - MEZZAGO (MB)

22/11/19
SKID ROW + HOLLOWSTAR
CAMPUS MUSIC INDUSTRY - PARMA

22/11/19
HEIDEVOLK + GUESTS
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

22/11/19
STRANA OFFICINA + COLONNELLI
THE CAGE THEATRE - LIVORNO

22/11/19
HADDAH + GUESTS
OFFICINE SONORE - VERCELLI

22/11/19
SAKEM + GUESTS
CENTRALE ROCK PUB - ERBA (CO)

23/11/19
EARTH
TPO - BOLOGNA

23/11/19
HELLUCINATION + JUMPSCARE
PHOENIX FEST - CAMERINO (MC)

DIO - Killing the Dragon
( 3807 letture )
Quanto ha effettivamente bisogno di presentazioni un personaggio come Ronnie James Dio? Quesito puramente retorico. Spero, dunque, non sia per voi un cruccio che ne rammenti per lo meno ciò che lo ha reso un essere unico e inimitabile, una creatura leggendaria che, a prescindere dal nome d’arte, ha davvero poco a che fare con il mero essere umano. Già, perché il compianto Ronald James Padovano non solo è una delle più imponenti voci che il rock abbia mai avuto l’onore di conoscere, ma è forse l’unico riuscito a tirare fuori dal cilindro ben tre capolavori, ognuno con una band differente: vi smuove qualcosa dentro il sentir parlare di Rising dei Rainbow -disco d’oro-, Heaven and Hell dei Black Sabbath -disco di platino- o ancora Holy Diver dei DIO, altro disco di platino? Carta canta, gente, e i numeri sono quelli di un fenomeno.
Niente dura in eterno, purtroppo. Che sia l’ispirazione personale o quell’alchimia, profumata di magia, che si viene a stabilire solo con determinate persone, a cui basta un micro tassello sottratto che tutto fa crollare. Così anche per gli ultimi lavori del Folletto: da Strange Highways a Magica il percorso artistico perse di smalto percorrendo strade che viravano su atmosfere più lugubri. Ma per quanto uno sia talentuoso, non c’è versatilità che tenga, si deve fare ciò per cui si è portati, che sia per esperienza o dono di natura. E Ronnie James Dio lo ha capito nel 2002 con il suo Killing the Dragon, nono disco della sua band solista, in cui è tornato a cantare quell’heavy metal che lui stesso ha reso un marchio di fabbrica. Per la sua ennesima missione il cantante si porta dietro il fedelissimo Jimmy Bain al basso, Simon Wright a scuotere tamburi e piatti, e la new entry alla lead guitar, Doug Aldrich.

Killing the Dragon è il pezzo d’apertura, una cavalcata super heavy e in puro stile DIO; la voce magari non è più brillante come una volta ma ancora potentissima. Il pezzo è veloce, anche se presenta ancora qualche venatura oscura. Con Along Comes a Spider si rimane sul classico: una strofa tritatutto che va dritta senza ostacoli, qui Aldrich si mette in evidenza con un bel solo. Si comincia a urlare con Scream: un basso alla Heaven and Hell regge la struttura del brano, mentre la voce di Dio, opacizzata da un’età che avanza, se possibile risulta ancora più affascinante; si comincia però ad accusare la lunghezza eccessiva degli assoli. Alla numero 4, posto solitamente ricoperto dalla ballad di turno, Better in the Dark continua invece sulla stessa identica linea: per quanto la canzone sia di buona fattura per ritmi e songwriting, l’ostinata omogeneità potrebbe tediare i timpani di chi conosce Ronnie da sempre; ciò non toglie che il pezzo sia uno dei migliori del disco. Finalmente Rock ‘n Roll porta un soffio di cambiamento: un mid-tempo che dona nuova tempra all’ascolto. L’atmosfera pesante caricata dai riff grezzi e dalla componente ritmica in cui Jimmy Bain e Simon Wright sono una cosa sola, rimandano a un doom che certamente non stona con le corde del cantante; la canzone però si dilunga troppo senza sorprendere. Quasi inaspettatamente parte Push che con un ritmo sostenuto esalta tutta l’energia che Dio ancora nasconde, anche se poco si distacca dalle sonorità tipiche di un paio di decenni prima dell’uscita di questo LP. È il turno di Guilty in cui si decide di puntare su riff lenti e strazianti alternati con sezioni più movimentate: nulla di particolarmente esaltante, ma sempre buona la performance di Ronnie James e di Aldrich. Throw Away Children è un altro mid-tempo più che godibile con un Dio ispiratissimo anche se gli assoli sono sì tecnici ma, di nuovo, decisamente lunghi; particolarmente azzeccato il coro di voci bianche del King Harbour Children's Choir che accompagna la voce di Dio fino alla fine il brano. Si ritorna a scuotere la testa e a pogare con Before The Fall, ma ci si ferma di colpo quando un organetto parte per la tangente con un bel solo alla Jon Lord: a far prendere fuoco ai tasti bianco-neri è Mr. Scott Worren, ex tastiera dei Berlin, che aveva già collaborato con i DIO in Strange Highways, disco del ‘94. Si arriva così alla fine dell’album con Cold Feet: anche qui un tappeto di tastiere riempie e sostiene il pezzo che con una chitarra il fade out sigilla l’album.

Insomma Dio è tornato a proporre quello in cui era un maestro, vent’anni prima. Ok, tutto bello e tutti contenti, ma cerchiamo di analizzare lucidamente pro e contro di questa operazione. Il risultato è un disco anni ’80 nel 2000, dunque un heavy sempre piacevole, anche se mai paragonabile al genio che contraddistingueva la leggenda del cantante. Le sonorità sono davvero apprezzabili e come sempre il livello tecnico è altissimo, senza contare le condizioni della voce di Ronnie: davvero sembra che abbia fatto un patto con la sua nemesi. Ma quello che arriva all’orecchio è un prodotto già sentito e privo di quel guizzo necessario per sfondare in un periodo del genere. Tirando le somme, Killing the Dragon è l’ennesimo tassello che sugella la longevità di un artista eterno, ma non è questo il disco che raccomanderò ai miei figli quando dirò loro: “sapete, quando ero ragazzo ascoltavo le canzoni di un cantante, e che cantante…”



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
93.32 su 28 voti [ VOTA]
Aceshigh
Venerdì 18 Ottobre 2019, 14.49.17
15
Rispolverato oggi dopo lungo tempo. Fermo restando ovviamente che quanto fatto negli anni Ottanta rimane irraggiungibile, questo rimane un bell’album. Lo preferisco (anche se non di molto) al precedente Magica, che, seppur presentando molti bei pezzi, nel complesso mi è risultato sempre un po’ pesantuccio. Qui c’è maggior varietà. Voto 79
iommi
Domenica 4 Febbraio 2018, 12.27.32
14
i migliori post Dehumanizer sono stati Strange Highways e Magica. Giudicati da tutti troppo diversi e troppo moderni penso invece trattassero il coraggio artistico di Dio che avrebbe potuto trovare un futuro fondendo i due sound e invece...è tornato a musica anni 80 da nostalgia. Peccato. Killing the dragon è un deciso passo indietro. Di buono ha il fatto di essere piuttosto compatto nella sua tracklist molto orientata al rock and roll, il fallimento totale arriverà poi con Master of the Moon (album che ha in comune con questo il fatto che le title track sono probabilmente le cose meglio riuscita dei rispettivi album)
Salvatore
Mercoledì 28 Giugno 2017, 0.41.03
13
E vero Mauro /e20!......ritorno decisivo al sound heavy classico, quadrato oscuro e selvaggio! Con una rinnovata "patina cromata" e con incastonata al centro, la voce Dell piccolo grande Ronnie! Per me superiore di gran lunga a Magica (lavoro bello ma piuttosto discreto,secondo me) da Defender , io do un 85!
Maurizio
Venerdì 16 Dicembre 2016, 21.57.25
12
Ottimo disco, insieme a magica da riscoprire. Voto 80
iommi
Martedì 2 Agosto 2016, 12.31.09
11
Strange Highways ultimo lavoro pienamente convincente. Dopo...solo dischi piacevoli,ma che,appunto,non porterei su un'isola deserta
holy diver
Mercoledì 18 Maggio 2016, 2.00.56
10
Buon disco, ma magica secondo me era superiore. Poi rivaluterei in toto Strange Highways
MauroE20
Mercoledì 15 Aprile 2015, 22.42.26
9
Ronnie ritorna alle sonorita' piu' "heavy metal classic" style.Seguira' un tour fortunato .Nel video del singolo Push compaiono i tenacious D.Un brano piu' bello dell' altro.In forma piu' che mai! Voto 78
leonardo
Lunedì 19 Gennaio 2015, 10.20.02
8
io so che mi piace moltissimo, poi lo splendido dragone sulla copertina fa la sua figura
iron
Domenica 18 Gennaio 2015, 16.05.38
7
Non male...78
CYNIC
Domenica 18 Gennaio 2015, 14.28.32
6
"The Last in Line" - "Holy Diver" - "Dream Evil" - "Killing the Dragon": sono album da avere!!!
spiderman
Sabato 17 Gennaio 2015, 20.19.53
5
Killing the dragon, Along Comes a Spider, Scream,Better in the dark, pusch, e Before the Fall sono semplicemente fantastiche, veramente delle killer song, ma anche le altre non sono da meno per intensita', espressivita' e costruzione compositiva. Album un po strano perche' e' vero che non presenta chissa' quali novita', ricalca un po il solco tracciato da album come Holy Diver e altri del glorioso passato ma risulta lo stesso ben congegnato sia per quanto riguarda il riflessivo e metaforico sonwriting, sia per quanto riguarda la bravura di tutti i strumentisti, riffing e assoli mozzafiato, e linee batteristiche egregiamente eseguite.Insomma ottima vice di Dio, ottima musica, ottimo heavy superbamente interpretato, anche io come @Radamantis mi assesto su un bel 83, se lo merita tutto.
LORIN
Sabato 17 Gennaio 2015, 16.05.28
4
I dischi di Ronnie sono tutti dischi di un livello difficilmente raggiungibile e questo non è certo un'eccezione, anzi.....Il voto (io lo dico sempre) per quello che conta, è davvero basso ma davvero basso.
Radamanthis
Sabato 17 Gennaio 2015, 15.22.41
3
Grande disco anche se inferiore ad altri si assesta su livelli assoluti. Averne di artisti come Dio e di album come Killing the dragon! Voto 83
sadwings
Sabato 17 Gennaio 2015, 15.00.22
2
a mia personale opinione questo lavoro insieme a Magica sono migliori rispetto ai varai strange higways, angry machines e secondo anche a lock up the wolves (anche se quest'ultimo contiene brani stupendi come la title track). Sicuramente non stiamo ai livelli dei primi lavori però la strada che aveva intrapreso Dio era quella giusta. 75
jek
Sabato 17 Gennaio 2015, 13.35.07
1
Dopo i primi due per me questo è il miglior disco di Dio, Aldrich non fa rimpiangere Vivian Cambell con assoli splendidi, canzoni con ritmi e melodie da brividi interpretati da Ronnie con una voce più rauca ma come sempre magnifica e poi c'è Push uno dei più bei pezzi cantati da Dio. Inutile dire che mi trovo totalmente in disaccordo con Vox nelle conclusioni come se fare un bel disco nel 2000 sia da svalutare perché suona ottantiano, boh opinioni. Sul voto meglio che non dica niente.
INFORMAZIONI
2002
Spitfire Records
Heavy
Tracklist
1. Killing the Dragon
2. Along Comes a Spider
3. Scream
4. Better in the Dark
5. Rock 'n Roll
6. Push
7. Guilty
8. Throw Away Children
9. Before the Fall
10. Cold Feet
Line Up
Ronnie James Dio (Voce)
Doug Aldrich (Chitarra)
Jimmy Bain (Basso, Tastiere)
Simon Wright (Batteria)

Musicisti Ospiti
Scott Worren (Organetto su traccia 9)
King Harbour Children's Choir (Cori su traccia 8)
 
RECENSIONI
74
69
67
78
80
86
79
94
96
ARTICOLI
15/05/2019
Articolo
Rammstein - Studio Report
Uno sguardo in anticipo sul nuovo album!
15/02/2019
Live Report
DIO DRONE NIGHT: HATE & MERDA + NUDIST + TIBIA
Wishlist Club - Roma - 09/02/2019
01/09/2018
Live Report
DIOCLETIAN
The Black Heart, Londra,14/08/18
21/03/2017
Live Report
RISE OF THE UNDERGROUND V - CLAUDIO SIMONETTI'S GOBLIN + TRINAKRIUS + HAUNTED + ANCESTRAL
Barbara Disco Lab, Catania, 17/03/2017
18/07/2015
Intervista
CLAUDIO MILANO
L'idea di una vita vissuta come forma creativa a sé.
26/06/2014
Live Report
LACUNA COIL + THE LAST FIGHT + NIGGARADIO
Le Capannine, Catania, 21/06/2014
14/11/2012
Intervista
AUDIO PORN
Bad guys of rock'n'roll
10/03/2011
Live Report
NECRODEATH + RAZA DE ODIO + DATAKILL + SHAKE WELL BEFORE
Bulldog, Serra Riccò (GE), 05/03/2011
14/07/2010
Articolo
METAL E MEDIOEVO
Un viaggio alla scoperta delle nostre radici
18/05/2010
Articolo
RONNIE JAMES DIO
Ricordare la leggenda
30/10/2005
Intervista
RAZA DE ODIO
Parla la band
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]