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Wretch - Warriors
( 975 letture )
I Wretch sono una band proveniente dall’Ohio le cui origini si perdono addirittura negli anni ‘80, anche se il loro LP di debutto, Reborn, vedrà la luce solo nel 2006. Gli statunitensi si ispirano a nomi quali Judas Priest, Helloween, Iron Maiden, insomma ai mostri sacri del metal e nei testi si rifanno ai cliché tipici del genere suonato: certamente l’esperienza non manca ai Nostri, ma basterà a far brillare di luce propria questo Warriors?

La copertina di un disco dovrebbe essere il suo biglietto da visita e qui mi sento di fare un primo appunto: già il soggetto non è un granché di suo, ma almeno si potevano rispettare le proporzioni; era possibile certamente fare di meglio. Comunque queste sono inezie, ovviamente il fulcro di qualsiasi album è la musica, ma anche qui i Wretch non sono esenti da pecche. Già, perché sinceramente da una band che dopo così tanti anni è solo al secondo album ci si aspetterebbero fuochi d’artificio e invece la prova del quintetto di Cleveland pur non essendo affatto catastrofica -i musicisti sembrano tecnicamente preparati- risulta abbastanza sottotono. Peccato, perché ci sono alcuni riff eseguiti con le twin guitar -affidate al duo Stephenson/Giannakos- piuttosto azzeccati (Sacrifice su tutti), ma come detto è la personalità a mancare nel songwriting e il prodotto finale ne risente. Composizioni fin troppo lineari e senza guizzi, spesso ripetitive e allungate appesantiscono ulteriormente un full length della durata di quasi un’ora. Ron Emig ha un vocalism che risulta poco duttile e vivace per il genere power metal: sembra sempre cantare con il freno a mano tirato e ciò è piuttosto palese in The Ones, pezzo dall’incipit maideniano e con il basso di Tim Frederick in evidenza; dopo un buon inizio strumentale -anche grazie all’apporto di Evan Gottschalk alla batteria- si segnala una seconda voce a dir poco fiacca e una sezione ritmica che perde un pochino il passo, mentre nella title track sia gli assoli che i cori risultano un pochino “molli” (e il sottofondo di una battaglia a metà pezzo non agevola di certo la riuscita del medesimo). Sleepless Dreams ha una dissolvenza che sfocia in un bell’assolo di chitarra acustica ed è questa la parte più coinvolgente della canzone, altrimenti fin troppo anonima, così come la ballad unplugged In Those Eyes sembra assai essenziale; va decisamente meglio con Sword and Stone, a riprova del fatto che volendo i Wretch sono in grado, pur senza strafare, di comporre pezzi che sanno essere incisivi.

La produzione non aiuta, per un disco power risulta troppo leggera (forse si è esagerato nel volersi rifare al sound di ottantiana memoria, oltre che con la lunghezza dei brani), ma è soprattutto la voce di Emig a non entusiasmare: poco charme, nessun picco, insomma abbastanza piatta e pure i cori, che dovrebbero essere epici e coinvolgenti, sembrano invece provenire da un paio di persone in una stanza vuota. In molti affermano che il genere ha ormai ben poco da dire: a parte l’effetto “già sentito” che sarebbe estendibile alla maggior parte delle uscite odierne (del resto non è così semplice essere innovativi), basterebbe che la proposta sia di qualità per ritrovarsi di fronte a un ottimo disco heavy-power, ma francamente non sembra questo il caso. Warriors non è un album orrendo nel senso letterale del termine, ma la verità è che non lascia molto di sé dopo l’ascolto. Né carne né pesce.



VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2014
Pure Steel Records
Heavy/Power
Tracklist
1. Into Madness
2. Sleepless Dreams
3. The Ones
4. Warriors
5. Fallen from Grace
6. Sacrifice
7. All I See
8. Sword and Stone
9. Death of Innocence
10. Never Alone
11. Watching the World
12. In Those Eyes
13. Rain
Line Up
Ron Emig (Voce)
Michael Stephenson (Chitarra)
Nick Giannakos (Chitarra)
Tim Frederick (Basso)
Evan Gottschalk (Batteria)
 
RECENSIONI
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