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Zakk Wylde - Book of Shadows
( 3540 letture )
Quando si nomina Zakk Wylde, il pensiero tende a correre immediatamente alla sua band, i Black Label Society ed al suo passato con Ozzy Osbourne, all’immagine insomma di grezzo chitarrista heavy metal, con la sua chitarra Bullseye e il suo aspetto da vichingo. E’ facile dimenticarsi del suo lato, se non proprio dolce, almeno sensibile, pienamente esposto in Book Of Shadows. Il disco, uscito nel 1996, ci offre la figura di un Zakk Wylde biondo e giovane, con i suoi pantaloni a zampa e la chitarra acustica. Dopo aver lavorato per quasi dieci anni con Ozzy Osbourne, Zakk Wylde pubblica un album, l’unico a suo nome, che sorprende perché non può rientrare in alcun modo nella nozione heavy metal a cui solitamente era associato; Book Of Shadows è infatti composto da canzoni influenzate variamente dal country, dal blues e dal southern rock, con occasionali momenti più duri. Nonostante il disco rappresenti un momento distinto nella carriera di Zakk Wylde, è possibile rilevare un filo logico che lo collega al precedente Pride and Glory, soprattutto nella vena country, ed anche uno che porterà in Sonic Brew la presenza di una canzone come Spoke In The Wheel. Curiosamente, Book Of Shadows si lega facilmente anche al più recente The Song Remains Not The Same, che contiene versioni acustiche di brani tratti da The Order Of The Black e covers. I due dischi sono piuttosto diversi tra loro, soprattutto per intenzione, ma entrambi si sono rivelati una grande occasione per Zakk Wylde nel dimostrare la sua immensa capacità di tradurre una medesima idea di base e mostrarne al pubblico la versatilità.

La prima pagina di Book Of Shadows è occupata dalla chitarra acustica e dall’armonica di Between Heaven and Hell. La voce del chitarrista è ciò che immediatamente colpisce, per l’incredibile controllo a cui spesso il chitarrista americano rinuncia; il sapore country gli permette inoltre maggior espressione, rispetto a quanto riesce a raggiungere con i Black Label Society. L’atmosfera cambia con Sold My Soul, che introduce elementi più rock e gli assoli del nostro chitarrista. Così come con The Songs Remains Not The Same, Zakk Wylde ha svelato in che modo le sue canzoni possano essere interpretate diversamente, non sarà difficile immaginare per questo brano il processo inverso e quindi una seconda versione in stile Black Label Society. Se le prime due canzoni hanno introdotto l’armonica e il suono degli archi, con Road Back Home fa la comparsa l’altro elemento fondamentale di questo disco, il pianoforte. La struttura dell’accompagnamento è tipica di Zakk Wylde, già presente in Pride and Glory con Sweet Jesus. Il suo modo di suonare questo strumento, fortemente personale, è rimasto pressoché lo stesso nel corso degli anni: istintivo e lineare, quasi fisico. Si arriva quindi alla più delicata Way Beyond Empty. La voce si esprime qui al massimo, passando da note basse avvolgenti a quelle alte che rivelano il suo tono graffiato ma ancora giovane. Se a tutti i costi si volesse trovare qualcosa di più vicino allo Zakk Wylde heavy, la scelta ricadrebbe necessariamente su 1,000,000 Miles Away, eseguito con la chitarra elettrica ma con uno stile di cantato che ben si inserisce nel contesto. Il risultato è quindi ancora diverso ed è complementare al brano più dolce ed intimo dell’album, I Thank You Child, dedicato alla figlia ancora piccola, di cui esiste anche un video in cui i due cantano insieme.

Tutti i brani di Book Of Shadows si integrano come parte di un insieme, pur essendo diversi l’uno dall’altro. Nonostante il disco non tradisca mai la sua impronta morbida, la sua intenzione acustica, Zakk Wylde riesce ad esprimersi senza forzature stilistiche, mescolando elementi di un genere in un altro, seguendo il suo gusto personale. L’album non è infatti altro che la manifestazione di un senso artistico molto più sensibile e calibrato di quello che si attribuirebbe a Zakk Wylde dopo aver ascoltato solo i Black Label Society e i suoi dischi con Ozzy. Questa abilità o tendenza naturale nel fondere le sue distinte anime musicali permette di sperimentare attraverso Book Of Shadows diverse gradazioni stilistiche, che vanno da Way Beyond Empty a I Thank You Child, ed arrivano a 1,000,000 Miles Away, senza mai contrastarsi; in questo modo, ogni singolo brano rimane coerente con l’idea complessiva del disco.
Book Of Shadows è diverso da ogni altro lavoro mai realizzato da Zakk Wylde. Non è heavy metal, sebbene lo stile del chitarrista sia comunque sempre rintracciabile, ed allo stesso tempo si allontana anche da Pride and Glory. Evidente è l’unicità della sua interpretazione vocale; in questo album la voce di Zakk Wylde è molto espressiva ma mai esagerata, spesso sia grezza che gentile. Inoltre, viene messa in luce anche la sua natura di polistrumentista, in particolar modo quando il musicista siede al pianoforte.
Book Of Shadows, in definitiva, è un grande esempio di come un artista che esprima se stesso senza porsi limiti di genere e seguendo la propria ispirazione possa giungere a risultati estremamente piacevoli, senza mai tradire il proprio stile.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
93.96 su 25 voti [ VOTA]
Rob Fleming
Giovedì 28 Gennaio 2016, 19.13.09
12
Bellissima sorpresa regalataci da un grande chitarrista. La media qualitativa poi è elevatissima e Road back home è qualcosa di superlativo 85
brainfucker
Lunedì 2 Febbraio 2015, 18.52.22
11
stupendo, ce l'ho in cd ma sono anni che lo cerco in vinile.. canzoni fantastiche e una voce stupenda, sarebbe bello se tornasse a questo stile vocale e a comporre con questo stile, poi le ballad al piano hanno rotto, meglio quelle con la chitarra acustica
Rapture
Giovedì 29 Gennaio 2015, 23.26.59
10
85, semplicemente uno splendido disco. Molto intimo e personale, davvero piacevolissimo.
Therocker77
Giovedì 29 Gennaio 2015, 18.34.13
9
un capolovoro di musica rock e senza ombra di dubbio la massima espressione chitarristica di Zakk, solo cuore muscoli e tante ma tante intense emozioni..una perla di album 100
Zagor
Lunedì 26 Gennaio 2015, 18.36.04
8
85 voto piu' che meritato,chi l'avrebbe detto che dopo questo disco ci saremmo imbarcati nella portaerei 'black label society'?
Gabriele
Lunedì 26 Gennaio 2015, 15.27.54
7
A mio parere, Dead As Yesterday, è il picco di questo album meraviglioso.
dimebag89
Lunedì 26 Gennaio 2015, 12.14.45
6
Un disco suonato con il cuore.. Stupendo
blackinmind
Lunedì 26 Gennaio 2015, 8.01.35
5
Capolavoro, un'intensità incredibile in ogni nota.
P2K!
Domenica 25 Gennaio 2015, 21.45.36
4
Ah poi non dimentichiamo di citare "Throwin' It All Away" BELLISSIMA ballad intensa e graziata da un assolo ispiratissimo.
P2K!
Domenica 25 Gennaio 2015, 21.40.39
3
Il must mai prodotto da Zakk. A seguire ad un incollatura Pride & Glory...
M0RPHE01978
Sabato 24 Gennaio 2015, 11.57.01
2
Album fantastico, Throwin' It All Away e Road Back Home le mie preferite.
lux chaos
Venerdì 23 Gennaio 2015, 18.23.01
1
Bellissimo album, il mio preferito del gigante biondo insieme a Pride & Glory...bella recensione Gaia!
INFORMAZIONI
1996
Geffen Records
Rock
Tracklist
1. Between Heaven And Hell
2. Sold My Soul
3. Road Back Home
4. Way Beyond Empty
5. Throwin' It All Away
6. What You're Look'n For
7. Dead As Yesterday
8. Too Numb To Cry
9. The Things You Do
10. 1,000,000 Miles Away
11. Thank You Child
Line Up
Zakk Wylde (Voce, Chitarra Elettrica, Chitarra Acustica, Armonica, Pianoforte, Tastiere, Basso nella traccia 10)
James LoMenzo (Basso)
Joe Vitale (Batteria, Pianoforte e Tastiere nella traccia 11)
 
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