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Galactic Cowboys - Galactic Cowboys
( 982 letture )
Un gruppo davvero originale, i Galactic Cowboys: come inizio del loro debut album piazzano nientemeno che il muggito di una vacca, volendo anche giustificato dal nome della band stessa e dal fatto che essa sia originaria del Texas, ma è comunque un biglietto da visita che lascia un attimo spiazzati... niente paura però, non siamo di fronte -non solo, almeno- a un gruppo di teste matte; il quartetto a stelle e strisce una volta imbracciati gli strumenti ci sa fare eccome e le tracce dell’album sono ricche di personalità e talento. Formatisi nel 1989 su iniziativa del bassista Monty Colvin e del batterista Alan Doss, l’anno successivo vengono scritturati dalla DGC per poi partorire nel ‘91 il qui presente platter, passato invero un po’ inosservato ai tempi; eppure Galactic Cowboys è un LP davvero interessante e ricco di spunti. Musicalmente assai variegato, cela un’anima profondamente progressive, i cambi di tempo e di sonorità all’interno della medesima canzone sono quasi la norma e pure i generi esplorati ovviamente spaziano un po’ su tutti i fronti, pur essendo fondamentalmente indirizzati verso l’heavy.

Per avere una riprova di quanto appena affermato basta ascoltare l’opener I’m Not Amused: vi troviamo il verso bovino di cui già accennato, un’armonica western e -a metà brano- un vociare caciarone tipico dei peones messicani, nonché un giro di acustica dal sapore ovviamente ispanico, il tutto però condito da un riff portante e un assolo efficace -ad opera del bravissimo Dane Sonnier- e da una melodia di fondo che non manca mai nei solchi dell’intero full length. Che dite, c’è abbastanza roba in questi primi sei minuti e mezzo? E cosa pensare dell’incipit simil-doom di Sea of Tranquility che lascia poi spazio a un pot-pourri di sonorità, che dal metal arrivano fino ai Beatles, della schizzatissima Kill Floor, o ancora dei continui cambi stilistici di Speak to Me? Più canonica invece la nostalgica My School, una delle migliori del lotto: si tratta di una semi ballad in cui spicca il vocalism di Ben Huggins nonché l’apporto degli altri membri ai cori, tra i punti di forza del songwriting dei Galactic Cowboys, cosa questa piuttosto evidente anche in Someone for Everyone tanto per citarne un’altra. Ascolto dopo ascolto si scoprono sempre cose nuove, i più attenti ad esempio non potranno fare a meno di notare che l’intermezzo in stile luna park posto tra Why Can’t You Believe in Me e Kaptain Krude altro non è che la medesima Carnival Midway usata come intro pure in Brighton Rock dei Queen, ed infine va segnalata una traccia nascosta, Jazz Odd Horsey, la quale è una sorta di jam session piuttosto caotica che chiude il platter in maniera un po’ frivola.

Galactic Cowboys è un disco che ha il grande pregio di saper stupire, ricco di trovate e inventiva, magari non facilissimo da assimilare al primo ascolto, ma sicuramente divertente come pochi altri; vale davvero la pena riscoprirlo.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
88.5 su 4 voti [ VOTA]
rik bay area thrash
Venerdì 10 Novembre 2017, 20.15.25
6
I galactic cowboy ebbero (hanno) il merito di riuscire a coniugare melodie west coast con riff tipicamente thrash . A primo acchito sembra impresa improba e invece il risultato che ne scaturisce è sorprendente (in senso positivo). Si passa da dolci melodie a riff thrash di marca primi metallica con sorprendente semplicità. Se non si è molto preposti a questo 'strano' intruglio può risultare indigesto. Ma se si ha la pazienza e voglia di entrare nel mood di queste song il risultato e bellissimo. (Imho).
Voivod
Giovedì 17 Agosto 2017, 10.00.18
5
Mix e Marco, ci sono anch'io! Purtroppo non sono mai riuscito a vederli dal vivo... Dire che li adoro è riduttivo...ho tutti i loro album (compreso l'EP "Feel The Rage") e faccio fatica a pronunciarmi su quale sia il più riuscito. Questo,"Machine Fish", "Space In Your Face" e "At The End Of The Day" forse sono i più riusciti, ma, per chi non disdegna il genere, tutti i loro dischi sono validissimi! Tra l'altro la band si è riformata l'anno scorso e in questo 2017 dovrebbe tornare on stage! Curiosità: il bassista (e leader) Monty Colvin è il cugino di Dee Dee Ramone, bassista dei Ramones...
Metal Shock
Lunedì 22 Febbraio 2016, 7.56.59
4
@Marco 1995 c`ero anch`io a quel concerto. Ero in seconda fila e ricordo che un tipo insulto` per tutto il concerto i Galactic, e Ben gli dedico` If I were a killer invitandolo a salire sul palco!!! Grande concerto anche degli Anthrax con tuffo di Bush dagli ampli!!! Per quanto riguarda i Galactic Cowboys, ennesima dimostrazione di come ci fossero grandi band anche allora che non ebbero il successo meritato. Questo album e` fantastico, ma io gli preferisco Lost in space. Grandissimi!!!!
Marco
Sabato 20 Febbraio 2016, 3.35.40
3
Mix non sei l'unico...sono andato da Napoli a Milano principalmente per vedere loro, con i mitici Anthrax, nel 1998 se ricordo bene. Quando li ho conosciuti di persona al locale, e gli ho detto di aver fatto 850 km per vedere il loro concerto, mi hanno dato il 5, e fatto LORO le foto con me ) gran bel concerto tra l'altro. ho ancora tutti i loro dischi in originale, grande band, peccato si siano sciolti , avevano ancora qualcosa da dire secondo me
Rob Fleming
Domenica 24 Gennaio 2016, 12.01.50
2
Speak to me: 10 minuti di emozioni. Il resto non è da meno a partire da I’m Not Amused. Voto 80, ma solo perché i King's X sono arrivati prima
Mix
Martedì 2 Giugno 2015, 12.09.28
1
Sono l'unico fan dei Galactic Cowboys che c'è in Italia! Questo disco è bellissimo, ma anche il successivo Space In Your Face non è da meno, anzi. Possibile che nessuno si ricordi il video di If You Were A Killer che passava su videomusic?! Che ricordi, W i Galactic Cowboys!!!
INFORMAZIONI
1991
Geffen Records
Heavy/Prog
Tracklist
1. I’m Not Amused
2. My School
3. Why Can’t You Believe in Me
4. Kaptain Krude
5. Someone for Everyone
6. Sea of Tranquility
7. Kill Floor
8. Pump Up the Space Suit
9. Ranch on Mars Reprise
10. Speak to Me
11. Jazz Odd Horsey [hidden track]
Line Up
Ben Huggins (Voce, Chitarra, Armonica)
Dane Sonnier (Chitarra, Voce)
Monty Colvin (Basso, Voce)
Alan Doss (Batteria, Voce, Clarinetto)

Musicista Ospite:
Max Dyer (Violoncello)
 
RECENSIONI
 
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