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Dwail - The Human Concern
( 1006 letture )
Li abbiamo aspettati al varco, dopo il deludente EP dell’anno scorso, The Human Concern - Part One. Ad un anno da quella pubblicazione, sempre sotto l’egida della Klonosphere Records, tornano i Dwail, quartetto francese propositore di un metal-core impreziosito da qualche sprazzo di thrash/groove. Se il precedente EP ci ha lasciati con l’amaro in bocca, soprattutto a causa delle forti aspettative rispetto all’esperienza della band in ambito live e le storiche band citate come influenze dirette, il full-length The Human Concern - Judgment & Fall incarna la possibilità di redenzione che i ragazzi d’oltralpe potrebbero offrire al mercato musicale. Secondo album in una discografia particolarmente ristretta, in relazione agli anni d’attività, The Human Concern segue Helter Skelter, album prodotto e mixato da Logan Mader (ex-Machine Head). Nella biografia scritta dalla band esclusivamente in lingua francese, che incarna -forse involontariamente- quella particolare saccenza tipica dei nostri cugini quando si tratta dell’idioma da utilizzare, troviamo altri nomi di band citate come influenze: Septic Flesh, Amon Amarth, Biohazard e gli immancabili Gojira.

Nel vedere la setlist, un dubbio ci assale. Gli ultimi sei brani ricalcano perfettamente la tracklist dell’EP del 2013. Nessun problema, direte voi, avranno sicuramente cambiato qualcosa, avranno riregistrato le parti e maturato il loro sound. Invece no: i pezzi sono esattamente gli stessi con qualche infinitesimale sistemazione a livello di mixaggio. Con un po’ di amaro in bocca, facciamo partire il disco ed ecco che Influx fa il suo ingresso, introducendoci i pezzi nuovi dei Dwail: riffing corposo ed infarcito di wah-wah, vocals che si alternano tra uno scream incolore ed un clean che trasmette ben poco a livello emozionale, cambi di tempo di discreto livello ad innalzare ancora una volta Léa Costantino ad elemento di spicco della band. L’opening track non ci esalta, né ci fa urlare di sdegno: semplicemente ci riporta indietro di un anno, inserendosi alla perfezione nella struttura dell’EP con i suoi brani prevalentemente insufficienti. Con Darkening Trees le cose, fortunatamente, cambiano un bel po’: il pezzo viene introdotto da un riffing isterico di chitarra, che ci ricorda lontanamente l’estro e la creatività dei nostri Destrage, conducendoci su un brano schizofrenico ed infarcito di cambi di tempo, dove i Dwail sembrano regalarci la loro prova migliore. Se tutti i pezzi fossero stati di questo livello, allora staremmo parlando di un disco discreto, lontano dai capolavori del genere ma anche dall’onnipresente rischio di un’insufficienza. Della prima parte del disco, si può evidenziare anche la buona prova strumentale di The Elements e, soprattutto, della quinta traccia Crop Circles che, in qualche modo, ricalca l’interessante stile della title-track (anch’essa posta come quinta traccia nell’EP). A questo punto, sorge spontanea una riflessione: perché andare ad infarcire un disco di filler che richiamano i soliti stereotipi del metal-core, salvo poi inserire due pezzi che potrebbero davvero fare la differenza con il loro sound? Evidentemente si tratta di una scelta stilistica ben delineata, che tuttavia lascia non poco amaro in bocca, soprattutto viste le buone potenzialità del quartetto francese.

In conclusione, il voto di questo The Human Concern è una media tra la complessiva sufficienza delle prime sei tracce e l’insufficienza già rimediata dalla parte conclusiva dell’album, quella che compone l’EP del 2013. La produzione del disco è buona, con il mixaggio che rende giustizia al sound di tutti gli strumenti, concedendo uno spazio vitale alle ritmiche al di sotto delle vocals isteriche di Yannick Sans. Da questo punto di vista, una leggera rivisitazione del mixing delle sei tracce che hanno composto l’EP può far guadagnare a quest’ultime un paio di punti, amalgamandole con i pezzi più recenti. Certo, la qualità ed il songwriting dei pezzi rimane comunque insufficiente visto che, alla fine, i brani non sono stati modificati in alcun modo e rimangono una sorta di bella copia di un tema dai contenuti scadenti. Discorso diverso per i primi sei pezzi dell’album che, seppur non siano tutti di livello sufficiente, possiedono una personalità più marcata e strutture meno confusionarie. Alla fine, la valutazione conclusiva deve tenere conto di tutto ciò che è stato messo in campo nella tracklist conclusiva di questo The Human Concern, compresa la riproposizione completa della scaletta dell’EP, motivo per cui alla fine ci si può avvicinare alla sufficienza complessiva. Certo, al prossimo giro bisognerà che i Dwail partano subito col piede giusto o, se proprio devono spezzare nuovamente il loro lavoro con un EP, almeno siano tanto lungimiranti da operare un chirurgico ritaglio delle parti inutili prima di trasporlo sul full-length. Altrimenti, non si andrà da nessuna parte.



VOTO RECENSORE
59
VOTO LETTORI
30.66 su 3 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2014
Klonosphere Records
Metal
Tracklist
1. Influx
2. Darkening Trees
3. Song of Cleansing
4. The Elements
5. Crop Circles
6. A Sharp Gunshot
7. A Ray of Light
8. Under the Bombs
9. District One
10. LD 50
11. The Human Concern
12. Gang Rape
Line Up
Yannick Sans (Voce)
Julian Gretz (Chitarra)
Mathieu Arrestier (Basso)
Léa Costantino (Batteria)
 
RECENSIONI
53
 
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