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Toluca - Memoria
( 979 letture )
Arriva dalla Russia uno fra i debutti più interessanti dell'anno appena passato nell'ambito del post-black metal, a firma Toluca, dall'italianissimo titolo Memoria. In una terra ove i progetti one-man depressivi spopolano (ma spesso non sono sinonimo di qualità), questi quattro ragazzi di Mosca riescono nel tentativo di creare un per nulla banale, ma profondo e stratificato viaggio tra il mondo punk e quello metal, area grigia saltata alle ribalte della cronaca musicale con l'uscita di Sunbather due anni fa, vera e propria nemesi del black metal e di ciò che esso non sarebbe mai probabilmente dovuto diventare, e che nel futuro anche non molto lontano diverrà una sicura e solida pietra spartiacque temporale (di un "prima" e un "dopo") e di definizione rispetto a qualunque lido che quell'Idra impazzita che è oggi il black metal andrà a toccare.

Ma tornando ai ragazzi moscoviti della presente recensione, quello fin qui detto si attaglia perfettamente anche ai Toluca, in quanto gruppo espressione di questo liquido sviluppo di alcuni frangenti tra i più interessanti del black metal attuale. Voce sofferente in stile hardcore/screamo (di rilievo il soliloquio in madrelingua di Dima in Purson), stop'n'go punk (come in Vual), delay e pitch shifter collegati alle sei corde spesso in tremolo, brani che si dipanano secondo strutturali climax ascendenti, fanno da pendant ad elementi che continuano comunque a rendere evidente la tonalità di partenza black metal del gruppo: elementi come la solidità e la compattezza della fase ritmica, nella quale la batteria risparmia turbinii di rullate od un soverchiante drumming ossessivo/tribale sui tamburi (ad eccezione, di nuovo, soprattutto di Vual, brano più post-hardcore dell'intero disco), dissonanze d'ambiente create dalle chitarre a matrice black (Bune non sfigurerebbe in Animale(s) dei Celeste), come pure le assenti aperture in clean al microfono di molte band del genere, in questa mescolanza additiva di colori senza contorni, ove stabilire fino a che punto il genere di riferimento sia rimasto puro sarebbe ambizione da chimici (oltreché inutile). Da un lato, quindi, il black metal dei Castevet (con una componente prog meno accentuata), dei nostrani The Secret o dei Celeste, che va alla ricerca del proprio yang nell'hardcore punk più atmosferico degli Envy (All the Footprints You've Ever Left and the Fear Expecting Ahead o anche le successive contaminazioni post-rock di Insomniac Doze: Furcas ricorda molto Crystallize) e Rosetta, o più oscuro, degli Amenra. Due facce della stessa medaglia, apparentemente opposte, ma oramai concretamente inscindibili (come accaduto, ad altro livello musicale, tra un certo tipo di black metal più raw ed il crust punk). A completare il quadro, dopo aver strisciato sibilline per tutta la durata del full-length nelle orecchie dell'ascoltatore, le atmosfere più post-rock e "dreamy" del gruppo sulla scia degli Explosions in the Sky emergono compatte durante l'attacco di Amon, brano che cresce piano piano come una travolgente onda dai mille umori pronta a riversarsi fra i meandri dell'animo dell'ascoltatore.

Tirando le somme, Memoria altro non è che l'emblema di quella continua e liquida evoluzione dei più sperimentali canoni del black metal odierni e di quell'incessante dialogo musicale intergenere tra band le quali, partendo dal post-hardcore da un lato, e dall'altro dal black metal, tramite gli anelli di congiunzione del post-metal, del doom e dell'atmospheric sludge in varie intensissime alchimie e combinazioni, sono giunte a suonare un tipo di musica molto simile, a tratti di difficile distinzione anche rispetto ad un certo post-black metal in stile Great Old Ones e Woods of Desolation (o anche dei più recenti polacchi Entropia), meno legato al mondo punk.
Al di là di ogni definizione, chiunque sia dipendente dalle band e dai generi fin qui citati non può che dare un ascolto ai Toluca, non ne resterà deluso.

Si consiglia l'ascolto di: Gaap e Purson.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
36.33 su 3 voti [ VOTA]
Nattramn
Martedì 10 Febbraio 2015, 18.24.28
1
Mm mi intrigano.La Russia è un paese che ha sempre prodotto delle buone band . Vorrei chiedere alla redazione se è possibile recensire qualche album dei Nefarium.
INFORMAZIONI
2014
Autoprodotto
Black
Tracklist
1. Gaap
2. Vual
3. Furcas
4. Bune
5. Vine
6. Purson
7. Amon
Line Up
Dima (Voce)
Andrey (Chitarre)
Roma (Basso)
Slava (Batteria)
 
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