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Warlock - Burning the witches
( 4404 letture )
E' stata da poco pubblicata nella nostra home page la recensione dell'ultima fatica di Doro Pesch, la più che longeva singer teutonica sopravvissuta agli 80's, ed il leggere il suo nome mi ha fatto scattare in mente tanti ricordi legati a quel periodo ed in particolare a questo Burning the Witches, che, pur non essendo certo la migliore prova della band tedesca, rappresenta un esempio notevole di musica prepotentemente Heavy di quel periodo.

Doro cominciò la sua attività con gli Snakebite, ma si trasferì poi a Dusseldorf per unirsi ai Warlock. Con loro produsse un demo che li lanciò nell'orbita Mausoleum, con questa label firmarono quindi un contratto che li portò all'incisione di Burning The Witches.
Uscito nell'84 il disco fu salutato come una delle più interessanti realizzazioni dell'anno da parte di bands al debutto, ed in effetti conteneva molto di buono: riffs assassini ed assoli micidiali in quantità, almeno tre anthems indimenticabili quali l'opener Signs of Satan (titolo che paga pegno alla moda dell'epoca), Homicide Rocker e Metal Race, (trascinanti e adattissime alle esibizioni live, il primo uno dei migliori pezzi di quell’anno); e la title-track Burning The Witches, (un rullo compressore da headbanging continuo).
After the Bomb e Dark Fade -specialmente la seconda- erano monolitiche come poche cose di una band esordiente, ed anche il lentone Without You non era male, ma sopratutto conteneva Doro, ancora acerba, ma arrembante e piena di vita, bella come non mai, e smaniosa di imporsi in un settore tradizionalmente maschile urlando tutto quello che aveva nel microfono.

Tutto il resto del disco si manteneva su livelli compositivi più che buoni, con soluzioni mai troppo complicate e fatte per sbattere la testa senza soluzione di continuità, che valsero loro l'interessamento di una major –la Vertigo- cosa che poi spianò loro la strada per una ottima carriera prima dello split e dell'avventura solista della bionda tascabile.
Il rovescio della medaglia, alle orecchie contemporanee, è rappresentato da una produzione decisamente scarsa per i parametri moderni, con un suono "vuoto" e poco moderno, (ovvio), giocato come da tradizione su regimi acuti e poco dinamici nella timbrica, ma questo era quello che passava il convento e per l'amatore non potrebbe essere diversamente.

Se Doro vi piace anche come musica procuratevi quanto da lei inciso con i Warlock, potreste avere delle piacevoli sorprese.




VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
70.94 su 77 voti [ VOTA]
Amfortas
Mercoledì 1 Luglio 2015, 14.50.53
7
Questo album è stato davvero una piacevole sorpresa. E molto carico e gasa parecchio, infatti penso il suo problema siano le ultime quattro canzoni che non reggono completamente il confronto con le prime quattro. A fare da spartiacque è la semiballata Without You, piatta e banale, e che purtroppo sembra condizionare il resto dell' album, diminuendo proprio l' energia e l' impatto della quartina iniziale. After The Bomb e Homicide Rocker hanno un tiro davvero forte, la produzione è più che buona (l' unica cosa che non mi piace moltissimo è il suono del rullante) e la voce di Doto è ottima, aggressiva ma di base sempre melodica. Personalmente, tolgo solo qualche punto al voto messo dal recensore e dò 72.
Celtic Warrior
Domenica 25 Dicembre 2011, 19.31.27
6
Che album e che donna .
raven
Lunedì 12 Dicembre 2011, 15.38.12
5
e non puoi sapere come era appassionata al telefono quando la intervistai. La passione di una ragazzina
The Nightcomer
Lunedì 12 Dicembre 2011, 14.50.49
4
Bei ricordi... La musica che proponevano i Warlock era di buona qualità, ma a creare interesse attorno al gruppo era -allora- soprattutto la presenza di Doro, una delle poche cantanti femminili a far parte di un gruppo metal. E per concludere aggiungo: bella e brava.
Radamanthis
Sabato 29 Maggio 2010, 20.46.33
3
Un grandissimo album! Ne facessero di dischi così ancora oggi...
Antonius
Martedì 8 Gennaio 2008, 14.18.32
2
Un must....superato solo dal loro capolavoro....True as steel......
marco
Mercoledì 28 Giugno 2006, 0.01.53
1
Grandissimi Warlock, un album leggendario! Anche "After The Bomb", "Dark Fade", "Without You", "Metal Racer", "Hateful Guy", sono tutte ottime songs. Roba da gettare al vento tutta la paccottiglia odierna e rituffarsi a capofitto nella discografia degli Warlock. 4 gemme magnifiche!
INFORMAZIONI
1984
Mausoleum
Heavy
Tracklist
Sign Of Satan
After The Bomb
Dark Fade
Homicide Rocker
Without You
Metal Racer
Burning The Witches
Hateful Guy
Holding Me
Line Up
Doro Pesch - Vocals
Peter Szigeti - Guitar
Rudy Graf - Guitar
Frank Rittel - Bass
Michael Eurich - Drums
 
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