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Arstidir Lifsins - Aldafǫr ok munka drttinn
( 1899 letture )
Al termine dello scorso anno, praticamente senza nessun tipo di preavviso, gli rstir Lfsins annunciano la pubblicazione del terzo full-length personale intitolato Aldafǫr ok munka drttinn, il quale si presenta in un doppio CD confezionato in una pregevole edizione digipak, artisticamente molto pi semplice rispetto alle due uscite precedenti, ma allo stesso tempo anche molto pi economica. Le registrazioni di questo album si sono svolte presso gli studio Skgarnes e Listahskli in Islanda e presso lo studio Ton13 in Germania esattamente nel periodo tra maggio e novembre del 2013, quindi ad un anno di distanza dalla pubblicazione dellottimo Vpna lkjar eldr. Il tutto stato masterizzato e mixato nello studio personale (Klangschmiede Studio E) di Markus Stock, fondatore della Prophecy Productions e di alcune band storiche quali Empyrium e The Vision Bleak. Lartwork, decisamente in linea con le copertine precedenti, opera di Christopher Duis, il quale collabor gi in passato con la band nel ruolo di percussionista. Il booklet praticamente diviso in due parti: la prima met contiene tutte le liriche in lingua islandese scritte con lo stile di un manufatto antico; la seconda met invece contiene i testi scritti in maniera leggibile, oltretutto con tanto di traduzione in lingua inglese. Le tematiche sono come al solito legate alla mitologia norrena e a storie relative ad essa, con molte strofe provenienti proprio dalla poesia scaldica.

Passando a qualcosa di pi tecnico notiamo il grande lavoro svolto in sede produzione: la coesione tra strumenti elettronici e non, sottolineando la pulizia del suono di questi ultimi, uno dei tanti aspetti positivi di questa uscita. Il tutto perfettamente udibile e ben calibrato, con batteria, chitarra e basso che creano un invalicabile muro sonoro. In sostanza siamo nuovamente di fronte al singolare sound degli rstir Lfsins, piuttosto arido ma comunque piacevole ed avvolgente allascolto.

Per definire lo stile musicale che costituisce la totalit delle composizioni necessario trattare un brano per volta, a cominciare dal primo disco e dalla prima Kastar heljar brenna fjarri ofan Ǫnundarfirinum, introdotta soavemente da archi, corni e parti parlate in un misto tra canto e narrazione. La chitarra acustica fornisce una sorta di ponte che permette a queste emozionanti parti vocali di integrarsi al meglio con la componente metal della band. Durante queste fasi iniziali la ritmica lenta e i brevi up-tempos servono esclusivamente a donare pi impatto alle melodie. Il pezzo una continua progressione tra parti narrate e momenti di pura musica estrema, dove gli rstir Lfsins mettono in campo soluzioni ben congegnate e mai banali. La seguente Knǫrr siglandi birtisk lngu blu yfirbori migliora lintroduzione precedente aggiungendo qualche elemento di carattere ambient: ci che si crea una stupenda scenografia creata dal possente cantato in pulito e dalle tastiere; la successiva entrata in scena dello scream spezza momentaneamente lepicit inizializzando una fase del brano pi malinconica e riflessiva. La seconda met della canzone, inizialmente costituita dai soli violini, contraddistinta da un climax ascendente tra i migliori dellintero album, dove i maggiori protagonisti sono il riffing e il cantato, che nota dopo nota diventano sempre pi violenti e gratificanti allascolto. La terza eir heilags dms hirar, al contrario delle precedenti, parte subito con il botto esibendo il classico black metal targato rstir Lfsins: le trame melodiche sono particolarmente articolate e si intrecciano alla perfezione con i diversi tipi di cantato proposti dalla band. Questi quattordici minuti di musica vengono gestiti con estrema classe sotto tutti i punti di vista, a cominciare dagli inserti acustici fino ad arrivare alle parti pi veloci e tirate. Probabilmente durante un ascolto meno attento gli attimi finali potrebbero risultare un po anonimi, ma prestando pi attenzione notiamo come i Nostri lascino che sia la semplice musica ad esprimere il proprio potenziale, utilizzando la componente vocale con pi moderazione rispetto al solito. La quarta lfs verit er i CMXCIX si lega alla precedente soprattutto per quanto i riguarda i lunghi riff in stile doom, ai quali vengono aggiunte parti cantate utili a creare unatmosfera quasi eterea. Le tastiere si mettono nuovamente in evidenza e viene posta molta attenzione alle parti narrate e alla cura della musica attorno ad esse. La traccia conclusiva del primo CD si intitola Mni, brir Slar ok Mundilfara e rappresenta pi che altro unepica introduzione ai quattro capitoli successivi.

Il secondo disco si apre con Tmi er kominn at kvea fyrir r, senza dubbio la canzone pi elegante dellintera opera grazie al connubio costituito da voce in pulito e base neo-folk. Questi attimi puramente eterei vengono immediatamente spazzati via da Norsta gtis, herforingja Ormsins langa, la quale esprime al massimo il lato epico della musica degli rstir Lfsins, in questo caso arricchita da evidenti influenze viking metal. Lottava Bituls skokra benvargs hreggjar sr sta associa al classico sound della band un carattere pi cupo ed introspettivo, con melodie evidentemente pi dilatate e senza dubbio pi incisive sotto laspetto emotivo e sonoro; gli ultimi minuti di questo brano sono semplici attimi di pura intensit musicale che evidenziano una qualit al di sopra della media. La conclusiva Sem lengsk vnar lopts ljsgimu hvarfs dregr nrri si basa su mid-tempos e assomiglia quasi ad una marcia per accompagnare lascoltatore alla chiusura e, di conseguenza, al termine del viaggio costituito da questo grande album.

Come detto in precedenza Aldafǫr ok munka drttinn un affascinante viaggio musicale che solamente il particolare sound degli rstir Lfsins in grado di regalarci. Gli ottanta minuti che costituiscono questopera scorrono con estremo piacere e senza un solo attimo stanca. Lalbum indubbiamente lennesima dimostrazione delle capacit artistiche di questo trio di musicisti e ritengo che i Nostri abbiano compiuto un decisivo passo in avanti rispetto alle uscite passate. In breve si tratta di un disco da ascoltare e apprezzare, i fan del genere e della band non ne resteranno assolutamente delusi.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
92.42 su 7 voti [ VOTA]
Malleus
Mercoled 27 Gennaio 2016, 11.42.43
3
Capolavoro
Graziano
Luned 9 Marzo 2015, 22.05.05
2
Una delle poche band veramehte interessanti degli ultimi anni. Una perfetta commistione tra black, folk ed epica. Meravigliosi.
Theo
Venerd 13 Febbraio 2015, 18.34.37
1
Uno dei dischi pi belli del 2014, ed incredibilmente affascinante come i due dischi messi insieme, all'ascolto, sembrino durare meno di molti dischi singoli di altre band dal minutaggio notevolmente inferiore. Due aggettivi per gli Arstidir Lifsins: affascinanti ed unici, con un monicker tanto impronunciabile quanto bella la musica proposta. Tra l'altro sono totalmente in linea con il voto della rece, di sicuro un disco che pu solo che crescere data la qualit complessiva di arrangiamenti, suoni e vasta strumentazione impiegata. Un must-have, poco ma sicuro; per me anche pi bello dei loro primi due (bellissimi) dischi.
INFORMAZIONI
2014
Vn Records
Folk/Black
Tracklist
CD1:
1. Kastar heljar brenna fjarri ofan Onundarfirinum
2. Knorr siglandi birtisk lngu blu yfirbori
3. eir heilags dms hirar
4. lfs verit er i CMXCIX
5. Mni, brir Slar ok Mundilfara

CD2:
1. Tmi er kominn at kvea fyrir r
2. Norsta gtis, herforingja Ormsins langa
3. Bituls skokra benvargs hreggjar sr sta
4. Sem lengsk vnar lopts ljsgimu hvarfs dregr nrri
Line Up
Marsl (voce, cori, cantastorie)
Stefn (chitarra, basso, voce, cori)
rni (batteria, viola, violoncello, voce, cori)

Musicisti Ospiti:
Teresa (cantastorie)
Sveinn (tastiera, corno)
Gubjartur Hkonarsson (violino, viola)
 
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