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Putrid Offal - Mature Necropsy
( 1296 letture )
Come già avevo puntualizzato nella recensione dell’EP Suffering, l’edito promozionale che ha anticipato l’album in questione, quello dei Putrid Offal è sì un album di debutto, ma con la premessa che si tratta dell’uscita discografica di materiale che fu composto più di 20 anni fa e rodato tra una manciata di demotape e split che a quanto pare ebbero una risonanza maggiore dopo lo scioglimento prematuro della band nel 1994, più che ai suoi tempi, quando effettivamente il goregrind andava alla grande, con i Carcass a capeggiare una sequela notevole di devoti a questa forma particolarmente truculenta di uno dei generi musicali già di per sé più avvezzi a velocità e bestialità di vario genere.

Se gruppi come Impetigo, Necrony o Dead Infection ebbero modo di pubblicare un full in quegli anni, altri impiegarono più tempo ad arrivare a questo passo, come Impaled, Dead, o General Surgery, pur avendo comunque un altarino dedicato negli scantinati dei cultori del death necro-patologico, e i Putrid Offal risultano essere i più ritardatari, ma non per questo indegni della nostra attenzione. Dopotutto la musica che sentiamo proviene da un periodo piuttosto fecondo per questo specifico stile, nonché particolarmente salubre per il genere stesso, e sicuramente è qualcosa che traspare dalla musica. I 30 minuti di questo Mature Necropsy (titolo giocato con la contrapposizione con la traccia Premature Necropsy, scritta 25 anni fa e finalmente ospite di un full-length) sono infatti ispirati e senza compromessi, carichi di un’energia e di un’atmosfera malata e selvaggia che può venire solo dai primi anni ’90.

I tempi sono per lo più serrati, con cambi di tempo repentini e ritmi grind, contrapposti talvolta a groove più cadenzati e marcescenti, senza mai prolungarsi oltre i due minuti e mezzo di durata e giocando su stacchi e costruzioni piuttosto varie, benché apprezzabilmente acerbe. In effetti, ogni parte di questo Mature Necropsy ha in sé il seme giovanile di un’attitudine alla musicalità stuprata da una volontà inarrestabile di morte, cacofonia, velocità e aggressività, e mostra raramente doti compositive ricercate, ma si fa forza invece delle suddette caratteristiche per colpire dritto al punto e senza procrastinare sull’autopsia, per fare un gioco di parole. Le linee chitarristiche sono lineari e funzionali all’assalto pianificato, costruite secondo un criterio minimalista e diretto, lasciando il protagonismo alla batteria, instancabile tra blast furiosi e d-beat dal gusto punk che si fondono perfettamente con il riffage death metal embrionale, con anche qualche richiamo alla scena classica della Florida. Le pelli guidano l’intero complesso in un continuo evolversi ritmico e strutturale che rinuncia allo schema compositivo ridondante per concentrare in poco tempo le idee più aggressive e pesanti che passassero in mente ai nostri. Le vocals sono per finire uno degli ingredienti più (dis)gustosi della portata: il gutturale è profondo e fangoso, e si alterna a voci harsh più straziate (pura scuola Carcass!) che pronunceranno chissà quali nefandezze mediche e/o anatomiche o strane parti del corpo che non pensavate vi potessero marcire addosso.

La scelta della produzione infine denota una certa consapevolezza della band, che pur essendo la band più letteralmente old school tra un’ondata di (sano e spesso fertile) manierismo death metal anni ’90, che suona vecchio e intende sembrarlo, puntano comunque su una produzione chiara, pesante e al passo coi tempi. Non nell’accezione moderna, sia chiaro, ma quantomeno non ricercatamente "outdated", con un sound curato e un impatto senza compromessi, che riesce comunque a ricreare quel sound denso, spesso e putrescente che con Symphonies of Sickness fece scuola per decine e decine di gruppi.

Inoltre, all’album in questione si accompagna, nella versione limitata, il CD bonus Premature Necropsy: The Carnage Continues, che comprende l’intera discografia della band rimasterizzata dai nastri analogici originali, che potrebbe essere un ascolto altrettanto interessante per apprezzare il tiro invidiabile che al band aveva già all’inizio degli anni ’90. Decisamente consigliato a tutti gli amanti di questo genere, per solidità, ispirazione e collocazione storica!



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
90 su 1 voti [ VOTA]
LAMBRUSORE
Sabato 14 Marzo 2015, 5.43.08
1
Giuro che non li conoscevo, cerco subito qualcosa in rete.
INFORMAZIONI
2015
Kaotoxin Records
Death / Grind
Tracklist
1. Purulent Cold
2. Garroting Way
3. Mortuary Garlands
4. Gurgling Prey
5. Repulsive Corpse
6. Suffering
7. From Plasma to Embalming
8. Orgasmic Excavation
9. Premature Necropsy
10. Symptom
11. Rotted Flesh
12. Birth Remains
13. Outro
Line Up
Franck Peiffer (Voce, Chitarra)
Philippe Reinhalter (Chitarra)
Fred Houriez (Basso)
 
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