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Alltheniko - Fast and Glorious
( 1013 letture )
Che la Pure Steel Records sia incredibilmente attiva nello scoprire band underground in tutta Europa, con un occhio di riguardo per la sua Germania, non è una novità. Sono davvero moltissimi i gruppi che, negli ultimi anni, sono passati sotto l’egida dell’etichetta di Schwarzenberg. Tra questi, non ultimi, sono gli italianissimi Alltheniko, band proveniente da Oldenico, un piccolo paesino in provincia di Vercelli, il quale è stato determinante nel gioco di parole per la scelta del monicker. Il trio è nato nel 2002 quando ha pubblicato il primo demo, Animal Thing con la stessa formazione che possiamo apprezzare oggi, quasi tredici anni dopo. In questo lasso di tempo, gli Alltheniko hanno pubblicato altri tre demo, e ben quattro full-length, di cui l’ultimo targato 2012 Back in 2066 (Three Head Mutant Chronicles) è anche quello che ha sancito l’inizio della collaborazione con la Pure Steel Records. Quando ormai il 2014 sta volgendo al termine, ecco che il catalogo dell’etichetta tedesca si arricchisce della quinta fatica della band varesina, Fast and Glorious. Già dal titolo, è semplice immaginare quali possano essere gli ingredienti della loro ricetta: tonnellate di heavy anni ottanta, con tutte le sfumature più aggressive e veloci che si sono sviluppate durante quei meravigliosi anni, regalandoci sottogeneri come lo speed, il thrash ed il power. Senza badare all’innovazione vera e propria, il trio italiano procede a testa bassa e ci consegna un disco con tutte le premesse di essere un altro album schiacciasassi facilmente apprezzabile dalla maggior parte degli appassionati di heavy metal.

Fast and Glorious, manco a dirlo, si apre con una pura sfuriata heavy/thrash caratterizzata da una potenza inarrestabile, messa in risalto da una produzione aggressiva e tagliente. Tank of Death è dinamite pura: non stravolge il sound della band, né ci mostra soluzioni particolarmente sorprendenti, ma è in grado di colpirci con tutte le sue forze e di farci scapocciare con energia, e tanto ci basta. Il riff introduttivo con una pennata alternata a ritmi improponibili viene riproposto anche nella title-track, brano veloce e glorioso come il titolo lascia presagire che ci sbatte in faccia l’ottima preparazione tecnica degli artisti, mai fine a se stessa e dosata con perizia. La voce di David Nightfight ci graffia le orecchie, con acuti e ringhi che si alternano tra loro, trascinandosi dietro il potente lavoro alla sei corde di Joe Boneshaker, ottimo solista capace di esagerare con i virtuosismi solo quando il brano lo richiede. Una nota di merito va sicuramente alla produzione, capace di costruire un muro sonoro che tante band composte da un numero spropositato di membri possono scordarsi: in questo caso, invece, il trio poggia sulle basi solide del drumming martellante e vario di Luke the Idol e del basso poderoso del frontman, come si può notare in KaiserSteel. Passando per l’anthemica Holy War, Holy Fighters, arriviamo ad un altro pezzo forte del lotto: Scream for Exciter. Forte di un intro arpeggiato in clean e di un refrain catchy, il brano centrale del disco è quello più coinvolgente ed un sicuro cavallo di battaglia nelle riproposizioni dal vivo, sia per l’ugola di David Nightfight, sia per gli armonici di Joe Boneshaker. Nella setlist dell’album non manca nemmeno un brano più cadenzato, quale Power to Rebel, dove troviamo la prestazione più variopinta del vocalist, prima delle più classicheggianti The Arenas God e la cover di Power and the Glory degli immortali Saxon.

Se da un lato dobbiamo vedere Fast and Glorious come un altro disco di heavy/thrash condito da elementi power che salpa l’oceano sconfinato del mercato discografico mondiale, dall’altro lato non possiamo esimerci dal notare l’oggettiva qualità messa in campo dal trio italiano. Il songwriting del disco è valido, coinvolgente nonostante la chiara ispirazione a band storiche quali Saxon, Motorhead, Metal Curch, Raven ed Exciter; la prestazione schiacciasassi di Luke the Idol è una trave portante sul quale si dilettano Joe Boneshaker con la sua infiammata sei corde ed il frontman David Nightfight con la sua ugola schizofrenica. Inoltre la produzione, moderna ma che con particolari accorgimenti riesce a far suonare il tutto dannatamente old-school, è il valore aggiunto di Fast and Glorious. In conclusione, questa quinta fatica discografica degli Alltheniko è un lavoro solido, che poggia su basi importanti -forse talvolta scontate- ma viene esaltata dall’elevata tecnica personale del trio e, soprattutto, dalla pura e semplice passione per la musica. Se siete amanti del classico heavy/thrash suonato alla grande con qualche esaltante inserto power ed una manciata di speed metal, allora non potete farvi scappare Fast and Glorious, ennesima dimostrazione che la Pure Steel Records è una delle etichette con il roster più promettente d’europa. Sarà forse perché in Germania non si perde troppo tempo ad insultare/esaltare le band già solo per la terra di provenienza, ma ci si basa sulla qualità oggettiva messa in campo da un complesso musicale? In ogni caso, complimenti agli Alltheniko per l’ennesimo buon album.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
65.14 su 7 voti [ VOTA]
spiderman
Lunedì 2 Febbraio 2015, 20.52.11
1
"DINAMITICI", velocita' ed esplosivita', adrenalina pura, per chi ama queste sonorita', o se un e' un po giu' di morale , gli dia almeno un ascolto, a mio avviso non se ne pentira', troppo forti.
INFORMAZIONI
2014
Pure Steel Records
Heavy
Tracklist
1. Tank of Death
2. Fast and Glorious
3. KaiserSteel
4. Holy War, Holy Fighters
5. Scream for Exciter
6. Spirit of War
7. Power to Rebel
8. The Arenas God
9. Power and the Glory I.U.W.S.
Line Up
David Nightfight (Voce, Basso)
Joe Boneshaker (Chitarra)
Luke the Idol (Batteria)
 
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