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H.e.a.t - Live in London
( 1375 letture )
Gli H.e.a.t sono considerati ormai da qualche anno gli astri nascenti dell’hard rock svedese, una band capace di ottenere un buon successo commerciale, ma anche allo stesso tempo in grado di entrare nei cuori di alcuni dei più intrepidi metallari old school. È inutile negarlo: le melodie orecchiabili e i ritornelli catchy sono una soluzione irrinunciabile per raggiungere un grande traguardo in poche semplici mosse, ma non da tutti è la capacità di creare canzoni qualitativamente notevoli invece di semplici successi commerciali fatti con lo stampino e venduti come brani originali. I cinque svedesi hanno ormai all’attivo quattro album, due dei quali pubblicati con la formazione originale che vedeva Kenny Leckremo alla voce e due col suo successore Erik Grönwall, molto più di un semplice rimpiazzo. In una data del loro primo tour europeo da headliner, il 16 maggio 2014 al The Garage di Londra, la band ha colto l’occasione per registrare il primo live album della propria carriera, intitolato molto semplicemente Live in London e pubblicato il 20 febbraio 2015 per conto della earMUSIC. Nei solchi di questa registrazione è racchiusa tutta la magia di un’esibizione degli H.e.a.t, una formazione che tira fuori il meglio di sé proprio dal vivo, riuscendo a trasmettere una dose di energia esponenzialmente più elevata che su CD, dove già il livello di coinvolgimento è alto.

“We are H.e.a.t and we represent Sweden!”

Live in London non è un disco che potremmo definire dei più omogenei, in quanto la scelta della scaletta è forzatamente orientata verso gli ultimi due lavori, quelli -non a caso- concepiti con la formazione attuale. Dei quindici brani presenti, infatti, sono solamente due quelli appartenenti al periodo pre-Grönwall, ovvero il famoso singolo 1000 Miles e Late Night Lady. Ciò oltretutto evidenzia il fatto che un album grandioso come Freedom Rock non sia neppure lontanamente stato considerato ed è quanto di più chiaro ci sia per capire che questo primo live album non potrà mai essere considerato alla stregua di un best of. Dal punto di vista essenzialmente promozionale nei riguardi dell’ultimo studio album Tearing Down the Walls non poteva perciò esserci pubblicità migliore. Gli H.e.a.t si lasciano quasi completamente alle spalle la prima parte di carriera per ripartire dal 28 marzo 2012, giorno in cui venne pubblicato Address the Nation e in cui Erik Grönwall mise nero su bianco le sue incredibili potenzialità come cantante ma anche come vero e proprio frontman e leader del gruppo svedese. Certo è che ascoltando Live in London ci si accorge di come le canzoni attuali siano fortemente capaci di colpire nel segno, dimostrando una maturità artistica non da poco. Address the Nation, ma ancor di più il recente Tearing Down the Walls sono due dischi eccezionali in cui gli H.e.a.t hanno messo a segno un colpo dietro l’altro capendo esattamente come proporsi al proprio pubblico, con canzoni ora dotate di un’energia e una carica sconfinata ora melodiche e profondamente emozionali. E non va dimenticato quanto importante sia l’apporto di ogni singolo membro del gruppo, al di là del nome dietro al microfono. Il chitarrista Eric Rivers, rimasto l’unico ad imbracciare la sei corde dopo la dipartita di Dave Dalone nel 2013, è il perno centrale attorno al quale ruota l’intera struttura di questa formazione, completata dal tastierista Jona Tee, anch’esso di fondamentale importanza per imprimere la giusta melodia di contorno, dal bassista Jimmy Jay e dal batterista Crash, questi ultimi ovviamente essenziali, ma mai protagonisti in grado di lasciare un grande segno del loro passaggio. I momenti forti in questo live album sono difficili da trovare, ma solo perché è difficile trovare anche solo un minimo calo di tensione o un brano meno coinvolgente di un altro. Su tutti non possiamo non citare però la doppietta iniziale, apripista dell’ultimo album, formata da Point of No Return e A Shot at Redemption. Inferno, Tearing Down the Walls e Mannequin Show mostrano come i brani più recenti siano anche i più interessanti e variegati, mentre le conclusive Breaking the Silence e Living on the Run chiudono nel modo migliore una setlist da brividi. L’intraprendenza scenica di Erik Grönwall (che possiamo solo immaginare, ma che emerge a livello interpretativo nel corso dell’ascolto) dimostra come gli H.e.a.t abbiano tutte le carte in regola per diventare una band di prim’ordine e durare nel tempo, pur proponendo un genere datato come l’hard rock melodico di stampo prevalentemente ottantiano.

“Yesterday is history, tomorrow is a mistery, but today is a gift. That is why it is called the present.”

Questa citazione, che possiamo sentire in apertura di concerto, si rifà piuttosto bene alla nostra disamina sugli H.e.a.t. Come abbiamo visto, infatti, il passato, rappresentato dal periodo con Leckremo alla voce, è lasciato alle spalle, il futuro resta un mistero perché non ci è mai dato sapere cosa accadrà nel domani, vicino o lontano che sia, ma il presente è un dono. E il dono gli H.e.a.t ce l’hanno fatto sfornando un album più bello dell’altro, e mettendo la classica ciliegina sulla torta con questa prima registrazione live. Un disco che non racchiude tutti gli episodi migliori della loro carriera, ma che senz’altro ci mostra la band in uno stato di forma eccezionale. Il consiglio, se siete dei novizi nei confronti dei cinque musicisti svedesi, è quello di ascoltare prima i dischi in studio e solo dopo, una volta appresi i punti fondamentali della loro discografia, addentrarsi in quest’album dal vivo.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
91.8 su 5 voti [ VOTA]
Flavio
Lunedì 16 Marzo 2015, 11.18.37
7
D'accordissimo con chi giudica gli H.E.A.T. come la miglior band hard rock attuale. Immensi e questo cd ne è la prova..
Danieletto
Venerdì 13 Marzo 2015, 21.55.28
6
Mi trovo pienamente d'accordo con chi sostiene che gli H.E.A.T sono tra le migliori band hard 'n' heavy del nuovo millennio. Questa testimonianza live è una ciliegina sulla torta per una carriera che mi auguro possa regalarci ancora tanti successi. Alzo leggermente il voto rispetto a quello del recensore: per me un rotondo 85 ci sta tutto. Live da ascoltare e riascoltare in loop frenetico.
HeroOfSand_14
Mercoledì 11 Marzo 2015, 16.55.38
5
Prima che uscisse l'album ho avuto paura che un "semplice" cd live non riuscisse a trasmettere la loro carica all'ascoltatore. Invece mi sono ricreduto, l'ho ascoltato su Spotify ed è strepitoso..! Dopo averli visti dal vivo a novembre questo disco sarà il degno ricordo di quella serata, seppur con scaletta diversa, grazie all'energia che esce dalle casse sprigionata da tutta la band e, sopratutto, a quel mostro di bravura di Erik. Avessero pubblicato un dvd allegato avrebbe reso ancora meglio l'idea di quanto siano fenomenali dal vivo (ma non solo) questi ragazzi, per ora dobbiamo quindi "accontentarci" di una grandissima setlist suonata da uno dei migliori gruppi che la musica ha partorito negli ultimi anni.
gemini
Mercoledì 11 Marzo 2015, 14.27.03
4
Non ho il disco, ma li ho visti live tre volte nel giro di un anno e sono sempre stati ottimi: grande presenza scenica e capacità di star sul palco, concerti sempre molto interattivi e divertenti e poi... le canzoni! Peccato davvero che ne eseguano pochissime del periodo "pre-Erik" (oltre alle due presenti qui, spesso suonavano anche "Beg Beg Beg"), ma davvero ogni appassionato di buon hard rock e di tanta melodia non può davvero lamentarsi di questi svedesi.
Alexxxxxxxxxxxxxxx
Martedì 10 Marzo 2015, 20.13.11
3
Grandi
AlinoSky
Martedì 10 Marzo 2015, 16.08.38
2
gruppone , poche storie , una delle migliori band di questo nuovo millennio
Fenrir
Martedì 10 Marzo 2015, 11.44.37
1
Bellissimo
INFORMAZIONI
2015
earMUSIC
AOR
Tracklist
1. Point of No Return
2. A Shot at Redemption
3. Better Off Alone
4. 1000 Miles
5. It’s All About Tonight
6. Inferno
7. The Wreckoning / Tearing Down the Walls
8. Mannequin Show
9. Late Night Lady
10. In and Out of Trouble
11. Downtown
12. Enemy in Me
13. Emergency
14. Breaking the Silence
15. Living on the Run
Line Up
Erik Grönwall (Voce)
Eric Rivers (Chitarra)
Jona Tee (Tastiere)
Jimmy Jay (Basso)
Crash (Batteria)
 
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