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Moonsorrow - Verisäkeet
( 3044 letture )
Verisäkeet rappresenta il disco dei Moonsorrow che ho assimilato per ultimo, che avevo lasciato da parte e che sembrava apparentemente sottotono rispetto ai predecessori. Un compito sicuramente non facile per i finlandesi era quello di presentare un seguito a Kivenkantaja, album che non ha probabilmente bisogno di alcun tipo di presentazione, e per farlo nel miglior modo possibile è stato necessario produrre un lavoro relativamente diverso dal solito, contenente sì i soliti marchi di fabbrica del gruppo, ma con numerose differenze se confrontato con il passato.

Verisäkeet esce nel 2005 sotto Spikefarm Records e si divide in cinque capitoli, di cui quattro superano i quattordici minuti di durata. Il disco è una delle massime rappresentazioni di musica estrema con riferimenti viking e folk, merito anche di una base progressive che permette ai brani di restare costanti e interessanti minuto dopo minuto. I piccoli intermezzi inclusi nel finale di ogni canzone aiutano l’ascoltatore ad immedesimarsi nel mondo disegnato dai Moonsorrow e servono da preparazione alla traccia successiva. La produzione è di alto livello e i musicisti non sono da meno, i suoni sono perfettamente bilanciati e i piccoli dettagli che arricchiscono i vari pezzi sono perfettamente udibili anche nei momenti più concitati e caotici. I testi sono come al solito parte integrante dell’intera opera e sono in grado di trasmettere quelle sensazioni di gelo e solitudine che emergono sia dalle liriche, sia da quei momenti in cui si è immersi tra i rumori della natura e dell’acqua, entrambi registrati ad arte e riportati su disco con risultati sensazionali. Dal punto di vista tecnico il tutto è stato registrato presso i Tico Tico Studio nel settembre del 2004, il mixaggio è opera di Ahti "Periaatteessa se on mulle aivan sama" Kortelainen ed Henri Sorvali, mentre per il mastering ci spostiamo ai Finnvox Studios e precisamente da Mika Jussila. L’artwork e il layout sono stati realizzati da Tero Salonen e, infine, segnalo l’ottima ristampa del 2008 in collaborazione con la Drakkar che vede un jewel case completamente nero con solamente il logo dorato della band sulla parte frontale.

L’elemento alla base dell’intera opera è la costante epicità che viene espressa un riff dopo l’altro. Tra questi emergono gli elementi tipici che caratterizzano da sempre la musica dei Moonsorrow: la fisarmonica, la chitarra acustica e lo scacciapensieri sono in grado di ritagliarsi i propri spazi aggiungendo ciò che è necessario ad un’ottima riuscita delle canzoni. Ancor più sorprendente è la facilità con la quale si resta intrappolati tra le note di Verisäkeet, con l’atmosfera che in alcuni casi si fa quasi drammatica e mette in evidenza il grande lavoro svolto dalle tastiere. Le melodie sono sì presenti, ma non rappresentano una fastidiosa entità a sé stante e si integrano con classe sia nei momenti più rapidi e concitati, sia nei momenti più pacati e “leggeri”. Dal punto di vista compositivo alcun tipo di difetto trova cittadinanza, infatti il modo in cui ogni singolo elemento progredisce nel corso di una canzone lascia quasi senza parole. Le voci costituiscono un ruolo essenziale all’interno del disco: il cantato in scream di Ville Sorvali è in perfetta forma e si adatta al meglio ad ogni situazione modificando a dovere la tonalità e lo stile della propria voce; le parti parlate e i cori (eseguiti dall’intera band) donano quel tocco viking che carica di pathos numerosi passaggi musicali. L’ennesimo punto a favore di Verisäkeet è dato dalla qualità del riffing e della base ritmica (basso, batteria e percussioni), con tastiere e strumenti acustici che vanno a rifinire il tutto.

I settanta minuti che compongono il platter sono difficilmente scomponibili, una volta assimilato l’album risulta complicato separare le varie canzoni e il tutto è sostanzialmente una sensazionale opera d’arte. L’unica differenza evidente è data dall’ultima Kaiku, traccia completamente acustica che alla fine non suona poi così diversa dalle precedenti, infatti l’anima folkloristica che contraddistingue questa composizione è rintracciabile anche nei pezzi precedenti. Quindi, tralasciando queste disuguaglianze di stile ed esecuzione, tutto ciò che resta da dire su Verisäkeet è dovuto alla soggettività dell’ascoltatore. Alcuni infatti preferiranno la drammaticità di Haaska, altri preferiranno il dinamismo e l’energia contenute in Pimeä, mentre altri ancora opteranno per Jotunheim, perfetta rappresentazione del genio compositivo di Henri Sorvali, ed un brano che tutti i gruppi che trattano tale genere dovrebbero comprendere se vogliono essere in grado di utilizzare il vero potenziale dei mid-tempos.

In conclusione Verisäkeet dei Moonsorrow è il lavoro più complesso e meglio composto dalla band finlandese, probabilmente il migliore se considerato da un punto di vista più distaccato ed imparziale. D’altro canto, una volta che entrano in scena una serie di fattori di carattere soggettivo, l’album potrebbe perdere qualche punto a favore di capolavori come Kivenkantaja e (forse) Voimasta Ja Kunniasta. Ovviamente si sta parlando di piccolezze, l’unica cosa che resta da fare è consigliare il disco a chiunque non ne sia a conoscenza perché siamo di fronte all’ennesima pietra miliare regalataci da questo gruppo di immenso valore.



VOTO RECENSORE
94
VOTO LETTORI
94.57 su 19 voti [ VOTA]
Morningrise
Venerdì 11 Novembre 2016, 8.43.01
15
Dopo il primo paio di ascolti pensavo alla fine di aver trovato un album sottotono dei Moonsorrow...perseverando negli ascolti, ho capito che non era assolutamente così! Ennesimo grandissimo disco. Ogni brano è un pezzo da 90. Il mio preferito è "Pimea" ma tutti gli altri non son da meno. Mi vado a fiondare su "Jumalten Aika" che ancora non ho sentito...
Voig
Martedì 19 Aprile 2016, 10.36.54
14
Io amo TUTTI i lavori di questi pazzoidi finnici. Tutti, anche Jumalten Aika è l' ennesima riconferma di come in tutto il metal, e non solo nel filone pagan/viking, esistano pochissimissimi artisti/band come loro, che davvero non ne sbagliano una. Forse questo a parer mio è il loro punto più alto, un 100 tonante che spacca le pietre (e il portatore, incredibile) e rimbomba in tutta la valle
Sta88nne
Mercoledì 14 Ottobre 2015, 21.10.56
13
C'è poco da fare, per poter godere a pieno dei Moonsorrow c'è bisogno di ascolti su ascolti. Solo dopo una decina di ascolti sono riuscito a capire la bellezza di questo album. Masterpiece
Michele
Domenica 12 Luglio 2015, 16.22.22
12
La sola Jotunheim per me lo rende uno dei dischi più belli degli ultimi vent'anni... E' molto complesso, certo, ma la sua vena più black e grezza rispetto al predecessore (ma ancora non tanto quanto l'ultimo album) me lo fa piacere di più. Che poi scegliere il miglior disco dei Moonsorrow è difficile, sono tutti speciali!
Northern Brewer
Giovedì 26 Febbraio 2015, 18.55.46
11
bellissimo album, più lo si ascolta e più si scopre qualcosa. 98
Kirves
Martedì 24 Febbraio 2015, 20.36.19
10
Senza esagerare si può dire che quando si parla di Moonsorrow il termine "capolavoro" non è mai usato a sproposito. Ennesima perla di una delle collane più splendenti del genere da loro proposto: mai deludenti, mai banali, mai ripetitivi. "Verisakeet" è forse uno delle loro proposte meno immediate, ma allo stesso tempo è uno dei loro lavori che più ho apprezzato e ascoltato, senza mai annoiarmene nonostante il passare degli anni.
MorphineChild
Domenica 22 Febbraio 2015, 14.04.12
9
difficile parlare di questo disco, difficile trovare una frase che non grondi superlativi. quello che rende i Moonsorrow unici è una straordinaria capacità compositiva, in grado sia di rendere fluidi e memorabili brani lunghissimi, sia di rendere un album qualcosa di più della semplice somma di canzoni che vi appaiono. è così per Varjoina, tutto teso verso un finale tragico e annunciato, è così per KIvenkantaja, con la title track come apice emotivo del disco, è così con Verisakeet, che ad una prima mezzora cupa, violenta e battagliera fa seguire il crescendo memorabile di Pimea e l'epicità dell'incredibile Jotunheim, brano in grado di raggiungere gli episodi migliori usciti dalla penna di Quorthon, per poi riprendere la quiete finale che già caratterizzava il suo predecessore. nella scena metal odierna, dei giganti tra i bambini
Cerberus
Domenica 22 Febbraio 2015, 12.26.33
8
Premetto che i Moonsorrow sono e rimarranno la mia band preferita nel metal e in generale. Quando ascoltai Verisäkeet per la prima volta lo reputai il loro peggior album: mi sbagliavo di grosso. E' da metabolizzare con tanti ascolti per cogliere le strutture e i suoni dei vari strumenti di sfondo (dato che il mix è volutamente "black metal"). Quest'album rappresenta un punto di svolta verso il sound più cupo che contraddistingue gli album successivi. 99
enry
Domenica 22 Febbraio 2015, 7.49.03
7
Theo ha già detto tutto e forse questo è proprio il più bello, anche se fare classifiche è quasi impossibile visto che mi piacciono tutti. Concordo anche con Doomale, fra loro e i Primordial poi prendere un disco a caso e sei sicuro che prenderai o un capolavoro o mal che vada un ottimo disco.
Cristiano Elros
Domenica 22 Febbraio 2015, 1.07.18
6
Capolavoro come ogni album dei Moonsorrow praticamente. Jotunheim è una delle migliori canzoni da loro composte e un gioiello unico e preziosissimo per tutto il VIking!
Theo
Sabato 21 Febbraio 2015, 21.19.11
5
Capolavoro, punto. Uno dei loro tanti, è vero... Ma forse questo è proprio IL capolavoro dei Moonsorrow. Difficile a dirsi perchè, come detto, nella loro discografia si passa al massimo dall'ottimo all'eccelente, ma siamo davanti ad opere uniche con tutti i loro dischi. Gemme di inimitabile bellezza. Poi vabbè, "Verisäkeet" è proprio il punto di arrivo per la maturità dei finnici: giunta totalmente con il precedente e riconfermata (e superata un'altra volta) con questa opera che definire maestosa è sminuente. Recita bene la recensione quando dice che non ci sono parole per descriverlo (come del resto l'infinita gamma di emozioni che trasmette, a chi vuole dedicare il necessario tempo a coglierla, la loro musica). Astenersi amanti della musica usa e getta e frettolosi, qui si parla di arte... Il voto non è nemmeno necessario che lo dia..
Master
Sabato 21 Febbraio 2015, 14.26.23
4
Gran bell'album, solo la prima traccia non mi entusiasma. Nella loro discografia di alto livello, questo e il successivo sono i miei preferiti!
lux chaos
Sabato 21 Febbraio 2015, 12.00.11
3
Concordo con Keyser, non rientrano nei miei ascolti preferenziali, ma questo disco è un gigante. All'inizio non mi diceva nulla (e intendo primi 5/6 ascolti), ma rimaneva sempre quel fattore che ti costringeva a rimetterlo su perchè capivi che ancora non l'avevi compreso del tutto. Poi dopo innumerevoli passaggi in stereo si dischiude in tutta la sua grandezza e ti entra dentro come un virus. Gran capolavoro del genere
Keyser Söze
Sabato 21 Febbraio 2015, 11.48.58
2
Se digiti su Google la parola "infallibili" viene fuori "forse cercavi MOONSORROW". Davvero, chi può vantare una catena di capolavori come la loro discografia? Mai uno sbaglio, mai un passo falso, mai un album solo buono, solo lavori dall'ottimo all'eccellente. Tutti dischi difficili e complessi, ma ascoltarli è come scalare una montagna, faticoso e spossante ma una volta in cima il panorama ripaga ogni sforzo.
Doomale
Sabato 21 Febbraio 2015, 9.53.52
1
Altro grandissimo album ad altissimi livelli...Con loro vado come con i Primordial , pesco a caso nella loro discografia e trovo solo disconi...A sto punto non so proprio dire quale preferisca...Tornando all'album lo trovo ispiratissimo, vichingo, aggressivo, selvaggio e chi ha piu ne metta...insomms i Moonsorrow..band unica. Li attendo live tra qualche settimana.
INFORMAZIONI
2005
Spikefarm Records
Viking
Tracklist
1. Karhunkynsi
2. Haaska
3. Pimeä
4. Jotunheim
5. Kaiku
Line Up
Ville Sorvali (Voce, Basso)
Mitja Harvilahti (Chitarra, Voce)
Henri Sorvali (Chitarra, Chitarra acustica, Tastiera, Fisarmonica, Scacciapensieri, Tin whistle, Voce)
Markus Eurén (Tastiera, Voce)
Marko Tarvonen (Batteria, Percussioni, Voce, Chitarra acustica)
 
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