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Korn - See You on the Other Side
( 4125 letture )
Oltrepassato il primo decennio di carriera, i Korn si ritrovarono a dover fare i conti con molti cambiamenti interni. Il passaggio di etichetta dalla Epic alla Virgin Records, l’abbandono del chitarrista e membro storico Brian “Head” Welch, convertitosi ad un credo religioso appartenente ad un mondo del tutto estraneo allo stile di vita dei Korn e di Head stesso, deciso a cambiare rotta anche per il bene della sua famiglia; ancora, il nuovo team di produttori (conosciuti per aver lavorato con Avril Lavigne, Britney Spears e numerosi altri artisti di generi affini, che certo nulla hanno a che fare col panorama rock/metal), i quali contribuirono a dare una virata importante -non per forza da intendersi in senso positivo- al sound della band statunitense, rendendolo più orecchiabile e apparentemente più vendibile, con un secco allontanamento dalle sonorità più dure in favore soprattutto di svariati inserti elettronici, tra l’altro abbastanza discutibili. Nome già più conosciuto nel nostro ambito è invece quello di Atticus Ross, già all’opera con Trent Reznor e Nine Inch Nails, qui presente nella fase di missaggio. Tutto sommato, il lavoro svolto in cabina di regia non è affatto da buttar via, come molti potrebbero preventivamente affermare, ma è anzi in grado di fornire all’album il tipo di impatto cercato e voluto in quel preciso momento; il fatto che le intenzioni degli stessi Korn e dei produttori non rispecchiassero propriamente le aspettative dei fan, i quali confidavano in album che seguissero la scia di certe vecchie uscite, o almeno del recente Take a Look in the Mirror -non il lavoro più apprezzato, ma comunque dotato di buoni propositi-, è però un altro discorso. È lo stesso Davis, interpellato a riguardo della nuova uscita, a far emergere le differenze tra questo disco e i precedenti, affermando che si trattava del lavoro più sperimentale fino a quel momento, frutto specialmente del lavoro svolto insieme ad una squadra operativa composta da persone tanto diverse tra loro che hanno portato al concepimento di un album dalle molteplici sfaccettature, in grado di valicare generi quali nu metal, alternative, e perfino industrial, solo per citare i più evidenti. Il disco, nonostante tutti i difetti che vedremo fra poco, riuscì ad ottenere buoni risultati dal punto di vista delle vendite e delle scalate nelle classifiche, posizionandosi addirittura al terzo posto nella Billboard 200 (la classifica delle 200 novità discografiche più vendute negli USA, pubblicata a cadenza settimanale). Un riscontro imprevisto se si pensa che il disco non fu accolto benissimo dalla critica specializzata nel momento della sua uscita.

Passiamo ora ad analizzare più da vicino gli effettivi contenuti dell’album. L’iniziale Twisted Transistor è uno dei pezzi migliori composti per l’occasione, con un andamento che è una sorta di loop sonoro ininterrotto dall’inizio alla fine, sorretto dai corposi riff del solo Munky e dal cantato come sempre straniante di Jonathan Davis. I ritmi sono parecchio blandi pur trattandosi dell’opener e ciò ci permette già in parte di capire cosa ci aspetta dietro l’angolo. Politics e Hypocrities formano una buona coppia di brani di poco inferiori a quello posto in apertura; nella seconda in special modo si avverte un sentore dei Korn che furono e la sensazione è tutt’altro che spiacevole, ma viene immediatamente smorzata da una canzone, Souvenir, che è sì abbastanza apprezzabile in senso generale, ma presenta dei ritmi troppo lenti per riuscire a strapparci una valutazione più di tanto positiva e risulta anche ben povera di contenuti. Da questo punto di vista le cose non migliorano affatto con 10 or a 2-Way, tipologia di canzone ancora più atipica per la band statunitense, con appena alcuni sprazzi di vitalità all’interno di un insieme di soluzioni per nulla interessanti. Virata “melodica” con Throw Me Away, canzone che fallisce nel tentativo di ammorbidire ancor di più un disco già di per sé con poco mordente. Se il cantato di Davis riesce sempre a lasciare qualche emozione di fondo, tutto il resto è davvero poco accattivante e il rischio di ritrovarsi con un niente di fatto è davvero molto elevato. Le sperimentazioni elettroniche continuano in modo ancor più pressante in Love Song, ma il risultato questa volta appare più riuscito rispetto ai precedenti tentativi. La potente linea di basso dell’ottimo Fieldy tiene in piedi l’intera Open Up, che nel complesso funziona e si lascia ascoltare con una certa dose di trasporto anche grazie a degli intermezzi soft del tutto in sintonia col pezzo. Ma il brano più conosciuto ed inflazionato dell’intero disco deve ancora arrivare: Coming Undone è la piccola miccia esplosiva che tutti ormai conosciamo e anche a distanza di anni svolge il suo compitino nel migliore dei modi. Con l’avanzare dei minuti sembra smuoversi qualcosa ed infatti brani come Getting Off, Liar e For No One mostrano finalmente i muscoli ed aumentano il coinvolgimento dell’ascoltatore. I ritmi sono più frenetici, il groove di David Silveria (qui alle prese con l’ultimo album della sua carriera nelle fila dei Korn) entra nel vivo e tutto sembra girare in modo molto più naturale. L’atmosferica Seen It All, tanto buona da un punto di vista qualitativo quanto strana nella sua forma, ci trasporta lentamente alla conclusiva Tearjerker che, alla pari del brano precedente, risulta quantomai cupa e straniante. Impossibile non lasciarsi pervadere da queste atmosfere tanto soffuse e delicate, sperimentali ma azzeccate sotto ogni punto di vista.

See You on the Other Side è un disco dall’approccio immediato ma allo stesso tempo ostico, con un primo strato di brani adatti ad un pubblico eterogeneo di ascoltatori ed un ripieno ricco di sfumature e differenti approcci, che abbracciano stili e generi diversi generando così le più disparate opinioni a riguardo. Che non sia l’album più riuscito dei Korn è evidente, in alcuni momenti più che mai, ma tutto sommato l’operazione non è completamente fallita e questo settimo disco in studio può ritenersi ancora oggi un album sufficientemente valido. Gli anni che seguirono non furono dei più facili per la band originaria di Bakersfield, tra inevitabili avvicendamenti in line-up e poche idee in fase di composizione, che hanno portato ad un album mediocre come Untitled nel 2007. Ma per fortuna -o purtroppo secondo alcuni fan- la vecchia guardia sarebbe tornata unita qualche anno più tardi, anche se con qualche toppa di troppo, e gli eventi avrebbero avuto modo di cambiare nuovamente.



VOTO RECENSORE
69
VOTO LETTORI
67.07 su 26 voti [ VOTA]
La banana assassina
Mercoledì 21 Agosto 2019, 6.43.17
30
A me piace!
Dave
Giovedì 19 Gennaio 2017, 0.10.30
29
Non all'altezza dei Korn... Tolte due tracce (twisted transistor e coming undone), questo disco è un lavoro raffazzonato a caso... Questi non sono i Korn... Voto 65
Tommaso calvino
Mercoledì 14 Dicembre 2016, 17.03.27
28
Mi sono sbagliato e mi ricredo. Questo album è bellissimo. Voto. 80
Tommaso calvino
Venerdì 18 Novembre 2016, 22.26.26
27
Questo album è, secondo me, un album che non rispecchiai korn. Cioè ci sono comunque delle ottime tracce come Twisted Transistor o Coming Undone. Ma per me è solo un passo falso.
Deathland
Sabato 15 Ottobre 2016, 13.25.04
26
Buon disco, non capisco tutto sto odio nei commenti. Voto 70
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Venerdì 14 Ottobre 2016, 0.28.26
25
Trascinato dall'entusiasmo per Twisted Transistor lo presi appena uscito,appena ascoltato mi sembrava addirittura un capolavoro,poi ascoltandolo meglio lo considerai una mezza delusione,ora penso di poter dire che si assesta su una via di mezzo...molti lo accostano ad Untitled,e hanno ottime ragioni per farlo,perchè questo è un suono molto snaturato dei Korn,in alcne parti si direbbe più di Marylin Manson e Trent Reznor...tuttavia guardando a questo album come l'ho sempre visto ,cioè un nuovo modo di presentarsi dei Korn,come se non avessero già un sacco di sfacettature,la qualità c'è e presentata sotto forme nuove come Twisted Transistor,Politics,Coming Undone,Liar e Tearjerker...i difetti ci sono,Jonathan Davies a volte è irriconoscibile,il basso di Fieldy non è più in primo piano,ci sono troppe canzoni che sono solo riempitive e in alcune canzoni buone i ritornelli non rendono giustizia,e questa è una grande pecca...chi tiene in piedi l'album per me è la prova di David Silveria,soprattutto in Souvenir e 10 or a2 Way,forse l'unico che non delude...ma,e questo è quello che per me salva questo album discontinuo con atmosfere claustrofobiche da Tim Burton,è che quando la sperimentazione funziona riescono a tirar fuori qualcosa di veramente bello,tanto che rimane ancora nella loro setlist "oh my god,how can you deny the flood that's flowing through you"
ivan
Giovedì 26 Maggio 2016, 0.14.56
24
Buon disco! Dopo anni rivalutato parecchio! Coming undone. Love song. Throw me away le migliori. La mia Korn classifica issues.follow the leader.take a look in a mirror.life is peachy.korn.see you on the otherside.unthouchables.the paradigm shift .korn 3 remember.untitle e path of totality
Mirco Morgese
Sabato 16 Aprile 2016, 18.38.38
23
Brutto, ma non il peggiore, che per me è quell'aborto di The Path of Totality
freedom
Domenica 22 Febbraio 2015, 15.13.56
22
Mamma mia che brutta piega che avevano preso...è un miracolo che con l'ultimo siano tornati su livelli più che buoni. Questo qui lo trovo pessimo.
Macca
Giovedì 19 Febbraio 2015, 12.48.19
21
Maffissimo, già con TALITM si capiva che qualcosa aveva iniziato a girare storto rispetto a perle come Issues o FTL. Poi vabbè in seguito inizieranno pure a fare dubstep...di questo mi piaciucchiano Twisted Transistor e Coming Undone, poi basta.
Galilee
Mercoledì 18 Febbraio 2015, 18.07.08
20
Capisco, Io invece lo consdiero il loro capolavoro perchè il songwriting è nettamente superiore al solito, gli arrangiamenti sono da Oscar, e le melodie e i chorus sono da antologia. Nella mia classifica.. Untouchables, Issues, Korn, Take a look in the mirror, follow the leader, Life is peachy and......il resto lo conosco poco, perchè non mi ha preso molto...
Nu Metal Head
Mercoledì 18 Febbraio 2015, 17.31.45
19
sì galilee lo so che da tante persone viene molto apprezzato, però a me personalmente dopo ciò che avevo ascoltato con i primi 4 capolavori lascia un po' l'amaro in bocca... alla fine è un disco dove sono sempre loro, questo è indubbio, ma ciò che non me lo fa piacere a pieno sono principalmente l'atteggiamento di jonathan davis, che dice davvero troppe troppe parole, cantando molto e urlando poco... inoltre lo slapping di fieldy viene sacrificato di molto, ma più in generale come dicevo nel precedente post è troppo lineare e troppo poco "nervoso", e la componente nervosa per me è essenziale in un disco dei korn... per tutti questi motivi reputo solo 5 canzoni davvero all'altezza della situazione: here to stay - blame - embrace - beat it upright - wake up hate... già che ci sono la scrivo per intero la mia personale classifica dei loro dischi, frutto di approfonditi ragionamenti: 1. korn - 2. life is peachy - 3. issues - 4. follow the leader - 5. take a look in the mirror - 6. the paradigm shift - 7. korn III-remember who you are - 8. untouchables... (e infine questa è la classifica degli "altri", quelli che depennerei volentieri): 9. untitled - 10. see you on the other side - 11. the path of totality
Galilee
Mercoledì 18 Febbraio 2015, 16.10.21
18
X Nu Metal Head Qualcosa da ridire su untouchabels in effetti ce l'avrei. Per me rimane il loro miglior disco.
Nu Metal Head
Mercoledì 18 Febbraio 2015, 15.50.37
17
ben detto carmine... "coming undone" in sede live potrebbe benissimo essere sostituita ad esempio con "oildale (leave me alone)", la prima che mi viene in mente...
Carmine
Mercoledì 18 Febbraio 2015, 15.29.29
16
Mi correggo, a parte Coming Undone che, però, risulta di gran lunga il momento più debole delle performance dei Korn dal vivo.
Carmine
Mercoledì 18 Febbraio 2015, 15.24.52
15
Uno degli album più malriusciti della storia della musica moderna. Non si salva nulla e lo dimostra il fatto che gli stessi Korn non eseguono in sede live brani di questa nefandezza, nè tantomeno di Untitled che per me è pure migliore di questo totale passo falso.
Nu Metal Head
Martedì 17 Febbraio 2015, 23.15.52
14
puoi andare direttamente alla recensione per sapere come la penso... comunque te lo posso scrivere pure qui... degli 8 album veri dei korn di cui parlavo prima nelle mie preferenze viene al settimo posto... tu dirai "allora non è molto riuscito come album?" diciamo che appena lo ascoltai nel 2010 alle mie orecchie assunse i contorni del capolavoro, dopo le poco esaltanti note dei due precedenti, ma col tempo la stessa recensione di questo sito e i commenti in giro mi hanno aperto gli occhi e raffreddato leggermente gli entusiasmi... è vero che rappresenta un ritorno alle origini, ma il difetto principale è la mancanza della seconda chitarra di head, che cerca di essere disperatamente rimpiazzata dallo slapping di fieldy, ma in ogni caso è chiaro che manca qualcosa, quel tipico sound corposo che li aveva resi celebri... inoltre ci sono degli arrangiamenti strani e davis fa il verso a sé stesso a quando era un ragazzino incazzato negli anni '90... insomma che "take a look in the mirror" (quinto posto) e "the paradigm shift" (sesto) sono molto più riusciti, ma lo preferisco comunque ad "untouchables" (ottavo, e qui qualcuno potrebbe avere da ridire...), buon album ma troppo ambizioso, prodotto e poco "nervoso" per i miei gusti...
Master Killer
Martedì 17 Febbraio 2015, 21.38.18
13
@Nu Metal head: so che questa può sembrare una strana situazione chiederti un parere di un album dei korn, ma un tuo commento per me è sempre accettato, comunque che ne pensi di Korn 3? quello prima di Path of Totality?
Nu Metal Head
Martedì 17 Febbraio 2015, 19.07.02
12
vedo che la pensiamo allo stesso modo... per me i veri dischi dei korn sono 8 e non 11, i tre elettronici potevano uscire benissimo a nome jonathan davis solista (anzi uno poteva anche non uscire per niente...)
Punto Omega
Martedì 17 Febbraio 2015, 16.44.47
11
@Nu Metal Head: pensa che Path of totality l'ho proprio rimosso, tanto che mi vien voglia di non considerarlo neanche un dsco dei Korn. Untitled II lo reputo migliore, in quanto lo reputo un tentativo di ruffianizzarsi ancora di più con canzoni decisamente ascoltabili. Pur essendo un punto basso della loro carriera, aveva un senso. Questo è brutto in tutto e per tutto.
ROCK N ROLL TERRORIST
Lunedì 16 Febbraio 2015, 20.05.33
10
Contenuto rimosso da moderatore. Niente spam, grazie.
Galilee
Sabato 14 Febbraio 2015, 15.46.14
9
Il primo passo falso, peccato perchè il singolo era carino. Il resto del disco invece fa veramente cacare. Fino al disco precedente però, non hanno sbagliato una sola nota.
er colica
Sabato 14 Febbraio 2015, 14.58.39
8
e sai che pure a me quella versione dei korn cosi brutale mi è piaciuta un bel po', poi si quelle due versioni remix elettroniche non mi garbavano molto ma il pezzo live e la versione di Adidas per le radio mi avevano spinto quasi a prenderlo, ma tranquillo che lo ritrovo sicuro li nello steso negozio che è il Feltrinelli. appena ci passo 5 euro li sgancio.
Nu Metal Head
Sabato 14 Febbraio 2015, 14.54.25
7
o colicone, ma lo sai che se lo prendevi non facevi una brutta cosa? oltre a quella perla di "jingle balls", che anche se presentava i korn in un'inedita versione brutal era oro colato in confronto a questa robaccia elettronica, c'erano la versione live di "twist / chi", la versione radio di "A.D.I.D.A.S." e i due remix di "good god" (che a dir la verità mi piaceva poco e che saltavo sempre) e di "got the life", molto più piacevole e di tutt'altra levatura... diciamo che per essere un ep non era niente male (ma quelli erano i loro tempi d'oro)...
Testamatta ride
Sabato 14 Febbraio 2015, 14.48.04
6
Ok non è di certo il migliore dei Korn, tutt'altro. Per certi aspetti, però, è un album "coraggioso", completamente differente da quanto fatto in precedenza, scelta forse obbligata considerata la folgorazione sulla via per Damasco di Head. Al di la di tutto quel po po di produzione trovo il lavoro di Munky quasi commovente anche se poi alla fine, come ho detto prima, l'album è quello che è. Valore sentimentale altissimo: primo CD regalatomi da quella che poi è diventata mia moglie e madre di mio figlio. PS: Seen it all è stupenda.
er colica
Sabato 14 Febbraio 2015, 14.30.58
5
o nu metal sai qualche tempo fa da Feltrinelli avevo trovato a 5 euri l'ep all mixed up con la versione di jingle balls che era forte!! avevo quasi pensato di prenderlo per sfizio!!
Nu Metal Head
Sabato 14 Febbraio 2015, 13.54.06
4
per carità, uno dei punti più bassi della loro carriera, solo "the path of totality" è riuscito a fare di peggio, e più in generale anche il successivo "untitled" lo preferisco leggermente, seppur sempre insufficiente nel voto, perché meno bizzarro di questo... di tutta questa accozzaglia di tracce io riesco a salvare la sola "politics", l'unica che riesce a ricordarmi i korn che furono... per il resto non salvo quasi nulla, da evitare (quasi) come la peste. voto: 50 (e sono già piuttosto buono...)
Punto Omega
Sabato 14 Febbraio 2015, 12.59.08
3
Il peggiore dei Korn.
Master Killer
Sabato 14 Febbraio 2015, 12.35.01
2
Anni fa non conoscendo i Korn, mi piacque molto questo album, anche se evitavo certe traccie (Politics e Love Song su tutte) poi quando appresi che stavo sbagliando album nel conoscere i veri e vecchi korn decisi di abbandonarlo.. ora come ora posso dire che quest'album non mi piace più di tanto, ma le traccie buone ci sono (Coming Undone, Twisted Transistor, Hypocrities su tutte) ma la maggior parte della track list, lascia il povero ascoltatore addormentarsi.. meno male che non sono più così.. 65
manaroth85
Sabato 14 Febbraio 2015, 10.19.08
1
A me piace, inferiore al precedente che reputo un mezzo capolavoro ma di gran lunga migliore delle ultime uscite, love song e coming undone le mie preferite, copertina orribile!!voto 80
INFORMAZIONI
2005
EMI/Virgin
Alternative Metal
Tracklist
1. Twisted Transistor
2. Politics
3. Hypocrites
4. Souvenir
5. 10 or a 2-Way
6. Throw Me Away
7. Love Song
8. Open Up
9. Coming Undone
10. Getting Off
11. Liar
12. For No One
13. Seen It All
14. Tearjerker
Line Up
Jonathan Davis (Voce, Cornamusa)
James “Munky” Shaffer (Chitarra)
Reginald “Fieldy” Arvizu (Basso)
David Silveria (Batteria)
 
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