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Andy Martongelli - Spiral Motion
( 1318 letture )
Il disco solista nella carriera di un chitarrista costituisce ormai quasi una tappa obbligata, soprattutto tra gli shredders. Rappresenta il momento in cui l’artista può esprimere le sue capacità e la sua individuale sensibilità nel songwriting, con cui in genere dimostra di saper bilanciare l’esposizione della tecnica. Non stupisce quindi che anche Andy Martongelli abbia deciso di dedicarsi a questo impegno; anzi, stupisce che Spiral Motion sia arrivato solamente ora, dopo lunghi anni di carriera in cui si distinguono soprattutto il lavoro con gli Arthemis e l’attività di insegnante all’accademia MMI Modern Music Institute.
Spiral Motion è composto da dieci tracce; la scelta del chitarrista italiano è ricaduta sulla forma del disco strumentale, che consente la massima libertà d’espressione ma che può risultare insidiosa all’ascolto per chi non vi è abituato.

La prima canzone è intitolata Eternal, brano dagli accenti sereni che richiama spesso lo stile di Steve Vai. Da subito Andy Martongelli propone un brano che non mette in luce solo la sua chitarra ma anche la presenza degli altri strumenti, in particolare della tastiera. Se questa è una caratteristica che si ripresenterà costantemente nei brani seguenti, la successiva Screaming Ninja denota un cambiamento netto di stile ed influenze. Intitolata come la sua signature guitar della Dean, non può non ammiccare al Paese del Sol Levante, sia nel gusto che nelle sonorità. Questa seconda canzone, con il suo ritmo serrato, pone molta meno enfasi sulla melodia, seppur arricchita da un momento di respiro centrale in cui riecheggiano rimandi a Jason Becker.
Seguono Infected-Garbage-Blues e Venomous, entrambi dalle melodie in effetti velenose. Si inizia ad intravedere il movimento a spirale presagito nel titolo, con i brani che per le loro differenze si pongono ognuno su un punto della curva, distanti l’uno dall’altro. Father permette quindi di tirare il fiato, con la sua melodia più morbida e malinconica, che introduce il tema di cui Martongelli stesso ha svelato l’ispirazione; il brano è infatti dedicato alle persone che ogni giorno lavorano duramente per le proprie famiglie ed amici. Allo stesso modo, anche con Dark Days respiriamo nuovamente: la chitarra di Martongelli è la voce protagonista, in un modo che ricorda a tratti Michael Schenker. Seguendo l’andamento di questo Spiral Motion, troviamo l’arabeggiante Phoenix Rising; il suono del pianoforte si contrappone a quello della chitarra, approdando ad un risultato che non può non ricordare i Dream Theater. Dead Symphony è invece un brano che si adatterebbe con incredibile facilità ad un film di Tim Burton, grazie alla sua atmosfera quasi vivacemente macabra.
Al fianco di Martongelli, Spiral Motion ospita musicisti illustri, tra cui emerge la presenza di Michael Angelo Batio nella canzone Cyber-Hammer of the Gods, dove compaiono anche gli assoli di Alex Stornello e Dave Reffet. La presenza in particolare del chitarrista dei Nitro si pone in continuità con la comparsa di Martongelli nel suo disco 8 Pillars Of Steel. L’ascolto si conclude con Bite The Bullet e l’ultimo ospite, Dave Martone.

Spiral Motion si rivela infine un disco strumentale dalla scorrevolezza inattaccabile, in cui un ulteriore pregio è dato dalla durata equilibrata delle canzoni, che permette praticamente a chiunque di destreggiarsi nell’ascolto. I titoli delle canzoni aderiscono così perfettamente ai soggetti musicali quasi fossero lo svolgimento di un tema, rivelando un talento ed una grande abilità d’espressione, probabilmente rafforzata dall’attività didattica che Andy Martongelli annovera tra le sue esperienze; allo stesso tempo però, rischia di risultare troppo diretto, togliendo quel velo di poesia dietro cui l’artista cela la propria ispirazione e concede libertà alla fantasia di chi ascolta.
Ciò che lascia quesiti più importanti, però, è l’insieme dei brani contenuti in questo disco; ascoltandoli uno dopo l’altro si ha la sensazione che Spiral Motion sia frammentato, ogni canzone la tessera di un mosaico di cui si legge a fatica il disegno finale. Questa struttura insinua ambiguamente sia ammirazione che dubbi poiché mette in luce effettivamente le capacità di Martongelli, ma presenta separatamente le influenze e gli stili che fanno parte del suo bagaglio musicale; in ogni singolo brano si possono rintracciare ricordi e rimandi, senza però che questi si incontrino mai.
Il problema del confronto con ciò che costituisce il nostro background culturale non è certo nuovo nell’ambito delle arti. Se abbiamo pazienza di tornare indietro di qualche secolo, possiamo fare riferimento all’efficace punto di vista di Francesco Petrarca, con il suo concetto umanistico della mellificazione; gli artisti dovrebbero infatti agire come le api, prendendo da ogni fiore il nettare che permetterà infine di creare il miele, un prodotto totalmente nuovo. In questo modo Petrarca distingue tra imitazione ed assimilazione che porta alla produzione. Spiral Motion ci lascia con l’incertezza che questo processo non sia del tutto portato a compimento: se infatti Martongelli ha sicuramente assimilato, la struttura frammentata del disco ci fa rimpiangere la mancata fusione delle influenze che presenta. Il dubbio, forte, è che Martongelli non ci abbia permesso in Spiral Motion di percepire la personale sintesi di ciò che ha fatto suo.



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
94.66 su 3 voti [ VOTA]
metallo
Martedì 17 Febbraio 2015, 18.34.08
1
Grandissimo Martongelli, melodia, potenza, espressivita', calore, colore, varieta', mutevolezza, trasformazione, velocita'/aggressivita, magia, accordi e tempi ultraazzecati per ogni battuta di ogni singolo brano, cromatismi, sxale e sfumature cmpoive stupende, non sono d'accordo con la recensione, c'e' fluidita' e scorrevolezza in ogni pezzo suonato, la chitarra di Andy fa vibrare ogni brano di intensita' e luce propria, dandone risalto, espressivita'e significato in ogni brano, estrapolandole con forte carattere e personalita' sue proprie, non ha niente da invidiare a tante chitarre oggi in circolazione, per me non c'e' nessuna incertezza interpretativa, la fusione c'e' stata, anche personalizzata a dovere,ed anche in modo piu' che soddisfacente, e' un lavoro di una passione e abilita'e maturita' tecniche notevoli, promosso a pieni voti, l'esperienza accumulata lo ripaga del lavoro fatto.Vai cosi' Andy, alla grande, per me 87.
INFORMAZIONI
2014
Autoprodotto
Shred
Tracklist
1. Eternal
2. Screaming Ninja
3. Infected-Garbage-Blues
4. Venomous
5. Father
6. Cyber-Hammer of the Gods
7. Dark Days
8. Phoenix Rising
9. Dead Symphony
10. Bite the Bullet
Line Up
Andy Martongelli (Chitarra)
Brendan Farrugia (Basso)
Corrado Rontani (Batteria)
Enrico Marchiotto (Tastiere e Sound Loops)

Musicisti Ospiti
Franz Bazzani (Tastiere nelle tracce 3 e 6)
Massimo Pirotti (Tastiere nelle tracce 2 e 7)
Parolo Caridi (Batteria nella traccia 2)
Alex Stornello (Chitarra nella traccia 6)
Michael Angelo Batio (Chitarra nella traccia 6)
Dave Reffet (Chitarra nella traccia 6)
Dave Martone (Chitarra nella traccia 10)
 
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