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AA. VV. - Immortal Randy Rhoads, The Ultimate Tribute
( 1565 letture )
Quel brano di apertura lì, quella brutta, bruttissima copia di Crazy Train, spaventa, davvero. I soldi ci sono, visti i nomi coinvolti nel disco, e ti vai a giocare i due cachet più alti per Serj Tankian e Tom Morello? Lungi da noi criticare il valore artistico dei due musicisti in questione, ma, lasciatecelo dire, Tankian e Morello con Crazy Train non c'entrano davvero nulla. Tankian in particolare. Tenendo per un attimo da parte l'evidente calo vocale subito dal singer armeno negli ultimi anni, una prestazione come quella che apre questo tributo al leggendario Randy Rhoads è davvero ingiustificabile. Perennemente in bilico tra note calanti e stonatura, con, in più, il piglio di chi non ha per nulla voglia di fare quello che sta facendo, Tankian consegna ai posteri una delle peggiori performances della sua lunga e veneranda carriera. Centomila volte meglio la versione con il Madman al microfono, consapevole e fiero della propria incapacità vocale e per questo infinitamente più malvagio e intenso. Morello non fa, a sua volta, una gran figura, ma qui l'errore sembra essere tutto di chi lo ha convocato. La tecnica chitarristica anarchica dell'ex Rage Against the Machine e Audioslave ha pochissime assonanze con la classe e il feeling di Rhoads. Morello fa il Morello, ma il brano proprio non è tagliato per lui. L'ennesimo esempio di quanto la magia di Rhoads sia difficile da replicare, anche per artisti dal talento sopraffino.

Per fortuna la situazione migliora. Il secondo brano ci consegna il vero protagonista del disco: il sempre furente Ripper Owens. La sua consueta voce assassina lancia Over the Mountain nella stratosfera, annullando di colpo (anche se è dura dimenticare) quanto sentito in apertura. Il terzo brano è forse l'highlight del lavoro: con Mr. Crowley la premiata ditta Chuck Billy-Alexi Laiho riesce lì dove Tankian e Morello avevano fallito. I due reinterpretano il brano e lo fanno proprio, senza scimmiottarlo. La voce di Billy è lurida come non mai e i fraseggi di chitarra di Laiho, sempre estrosi, non diventano mai, però, invadenti. L'atmosfera di questo rifacimento è eccellente, con un mood doom pieno e ipnotico che ben si addice al signore degli stregoni omaggiato nelle lyrics. Dopo Mr. Crowley ha inizio una nuova fase calante, da cui il disco non riuscirà, stavolta, a riprendersi. Il responsabile principe è l'insospettabile Ripper Owens, per due motivi. Il primo è la sua scarsa adattabilità all'hard rock e al glam, sonorità attraverso le quali è costretto a muoversi più di una volta in questo tributo; il secondo motivo, collegato al primo, è la caratteristica che lo rendeva perfetto per cantare (non per comporre, attenzione) coi Judas Priest: la sua capacità di performare sempre alla massima intensità possibile. Ripper è un cantante senza compromessi, con una voce senza compromessi: spinge sempre al massimo. Questo fa di lui un eccellente vocalist heavy metal, ma un mediocre cantante rock, oltre che un singer che tende a fare il verso a sé stesso e ad annoiare nel medio-lungo periodo. Due membri della famiglia Quiet Riot (Sarzo e Banali, tra i mastermind dell'operazione) e uno dei membri della famiglia Rhoads (Kelle) sono i protagonisti di una scanzonata cover di Back to the Coast. Da rilevare il curioso parallelismo tra la voce di Kelle e quella di Ozzy Osbourne, pur essendo quello in questione un pezzo riotiano. La seconda parte del disco è tutta di Ripper e, per forza di cose, si torna al discorso di cui sopra. Più i pezzi sono metal, più Owens si esalta; più i pezzi sono rockeggianti, più Owens zoppica. Segnaliamo quindi, sul versante esperimenti riusciti, almeno I Don't Know e Suicide Solution, e sul versante “bene, ma non benissimo”, almeno Killer Girls e Goodbye to Romance (peccato, perché i due brani avrebbero meritato un trattamento migliore). Qualche considerazione sparsa: non è bello dover valutare un tributo a un chitarrista principalmente sulla base delle interpretazioni vocali dei vocalist partecipanti, ma, evidentemente, in questo caso, ci sono stati diversi miscasting; - ça va sans dire - la qualità dei brani, in buona parte presenti originariamente su lavori di Ozzy (più le dovute incursioni nel catalogo dei Quiet Riot) è mostruosamente alta; il livello delle performances chitarristiche è ugualmente molto buono, dato che i nomi coinvolti vanno da Bruce Kulick a George Lynch, passando per Gus G. Per quel che riguarda tali performances: lo spirito da tributo c'è (non si gareggia a chi stupisce di più l'ascoltatore) e la classe pure, in abbondanza. Si consolida però una certezza: Rhoads è un chitarrista irripetibile e un mix così genuino di talento puro, tecnica e spontaneità probabilmente non tornerà più. Si può provare a fargli il verso, col rischio di finire a scimmiottarlo, oppure lo si può reinterpretare totalmente, rischiando però di stravolgere le sue canzoni. Randy è Randy, punto.

Chiudiamo con un appunto sull'aspetto prettamente sonoro del disco. Bob Kulick, oltre a essere un produttore leggendario, è uno dei mastermind di questa operazione. A parte i problemi già evidenziati in precedenza, Kulick fallisce anche nel dare al disco un impasto sonoro credibile, cosa che dovrebbe essere la sua specialità. Il suono della batteria, in particolare, è poco a fuoco; ancor peggio, l'intero lavoro è immerso in una patina mista 1980-2000 che rende difficile collocarlo cronologicamente e stilisticamente. Il mito di Rhoads non verrà intaccato da questo tributo, che ha comunque degli spunti pregevoli, ma si poteva fare decisamente di più.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
brainfucker
Venerdì 20 Febbraio 2015, 14.50.09
4
mi piacciono le cover personali (tipo junkie dei lynyrd skynyrd rifatta dai buzzoven) ma penso che morello su crazy train sia una delle cose più orride della storia del rock, un vero stupro musicale.
Midnight
Venerdì 20 Febbraio 2015, 11.17.08
3
Temo sia perché come compositore, ad alti livelli, ormai non se lo fila più nessuno. È decisamente più un interprete che un artista a tutto tondo.
sadwings
Venerdì 20 Febbraio 2015, 11.15.00
2
ripeto che non capirò mai la scelta di ripper owens di dedicare molto del suo tempo nel fare cover. Tanto ovviamente nessuna di questi rifacimenti riesce a raggiungere la magia delle versioni originali.
Pankiller
Venerdì 20 Febbraio 2015, 6.47.52
1
Proprio non ci siamo! Mille volte meglio, anzi quello é proprio un gran disco tributo, bat head soup, il tributo a Ozzy del 2000! Grandi nomi, grandi performance, praticamente la stessa scaletta! Tributo a Ozzy e Rhoades insieme.
INFORMAZIONI
2015
UDR Records
Heavy
Tracklist
1. Crazy Train (Serj Tankian, Tom Morello, Rudy Sarzo, Vinny Appice)
2. Over the Mountain (Ripper Owens, John Donais, Rudy Sarzo, Frankie Banali)
3. Mr. Crowley (Chuck Billy, Alexi Laiho, Rudy Sarzo, Brett Chassen, Kelle Rhoads)
4. Believer (Ripper Owens, Doug Aldrich, Rudy Sarzo, Vinny Appice)
5. Back to the Coast (Kelle Rhoads, Bruce Kulick, Rudy Sarzo, Frankie Banali)
6. I Don't Know (Ripper Owens, George Lynch, Rudy Sarzo, Brett Chassen)
7. S.A.T.O. (Ripper Owens, Bob Kulick, Dweezil Zappa, Rudy Sarzo, Vinny Appice)
8. Killer Girls (Ripper Owens, Joel Hoekstra, Rudy Sarzo, Brett Chassen)
9. Goodbye to Romance (Ripper Owens, Gus G, Rudy Sarzo, Brett Chassen)
10. Suicide Solution (Ripper Owens, Brad Gillis, Rudy Sarzo, Brett Chassen)
11. Flying High Again (Ripper Owens, Bob Kulick, Bernie Torme, Rudy Sarzo, Brett Chassen)
Line Up
AA. VV.
 
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