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Wolfpakk - Rise of the Animal
( 1062 letture )
A seguito del successo ottenuto dall’instancabile Tobias Sammet e dai suoi Avantasia, si è assistito ad una vera e propria proliferazione di metal opera, arricchite dalla partecipazione di nomi altisonanti e celebrati. Il rischio, come in ogni operazione di questo genere, è dietro l’angolo: è possibile infatti scrivere canzoni grandiose ed affidarle a fuoriclasse della loro categoria, ottenendo così riscontri immediati e positivi, ma è anche facilissimo lasciarsi prendere la mano ed infarcire un album di ospiti tanto per farlo, magari coprendo lacune compositive proprio grazie al peso dei nomi tirati in ballo. Il terzo album dei Wolfpakk, creatura dei musicisti Michael Voss e Mark Sweeney, si muove esattamente sulla linea di confine fra questi due estremi: alterna infatti brani ben congegnati ed arricchiti da prestazioni eccellenti ad altri meno ispirati e salvati dal naufragio solo grazie alla bravura dell’ospite di turno. La lista degli ospiti, peraltro, è notevolmente lunga, ma è semplice immaginare che la maggior parte degli ascoltatori sia attratta dai pesi massimi del microfono Michael Kiske, Andi Deris, Joe Lynn Turner e Don Dokken. Quanto agli strumentisti, troviamo anche in questo caso elementi di prim’ordine quali John Norum, Axel Rudi Pell, Bob Daisley, Mike Terrana, Chris Slade e molti altri validissimi professionisti.

Ma bando alle ciance, sarete ansiosi di capire il senso delle nostre precedenti affermazioni sullo stile “medio” di questo lavoro: Rise of the Animal si apre con Rider of the Storm, uno dei pezzi migliori peraltro. Si tratta di una classica cavalcata power in stile Helloween moderni, non a caso nobilitata proprio dalla presenza di Andi Deris al microfono. La produzione, non perfetta al 100%, mette un po’ troppo in primo piano la batteria rispetto agli altri strumenti, ma il brano ciò nonostante funziona. Certo, ci si potrebbe legittimamente chiedere perché scimmiottare in tutto e per tutto gli Helloween, ma di una Rider of the Storm ci si può più che accontentare. Sock it to Me è meno veloce, ma egualmente ben fatta soprattutto nelle linee vocali e nelle parti di chitarra. Monkey on Your Back è già complessivamente un po’ meno brillante, ma il ritornello tiene alto il livello della canzone, mentre Highlands è un brano fortemente corale e dal piglio divertente, con un’ottima prova di Joe Lynn Turner. Black Wolf è la canzone forse più interessante ascoltata finora, con un bel riff, una parte vocale azzeccata ed una prestazione che, finalmente, sa al 100% di band e non di progetto con mille ospiti; lo stesso si può dire per Somehwere Beyond, più rapida e che sa di heavy/power di scuola tedesca, mentre meno convincente risulta Running Out of Time, a causa soprattutto di un ritornello melodico poco azzeccato ed eccessivamente prolungato, che smorza la carica delle strofe. C’è, insomma, un po’ di altalena qualitativa in questo lavoro, circostanza confermata dall’altrettanto opaca Grizzly Man, seguita viceversa da un’interessante High Roller, prevedibile ma almeno discretamente congegnata. E’ poi il momento di un altro dei vertici del disco…e naturalmente non può che essere il turno di Sua Maestà Michael Kiske, che nobilita un brano mediamente veloce con il suo timbro inconfondibile. Poco da dire, in questi brani il nostro sguazza ancora a meraviglia, tanto che si capisce poco l’intermezzo atmosferico e strumentale posto verso la fine, sinceramente poco utile. A confermare ancora il trend di cui abbiamo parlato poc’anzi, Universe è un brano melodico discreto, ma nulla più.

Torniamo dunque al punto di partenza: il terzo album dei Wolfpakk è una via di mezzo fra un buon lavoro ed una delusione e, di fatto, non ha mezze misure: alterna brani decisamente ottimi in tutto, dalle linee vocali alle parti strumentali, ad altri scialbi, privi di nerbo e fantasia. Gli ospiti indubbiamente aiutano, ma è un peccato vedere che i due compositori della band, a volte, si appoggiano troppo sul nome, più che sulle proprie qualità compositive, che pure dimostrano di possedere. Insomma, la strada per raggiungere i livelli di Sammet, specie di quello della sua ultima fatica, è ancora lunga.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
84.5 su 2 voti [ VOTA]
xXx
Venerdì 20 Marzo 2015, 18.47.43
3
bel dischetto, ottime prove di tutti, forse la produzione non è perfetta ma è un bel disco. kiske sopra tutti come sempre. voto 75
Followthecheater
Venerdì 20 Marzo 2015, 17.49.19
2
Ma non potevano plagiare una copertina meno famosa?
Radamanthis
Venerdì 20 Marzo 2015, 11.08.50
1
Non potevo naturalmente lasciar passare questo disco dove ci sono così tanti artisti che apprezzo e così me lo sono ascoltato più e più volte. La performance del duo ideatore Mark Sweeney e Michael Voss è decisamente interessante sia per quel che riguarda la prova vocale sia per quel che riguarda la fase compositiva; mi sono piaciuti quasi tutti i brani anche se quel retrò di "già sentito" aleggia un pò ovunque. Sammet ha fatto scuola con le metal /rock opera e su questo volenti o nolenti non ci si può far nulla, gli altri possono solo "copiare" qua e là idee avute una quindicina di anni fa dal singer degli Edguy. Tutto sommato mi trovo in accordo con le parole di Barry e con il suo voto (alzato forse a 70 secondo me). Le migliori sono a mio avviso Rider of the storm (feat. Deris), Highlands (feat. Turner), Black wolf (feat. Altzi) e su tutte la title track Rise of the animal (feat. Kiske). Mi soffermerei sulla prova di Kiske che è immensa come sempre, come il vino buono più invecchia e più è buono, ed è proprio quando ci sono le rock opera / metal opera in cui lo si può confrontare da vicino con gli altri artisti (e che artisti direi...sia qui che con Avantasia o nelle innumerevoli guest appearance che ha avuto nella sua carriera) che le sue qualità risaltano ancora di più. Immenso! Voto 70
INFORMAZIONI
2015
AFM Records/Audioglobe
Heavy/Power
Tracklist
1. Rider Of The Storm
2. Sock It To Me
3. Monkey on Your Back
4. Highlands
5. Black Wolf
6. Somewhere Beyond
7. Running Out of Time
8. Grizzly Man
9. High Roller
10. Rise of the Animal
11. Universe
Line Up
Mark Sweeney (Voce)
Michael Voss (Voce, Chitarra, Basso)

Musicisti Ospiti
Michael Kiske (Voce)
Andi Deris (Voce)
Don Dokken (Voce)
Ted Poley (Voce)
Joe Lynn Turner (Voce)
Rick Altzi (Voce)
David Reece (Voce)
Charlie Huhn (Voce)
Marc Storace (Voce)
Michaela Schober (Voce)
Jean-Marc Viller (Voce)
John Norum (Chitarra)
Doug Aldrich (Chitarra)
Axel Rudi Pell (Chitarra)
Bernie Torme (Chitarra)
Martin Rauber (Chitarra)
Jeff Watson (Chitarra)
Ryan Roxie (Chitarra)
Bob Daisley (Basso)
Barend Courbois (Basso)
Al Barrow (Basso)
Chris Ivo (Tastiere)
Pablo Allen (Cornamusa)
Mike Terrana (Batteria)
Chris Slade (Batteria)
Simon Philips (Batteria)
Mark Schulman (Batteria)
Gereon Homann (Batteria)
 
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