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Barishi - Endless Howl
( 666 letture )
Suoni organici e asciutti. Testosterone in salsa prog, diluito in un suono moderno, preciso e chirurgico. Il tutto introdotto da una copertina scarna e minimale, quasi "punk". Endless Howl è il nuovo parto dei Barishi, metallers del South Vermont, ed è un EP di quattro pezzi che segue a ruota il primo, omonimo full length (che presentava uno dei più bei cover artwok del 2013). Cosa capita in questi 20 minuti? Musica spiazzante, virtuosismi compatti e schegge impazzite per palati decisamente orientati all’estremo. Toni aridi si trasformano in volte cupe e amelodiche, contrapposti a brevi stacchi quasi noise e controtempi mathcore, con un’esecuzione ferale, che sicuramente faticherà a piacere agli amanti del progressive metal più tradizionale e melodico.

Iniziamo con In the Hour of the Wolf che, nel riffing, ricorda addirittura i geniali lavori solisti di Ihsahn . Un concentrato di aggressività che sfocia nel bridge in clean guitar: breve e sofisticato, non distante per idea e resa sonora dagli abilissimi Intronaut, se non fosse per il growling profondo e cavernoso che lo accompagna, prima di una ripartenza al limite del thrash metal.
Non abbiamo neanche il tempo di prendere fiato per capire cosa succede che, di balzo, veniamo investiti da Smoke from the Earth, aperta da un palm muting che ci introduce un tempo e una struttura più ragionate rispetto alla sconquassante traccia d’apertura, sebbene il cantato sia piuttosto aggressivo e urlato, mentre la parte prettamente strumentale rimane in territori prog.
Si riparte dalla terza traccia, la title track, con veemenza groove e drumming precisissimo, doppiato da ritmiche spacca-ossa e uno sciame di riff e lead chitarristici dissonanti. Il bridge, questa volta, è decisamente metal-oriented, con un pregevole assolo prolungato che dà respiro creativo al pezzo finora più semplice, ma nel contempo entusiasmante, dell’EP.
Giungiamo agli sgoccioli con Snakeboat per quello che è, senza dubbio, il tassello più violento del platter. Sfuriate death/black coadiuvate da dissonanze ritmico/melodiche, per cinque minuti e trentatré secondi di musica uber-heavy che non lascia scampo all’ascoltatore, per poi concedersi un finale più aperto, con note lunghe e drumming ragionato, protagonista dei gocciolanti titoli di coda.
Non si tratta di un facile ascolto, anzi i Barishi ci mettono del loro per apparire abrasivi e cartavetrati, matematici e violenti. Endless Howl rimane un’avventura, un album ai limiti, quasi "borderline", con un’attitudine senza compromessi e violenta, condita con sale, olio e "gritty progressive metal/bung ", come amano autodefinirsi loro stessi.

Concludendo, i ragazzi del Vermont necessitano di ulteriori evoluzioni sonore per poter trovare la giusta collocazione e il giusto spazio, ma questo EP ci fa ben sperare per il futuro di questo indipendente four-piece tecnicamente preparatissimo. Per ora rabbia, tecnica e buone idee possono bastare ad alimentare il motore del cingolato Barishi.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
69.33 su 3 voti [ VOTA]
gpi51
Lunedì 2 Marzo 2015, 18.00.55
2
Commento "centrato". Essenziale ancorché esaustivo.
Luisa
Domenica 1 Marzo 2015, 0.41.42
1
Concordo con il recensore. Album di difficile collocazione,duro, poco coinvolgente. non mi entusiasma.
INFORMAZIONI
2015
Autoprodotto
Prog Metal
Tracklist
1. In the Hour of the Wolf
2. Smoke from the Earth
3. Endless Howl
4. Snakeboat
Line Up
Sascha Simms (Voce)
Graham Brooks (Chitarra, Cori)
Jonathan Kelley (Basso)
Dylan Blake (Batteria)
 
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