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Winterage - The Harmonic Passage
( 1978 letture )
Proprio quando l'inverno ci sta cingendo nelle sue spire più strette accorrono a riscaldare il nostro udito i Winterage, giovanissimo gruppo nostrano (da Genova nella fattispecie) guidato dal violinista Gabriele Boschi che esordisce nel panorama del power sinfonico con The Harmonic Passage, un disco ambizioso che miscela il metal più rapido con la musica colta con qualche virata dai sapori folk, ma dopo questa breve presentazione vediamo più da vicino i contenuti dell'album.

The passage is open
Know the danger
If you go through
Do remember


Giusto il tempo di accordarsi e si parte subito con maestosità: Overture in Do minore apre appunto l’album e anche dal titolo si possono già intuire i sapori classicheggianti che i Winterage ci faranno assaporare, non a caso le prime note del brano sono una citazione dal celebre compositore Antonín Dvořák.
Non tarda però a comparire il lato più power e aggressivo del gruppo, infatti la successiva traccia e titletrack, The Harmonic Passage, con classiche sfuriate power della chitarra ci accompagna con forza attraverso il varco verso la fantasia che soltanto la musica sa aprire, proprio come richiama la bella copertina in cui si apre la vista su mondo fantastico mentre la realtà fuori è in rovina come il teatro fatiscente che si intravede.
Si procede quindi con The Flame Shall Not Fade, brano veloce con immancabile refrain orecchiabile e cantabile adattissimo in sede live; la sognante ballad Son Of Winter invece spezza l'andamento del disco con il dolce incedere del piano e l'entrata in scena della soprano Silvia Traverso, ma si continua subito dopo con La caccia di Tùrin, un breve intermezzo in cui compare un recitato possente e carico di ferocia che ci catapulta nella Terra di Mezzo, anticipando la successiva Golden Worm che con sferzanti riff di chitarra racconta le gesta dello sfortunato Tùrin, uno personaggi generato dalla geniale mente del padre del fantasy Tolkien.
In questo varco nella fantasia non manca nemmeno lo spazio per un accenno alla saga Arturiana in La grotta di Cristallo, che dopo un inizio alla The Bard's Song cede il passo ad atmosfere più folk richiamando l'antica Albione anche se in questa canzone l'inglese viene abbandonato per lasciare completo spazio all'italiano; con Panserbjørne si cambia invece ambientazione: il poderoso incedere degli strumenti sembra richiamare la figura fantastica dipinta in questo brano, ovvero l'orso corazzato immaginato dallo scrittore inglese Philip Pullman e chi ha letto o visto La bussola d'oro di sicuro ne avrà memoria.
Si arriva dunque alla conclusione con la piccola suite Awakening in cui le orchestrazioni la fanno da padrone e in cui si mescolano arrangiamenti originali di alcuni pezzi classici come la melodia del Lago dei Cigni e il frammento corale di Macbeth di Verdi.

Insomma un disco ricco di spunti e di influenze diverse: dalle canoniche sferzate power e dai fulminati assoli neoclassici della chitarra che dimostrano una buona dose di tecnica posseduta da Riccardo Gisotti, ai tipici tappeti di doppia cassa che contribuiscono a caricare l'andamento incalzante dell'album, agli acuti e il cantato espressivo di Daniele Barbarossa, senza dimenticare le componenti più folkeggianti della cornamusa o le grandiose parti di orchestrazioni (elaborate dal mastermind del gruppo Gabriele Boschi e suonate da un'orchestra di circa quaranta elementi) che hanno il merito di far trasudare epicità dai brani e di manifestare il lato più sinfonico del gruppo.
Il vero protagonista dell'album è però il violino di Gabriele che come una seconda voce si lancia in fraseggi e melodie che contribuiscono ad arricchire il sound, dandogli ancora di più quel sapore classicheggiante già palesato con l'orchestra.
Per essere un disco di debutto è quindi un'ottima prova, nonostante sia una band molto giovane i Winterage hanno dalla loro parte numerose carte vincenti: abilità tecnica, professionalità, una buona dose di inventiva, ma soprattutto di passione (che non può non mancare), in più la produzione moderna è riuscita ad esaltare i vari elementi del ricco sound proposto.
In conclusione The Harmonic Passage è di sicuro un grandioso inizio per questa giovane band da tenere assolutamente d'occhio, chissà che i prossimi sviluppi non li consacrino come i futuri eredi dei Rhapsody.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
80.43 su 16 voti [ VOTA]
Giullare
Mercoledì 4 Marzo 2015, 17.39.00
3
Dall'ascolto della Title track si nota subito la grande influenza Turilliana, quello di KOTNT (mica poco) power sinfonico di immediata cattura, il violino da quel tocco di originalità in più che oggigiorno è indispensabile avere. Sicuramente interessanti e da tenere d'occhio, complimenti agli Winterage.
metallo
Giovedì 26 Febbraio 2015, 19.02.21
2
Sto ascoltando qualcosa di loro proprio adesso, mi sembra un buon debutto, l'influsso celto/folk e rhapsodiano darkmooriano/turilliano si sente, ma mi sembrano che abbiano una certa loro sensibilita' e anche una certa interessante dose di personalita', belle le melodie di violino,l'orchestralia' dei brani e una davvero buona strumentistica di grupoo, e che sorpresa la voce di Barbarossa.Caspita che timbro!Che dire!?.In bocca al lupo Winterage.
Enomis
Mercoledì 25 Febbraio 2015, 15.18.05
1
Mi sono imbattuto casualmente in una loro canzone (la titletrack di questo disco) su YT cercando in streaming qualche artista/band italiana semi-sconosciuta... che dire, interessanti! Ovviamente ora come ora posso giudicare unicamente la detta canzone; si sentono influenze "turilliane", ma l'ho trovata interessante e piuttosto originale! Appena possibile darò un ascolto anche all'album
INFORMAZIONI
2015
Nadir Music
Power/Symphonic
Tracklist
1. Overture in Do Minore
2. The Harmonic Passage
3. The Flame Shall Not Fade
4. Wirewings
5. Son Of Winter
6. La Caccia di Tùrin
7. Golden Worm
8. Victory March
9. La Grotta di Cristallo
10. Crown To The Crowds
11. Panserbjørne
12. The Endless Well
13. Awakening
Line Up
Daniele Barbarossa (Voce, Gaita Gallega)
Riccardo Gisotti (Chitarra, Bouzouki)
Gabriele Boschi (Violino)
Dario Gisotti (Tastiera, Uilleann Pipes, Tin Whistle)
Matteo Raganini (Basso)
Davide Bartoli (Batteria)
 
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