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Blut Aus Nord - The Mystical Beast Of Rebellion
( 1996 letture )
A distanza di cinque anni da una vera e propria pietra miliare come Memoria Vetusta I: Fathers of the Icy Age, i Blut Aus Nord cambiano ancora le carte in tavola. Accantonato il più ortodosso progetto The Eye (che da quest'anno parrebbe avere in formazione il mastermind dei Manes Tor-Helge Skei, ma dal 1997 è ancora silente), il terzo lavoro dei francesi è, infatti, il disco di black metal più canonico presente nella loro intera discografia, e, se si riflette sulla sistemazione d'uscita del full-length, quest'ultimo risulta ancora più interessante, considerando le radicali virate stilistiche di cui Vindsval si è reso protagonista nell'iniziale parte della sua carriera, incastonando quattro primi dischi decisamente differenti l'uno dall'altro: ambient il primo, proto epic/atmospheric black il secondo, un alterato trve norwegian nel terzo, ed un infernale sludge/industrial/black nel quarto sigillo, vero e proprio giro di boa per l'intero black metal.

"Dedicato ad un Vindsval che non c'è più", nel presente The Mystical Beast of Rebellion ("decadente lavoro di un'arte non-musicale", come si legge nel booklet prima edizione) il gruppo abbandona le stratificate ed epiche melodie (in certa misura vicine agli Immortal) del precedente disco per trasformarsi in quella creatura inumana e meccanicizzata (a partire dai titoli dei brani) che nei successivi album vedrà completa metamorfosi, pur comunque restando il sound complessivo ancora fedele a quanto si era udito in Norvegia negli anni precedenti. Se infatti gli Immortal venivano comunque rielaborati in Memoria Vetusta I: Fathers of the Icy Age, l'approccio che i Blut Aus Nord scelgono per il loro terzo disco è sicuramente più diretto ed aggressivo, certamente minimale, di memoria Darkthrone, in accordo al quale un muro di singhiozzanti tremolo-picking e sintetici, atecnici blast beat colpiscono fin dal Primo Capitolo la psiche dell'ascoltatore, martoriata, nei tempi più medi, dai rintocchi del charleston aperto. In aggiunta, vengono sviluppate compiutamente per la prima volta quelle occulte venature drone/sludge (si oda la chiusura di Chapter III) tipiche del riffing del mastermind, le quali si vanno a mescolare con le linee epiche delle sei corde già elaborate nel primo capitolo della Memoria Vetusta (e giunte, migliorate e gonfiate dalla produzione, nel recente terzo atto), aiutate da quelle particolari progressioni armoniche in minore delle chitarre sotto tono che ancora oggi rendono Vindsval uno tra i più espressivi e ipnotici chitarristi del mondo black.
Al netto dei non più centrali intermezzi ambient (coloro a cui piacciono i Lustmord non resterebbero comunque delusi), gli inediti del disco sono dunque diversi: la dissonante virata industrial è pervasiva e violenta, il quattro corde di conseguenza sparisce, risucchiato nel proprio muro ritmico, mentre al microfono il ventiduenne ragazzo della Bassa Normandia si lascia andare ad un esperimento mai più ripetuto nei successivi dischi (forse, e giustamente, per evitare un'eccessiva spersonalizzazione della proposta artistica), ricercando uno fra gli scream più agghiaccianti mai esistiti nel genere, quello di Varg Vikernes. Al pari di Burzum, e come un lampo infernale, Vindsval squarcia le atmosfere del proprio album con un urlo glaciale e sempre su toni medio-alti, come pure alcune atmosfere del Conte vengono riprese (Chapter II, Chapter V), pure se la loro profondità e poeticità non possono rientrare nel mondo della sintetica tecnica inscenato dal combo francese (il dubbio sull'esistenza o meno di W.D. Feld, o della mera presenza di una drum-machine al suo posto, non penso sarà mai sciolto). Questa impostazione è tuttavia anche il maggior difetto della presente opera, la quale cerca comunque una via di fuga in alcune soluzioni degne dei Marduk di Panzer Division Marduk qualche bpm meno veloci, ma non riesce a trascendere completamente quella staticità ed assenza di vita, rapendo del tutto l'ascoltatore, che è anche la sua fortuna, e più in generale il cuore dei Blut Aus Nord.

In definitiva, forse The Mystical Beast of Rebellion compie il passo più lungo della gamba, ma al tempo stesso manifesta per la prima volta quella che sarà una fra le due principali anime stilistiche del gruppo. Ad ogni modo, la terza uscita dei Blut Aus Nord è un buon disco di circolare e ritualistico black metal, comunque volto alla tradizione, nel quale l'artistico tocco di Vindsval si percepisce anche nel rimaneggiamento di una materia artistica già nel 2001 oramai stranota (sulla scia degli spettri dell'Helvete, già al tempo era pieno di gruppi clone schiantatisi sulle mura della noia e dell'anonimato), ma per sua "sfortuna", uscito tra due dischi allucinanti ed epocali per l'intero genere più estremo di tutti.

POST SCRIPTUM
Nel 2010 la Debemur Morti ha rilasciato una nuova edizione del disco, oramai divenuto piuttosto raro, con un cd bonus di 37 minuti di nuova musica, tutto sommato in linea con l'originale.
Se ne parla per piacere di completezza, ma è evidente che tale aggiunta artistica non può influenzare la valutazione di quanto concepito originariamente dieci anni prima.
Modificato in meglio l'artwork di copertina, mentre il precedente finisce sulla terza anta del digipack, le tre nuove tracce riprendono l'oscurità dipinta in prima battuta, ma abbassano ulteriormente i bpm della proposta artistica, risultando più centrate nel contesto rispetto a qualche passaggio comunque troppo confuso della prima uscita. A distanza di anni l'approccio di Vindsval è quindi meno denso e aggressivo, ma più desolato, lasciando un sentore di minor fatica compositiva rispetto al passato; la conclusiva The Fall: Chapter 7.77, suite di 20 minuti, è uno fra gli episodi più ipnotici e lucidi dell'intera discografia del gruppo, che segna come pochi altri brani l'attitudine noise dei BAN.



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
66 su 2 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2001
Oaken Shield
Black/Ambient
Tracklist
1. The Fall: Chapter I
2. The Fall: Chapter II
3. The Fall: Chapter III
4. The Fall: Chapter IV
5. The Fall: Chapter V
6. The Fall: Chapter VI
Line Up
Vindsval (Voce, chitarre)
Nahaim (Basso)
W.D. Feld (Batteria, tastiere)
 
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