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DEVILDRIVER + METHEDRAS + THAEIA (ANNULLATO!)
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White Lion - Big Game
( 2376 letture )
Una band che a me manca terribilmente. Un combo di quelli che sapeva produrre album freschi, vigorosi, zampillanti di hard accattivante e avvolgente, sin dal primo ascolto. Una grande perdita il loro split, che ci ha privato di song micidiali, una chitarra scatenata e tagliente come poche e una voce peculiare, mix adatto agli sviluppi del Leone Bianco, il tutto legato da una sezione ritmica lineare e bombarola. Insomma, lasciatemi partire con un po’ di nostalgia, visto che i rapporti tra Mike Tramp e Vito Bratta, le due anime vere di questo gruppo, sono pressoché inesistenti e pare tali rimarranno, quindi inutile alimentare ogni anelito di reunion. La band è finita, con grande tristezza di tutti, punto.
Big Game è il terzo lavoro da studio di questi ragazzi, partorito con la responsabilità atomica di reggere botta all’esplosione multiplatinata avvenuta con il capolavoro a nome Pride, fattore discografico che sconvolse loro la vita. Su diversi livelli: successo deflagrante, tanti soldi, fama, tour infiniti e responsabilità acuita verso i propri fan. Le fatiche del girare in arene si faceva ancora sentire con pesantezza, quando il quartetto rientrò in studio per incidere il qui presente 11-tracks.

Le ispirazioni, il sound, i pezzi, hanno un mood già divenuto il marchio di fabbrica dei “leoni”, cambiare tutto per non cambiare nulla, insomma, mantenendo punto fermo il grande produttore, Michael Wagener, vero nume tutelare del genere in quegli anni, con tutte le composizioni a nome del duopolio vigente Bratta-Tramp. Oltre 31 minuti di musica, ben 4 singoli sparati sul mercato ancora ricettivo, ricordiamo che si era in piena epoca MTV heavy rotation ad un passo dal sopraggiungere del grunge, come Little Fighter, Radar Love, splendida cover version dei Golden Earring, Cry For Freedom e Goin' Home Tonight. Il songwriting appare brillante e crepitante, ma rispetto al predecessore c’è meno qualità: inutile gironzolarci attorno, è sempre complicatissimo comporre il seguito di un capolavoro che ti ha consegnato alla storia. Mike Tramp e Vito Bratta non sono certo l’eccezione. Goin' Home Tonight rinnova subito l’effervescenza, il basso è tellurico, la chitarra si insinua anche nel ombelico con un solismo melodicamente efferato, Mike Tramp vocalizza a modo suo e ne esce fuori una grande armonia vincente con i cori tipici, un inizio ottimale, da pacche sulla spalla. La seconda Dirty Woman sbordella da un riff bello tortuoso, cadenze funky della sei corde che sfociano in un chorus pesante, con Bratta che strizza la sua guitar in assolo, mentre Little Fighter appare come un singolo perfetto, quadrato, lindo, e ottimale per il mercato USA del tempo. Il che non deve apparire necessariamente come accezione negativa, sia chiaro, videoclip incluso. I White Lion erano il botto del momento, e il video mostra una stage-production massiccia, di alto livello, segno evidente del salto di qualità effettuato. Broken Home passa per una ballad di grande impatto, con Bratta che appiccica lì un intervento solista da sballo, Baby Be Mine è big rock all’americana rafforzato da un ritornello schizzante ed vivace, Living on the Edge bissa coralità di rilevo ma non lascia troppe tracce sostanziose, mentre l’attacco frontale di Let's Get Crazy, simil Van Halen, appare boombastico in tutte le sue componenti, con la voce grattarola di Mike che si unisce ad una guitar debordante che fa semplicemente godere tutte le anime hard all’ascolto; James Lomenzo al basso e Greg D'Angelo, pestatore di tamburi, qui all’apice del divertimento con i rispettivi strumenti. Don't Say It's Over non può non apparire come White Lion al 120%, con melodie acustiche e atmosfere che tanto ci mancano ancor oggi, strofa che incalza il ritornello e l’immancabile tapping di Bratta che su quella tecnica ha edificato il suo stile molto diretto, mentre If My Mind Is Evil direziona lo spettro verso tonalità più cupe e infernali, la sei corde è luciferina, spessa e gonfia, Tramp si danna l’anima e il combo suona pesante, di brutto. Il solo ricalca suoni alla ghisa, ma la sequenza è vera opera d’arte da incorniciare. Spendere tanti vocaboli su Radar Love sarebbe accessorio, la versione dei White Lion appare, allo stesso tempo, fedele all’originale ma con grande iniezioni di peculiarità tipiche dei 4 pard, la resa si manifesta come semplicemente straordinaria per compattezza, sound crudo, meno prodotto, con soluzioni armoniche da sbavare. Inutile aggiungere che anche qui Bratta si comporta da fenomeno, spaziando su un range ampio, ammaliante e catramato. I 6:09 minuti di Cry for Freedom pongono il sigillo definitivo a questo disco bellissimo che, se uscisse oggi, verrebbe salutato come una grandiosa release. In questo ultimo brandello c’è tutto ciò che ci si attende dal big heavy rock, ma permettetemi di sottolineare la prova stupefacente di Vito Bratta che passa da arrangiamenti preziosi in acustica a sferzate ritmiche elettriche, scatenando l’armageddon con colpi di genio che crocifiggono; clamoroso il solo, clamoroso! Con questo riff serrato che possiede in se, rabbia, liberazione, e la voglia di fottersi il mondo.

Il CD arrivò solamente al numero 19 delle hit parade americane e divenne disco d’oro, non ripetendo le vendite multimilionarie del voluminoso predecessore, piazzandosi anche al 28esimo scalino in Canada e solo al 47esimo in Inghilterra. Big Game, a scanso di equivoci, è un eccellente lavoro da studio, inferiore di qualcosa a Pride. Cosa manca in questo coacervo? Semplice, non ci sono due megasuccessi come Tell Me e Wait. Immensi White Lion, volesse il cielo in un miracolo, in un come back. Noi siamo pronti.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
63.42 su 19 voti [ VOTA]
Father Picard
Mercoledì 21 Agosto 2019, 20.52.11
23
Non sono un grande amante del genere, ma in tutti gli album dei White Lion ci sono almento 2/3 pezzi semplicemente STUPENDI.
Diego75
Mercoledì 21 Agosto 2019, 19.27.42
22
Bel disco....adesso le band odierne se lo possono sognare di arrivare a questi livelli....87
Diego75
Mercoledì 21 Agosto 2019, 13.38.00
21
Bel disco....adesso le band odierne se lo possono sognare di arrivare a questi livelli....87
megna
Sabato 2 Giugno 2018, 23.30.50
20
Come si può definirsi metallari o estimatori dell'universo hard rock se non si conosce la strepitosa Little Fighter? L'assolo di chitarra di Vito Bratta è G-A-L-A-T-T-I-C-O, ma le altre song sono un po' sottotono. Peccato.
Skiathos
Lunedì 7 Maggio 2018, 15.09.53
19
Disco appena sufficiente e niente più...credo sia il vero ed unico passo falso del Leone Bianco
Max '74
Mercoledì 31 Gennaio 2018, 11.25.38
18
Dopo aver consumato la cassetta del grandissimo Pride, corsi a comprare il vinile di questo album appena uscito.........delusione enorme!!! Neanche dopo centinaia di ascolti sono riuscito ad apprezzare questo lp del leone bianco perché manca totalmente la verve e il groove che avevano caratterizzato Fight To Survive e Pride. Si salvano solo 2 o 3 canzoni, per il resto brani fiacchi e caratterizzati da tante parti di chitarra pulita e coretti ammiccanti. Meno male che almeno ci pensa il grande Bratta ad alzare il livello dei pezzi con fantastici assoli. Peccato che si sia ritirato dal music business così presto perché avrebbe potuto fare ancora grandi cose, anche se ammiro il fatto che non ha cercato di campare grazie al nome White Lion....come invece sta facendo Tramp da più di 25 anni......!!!!
Galilee
Martedì 20 Dicembre 2016, 9.11.09
17
Ci mancherebbe. Sei un amante del buon Hard rock anni 80.
Metal Shock
Martedì 20 Dicembre 2016, 6.51.45
16
Qui sono in disacccordo con Mulo. Buon disco, non al livello di Pride o Main Attraction, ma ci sono ottime canzoni come Little Fighter , Cry for freedom o Radar Love. La voce di Tramp o la ami o la odi, ma Vito Bratta e` sempre stato un gran chitarrista. Album da 75.
Mulo
Lunedì 19 Dicembre 2016, 17.49.33
15
Disco terribile,certo musicalmente san suonare (anche se Bratta copia in toto lo stile di Van Halen)......Bocciatissimo
marmar
Giovedì 29 Gennaio 2015, 22.04.38
14
Album più che buono e che riascolto sempre volentieri, bellissime le due canzoni finali. Fossero tutti come questo i dischi "poco ispirati"...
roberto
Lunedì 26 Gennaio 2015, 18.36.18
13
@Mulo: Grande anche Bettencourt, grandi ritmiche funky in contesto hard rock... e tecnicamente mostruoso..Però per me Vito è Vito Suono cristallino molto personale di derivazione Stratocaster, grande suonatore anche di chitarra classica come dimostra in When the children cry e You're all I need..ma la cosa che mi piace di più è che i suoi soli sono "perfetti" così..ogni nota ha il suo senso nel contesto generale dele altre, una in più o in meno farebbero la differenza. In un Malmsteen certamente no... Come nel solo di Wait o di Little Fighter. Zakk Wylde dice di Bratta che è uno dei pochi, se non il solo, che usa il tapping a fine melodico e non virtuosistico. Riguardo al suo stile mi viene in mente la poetica di Paul Celan, autore tedesco, sul fatto di evitare l'"indoramento", cioè ogni parola deve avere un suo perchè e la sua efficacia, eliminando tutto ciò che è fine a se stesso. Stessa cosa avviene in Vito Bratta, ogni nota ha il suo senso e suoi soli diventano "la canzone nella canzone".
Mulo
Lunedì 26 Gennaio 2015, 12.20.34
12
Ho sentito i Freak of nature e confermo quanto detto,proprio non sopporto questo cantante...Quanto a Bratta buonissimo chitarrista ma c'è di meglio... Faccio un nome a caso Nuno Bettencourt...Questo vero fenomeno.
roberto
Domenica 25 Gennaio 2015, 21.26.21
11
@Andrew Lloyd: ho fatto una ricerca in internet, di voci ne girano tante sulla sua occupazione..La più sicura ed attendibile di queste voci è che faccia l'agente immobiliare (real estate) a New York e che abiti sempre nella casa dei genitori a Staten Island. Anch'io li ho visti live nel 2007..Tramp chiese a Gilbert e a De Martini di far parte di quel tour ma nessuno volle accollarsi tale impegno di riproporre i soli di Vito, entrambi rifiutarono e Tramp prese un chitarrista non famoso, così come il resto della band. Bello bello e bello Mane (Mane nel senso di criniera..del leone attraction
Andrew Lloyd
Domenica 25 Gennaio 2015, 15.48.35
10
Non è il loro miglior disco, ma col senno di poi ne uscissero produzioni del genere, oggi. Fu fatto troppo in fretta per non far decantare il successo dell'ottimo PRIDE e poi, in quegli anni, la miriade di produzioni rilasciate nel mercato, non perdonava defaillance anche minime e che non rasentasse l'optimum. Visti "live" nel 2007 a Milano anche se non c'era il funambolico Vito Bratta per il quale sperai fino all'ultimo: credo che oggi gestisca un negozio di chitarre (?) Ai tempi vinsi sul glorioso Metal Shock, LP Main Atteaction che mi tengo ben stretto e che trovo anch'esso migliore di questo di full lenght.
Dany
Domenica 25 Gennaio 2015, 0.53.36
9
uhm..disco poco ispirato..un'occasione mancata per una grandissima band. Salvo qualche canzone e i soli fenomenali di Bratta...chitarrista scomparso dalle scene troppo presto
Argo
Sabato 24 Gennaio 2015, 22.26.54
8
Grandissimo disco! poco da aggiungere.
doomale
Sabato 24 Gennaio 2015, 20.59.59
7
....grandissima band....i primi due erano da lacrime agli occhi!!
roberto
Sabato 24 Gennaio 2015, 18.53.05
6
Ah, volevo anche aggiungere che la band precedente di Vito, i Dreamer, da quello che ho reperito in rete, dovrebbe essere niente altro che una cover band , con un repertorio con varie cover dei Van halen (guarda caso...) Il nome sembrerebbe nascere infatti da Little dreamer dell'omonimo van haleniano. Qualche registrazione ci dovrebbe essere in giro ma di scarsa qualità e difficile reperibilità.
roberto
Sabato 24 Gennaio 2015, 18.49.14
5
concordo con i precedenti commenti..album non proprio a livello.Io lo leggerei come un disco uscito in fretta su pressione delle case discografiche e con una band reduce da un'estenuante tour e da una lunga gestazione per Pride (consiglio a tutti di ascoltarsi i demo The bootleg series, dove ci sono le varie versioni dei demo per Pride, nonchè inediti di buon livello e i demo degli altri album e dei Mabel di Tramp) Bratta sempre fenomenale..comunque in Don't Say It's Over non usa il tapping ma il trillo della mano sinistra..grande effetto, mi ricorda il suono del violino o comunque di uno strumento ad arco. Ahimè credo che se Bratta è assente dalle scene da ben 25 anni, dubito che a quasi 55 suonati s'imbarchi di nuovo in una possible reunion. Dall'intervista che ho ascoltato del 2007 tra problemi di salute del padre che lui sta seguendo, tra un problema alla mano per poter suonare, è quai impossibile..ci vorrebbe un MIRACOLO!! Comunque se mai andrò a NY, da grande fan, proverò ad andare dove abita a Staten Island. Davvero. Che dte, chiamerà la polizia? Non mi aprirà? O sarà gentilissimo e scambierà 4 chiacchiere?
lux chaos
Sabato 24 Gennaio 2015, 14.56.07
4
Ho letto molti giudizi discordanti su questo disco nel corso degli anni, personalmente concordo con Bah, secondo me il Leone Bianco col terzo album non riesce a graffiare molto, quasi niente,e risulta largamente il meno riuscito dei primi 4...rispetto ai due capolavori precedenti le canzoni risultano troppo melodiose, prive di grinta e mordente, spente, stanche, mosce, noiose, tranne alcune rare eccezioni...per me non mancano solo due megasuccessi rispetto al capolavoro precedente, ma proprio una grinta e uno standard compositivo altissimo che qui non esistono o comunque fanno molta fatica ad emergere...rispetto a Mulo io invece ADORO il timbro di Tramp
edward 64
Sabato 24 Gennaio 2015, 14.47.26
3
I white lion erano un ottimo gruppo con una stella .... Vito Bratta ! Un grande chitarrista , di cui non si sa che fine abbia fatto da decenni... era un piccolo EVH !
Bah!
Sabato 24 Gennaio 2015, 14.01.50
2
Che voti! 5 punti in meno solo rispetto a Pride!! Macchè solo Wait e Tell me mancano a questo lavoro. Qui non c'è nemmeno un pezzo paragonabile a Lady of the valley nè a When the children cry. All'epoca fu stroncato dappertutto. Ricordo un 2 coltellini e mezzo su 5 su Metal shock. È inutile scrivere tutti sti paroloni...Certi brani sono nettamente insufficienti e non saranno nè mai riproposti dal vivo nè amati dagli stessi White lion. Tipo Baby be mine, Dirty woman o Let's get crazy.. Per me disco discreto nel complesso da 70 al massimo. Mane attraction è migliore. Vito Bratta maestro indiscusso. Per me Pride é da 95..Capolavoro! @mulo: forse non ti piace perché canta in falsetto. Se lo senti coi Freak of nature ha tutta un'altra timbrica non cantando in falsetto..
Mulo
Sabato 24 Gennaio 2015, 12.24.51
1
Musicalmente sono di gran livello,ma sto tramp proprio non si può sentire.....Ha un timbro vocale proprio brutto,non sa dare enfasi ai pezzi.
INFORMAZIONI
1989
Atlantic Records
Hard Rock
Tracklist
1. Goin' Home Tonight
2. Dirty Woman
3. Little Fighter
4. Broken Home
5. Baby Be Mine
6. Living on the Edge
7. Let's Get Crazy
8. Don't Say It's Over
9. If My Mind Is Evil
10. Radar Love
11. Cry for Freedom
Line Up
Mike Tramp (Voce)
Vito Bratta (Chitarra)
James Lomenzo (Basso)
Greg D'Angelo (Batteria)
 
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