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Raised Fist - From the North
( 1746 letture )
A sei anni di distanza da Veil of Ignorance tornano i Raised Fist con il qui presente From the North, un disco che in qualche modo continua il percorso di cambiamento prodotto dai cinque ragazzoni svedesi. Partiti da un furibondo hardcore nei primi anni '90, potente e compulsivo, con il quale hanno creato la loro carriera artistica arrivando all'apice quale è Dedication del 2002, per poi invece iniziare un cambiamento stilistico indirizzato ad un crossover/nu metal che poco ha a che vedere con gli inizi. I brani sono decisamente più lenti e in qualche modo più ragionati, ma la somiglianza pericolosa di alcuni elementi con band come Limp Bizkit fa decisamente storcere il naso. È pur sempre vero che per il nome stesso l'ispirazione è partita dai Rage Against The Machine, ma con i quattro americani non condividono proprio nulla; la voce violenta di Alexander ''Alle'' Hagman spesso è troppo prolissa e poco c'entra con alcuni brani rendendoli troppo simili, il resto della band fa un buon lavoro anche a livello compositivo, ma è davvero molta la differenza tra gli attuali Raised Fist e quelli ben più conosciuti con il loro hardcore viscerale.

Flow, Chaos e Man & Earth sono i primi tre brani del disco, tutti molto simili, con un certo groove che strizza l'occhio a quel nu-metal che tanta fortuna ha dato ad alcune band tra la fine degli anni novanta e l'inizio del ventunesimo secolo. I brani sono ben strutturati anche se non hanno quel tiro tipico dei Raised Fist con la voce di Alexander ''Alle'' Hagman che, nonostante la consueta rabbia, non riesce a dare potenza ai brani. Questo cambiamento è dovuto più ad un sostanziale rallentamento dei brani, meno hardcore ma più orientati verso alcune cose dei Rage Against The Machine ma è con brani come Sanctions e Gates che ritroviamo le tipiche sfuriate degli svedesi, dove riescono a dare il meglio nonostante anche qui si trovi una marcata similitudine tra i brani stessi sia nelle parti veloci che nelle parti decisamente più lente, con lo spettro della band di Tom Morello che è sempre dietro l’angolo. Il brano più riuscito è Depression dove i Raised Fist pur abbracciando il già menzionato nu metal riescono nell'intento di variare il brano con alcuni spunti interessanti. Unsinkable chiude l'album, un altro brano tirato con i soliti cambi centrali, che rallentano il tutto creando più atmosfera a livello musicale, ma l’eccessiva ripetività nella composizione non rende giustizia ad una band con ben altre possibilità come hanno già saputo dimostrare in passato.

Purtroppo ci troviamo di fronte ad un passo indietro rispetto alle precedenti produzioni: From The North è fin troppo prolisso, le chitarre sono ultra compresse nei riff principali mentre nei passaggi più ariosi, ad accordi aperti, è la melodia a dettare legge. La sezione ritmica mantiene un buon ritmo con alcuni passaggi di Andreas ''Josse'' Johansson al basso degni di nota; l'album si mantiene sulle medesime coordinate musicali dall'inizio alla fine, nonostante l'esigua durata alla lunga stanca e certamente non è un disco che potrà vantare numerosi ascolti; può piacere ai fan dell'ultima ora ma certamente non a chi segue questa band sin dagli esordi.



VOTO RECENSORE
56
VOTO LETTORI
35 su 1 voti [ VOTA]
Marco 75
Mercoledì 3 Giugno 2015, 14.26.55
3
Mi trovo d'accordo con la recensione, anche se io piazzerei un 65 come voto, perchè i Raised Fist, anche quando non fanno centro, non mancano mai di mostrare il loro talento, che è genuino. Però è vero che questo disco manca di mordente, sa troppo di già sentito, non appassiona, e poi , come sottolinea Forbiddenevil, la produzione è veramente pessima, il suono delle chitarre è così compresso che si fatica a distinguere gli accordi, all'inizio pensavo che fosse un problema del mio stereo. Insomma, non un fallimento, perchè From the north si ascolta comunque con piacere, ma è di molto al di sotto delle potenzialità ormai note dei Raised Fist.
Stefano
Venerdì 13 Marzo 2015, 14.29.39
2
Delusione totale. Già Veil of Ignorance non era un granchè, ma questo è davvero un pessimo disco! Come sono lontani i Raised Fist di Dedication...
LAMBRUSCORE
Giovedì 12 Marzo 2015, 20.13.24
1
Mi piacciono i primi, Stronger than ever e You're not like me, poi quello che ho sentito dopo non mi è piaciuto, non sono neanche andato a vederli l'anno scorso vicino a casa mia....adesso mi sentirò dire -come spesso succede- che bisogna apprezzare stili diversi e menate del genere, rispondo all'ipotetica domanda -che magari nessuno mi farà- , se qualcuno voleva che andassi a vederli, mi cacciava fuori i 15 euro d'ingresso e li avrei visti volentieri, ahahaahah
INFORMAZIONI
2015
Epitaph Records
Crossover
Tracklist
1. Flow
2. Chaos
3. Man & Earth
4. In Circles
5. We Will For Everybody
6. Sanctions
7. Ready to Defy
8. Depression
9. Gates
10. Until the End
11. Unsinkable
Line Up
Alexander ''Alle'' Hagman (Voce)
Jimmy Tikkanen (Chitarra)
Daniel Holmgren (Chitarra)
Andreas ''Josse'' Johansson (Basso)
Matte Modin (Batteria)
 
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