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Ammunition - Shanghaied
( 2589 letture )
Un supergruppo fresco di pacca. E allora via alle danze, arrivano sfrecciando gli Ammunition, che manco a dirlo, provengono dalla Scandinavia, fucina inesauribile di musica da pollice alto fiammeggiante e di band tetragone, ricche di qualità asfaltante e zebedei spinati al cromo. Il nucleo guerreggiante nasce dall’iniziativa della grande ugola norvegese di Age Sten Nilsen, ovvero nientepopodimeno che il cantante, ora ex singer, dei glamster multicolori Wig Wam, autori di dischi di grande spessore e buona popolarità. Ai vari strumenti troviamo membri di comprovata esperienza e solidità: basti pensare che sono stati inseriti in line-up elementi che hanno militato in realtà nordiche di assoluta rilevanza quali: Eclipse, King Diamond, Pretty Maids e Bad Habits. Hal Patino, al basso, ne è il classico prototipo. Shanghaied risulta come il primo vero botto del 2015 in ambito hard rock, brulicando di maestria, songwriting superiore, curriculum a palate e tiro pazzesco con canzoni catchy ma mai troppo stereotipate, il tutto legato a filo doppio da un vocalist potente, ecclettico, con grandi doti interpretative e vero nume tutelare del progetto.

E allora via con le analisi, e c’è da godere sin dall’inizio, sin dal primo coro avvolgente. L’album, infatti, apre il sipario con una suggestiva armonizzazione vocale e corale a cappella (curiosa come scelta) che introduce la svettante Silverback, chitarre cartavetrose, chorus sincopato e coralità coese come il granito, regalano da subito un pezzo efficace, persuasivo: una vera scarica adrenalinica. Give Me A Sign scocca un dardo rosso acceso, pronto a mettere a ferro e fuoco il vostro stereo con le caratteristiche sopracitate, senza un attimo di tregua e un ritmo incalzante a rotta di collo, con Age Sten Nilsen vero sciamano capace di rischiare l’oscurità con le sue corde vocali. La title-track fulmina per merito del riff iniziale, lo sviluppo è arioso e ricorda un po’ gli Hardline, sia nel singing che nei climi saltellanti, forte di cori acuminati, quest’ultima vera matrice e valore aggiunto di tutta la proposta nelle 12 tracce presenti, mentre la seguente Tie Me Down ricalca e ricorda i Guns N’Roses selvatici di Nightrain, stesso flavour e sound trascinante; il vero primo atto di accusa degli eventuali detrattori degli Ammunition. Detto questo, il brandello è cucinato perfettamente e anche se sa di già addentato, ha un suo perché. La produzione calda e calibratissima fornisce un’ennesima perla con Road To Babylon (titolo stra-abusato) levigando una scheggia eccitante, con interventi solistici che toccano le corde dell’emozione e una voce da brividi: uno dei top del CD, senza ombra di dubbi. Gli Ammunition sono una grande realtà, piaccia o non piaccia. Se Take Out The Enemies scorre via senza orpelli e con un ritmo guizzante, con le consuete massicce frazioni di armonie e asce incandescenti, Hit Me (With Your Bombs) sgomma sul selciato fatto di coralità suadenti, voce al vetriolo, sezione ritmica pugnace e guitar indomabili, così si suona hard nel 2015! Do You Like It si apre con l’urlo “welcome to the show” che mostra ancor di più come questi sei elementi siano animali da palco, sciorinando una track che live funzionerà benissimo, con le sue infiltrazioni americane su uno scheletrato prettamente europeo, quelle che una volta venivano battezzate party-song: insomma sarei curiosissimo di vederli all’opera su un palco. Wild Card si origina nuovamente da un solo vocale, accompagnato da pattern di drums, poi le chitarre entrano e dipingono uno scenario melodico mentre i cori veleggiano senza limiti ne barriere, Another Piece Of Me è stradaiola e pesta di brutto mentre la tecnica sopraffina del gruppo acidifica, smussa, acuisce e dilata magicamente la proposta. Dirittura finale, ma non mancano le sorprese, quindi rimanete attaccati al carro sino all’ultima nota terminale. Heart’s Not In It è una ballad sporca, con le sei corde indiavolate, che entrano ovunque, innalzando una melodia sopraffina mentre la batteria non si risparmia, alla faccia dello slow classico, un chorus avvincente e un solo breve ma che lascia il segno degli incisivi veleniferi, poi la finale Strung Out risulta per lo scrivente, un vero capolavoro di immediatezza. Una traccia rotonda, fatta di power chord, tastiere in sottofondo, cori sobbalzanti e una direzione melodica, governata dalla voce matura e sdrucciolevole di Age: solo breve ma pirotecnico. Il tasto repeat ormai è incorporato su questo album, che sparo ininterrottamente da giorni e ad ogni nuovo ascolto fuoriescono sempre particolari, sfumature e minuzie nuove e interessanti.

Se il 2015 ha la faccia di questi ragazzoni nordici, allora siamo in mani fatate per il resto dell’anno. Un disco esaltante, adulto, diretto e selvaggio, fatto di grandi pezzi, produzione eccellente, sound spacca-basette, melodie eccelse, cori trascinanti e tecnica ben al di sopra della media, ma soprattutto un gusto e un feeling tracimanti. Gli Ammunition si rivelano come una grande sorpresa, non hanno inventato nulla di nuovo, sia chiaro, ma quel che fanno, lo suonano ad altissimi livelli. Non so quanto venderanno, se diventeranno delle star o se spariranno in tredici mesi netti dal panorama, ma vale la pena di origliare la loro musica. Qualcuno diceva che il rock è morto…suvvia, mi faccia il piacere!



VOTO RECENSORE
87
VOTO LETTORI
73.1 su 10 voti [ VOTA]
Franco 73
Sabato 14 Febbraio 2015, 6.22.20
5
Piacevole ma non entusiasmante.
D. T.
Venerdì 6 Febbraio 2015, 13.45.44
4
Gran disco! Sicuramente molto meglio degli ultimi due dei Wig Wam!
lux chaos
Venerdì 6 Febbraio 2015, 11.54.03
3
Concordo coi commenti, disco carino ma che non mi ha esaltato particolarmente! Mi attesto su un 7 su 10
Walterock
Giovedì 5 Febbraio 2015, 19.43.30
2
Grande Age Sten Nilsen e grandi Wig wam..che strano vederlo senza trucco! Purtroppo a me pare un disco carino ma non clamoroso..mi aspettavo di più! Meglio comunque di Wall street dei wig wam sicuramente...
Marco
Giovedì 5 Febbraio 2015, 0.58.22
1
disco buono ma lontano dall'eccellenza dei Wig wam del periodo Wigwamania. Voto mio: 72
INFORMAZIONI
2015
AOR Heaven Records
Hard Rock
Tracklist
1. Silverback
2. Give Me A Sign
3. Shanghaied
4. Tie Me Down
5.Road To Babylon
6. Take Out The Enemies
7. Hit Me (With Your Bombs)
8. Do You Like It
9. Wild Car
10. Another Piece Of Me
11. Heart’s Not In It
12. Strung Out
Line Up
Age Sten Nilsen (Voce)
Erik Martensson (Chitarra)
Jon Pettersen (Chitarra)
Lasse Finbrathen (Tastiere)
Hal Patino (Basso)
Robban Back (Batteria)
 
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87
 
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