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Tesla - Simplicity
( 2883 letture )
Uscito in giugno, arriva oggi sulle pagine di Metallized il nuovo lavoro dei californiani Tesla. Un po’ in ritardo? Eh si, talvolta succede ragazzi e ragazze, succede, e semmai prendetevela con quel capellone di mio figlio che mi ha requisito per mesi il CD in questione, imboscandoselo per bene e tenendolo fuori dalla portata uditiva del sottoscritto. Unica nota positiva, il virgulto sta crescendo nel nome fiammeggiante della nostra musica! Ma veniamo a noi, a bomba. Copertina in bianconero (che siano della Juve?), molto simile, per non dire eguale a quella proposta per Mechanical Resonance, denudata dalle cromie e dalla grafiche, e oltre 60 minuti di musica prodotta dalla band stessa e da quel Tom Zutaut, leggendario A&R executive già dietro ai Motley Crue. L’operazione ripescaggio degli anni ruggenti va in onda con questo Simplicity, una release che vola a ritroso, spolverando un hard d’annata, in bilico tra southern rock e blues, di quello bello spesso, all’americana, senza nessuna concessione alla tecnologia o alle nuove diavolerie da studio, quelle che possono snaturare il sound e renderlo modernista a tutti i costi.

Insomma, pronti via, si suona a stecca e si fa bordello. MP3 apre la release con un frammento cattivo, l’acidità nella voce di Jeff è palese, un brano dall’incedere lento e granuloso, con tanto di talk box sulla chitarra, hard possente e muscoloso che spande caligine sui solchi sin da subito, mentre Ricochet è antitetico, spolverandosi le penne su un ritmo filato e massiccio, rock duro classico che apre le finestre al sole nero del hard; ottime le armonizzazioni vocali e il solo delle due chitarre di Frank Hannon e Dave Rude. Rise And Fall brilla nel suo up tempo, So Divine… spacca con gli intrecci di riff, ritmiche e soli, Cross My Heart, con tanto di honky tonky piano a fare da colonna portante, invece ricorda e ricalca un certo tipo di rock alla Black Crowes, con spensieratezza, strisce d’asfalto e paesaggi aridi tipici degli States, naturalmente Marlboro in bocca e birra fresca appoggiata sui jeans, braccio fuori dal finestrino. Honestly, inizialmente ballad agrodolce, si evolve poi e diviene un hard concitato con qualche dissonanza sulla voce di Jeff Keith, Flip Side! invece parte sparata, inondata da sangue sudista, con tanto di armonica e slide guitar, godendo di un muro del suono e grande interpretazione vocale cantilenante, ma con palle, catarro e rabbia. Other Than Me appare come il vero slow, orecchiabile e immediato con flavour molto alla Aerosmith, un rullante crudo e soluzioni armoniche da pugni tesi per la goduria, poi deflagra letteralmente l’aggressività di Break Of Dawn che spicca per l’ autorevolezza potente delle guitar che prendono per la gola e stringono forte, cosiccome per i cori duri e secchi che tagliano le casse; nota a margine, l’arpeggio dell’acustica a metà pezzo, sembra il tema portante di Dead Or Alive dei Bon Jovi dell’epoca aurea. Burnout To Fade si staglia sinuosa ed affascinante, con chitarre acustiche e linee melodiche attraenti con il tattoo tipico dei Tesla, il singer lascia la sua impronta indelebile; la cosa si ripete con la seguente, pianistico-melanconica, Life Is A River, ritaglio di carattere, piglio deciso, con un solismo ardente. Basso sferragliante in abbrivio di Sympathy, ritmi soffusi pronti a deviare con tanto di scoppi subitanei e un solo delle asce fulmineo, Time Bomb innesca un riff durissimo fatto di stacchi improvvisi a metà pezzo, hard rock senza fronzoli, con un incedere quasi doomy, che spinge e sfonda, con tanto di cori laceranti; song che piace e convince fino in fondo, uno dei top della playlist. Til That Day è il lieto fine dell’intero lavoro, uno slow acustico che rafforza la dieta proposta dai Tesla in questo periodo storico che vede un ritorno vivace verso il rock duro e puro.

Simplicity, ordunque, si presenta come un disco, parafrasando il titolo, mai ordinario, composto all’insegna di un hard recalcitrante, che mantiene vive le caratteristiche della band che qui suona semplice senza tecnicismi esasperati o arrangiamenti originali, complicati, che non sono mai stati di digeribilità istantanea. I Tesla non hanno mai ricoperto il ruolo di mio gruppo favorito, però sentire la voce di Jeff Keith, che si comporta come un rampone da ghiaccio sulla superficie di una lavagna, le chitarre furenti e laviche ad incendiare il grano stivato in cascina, e la sezione ritmica che impasta e martella, è una grande sensazione. Davvero un album esemplare, da ascoltarsi con una bottiglia di bourbon accanto, senza bicchieri, tracannando dalla bottiglia. Welcome back californian guys!



VOTO RECENSORE
81
VOTO LETTORI
68.28 su 7 voti [ VOTA]
Walterock
Giovedì 5 Febbraio 2015, 20.57.50
17
Macchè rana!! ahaha Beh, però Mechanical resonance è mechanical resonance!! Album pietra miliare secondo il sottoscritto nel genere. Però non ha senso puntualizzare sul voto, è un fattore personale e i parametri di un recensore, forse sono più oggettivi dei nostri che spesso siamo più di parte. A ognuno il suo lavoro
Fabio G
Giovedì 5 Febbraio 2015, 20.48.24
16
Disco discreto.la voce di Jeff è cambiata molto ,mi sembra più simile a quella di una rana. Il primo album secondo me é insuperabile.Ciao a tutti. ( 81 mi sembra esagerato)
Walterock
Giovedì 5 Febbraio 2015, 19.45.04
15
@Frankiss: Ok, ho capito, hai fatto bene a precisare. A me piace molto il calcio ma sono antijuventino da sempre..ma non c'entra qui dai, è un sito di musica. Ciao
zorro61
Giovedì 5 Febbraio 2015, 19.31.14
14
delusione, passo falso, 2 o 3 pezzi validi... mah
D. T.
Giovedì 5 Febbraio 2015, 11.08.09
13
Delusione immensa. Senza dubbio l'unico passo falso della loro grande carriera. Altra categoria purtroppo rispetto a TUTTI gli altri album dei Tesla.
Frankiss
Giovedì 5 Febbraio 2015, 1.09.15
12
Walterock...non mischio mai le mie attività, ma mi ci hai tirato per i capelli e allora preciso: faccio il giornalista, mi occupo di calcio e di Juve ma non presento, sono l'opinionista principale in una trasmissione tv non fatta per fanatici, ma per chiunque ci voglia seguire....solo per precisare...ciao
Walterock
Giovedì 5 Febbraio 2015, 0.23.33
11
oh my God in senso buono ovviamente
Walterock
Giovedì 5 Febbraio 2015, 0.21.44
10
ma scusa tu sei quello che presenta la trasmissione per i fanatici della Juve :"Il ruggito del leonetti"? Oh my God...
Walterock
Mercoledì 4 Febbraio 2015, 23.53.53
9
preferivo trovare la rece di Bust a nut. Non li seguo da allora, ho ascoltato un 2-3 pezzi di questo disco..uhm..non a livello dal mio punto di vista. Non voto perchè dovrei ascoltarlo tutto ma non lo farò. Leggo Juve nella rece? BRRRRR......
michi
Mercoledì 4 Febbraio 2015, 16.54.54
8
Album discreto, i miei preferiti sono p.supper e bust a nut
Marco
Mercoledì 4 Febbraio 2015, 16.29.05
7
Su 14 canzoni ne salvo 3 o 4 e butto il resto..dei loro album storici non ne buttavo via una
Marco
Mercoledì 4 Febbraio 2015, 16.26.04
6
Se questo è da 81 i loro album predecessori sono da 162 è ovvio
Elluis
Mercoledì 4 Febbraio 2015, 15.13.44
5
@mimmo, da adoratore di questa band, ti invito ad ascoltare Forever More e soprattutto, Into The Now: come tutti i dischi dei Tesla necessita di più ascolti, ma alla fine ti renderai conto di che gran album sono, soprattutto il secondo, fidati ! Per quanto riguarda questo album, non posso che concordare in pieno con i commenti qui sotto: non è un brutto album, hai dei bei momenti tipo Rise and Fall o So Divine, però nell'insieme lo trovo un po privo di mordente, un po deboluccio. Inoltre alcuni pezzi mi sembrano molto riempitivo, in generale non mi sembra che le idee siano balenate al meglio, peccato dopo tutto sto tempo di attesa..... Mi piace molto la voce graffiante di Jeff Keith, che però non regge un concerto intero: l'anno scorso al Live di Trezzo a metà show era già senza voce, e ha finito il set con la voce in cantina. Sul DVD "Comin' Atcha Live 2008" è uguale.
zorro61
Mercoledì 4 Febbraio 2015, 12.04.11
4
grandissimi
gemini
Mercoledì 4 Febbraio 2015, 9.44.57
3
Album brutti non ne hanno mai fatti, però questo Simplicity credo che sia il più debole della loro carriera; forse è conseguenza del fatto che 14 pezzi sono un po' troppi, soprattutto se l'ispirazione non è ai vertici come in alcune canzoni... per il resto, sempre tanta classe e qualche colpo da maestro. Forse il vero problema è che i pezzi tendono ad essere tutti basati su tempi-medi, cosa che in alcuni casi funziona, in altri un po' meno (quanto sarebbe stata migliore MP3 con un filo di velocità in più?!) 75 A quando la recensione di Bust aNut, che davvero non capisco come sia considerato così inferiore ai primi tre...?
Beastman
Mercoledì 4 Febbraio 2015, 8.19.00
2
Concordo in pieno con la recensione, forse avrei limato qualche punto al voto, ma le parole usate sono quelle giuste. Ha ragione mimmo quando dice che la carriera della band ha subito uno spartiacque dopo Paychotic Supper ed è vero che dopo non sono più stati ai livelli dei primi tre album, ma dischi veramente brutti non ne hanno mai fatti. L'ispirazione non è più quella di un tempo, Dave Rude è un ottimo professionista ma è un comprimario e senza Skeoch hanno perso un pilastro fondamentale, abbracciando fin troppo tradizioni americane e semiballad, ma sono e saranno sempre una grande band.
mimmo
Mercoledì 4 Febbraio 2015, 6.42.03
1
premetto che seguo i Tesla da "The great radio controversy" (non sono più un ventenne...). I casi sono due: o questo voto é troppo alto o il voto dei primi due dischi (" The great... e "Mechanical resonance") è decisamente troppo basso. Purtroppo i Tesla dopo "Psychotic supper" si sono persi via e lo dico a malincuore perche sono una delle mie band preferite. "Simplicity" è un disco abbastanza piatto e nonostante diversi ascolti ti lascia solo un paio di pezzi in testa ("So divine..." e "Break of dawn"), il resto è abbastanza anonimo. Andate a riascoltare i primi cd e vedrete che canzoni come "Modern day cowboy", "Hang tough" e le divine "Love song" e "Paradise" sono distanti anni luce...
INFORMAZIONI
2014
Frontiers Records
Hard Rock
Tracklist
1. MP3
2. Ricochet
3. Rise And Fall
4. So Divine…
5. Cross My Heart
6. Honestly
7. Flip Side!
8. Other Than Me
9. Break Of Dawn
10. Burnout To Fade
11. Life Is A River
12. Sympathy
13. Time Bomb
14. ‘Til That Day
Line Up
Jeff Keith (Voce)
Frank Hannon (Chitarra, Cori, Piano, Basso)
Dave Rude (Chitarre, Cori, Piano)
Brian Wheat (Basso, Cori, Piano)
Troy Luccketta (Batteria,Percussioni)

 
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