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Angra - Secret Garden
( 6932 letture )
Quattro anni sono trascorsi nell’attesa di un nuovo album degli Angra. Un lungo, estenuante lasso di tempo per tutti quei fan di lunga data che ormai sono soliti attendere le nuove uscite della band brasiliana con un occhio sul calendario, attenti a non farsi sfuggire il cerchio rosso attorno alla data prevista, e una mano sul portafoglio -o sulla carta di credito- pronti a sventagliare al negoziante di fiducia quel piccolo e insignificante pezzo di carta grazie al quale sarà possibile portarsi a casa un disco che finirà prima nel più vicino lettore CD e poi in bella vista nello scaffale, al fianco degli altri capolavori passati. Custodie ormai usurate -quelle dei primi due album, Angels Cry e Holy Land, ma anche di Rebirth e Temple of Shadows- ed altre ancora in buono stato -quelle del più controverso Fireworks e dei più recenti Aurora Consurgens ed Aqua-, momenti nel tempo diversi tra loro ma con uguale derivazione; stessa essenza di fondo per risultati ben diversi. Luci, colori, suoni ed elementi appartenenti al folklore brasiliano, una musica che parte dalla sua stessa radice per arrivare ad esplorare territori diversi e sconosciuti, senza mai dimenticare le proprie origini. Gli Angra di Secret Garden, ottavo full length di una ricca discografia, sono per certi versi un gruppo nuovo (della line-up originale rimane infatti intatto il solo reparto chitarristico formato da Loureiro e Bittencourt), ma con lo stesso spirito di vent’anni fa. Anzi, potremmo quasi ritenerli “ringiovaniti”, visto l’arrivo del talentuoso batterista Bruno Valverde, appena ventiquattrenne, e soprattutto del sempreverde e oramai onnipresente Fabio Lione (paragoni con chi l’ha preceduto al microfono non sono necessari ai fini della recensione), colonna portante dei Rhapsody of Fire, attivo nei Vision Divine e con apparizioni in numerose altre band power/symphonic metal nostrane e non. Non è certo un caso se il cantante italiano viene spesso e volentieri contattato per prestare la sua voce su qualche nuova uscita del settore. La fama guadagnata negli anni è ampiamente meritata e le prove di tale affermazione non sono affatto difficili da trovare. Uscito in contemporanea in Brasile, Nord America ed Europa il 16 gennaio, Secret Garden è stato pubblicato con ben un mese di anticipo, il 17 dicembre, in Giappone, in un’edizione speciale del disco che include anche un secondo CD dal vivo. L’ottava fatica degli Angra si attesta quindi fin da subito come un lavoro tutto da scoprire, pieno di novità e spunti di vario interesse. Come sempre, la band brasiliana è esemplare nel presentare un lavoro curato sotto tutti gli aspetti: dall’artwork, elaborato nei dettagli pur non essendo il migliore visto finora, alla fase di produzione, che non lascia indietro le molte sfumature di un sound che ormai siamo abituati a conoscere per le sue molteplici caratteristiche, passando per l’estremo riguardo riservato alla fase primaria del processo riguardante la composizione stessa delle canzoni, non le solite “banalità power” fatte di tappeti di doppia cassa, tecnicismi chitarristici fini a sé stessi e sinfonie pompose, ma bensì brani densi di personalità e atmosfera, solo apparentemente di facile approccio, capaci di catturare la nostra attenzione fin dalla prima nota e con un retrogusto raffinato e ricercato.

Il disco si apre con Newborn Me, che ci mostra fin da subito le diverse sfaccettature della band brasiliana. Superate le prime due strofe con relativi ritornelli, che rientrano nei più tipici canoni del power metal, ecco sopraggiungere un breve break centrale in cui il tocco leggero e tipicamente sudamericano delle due chitarre, correlato a delle adeguate sezioni ritmiche, dona al brano quel qualcosa in più in grado di portare in alto le quotazioni finali. Black Hearted Soul non si discosta molto dalla traccia d’apertura, ma si pone in maniera già più aggressiva e permette a Lione di mettere in mostra tutta la sua grinta vocale, con un ritornello da brividi che difficilmente verrà dimenticato presto. La seguente Final Light presenta un andamento costante grazie all’ottima base di percussioni su cui poggia la sezione strumentale, il tutto aggraziato da melodie accattivanti e ancora una volta grintose. Si arriva così alla canzone di cui è stato pubblicato per tempo un primo video ufficiale, la riuscitissima ballad Storm of Emotions. Il merito della sua riuscita va aggiudicato in prima istanza alle due chitarre, che non si limitano a tirar fuori semplici melodie strappalacrime, ma infondono al brano un’atmosfera d’altri tempi, con suoni morbidi e caldi, che ben si legano alla linea vocale. La cover dei Police, Synchronicity II, è, in poche parole, abbastanza trascurabile seppur gradevole, mentre Violet Sky è una canzone posta su binari già più complessi rispetto a quanto sentito fin qua ed ha bisogno di svariati ascolti prima di essere assimilata del tutto e giudicata nella giusta maniera. Ad un primo impatto non sembrerebbe trasmettere granché, ma successivamente l’impressione tende a cambiare e ci si lascia catturare dalle strofe cariche d’attesa che preludono ad un finale epico e magistrale, con tanto di strofe in italiano -e un grandioso assolo sullo sfondo- che non vogliono solo omaggiare o celebrare il nuovo cantante, ma anche e soprattutto donare al brano quello spunto necessario per poterlo apprezzare senza ulteriori tentennamenti. La seconda metà dell’album ci presenta ben due special guest di riguardo alla voce: Simone Simmons nella titletrack Secret Garden e Doro Pesch in Crushing Room. Entrambe sono protagoniste di una prova senza alti né bassi, ma la cantante degli Epica riesce nell’intento di trasmettere qualche emozione in più. I due brani, diversi tra loro nell’approccio, si attestano comunque su livelli buoni seppur non eccellenti. Una lieve virata prog, che smuove un po’ la situazione, si avverte invece in Upper Levels. Il pezzo si regge tutto sulle doti tecniche del duo Loureiro/Bittencourt e su un gran lavoro di supporto da parte della sezione ritmica, col giovane Bruno Valverde che mette in evidenza una volta di più le proprie notevoli potenzialità. Un altro ottimo brano è Perfect Simmetry, pezzo tiratissimo che non concede un solo attimo di respiro; l’ugola d’oro di Lione trova in questo caso un ampio raggio di azione e il cantante italiano può destreggiarsi in ciò che meglio gli riesce. Il disco volge al termine sulle dolci note della pacatissima Silent Call, ballata ideale per concludere con eleganza un lavoro quasi perfetto.

Con Secret Garden gli Angra dimostrano non solo di poter ancora dire la loro, ma anche di saperlo fare meglio di molti altri. Se prendiamo come termini di paragone gli ultimi dischi della band, sicuramente quello di oggi è da considerarsi un ritorno in grandissimo stile, con una line-up rinnovata -e migliorata- e canzoni in grado di reggere il confronto con le migliori della loro discografia. Comparato alle altre uscite di genere, è una vera e propria boccata d’aria fresca. Un album ricco di musica di qualità, rallentato soltanto da alcuni brani meno intensi di altri, ma nel complesso soddisfacente e meritevole di ottime critiche. Se le cose in casa Angra stanno così, non possiamo che contare su un futuro ben più che roseo e magari questa volta aspettando anche meno di altri quattro lunghi anni.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
83.09 su 53 voti [ VOTA]
Aceshigh
Martedì 17 Luglio 2018, 13.01.23
47
L'alternarsi delle voci durante lo scorrere dei pezzi rende quest'album un po' anomalo, magari un filino destabilizzante, ma la qualità media dei pezzi è decisamente buona, così come la preparazione dei musicisti (da questo punto di vista con gli Angra si è sempre andati sul sicuro). Trovo sia un album eccellente fino alla title-track, poi subentra un po' di mestiere, ma nel complesso è un album riuscito, così come l'ultimo Omni, con il quale va a costituire una bella doppietta. Voto 80
progster78
Giovedì 11 Gennaio 2018, 17.40.28
46
Ho sempre amato gli angra, band che ha partorito due capolavori (angels cry e soprattutto holy land), ed altri album sempre di grande fattura,ma purtroppo ritengo che questo secret garden pur avendo buoni spunti sia il peggior album della band. spero nel prossimo album "omni" voto 65
TheGodfather
Mercoledì 14 Ottobre 2015, 11.13.46
45
Un cd che fotografa una band dalla classe sopraffina, che ha ormai raggiunto livelli tecnici e compositivi davvero stratosferici. Allo stesso tempo però, lascia l'amaro in bocca per il senso di incompiutezza che deriva dalla frammentarietà generata dall'alternanza di vocalist e da alcuni episodi non perfettamente a fuoco. Avercene comunque di band in grado di comporre e suonare a un livello così siderale, con una tecnica che, per quanto elevata, non sfocia in ostentazione e non prevarica mai sul gusto e l'armonia delle composizioni. Voto 83
Alessandro Piria
Giovedì 8 Ottobre 2015, 15.46.50
44
Da subito il riff di 'Newborn me' fa capire quali siano le intenzioni del quintetto verde-oro e quale sia la via principale nella quale vogliono immergersi : il Progressive e diciamolo senza troppe reticenze musicali ! Il ritornello è vincente ed è di quelli che ti riecheggiano sulle orecchie già dai primi ascolti. Semplice, poi, capire che le trame tra basso e chitarra ci ricordano quelle tanto amate e sperimentate dal duo Myung /Petrucci ma questo non può essere che una dote in più; gli stacchi idem, mentre la chitarra classica ? no ,non è Paco de Lucia, ma ha quel sapore della famosa Learning to Live e lo fa a modo suo senza perdere di personalità. Arriviamo al solo di chitarra più tecnico dell'album del guitar hero Mr.Loureiro che in poche decine di secondi ci da sfoggio di come si possano coniugare melodia e tecniche di alto livello chitarristico a suon di salti di corda e scale di tapping ascendenti. 'Black hearted soul' apre con coro symphonico ma che recupera energia con un pattern solistico al quale il buon Kiko ci aveva abituato sin dai tempi di Carry on. Lapalissiano dire che uno dei miglior singer in circolazione come Fabio Lione la fa da padrone assolute sulle ottave più alte di questa stupenda canzone, il suo è un cantato lineare, pulito, sottile ma graffiante allo stesso tempo come pochi(chapeau). In 'Final light' la band ricalca ancora le metriche di stampo progressivo accarezzate dalla voce hard-rockiana di Lione. Durante il pezzo sentiamo ancora dei fraseggi di pura tecnica sopraffina ,quasi sempre abbinata allo string skipping, del fantastico duo Bittencourt/ Loureiro. Arriviamo alla stupenda (semi)ballad 'Storm of emotions' con il pezzo iniziale affidato al basso di Andreoli . I toni sono inizialmente cupi e malinconici ,il vocalist non è più Lione e la canzone nel suo complesso sembra ispirarsi agli ultimi DT. Ebbene si, la bravura di una band si vede anche in queste cose, prendere una cover di una band (Police) farla propria e suonarla meglio dell'originale suscitando emozioni diverse dalla stessa. D'altronde quando disponi di musicisti del calibro di Valverde & soci non puoi steccare all'appuntamento . 'Violet sky' continua nell'intento di trasportare l'ascoltatore su quella vena prog che, per chi non l'avesse capito, intende imperniare quasi tutta la struttura del disco segnando una netta linea di demarcazione con i precedenti lavori del quintetto brasileiro. Con 'Secret garden' si abbassa il tiro ma si rimane sempre su buoni livelli , il tutto si dirama con un metal symphonico orchestrato che al minuto 2:20, circa, ci regala un bel intermezzo a suon di tempi dispari. Con 'Upper levels' gli Angra scoprono del tutto le carte(non che ce ne fosse bisogno) dando sfogo ad un pezzo, anche a tratti jazzistico, ma soprattutto fatto di un progressive sbarazzino, melodico, tecnico, pulito e senza sbavature. Udiamo pure un coro gospel e a degli stupendi assoli di natura jazz/fusion con scale tanto care alla buona anima del grande Shawn Lane, non solo, ma anche ripetuti cambi di tempo, improvvise accelerazioni e tempi stoppati senza mai essere banali. Canzone capolavoro! Veniamo a ' Crushing room' che inevitabilmente scende ad un livello più basso , udiamo momenti gotici e nel complesso il compito assolto dai musicisti non delude affatto. Ci avviamo sul finale del disco che con 'Perfect Simmetry' che inizia con un bel pezzo di sweep picking discendente di chitarra a ricordare quasi gli Elegy dei vecchi tempi(quelli dei primi anni 90) mentre Lione si riimpossessa di prepotenza del timone della band e non è un male per nessuno..! A concludere c'è la PinkFloydiana 'Silent call' che mette la ciliegina sulla torta, a suon di mielose plettrate di acustica, su di un lavoro che sebbene abbia sperimentato delle strade che, magari non piaceranno a tanti vecchi fans del gruppo, ne sancisce il 'quasi' capolavoro. Voto:88
the hellion
Martedì 3 Febbraio 2015, 13.05.20
43
dai due singoli che ho a scoltatosembra un buon album, a tratti sullo stile di Temple of Shadows. I musicisti ce la mettono tutta e si stente, complimenti al nuovo batterista che davvero non fa ripmpiangere i precedenti e Lione in grandissima forma. Per ora il giudizio è abbastanza alto per quello che sono riuscito ad ascoltare, ma meglio non andare di fretta
Diego
Venerdì 30 Gennaio 2015, 18.10.00
42
Fantastico, lo sto ascoltando ininterrottamente da giorni. Ottima la prova di Lione, l'unica nota negativa, se negativa è, a tratti non sembrano proprio gli Angra...
Steelminded
Venerdì 30 Gennaio 2015, 13.33.07
41
A me pure è piaciucchiato, anche se l'ho ascoltato solo una volta... Lo prendo, sembra vario, sofisticato a tratti prog... CI investo! Evviva!
AntonioS
Venerdì 30 Gennaio 2015, 12.44.20
40
Personalmente sono felicissimo di questo ritorno, anzi, per dirla tutta penso che gli Angra abbiano, finalmente, firmato il loro terzo grande disco in carriera. Ci sono voluti quasi vent'anni ma alla fine ce l'hanno fatta. L'epoca dell' imbarazzante Falaschi è finalmente finita e la band ci presenta brani freschi, vari e coerenti. Per me almeno un 88, che potrebbe arrivare a 90 tra qualche ascolto.
entropy
Giovedì 29 Gennaio 2015, 11.51.51
39
Più l'ascolto e meno mi prende. A questo punto confermo il voto in un 70. Dopo molti ascolti le canzoni con le due donzelle le trovo parecchio inutili ed insulse. Lo stesso dicasi per la ballad finale e per la cover di sting (mi pare) , insomma la quinta traccia dell'edizione limitata. L'inizio del disco (primi 4 pezzi) prometteva bene (anche se un pezzo trascinante da farti alzare dalla sedia non c'è), poi davvero tra alternanza di voci ed eccesso di ritmi "lenti" mi viene a noia. Restando in ambito power sto preferendo di gran lunga il disco dei serious black! (bella sorpresa)
HeroOfSand_14
Mercoledì 28 Gennaio 2015, 20.17.38
38
Grazie al marchese e a Spiderman, ripeto comunque che i miei erano solo pensieri buttati nel pc prevalentemente perchè gli Angra sono nel podio dei miei gruppi preferiti. Se vogliamo vederla nel modo citato da SPiderman (il concept spezzettato per le voci) non posso che concordare, la trama risulta essere tranciata, cosi come il filo delle emozioni. Appunto per quello, attualmente sto ascoltando l'album senza leggere i testi, ma lo farò sicuramente, e tenterò di giudicare anche il concept che c'è dietro, e che sembra interessante.
spiderman
Mercoledì 28 Gennaio 2015, 18.26.48
37
L'ho ascoltato, poche volte direi, l' ho comprato solo perche' volevo sentire Lione in una veste diversa, con la sua voce su basi musicali diverse dal suo solito, anzitutto mi complimento con la recensione di Arturo veramente ben fatta , ben strutturata e brillantemente articolata, e con la bella dusamina di Hero, non faro' una track by track e' gia' stato detto quasi tutto, l'album nel suo insieme e' decisamente spiazzante, e' variegato, nelle ritmiche e nelle melodie, bravissimi i musicisti, belle anche alcunebrevi ispirazioni rielaborate da arie dremtheatriane, il belko il ticvo etnico e progressive, stupenda la carica power con sfumaturevheavy, e sono rimasto a bocca aperta per la prova di Valverde, del bassista e della bella voce di Bittencourt, e manco a dirlo la magnifica voce di Lione, ma come prevedevo, cio' che mi ha fatto abbassare con severita' per opinione personale di molti punti questo lavoro, e' la presenza di ben due voci femminili, troppe due donne, proprio quando l' album che non scordiamolo si basa su un concept molto bello e penetrante sulla vita di uno scienziato Martin Vrolich, che perde la moglie in incidente d'auto,che porta quest'uomo a rivedere le proprie concezioni atee e filosofico -psicologiche, a esplorare le sue emozioni e pensieri piu' profonde a porsi una domanda du fondo che si estrapola da questo lavoro, puo' una cosa che non esiste, o non e' percepita dai sensi, ad essere considerata veramente inesistente? E da questa domanda che lui cerca di recuperare un senso di appagamento , perduto a causa di questo tragico destino, dicevo appunto proprio quando l' album stava raggiungendo o avrebbe dovuto, il massimo apice e musicale e espressivo, la bella onda sonora-canora si infrange su due scogli isolati, dove vi sono si due belle sirene ammalianti col loro canto, ma che disperdono l'ugola nel vasto mare e per di piu' portano fuori rotta il navigatore-ascoltatore, la loro prova non da picchi di sorta, senza infamia e senza lode, e spezza la trama avvincente dell' album, altra cosa che non mi e' andata giu' e' il non far cantare Lione in tutte le songs, insieme a Bittencourt avrebbe reso l' album molto piu' emotivamente e potentemente incisivo e coinvolgente, detto questo e' un album molto vario, ben prodotto, con un bel concept e tante freshe idee, ma troppa carne al fuoco, e troppe voci, lo hanno un po troppo spezzetttato.E' per me il classico album effetto altalena e fisarmonica, cosa che mi succede solo con alcuni album dei Pink Floyd, dovro ' riascoltarlo piu' in la e piu' calma.Per ora : 78
Radamanthis
Mercoledì 28 Gennaio 2015, 13.50.15
36
Avevo aspettative molto alte per questo disco, poi sono scese un pò, poi risalite, poi il fatto che Lione non cantasse tutti i brani mi aveva fatto storcere il naso e così via...è stata un'attesa un pò altalenante e nella quale ho avuto modo di affrontare l'ascolto del disco con un pò di distacco, forse necessario. Devo dire che il grosso problema del disco è l'assoluta disomogeneità delle voci che rendono l'album disunito e senza un filo conduttore. I brani migliori sono decisamente quelli a firma Tordiglione (le prime 4 tracce da applausi). La pur bella voce di Rafael Bittencourt spezza in modo troppo netto quanto fatto da Fabio mentre le due voci femminili Simone Simmons (traccia 6) e Doro Pesch (traccia 8) sarebbero potute anche essere un pinto in più se alternate alla lead voice di Fabio mentre così spezzano ulteriormente il full disc. A parte la domanda scontata "perchè?" rimane un bel disco, suonato da dio, ispiratissimo nelle sezioni strumentali (beh, sono gli Angra, una delle band che sanno suonare!!!) ma con questo difetto importante! Peccato. Voto 82 di Flight 666 che tendo a confermare anche io per un discorso generale, per la disomogeneità del disco direi 70 Alla fine faccio una media 76.
Sabbracadabra
Martedì 27 Gennaio 2015, 18.18.00
35
Paragonare il disco dei Mastercastle con questo è come confondere la ferraglia con l'oro...
d.r.i.
Martedì 27 Gennaio 2015, 14.00.46
34
Disco piacevole, Lione è rientrato nei suoi ranghi con una prova ottima. 82 mi sembra un voto troppo alto, 75 lo ritengo più adeguato. Speriamo che Fabio riesca anche a personalizzare meglio le vecchie canzoni dal vivo perchè ritengo il bluray live inascoltabile (disdetto il preorder appena ascoltato e meno male) e il bonus cd appena oltre la suff!
Le Marquis de Fremont
Lunedì 26 Gennaio 2015, 18.32.28
33
Voilà, Monsieur HeroOfSand_14. Recensione-bis o no, è in ogni caso fatta molto bene. Non ho le sue stesse opinioni sul disco, ma "de gustibus", ovviamente. Ma prometto di riascoltarlo. Au revoir.
HeroOfSand_14
Lunedì 26 Gennaio 2015, 14.51.06
32
Ah, la mia non voleva essere come una recensione-bis, sia ben chiaro. Era solo un mio personale parere
Screamforme77
Lunedì 26 Gennaio 2015, 14.24.42
31
Gran bell'album. Secondo me il loro miglior album dai tempi di Temple Of Shadows che a me personalmente piace tantissimo. Non che gli album Aurora e Aqua mi siano dispiaciuti, ma nei vari ascolti percepivo che mancava qualcosa. Emozionanti le prove delle due ragazze ospiti(special modo quella della Simmons) aiutate anche dalla bellezza dei brani da esse interpretati che reputo tra i picchi dell'album assieme ai due brani di anteprime, ovvero Newborn Me e Storm of Emotions e la splendida Final Light e la dreamtheateriana Upper Levels. Molto carina anche la simil-gospol Silent Call che confermano la tradizione degli Angra di chiudere quasi sempre gli album con un pezzo calmo e acustico. Pur non essendo un grande patito del Power o meglio dei tipici cliche del Power sono un fan degli Angra da diversi anni poiché li metto in quella schiera che io amo definire "Power con personalità" dove fanno parte anche band come Blind Guardian, Rapsody e poche altre band.
Le Marquis de Fremont
Lunedì 26 Gennaio 2015, 13.34.06
30
Mah, non mi sembra questo gran che, soprattutto leggendo la recensione-bis di Monsieur HeroOfSand_14. L'ho già ascoltato alcune volte: non mi ha preso molto e diffido sempre degli album che hanno bisogno di molti ascolti per assimilarli. Concordo che il cambio di cantanti genera un po' di confusione. Che nessuno si arrabbi, ma parlando di power mi ha convinto molto di più l'ultimo dei Mastercastle. Au revoir.
JERICHO 2015
Domenica 25 Gennaio 2015, 15.28.47
29
Ho ascoltato l'album (poche volte a dire il vero) ma penso di poter già esprimere un primo giudizio. La sensazione che ho avuto è che ci sono otiimi pezzi presi singolarmente ( Newborn me, Black Hearted Soul, Upper Levels, Violet Sky) ,ma come disco complessivamente, non sia da annoverare tra i più riusciti della band. Fabio Lione è ottimo, mi convince in tutti i brani, ottimo cantante. Molto buona la prova di tutti i musicisti, su questo nulla da dire. Ma la sensazione è che le idee siano poche. Il brano con Simone Simmons è carino, ma non sembrano neppure gli Angra. Idem il pezzo con Doro Pesch. Mi auguro che sia solo una fase provvisoria, è già dal prossimo album possano fare meglio. Per me è un album da 70 massimo,non di più. Sicuramente non è un capolavoro, è anzi, non si avvicina neanche a un Temple of Shadows. Ma neppure ad un Aurora Consurgens. Insomma, non brutto, sia chiaro, ma neppure spettacolare. Brani ottimi ci sono,ma non convince appieno nell'arco di tutto l'album.
Diobrando
Domenica 25 Gennaio 2015, 15.10.24
28
Quoto HeroOfSand_14: Amen
HeroOfSand_14
Domenica 25 Gennaio 2015, 14.04.17
27
Allora. Ho ascoltato il disco alcune volte, so che ne merita altre ancora più approfondire per capirlo meglio ma penso di poter già esprimermi. Innanzitutto devo ammettere che ogni cosa targata Angra mi provoca una fitta al cuore, sensazioni di star bene ed emozioni continue. Cosa aspettarsi dal nuovo full lenght dei brasiliani, divenuti famosi per l'inserto di elementi tipici della loro terra d'origine in un genere a metà tra il power/neoclassical ed il prog metal? Quello che ho di fronte è un disco maestoso (nel senso della grandezza e robustezza), potente e solidissimo, che potrei paragonare -grazie anche alla grandissima produzione- a Temple Of Shadows. Parto dal singolo: Storm Of emotions mi aveva lasciato un pò dubbioso per la melodia molto catchy e la pochissima vena brasiliana, ma riascoltandolo attentamente ho notato la solita classe cristallina nel comporre una canzone diretta ma non banale, con un Lione strepitoso ed un intermezzo che esotico che fa sognare. Newborn Me è tostissima, power-prog di livello assoluto coronati dalla solita eccelsa prestazione strumentale di una delle band più dotate tecnicamente in circolazione. Kiko e Rafael li ho spesso considerati i nuovi Smith-Murray, forse superiori, alla pari di altri chitarristi che duettano in modo cosi affiatato. Black hearted Soul è la classica cavalcata power che, di solito, gli Angra posizionavano in prima posizione (Carry On, Nova Era, Arising Thunder per cirtarne alcune), molto riuscita per la bellezza del refrain e per l'intro che ricorda il passato della band. Final Light e Perfect Symmetry sono chiari esempi di capacità di unire emozioni a strutture complesse, come Upper Levels, prog come non mai..geniale. Violet Sky è la meno compresa dai fan, a quanto leggo, e ne capisco il motivo. Un ritornello particolare e sempliciotto, ma un bridge in crescendo, un sostegno della batteria perfetto e un finale assolutamente da brividi ne innalzano il valore dopo avri ascolti. L'ending di questa song è perfettamente Angra, per niente commerciale, cori in italiano quasi medievali e un assolo lungo e memorabile. Secret Garden è una canzone emozionante cantata da Simone, però, non essendoci un duetto, non sembra proprio Angra ed è un peccato. Crushing Room la trovo come punto debole del disco, melodia lenta e abbastanza banale, grande prova strumentale ma che non risolleva molto il livello (nè, tantomeno, Doro). Silent Call è una ballad strana, cantata molto bene da Rafael ma che mi ricorda troppo le canzoni natalizie. Comunque una buona chiusura, un brano particolare degno del loro nome. In conclusione: Lione fantastico come dicono tutti, i due guitarists al solito fenomenali, capaci di creare assoli complessi ma melodici e grandi atmosfere; Felipe martella sempre in modo strepitoso, da al basso una potenza incredibile, peccato la gente lo noti poco; la sopresa dell'anno: Bruno Valverde. Preciso, originale, ritmico. Non me l'aspettavo, lo ammetto, ma ha fornito una prestazione di altissimo livello, sopratutto considerando le strutture complesse e le parti prog. Per quanto poco ne capisco di batteria, mi pare gli manchi la potenza di Priester, ma rimane un talento incredibile. Insomma, gli Angra sono tornati. Se devo dire una cosa sono rimasto deluso (come tutti i fans immagino) dal fatto che hanno abbandonato i ritmi tribali ed esotici, che li avevano resi famosi, però l'album è di gran livello. In poche parti sembra non siano neanche loro che suonano, non sono più cosi distinguibili ma l'originalità resta. La disomogenità dei cantanti non la capisco e mi irrita un pò (penso abbiano sbagliato con le ospitate, troppo strana la situazione) e mi conferma che Kiko e Rafael sono delle primedonne..al momento spero che Lione sia confermato dal tutto dopo questa prestazione, però resta sempre il problema di cantare i classici del gruppo..
freedom
Domenica 25 Gennaio 2015, 13.12.15
26
Non amo il genere ma fa piacere vedere un italiano a questi livelli. Bravo Fabio!
Mr.Darcy
Domenica 25 Gennaio 2015, 12.43.21
25
Fabio è un grande... ma Matos dov'è finito? cmq dopo la recensione proverò ad ascoltarlo, gli ultimi due proprio non mi avevano fatto impazzire.
lux chaos
Domenica 25 Gennaio 2015, 11.39.05
24
@spiderman: e ci mancherebbe, quale reato??!? Sei liberissimo di dire la tua! Mi riferivo solo al fatto di tacciare di "lamentele e tiritere" i normali commenti degli altri e non ero concorde! Comunque i miei preferiti degli Angra sono esattamente gli stessi tuoi, che capolavori!!! Buon ascolto del disco allora, spero che ti piaccia!
spiderman
Domenica 25 Gennaio 2015, 9.11.59
23
@Lux chaos, si , certo hai ragione, prima bisogna ascoltare, ma io esprimevo solo opinioni generali e sul gruppo e sui cantanti che hanno preceduto Lione, per il resto una volta ascoltato l'album, saro' il piu' obiettivo e imparziale possibile, e puo' darsi che abbiate ragione voi, chissa', non mi sembra comunque un reato dire per gusti e opinione propria personale che per me Matos era migliore di Falaschi, che per me poi Falaschi e' si un buon cantante(ha una buona estensione vocale), ma per miei gusti personali (la musica fatta dal gruppo per lui era meravigliosa) e mio modesto modo di vedere la faccenda, non aveva abbastanza carisma ,personalita' , e carattere per imporre con autorevolezza e convinzione la sua voce e le sue doti ad un vasto pubblico e internazionalmente.i miei preferiti degli Angra, gruppo che fa una musica bellissima e originale, sono Angels Cry 97,Holy Land 99, Rebirth 83, Temple of Shadow 85., il resto musica e tecnica molto belle ma non mi hanno mai catturato comletamente, anche se poi prima o poi me li riascoltero' tutti.
Vecchio Sunko
Domenica 25 Gennaio 2015, 6.27.53
22
La tecnica c'è (e ci mancherebbe altro visto i musicisti...),il disco scorre piacevole, anche se alcuni brani non suonano "Angra" al cento per cento, Lione è un signor cantante (di sicuro uno dei migliori in Italia) ma a mio parere non è il vocalist adatto per gli Angra. Conclusione, reputo Secret Garden una fase di passaggio in attesa di una Line up più stabile (in particolare al microfono) e soprattutto di idee più chiare in fase di composizione...Voto: 70.
lux chaos
Domenica 25 Gennaio 2015, 2.12.19
21
@spiderman: si ma guarda che nessuno vuole convincerti di nulla, si esprimono solo opinioni ragionate filtrate dai gusti personali, esattamente come fai tu, dato che è questo lo scopo di questo bellissimo sito. Nessuno si lamenta o fa tiritere, si ascolta il disco e si esprime un opinione, fine, se ti diamo fastidio saltaci . Che poi tra l'altro è meglio ascoltare il disco prima di commentare i commenti degli altri, no?
raven
Sabato 24 Gennaio 2015, 20.27.51
20
Io sono curioso di vedere come rendono Live i pezzi
Metal4ever
Sabato 24 Gennaio 2015, 17.43.00
19
Inizialmente mi aveva lasciato un po' perplesso perché mi suonava decisamente "poco Angra", ma risentendolo altre volte ne ho colto i suoi pregi e in finale mi ha lasciato soddisfatto. I pezzi sono fatti molto bene, aggressivi e melodici al punto giusto; Lione è stato molto bravo, ma lui è una garanzia, ormai; le canzoni con le guest star non mi sono affatto dispiaciute, in particolare la title-track con la Simmons. Non voglio certo paragonarlo ai precedenti, ma prendendolo com'è, questo è un signor album. Bravi Angra!
spiderman
Sabato 24 Gennaio 2015, 17.21.59
18
Io penso il contrsrio.Se avesse cantato solo Lione avrebbero comunque avuto modo da ridire, e canta allo stesso modo ,il suo falsetto e' irritante ecc., io in tutti questi anni che ascolto metal, un pochino foi esperienza me la sono fatta, non ho mai trovata una voce comletamente perfetta, se ha un caratteristica, gli manca l' altra che ne ha un'altro e via dicendo, ecco perche' ascolto tutti i sottogeneri del metal, (Tranne forse Dio)con relativi cantanti,le emozioni le da la timbrica e l'espressivita' , sta al pubblico receperle, e formarsi i propri gusti personali, dubito fortemente che se ritornasse Matos(per me impossibile),o Falaschi (altrettanto,o se scovino nel sottobosco brasiliano o nell' underground nternazionale qualche giovane cantante possa fare meglio) che per i miei gusti fsceva pieta' e con cui rischiavano il fallimento completo, se siete nostalgici di loro , riascoltstevi i loro dischi passati, e pace, finisce li.
entropy
Sabato 24 Gennaio 2015, 16.26.19
17
Quoto in pieno lux chaos. sia sul discorso della lionizzazione (anche se a me ricorda un po' come cantava con gli athena), sia per il senso di discontinuità che lascia l'utilizzo di 4 cantanti. Per il voto non mi pronuncio, siamo solo a tre ascolti, ma non sono molto entusiasta per ora, sarei per un 70 max. Per il passato secondo me fireworks era un signor album!
Sabbracadabra
Sabato 24 Gennaio 2015, 16.06.02
16
Li avevo abbandonati dopo i primi due grandi dischi e il pessimo Fireworks li riascolto dopo quasi venti anni e cosa trovo? Un capolavoro, x me il migliore da Holy Land con Lione strepitoso e assoli mozzafiato canzoni che mi ricordano i Dream Theater di Images & Words, peccato x Silent Call, chiusura indegna di un grande CD. P.s. ho riascoltato i vecchi dischi e anche Rebirth è grande.
spiderman
Sabato 24 Gennaio 2015, 15.56.32
15
Ancora non lo ascolto, ma a me tutte ste lamentele e tiritere, del tipo: non sono piu' gli Angra, lionizzazione ecc. fanno solo che ridere a crepapelle come se di Angra ce ne fosse mai stato uno, ma per piacere, Matos, fuoriuscita primo basista, fuoriscita del batterista , arrivo di Falaschi, come minimo ce ne sono stati 3 di Angra, o almeno 3 fasi si sound e 2 di voce e al dire il vero non sempre felici, io amo solo i primi 2 il resto non mi ha mai completamente preso, non sono mai stato un nostalgico, guardo sempre avanti, Matos? Grande ai primi 2 ma poi rischiava di incartarsi(lui con il gruppo)su stesso e non hanno mai sfondato (a livello internazionale intendo dire)veramente con lui, e oggi hs una vicrpe che e' 1/3di quella dei tempi ormai andati, invece Falaschi come cantante faceva ridere, se non piangere e avrebbe portato all'inabissamento completo del gruppo.Quindi ben venga la meravigliosa e carismatica voce di Lione, su basi musicali diverse dal solito, fare sempre power-clisce' scassa le palle a chiunque, e per me visto che non sopporto la musica poppettara -discotevara il prog power e ' un vero ristoro e toccasna e per le orecchie e per il cervello e per il cuore, questo disco lo si apprezzera' penso solo se cancella dalla mente il passato sia degli Angra e sia di Lione, inoltre e' un grande vantaggio Lione per la band tutta, saranno piu' conosciuti di prima, Wachen, Prog-power U.S.A, Giappone, Europa America del nord e del sud, insomma 3 continenti tra tour e festivals importanti, l' unica cosa che mi preoccupa e' la comparsata di due cantanti femminili che non mi quadra affatto, vdremo, tra qualche giorno commentero'. Achi non e' maimpiaciuto Lione dico solo una cosa, lasciate perdere, questo disvo non fa pet voi e probabilmente non lo capirete bella sua intetezza.Buona musica a tutti.
lux chaos
Sabato 24 Gennaio 2015, 14.39.03
14
Un buon album, la voce di Lione mi fa impazzire, essendo dotata di un timbro e una modalità di canto personalissime che fanno del nostro italiano uno dei più "cercati" in giro per il mondo, ma ormai nella mia testa è troppo legata a quel grande gruppo che sono stati i Rhapsody, ...quindi apprezzo, ma non lo vedo adatto (cosi come con i kamelot) agli Angra, sento sempre una "Lionizzazione" che è punto di forza ma anche di debolezza...bravi, ma non sembrano più "gli Angra"...in questo senso vedevo Falaschi (pur essendo tragicomico dal vivo negli ultimi anni) o una voce simile più adatta al suono del gruppo. Detto questo le canzoni sono buone, ma come detto da altri non capisco queste ospitate (soprattutto la title track) che fossero state duetti l'avrei anche compreso, ma così fanno perdere un po d'identità e di coesione al disco (la già citata title track sembra presa di peso da un altro disco e trasportata in mezzo alla tracklist)...boh, avrei preferito lo stesso cantante in tutto il disco, piuttosto che il "collettivo" Angra....carino, io do un 70 per ora
master444
Sabato 24 Gennaio 2015, 12.27.10
13
Matos dove sei finito???
Pippo
Sabato 24 Gennaio 2015, 9.30.49
12
Quoto Daveg68: in poche parole Lione ha un contratto da precario.
Daveg68
Sabato 24 Gennaio 2015, 9.15.29
11
Condivido praticamente tutto con l'ottima recensione. Questo disco è ben riuscito, proprio perché lontano dai soliti cliché del Power. Ogni brano ha una sua caratteristica differente, mi hanno colpito in modo particolare le parti di basso, davvero belle, poi anche il pezzo con Doro io lo trovo un classic Heavy ben riuscito, nonostante molti trovino il pezzo con la bionda teutonica il meno riuscito. Il giovane batterista Valverde è un vero e proprio talento, che ha sfornato una prestazione maiuscola. Le due chitarre come al solito, cuore e anima di una band superiore. La voce, Fabio è straordinario, come anche gli altri ospiti, niente da dire. Purtroppo la scelta di suddividere i pezzi su differenti voci mi lascia perplesso, non per la qualità dei brani, ma perché è netta la sensazione della temporaneita del ruolo di F. Lione in questa band. Gli Angra sono una band importante il ruolo del vocalist dovrebbe essere affidato ad un grande interprete a tempo pieno, non ad un ottimo sessione man. IMHO.
metal73
Sabato 24 Gennaio 2015, 9.12.15
10
ho letto in una recente intervista a Lione, che la scelta di non fa cantare tutto l album a lui è dovuta principalmente al fatto che , in caso il gruppo venga chiamato per qualche breve apparizione anche semplicemente radiofonica live, possa (il gruppo) , andare ad esibirsi senza di lui cantando le canzoni di B., senza che paghino a Lione il viaggio dall Italia per soli 10 minuti di esibizione.
Diablo
Sabato 24 Gennaio 2015, 1.21.51
9
Lione è autore di una performance sopra le righe forse la migliore di tutta la sua carriera e avrebbe meritato di cantare tutti i brani dell'album invece gli Angra hanno preferito lasciare spazio dietro al microfono a Bittencourt e ai vari ospiti di turno e il risultato di questa scelta si è rivelato a dir poco deludente.
Painkiller
Venerdì 23 Gennaio 2015, 23.39.23
8
Li ho adorati, ho letteralmente divorato i primi due album ed il primo live, mi hanno fatto impazzire dal vivo al gods ormai tanti anni fa. Poi fireworks e tutto il resto. Se ho apprezzato Rebirth non ho mai digerito quanto fatto dopo. Se non fosse per i precedenti negativi, la recensione mi convincerebbe a comprarlo a scatola chiusa. Arturo, la tu recensione, seppur non concordi con alcune tue affermazioni, è molto approfondita, ma non prolissa, contiene molte spiegazioni sul giudizio che dai, e trasuda passione. Lo ascolterò, ma il singolo per me è inascoltabile, noioso, e per quanto tecnicamente Lione sia ineccepibile, la sua voce continua a non piacermi. Molto bravo sulle tonalità alte, non mi convince proprio sui medi e bassi. Sarà anche un prodotto tecnicamente valido, ma la magia mi sa che è svanita per sempre
Vittorio
Venerdì 23 Gennaio 2015, 23.23.25
7
Bell'album, peccato per la disomogeneità a livello di voci.
Vittorio
Venerdì 23 Gennaio 2015, 23.23.25
6
Bell'album, peccato per la disomogeneità a livello di voci.
Diobrando
Venerdì 23 Gennaio 2015, 22.54.54
5
Ahaha che pena primo album con Lione e gli fanno cantare mezzo disco...
Simone
Venerdì 23 Gennaio 2015, 21.37.25
4
Sará che non riesco piú a digerire il timbro di Lione, ma perché piuttosto non ha cantato tutto Bittencourt? Ha una voce fighissima!
sminkiato
Venerdì 23 Gennaio 2015, 21.10.16
3
al di là di cosa si voglia dire questo disco é davvero bello e live gli Angra con Fabio Lione sono di altissimo livello !!
spiderman
Venerdì 23 Gennaio 2015, 21.07.41
2
L' ho ordinato a scatola chiusa, sta per arrivare, non vedo l'ora di ascoltarlo, ma da questa bella recensione, credo di aver fatto la scelta giusta.
Claudio
Venerdì 23 Gennaio 2015, 20.46.03
1
L'unica cosa che non riesco a capire, perchè a Fabio non hanno fatto cantare tutto il disco.. bho...
INFORMAZIONI
2015
earMUSIC
Power
Tracklist
1. Newborn Me
2. Black Hearted Soul
3. Final Light
4. Storm of Emotions
5. Synchronicity II
6. Violet Sky
7. Secret Garden
8. Upper Levels
9. Crushing Room
10. Perfect Simmetry
11. Silent Call
Line Up
Fabio Lione (Voce)
Kiko Loureiro (Chitarra, Tastiere)
Rafael Bittencourt (Chitarra, Voce)
Felipe Andreoli (Basso, Tastiere)
Bruno Valverde (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Simone Simmons (Voce nella traccia 6)
Doro Pesch (Voce nella traccia 8)
 
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