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Sacred Reich - Independent
( 2253 letture )
C'è un termine che è assolutamente opportuno usare quando si parla dei Sacred Reich: rispetto. Se fare thrash integralista usando inserirvi sopra anche testi a sfondo sociale poteva essere praticamente normale negli anni 80, ossia quando la loro parabola musicale ebbe inizio, continuare a farlo negli anni 90 pur all'interno di una proposta leggermente stemperata dalla normale evoluzione che una band affronta negli anni, era invece più che coraggioso. Nel 1993, senza contare i nuovi stili più moderni che cominciavano ad affacciarsi sulla scena tanti, troppi gruppi metal erano ormai all'angolo, oppressi dall'interesse dei discografici volto esclusivamente verso il grunge o verso manifestazioni metalliche troppo edulcorate da esigenze di classifica. Fare l'elenco delle band che si piegarono al mercato per sopravvivere o perché magari non ci avevano realmente creduto dall'inizio sarebbe inelegante, ma soprattutto troppo lungo. Quel che è certo è che i Sacred Reich mantennero uno spirito fortemente thrash e quella carica di critica verso la società americana che li avrebbe portati a spegnersi lentamente nell'indifferenza della scena, fino allo scioglimento nel 2000.

Dopo la pubblicazione di due dischi eccellenti, il 1993 salutò l'arrivo di Independent, un'altra fiera, irriducibile dichiarazione di non appartenenza a certi schemi ed il rifiuto totale del compromesso. Il presunto ammorbidimento rispetto agli esordi infatti, era in realtà dovuto al semplice affinamento delle loro capacità compositive e di spaziare, unitamente alla produzione migliorata e necessariamente meno cruda. Il fatto quindi, è da rapportare alla scena nazionale e mondiale prima descritta. In questa ottica paragonare Independent alla musica "che andava" all'epoca ed a quanto fatto da certi colleghi può essere illuminante, oltre che semplicemente loro dovuto. Oltre all'affinamento acustico, la novità principale di Independent era certamente l'avvicendamento dietro le pelli, con l'inserimento di Dave McClain al posto di Greg Hall. La cosa non è mai stata accettata in pieno dai fan della prima ora, ma al di là del normale e comprensibile affetto per un elemento col quale i più avevano conosciuto il gruppo e per le sue notevoli doti, non si può certo dire che chi è subentrato fosse un parvenu dello strumento. Non è questa la sede per approfondire la questione, ma i curriculum vitae di entrambi sono facilmente consultabili, ed è veramente difficile stabilire quale dei due sia il migliore. In ogni caso i Sacred Reich non persero certo di credibilità nella vicenda. Entrando nel vivo dell'analisi, Independent, al netto delle differenze stilistiche prima evidenziate, è un disco che ogni amante del thrash dovrebbe almeno conoscere. Musica palpitante, stop e ripartenze, la vocalità di Phil Rind maschia, ma dedita al canto vero e proprio senza sconfinamenti nel growl, rocciosità che traspare da ogni nota, gli assoli di chitarra di Wiley Arnett ancora oggi più che belli, ma anche arrangiamenti abbastanza raffinati, aperture melodiche o addirittura sognanti (If Only) ed a tratti una certa prossimità con l'hardcore come nella title-track. Il disco conteneva poi riferimenti allo stile anthraxiano (Free) e spunti meno cazzuti, ma godibilissimi come in Crawling. Ad ogni modo, che si citi pure qualcosa di più strutturato come Just Like That o I Never Said Goodbye, o ugualmente pezzi più sintetici ed immediati quali Supremacy o Pressure, come si dice: invertendo l'ordine dei fattori il prodotto non cambia. Il nostro prodotto infatti, resta sempre un esempio di orgoglioso, superbo, nobile e dignitoso thrash americano made in Arizona.

Essere contro il sistema non ha quasi mai portato buoni frutti a chi ha deciso di porsi in tale atteggiamento verso il mondo, in ogni campo ed in ogni tempo. I Sacred Reich non hanno fatto eccezione, vista la fine che hanno incontrato ed a prescindere dalla successiva reunion quando il thrash è tornato di moda, per quanto la parola "moda" possa essere associata a questo stile. Valutando le tre prove sulla lunga distanza che il gruppo produsse tra il 1987 ed il 1993, Independent si pone appena un gradino al di sotto dei due lavori che lo hanno preceduto. Tuttavia, era e resta un disco zeppo di qualità, fatto con rabbia contro il sistema e voglia di suonare da parte di musicisti che della musica fecero sia un mezzo di espressione che di rivolta, producendo risultati che, come troppe volte accaduto in passato e come inevitabilmente accadrà ancora in situazioni analoghe, non hanno avuto come effetto quello di dargli ciò che gli spettava, non completamente almeno. Ed ancora una volta una sola è la parola da associare loro: rispetto. Quello che la storia non gli ha riservato nella quantità meritata.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
78.27 su 11 voti [ VOTA]
Lizard
Venerdì 21 Febbraio 2020, 12.35.35
29
Quale errore?
Raven
Venerdì 21 Febbraio 2020, 11.18.37
28
Stai calmo, si può anche segnalare un errore senza trascendere. E' legale, sai?
MH
Venerdì 21 Febbraio 2020, 11.14.55
27
IndEpendent, i n d E p e n d e n t, ca**o
Heavy Metal Grin
Sabato 12 Ottobre 2019, 17.07.54
26
Acquistato in cd alcuni mesi fa, lo sto riascoltando con piacere proprio oggi. Sottoscrivo quanto detto da Raven: rispetto.
Area
Mercoledì 19 Dicembre 2018, 8.29.05
25
L'unico album dei Sacred Reich che mi sia mai piaciuto. Ammetto che mi ci ero avvicinato e poi lo presi perché mi piacevano i Machine Head e in line up c'era Dave.
Mulo
Lunedì 19 Ottobre 2015, 13.03.59
24
Bellissimo disco,x me migliore del precedente. Da avere insieme a ignorare e surf nicaragua. Voto 90
hj
Giovedì 5 Marzo 2015, 20.37.48
23
Jek@ segui tranquillamente il raven consiglio ma non scordarti, della era più moderna, anche lo straordinario"heal". C'è un pezzo completo di video, "low", che è il mio preferito della band. Tutte le volte che lo sento in macchina o in cuffia devo rimetterlo almeno 3/4 volte. Solo pochi brani mi fanno questo effetto....burden in my hand dei soundgarden e over now degli alice in chains su tutti.
jek
Giovedì 5 Marzo 2015, 20.36.57
22
Ricevuto
Raven
Giovedì 5 Marzo 2015, 20.30.51
21
Se parti da zero è meglio che ti rivolga prima ai dischi precedenti
jek
Giovedì 5 Marzo 2015, 20.27.30
20
Conosco pochissimo questa band ma dopo la recensione e un 78 di Raven è d'obbligo un approfondimento.
CESARIONE
Giovedì 5 Marzo 2015, 10.02.25
19
Grande album. Li vidi in tour negli USA l'estate del 94. Grandiosi. Ma che c'entrano i PANTERA??????
Master Killer
Mercoledì 4 Marzo 2015, 22.20.22
18
Gli Album dei Sacred Reich hanno difficoltà ad essere considerati degli album "Mediocri" quindi al diavolo chi dice che non sanno cantare o non sanno fare il loro mestiere, perché dimostrano sempre di avere sia divertimento ma allo stesso tempo denunciano suonando, Lunga vita A Surf Nicaragua! (comunque io li considero tutti gli album di questa band da 90, quindi il mio voto è questo)
er colica
Mercoledì 4 Marzo 2015, 14.08.12
17
emm riscusa sono gli ATROPHY sorry sto rincoglionito.
hj
Mercoledì 4 Marzo 2015, 13.59.37
16
avevano un potenziale enorme, sound bay area con voce alla mustaine ma tantissima personalità. Ho i 2 loro vinili originali comprati all'epoca, purtroppo non hanno saputo imporsi come hanno fatto ad esempio i Death angel e si sono persi nell'oblio. Erano dei ragazzini veramente in gamba e ci sapevano fare.
er colica
Mercoledì 4 Marzo 2015, 13.55.56
15
è si scusa ho scordato una h hahah si sono loro comunque.
hj
Mercoledì 4 Marzo 2015, 13.46.15
14
Gli entropy? Io ero un fan degli athropy, una ottima band dell'Arizona poi sciolta. Forse intendiamo la stessa band
er colica
Mercoledì 4 Marzo 2015, 13.41.19
13
il classico sound della bay area si carpisce subito per quei mid tempo quadrati tipo testament alternati alle parti veloci , un esempio underground di bay area erano gli entropy oppure dalla gran Bretagna i xendrix o dalla svezia i mezzrow tanto pe fare qualche nome underground, i slayer per quanto americani erano differenti rispetto a questo cosi detto sound della bay area come manco troppo gente tipo sadus o il primo disco dei dark angel quelli erano un altro tipo di approccio al thrash anche se ovviamente le influenze le prendevano pure dai testamente o Death angel vari. ignorance prendeva tanto dai slayer che come detto sopra proprio tanto sound alla bay area/ testament non erano. vabè ma alla fine l'importante non è questo.
hj
Mercoledì 4 Marzo 2015, 8.08.32
12
Che ignorance sia un capolavoro non si discute, il bay area sound però non e' quello. Come ho detto prima l'influenza primaria del primo disco sono gli slayer di hell awaits, i dri e i Black sabbath. Il bay area sound e' quello di dischi come the legacy, fabulous disaster, peace sells, kill em all...insomma ci siamo capiti
andy usurper
Mercoledì 4 Marzo 2015, 7.32.59
11
Il vero loro unico capolavoro è "Ignorance"vero emblema della bay Area sound,con un gegg Hall dietro le pelli,da paura!
Lizard
Lunedì 2 Marzo 2015, 22.28.42
10
Il primo album che ho acquistato di questa band. Li conoscevo già, ma non possedevo niente di loro. Anche per me ottimo disco, non mi ha stancato dopo più di vent'anni. Si sentono la maturazione e l'affinamento tecnico e si sente il tentativo di rimanere fedeli a se stessi, provando ad ampliare il raggio di azione. Grande band, anche dal vivo.
hj
Domenica 1 Marzo 2015, 20.48.56
9
le influenze e gli stili dei sacred reich come dice colica sono ben distinte. Io vedo il primo disco come un incrocio fra Slayer, Black sabbath e thrashcore tipo dri. In surf nicaragua smussano gli spigoli e le influenze sabbatiane sono più evidenti (war pigs, one nation), come pure quelle thrashcore. In the american way si evince un deciso rallentamento e semplificazione del songwriting sulla scia del black album, con un timido accenno al trend del funky metal (31 flovors). Le successive uscite sono in linea con le tendenze musicali più moderniste senza eccessive trasformazioni (anche pantera perchè no) rendendo la band comunque sempre attuale e assolutamente non immobile come altre band cadute nell'oblio.
er colica
Domenica 1 Marzo 2015, 14.25.47
8
io suddivido la carriera di questo gruppo in 3 fasi: la prima che comprende il primo disco ed è quella più veloce e dipendente dalle influenze classiche degli anni 80, poi quella transitoria dell'ep surf Nicaragua dove si inizia ad intravedere un cambiamento nelle canzoni che diventano più varie e ampie nelle influenze ed infine la terza ed ultima fase che comprende the american way l'ep del 91 indipendent del 93 e l'ultimo del 96 che sono disco più lenti ragionati e che cercano di avere una loro identità. questo disco nello specifico è simile per forza di cose a the american way perché è una continuazione le uniche differenze io le sento negli assoli molto più morbidi e rockeggianti e sono ben fatti e in suoni un po' più "caldi" e meno grezzi, tutto qua. alla fine le varie influenze sono quelle di prima punk e certi pezzi alla sabbath si uniscono al thrash poi ci sono delle ballate e cosi via. un buon disco comunque.
Vitadathrasher
Domenica 1 Marzo 2015, 11.58.38
7
Ottimo. Solo ottimi album per questa band. Giusta disamina del recensore.
CYNIC
Domenica 1 Marzo 2015, 10.56.56
6
per me è un grande album, VOTO: 83/100
LAMBRUSCORE
Sabato 28 Febbraio 2015, 16.06.00
5
Sì Galilee, sicuramente i Pantera hanno preso qualcosa dai primi Sacred Reich, però qua sono loro che per me avrebbero dovuto tirar fuori la loro classe , come nei primi album , in questo per me non ci sono riusciti, tutto qua il mio parere.
Galilee
Sabato 28 Febbraio 2015, 15.30.52
4
80/100
Galilee
Sabato 28 Febbraio 2015, 15.30.38
3
Secondo me qui i Pantera c'entrano proprio nulla. Il disco è 100 sacred Reich style, quelli di più mosh di surf nicaragua. Al massimo sono I Pantera che si sono rifatti a quel sound.
hj
Sabato 28 Febbraio 2015, 13.56.52
2
a me piacciono tutti i loro lavori, sono sempre stato loro fan. Anche questo è un buonissimo album, ottimo da riscoprire.
LAMBRUSCORE
Sabato 28 Febbraio 2015, 13.08.49
1
Bella la title track e anche gli assoli, purtroppo però per me hanno cercato di scimmiottare un po' troppo i Pantera, in certi passaggi, peccato, le idee erano un po' confuse , per me un 60 , non di più....
INFORMAZIONI
1993
Hollywod Records
Thrash
Tracklist
1. Independent
2. Free
3. Just Like That
4. Supremacy
5. If Only
6. Crawling
7. Pressure
8. Product
9. I Never Said Goodbye
10. Open Book
11. Do It
Line Up
Phil Rind (Voce, Basso)
Wiley Arnett (Chitarra solista)
Jason Rainey (Chitarra ritmica)
Dave McClain (Batteria)
 
RECENSIONI
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