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Brodequin - Intruments of Torture
( 1799 letture )
Si scrive Brodequin, si legge violenza allo stato puro.
La band americana nasce nel 1998 per mano del bassista e cantante Michael Bailey e del fratello chitarrista Jamie Bailey; giusto il tempo necessario per reclutare un batterista con i controfiocchi e dalla furia musicale assassina come Chad Walls, vera e propria macchina massacra-pelli e la squadra smembramenti è al completo.
Come descritto da Michael Bailey, dottore in storia, il "brodequin" è stato uno strumento di tortura lievemente pericoloso e scarsamente sanguinoso utilizzato nel Medioevo, consistente in una semplice struttura in cui venivano posti dei cunei di legno o ferro, da stringere attorno alle gambe del divertito utilizzatore.

Così la band, attorno a questo strumento, ha derivato una vaga idea riguardo a squartamenti, torture e massacri e l'ha posta in musica. Riguardo poi al concetto di musica cui la band si è ispirata, è bene fare alcune precisazioni. Se teniamo presenti band come Disgorge o Devourment abbiamo un primo quadro che potrebbe permetterci di capire cosa fanno i nostri dolci americani. Se poi pensiamo alla musica non nella classica concezione nostrana di melodia, bensì alla sua antitesi e quindi senza uno straccio di aria melodiosa, ma ad un muro sonoro fatto di accordature bassissime, una tecnica più che buona, un growl ultra-fitto e continuo ed una batteria senza tregua, allora possiamo cominciare a capire cosa aspettarci dai Brodequin. Si tenga presente che il batterista Chad ha dichiarato che, al tempo dell'incisione, stava ancora imparando cosa volesse dire suonare velocemente, tanto per precisare che qui siamo solo agli inizi.
Inizi che comunque vedevano pochi, pochissimi gruppi suonare in questa maniera e i Brodequin sono uno dei gruppi da ricordare assolutamente; inoltre, il fatto di essersi autoprodotti, aiuta sicuramente il disco a dare un'idea ancora più "intima", lontano dalle raffinatezze di un album prodotto da una label, oltre a poter più facilmente valorizzare il lato caotico dell'ensemble.
Quindi si ha a che fare con venticinque minuti di inaspettata e spropositata violenza sonora; il tempo di scrivere questa recensione che il disco finisce per la terza volta, tanto rapidamente si dissolve, ma il furore profuso non ha fine, sgorga continuamente inesorabile, è una magmatica colata di odio e depravazione, puro marciume putrescente che bene rende il concetto espresso dal nome della band.
I tre posseggono una tecnica, relativamente al genere, più che discreta, con la quale ergono un monumento di cattiveria e potenza difficile da eguagliare. Ma non solo tecnica e velocità, i Brodequin sono qui per mostrarci la parte distruttiva della musica, e quindi danno spazio a rallentamenti assassini, ripartenze da brivido e riff spaventosi, tutto in nome di una sana e sacrosanta violenza sonora, che come ricorda una vecchia canzone italiana, "salva il giovane dallo stress e dall'azione cattolica".
Va citata anche la copertina e quale altra immagine poteva trovare il nostro poetico trio? Esatto, una bellissima rappresentazione di ciò che accadeva al fortunato consumatore di "brodequin", che altro se no?

Insomma, il primo album dei Brodequin è tutto qui, un passato preparato con pochi ingredienti, tanta amorevole violenza, un goccio di cattiveria concentrata, due etti di blast-beat, una volta lasciato riposare il composto nello stereo/PC, unite con mezzo chilo di riff incendiari, ed eccovi dieci gustosissime tracce, da condividere rigorosamente da soli, poiché seppur presi singolarmente siano comunque al contempo devastante e di ottima fattura, tutti questi meravigliosi ingredienti donano il meglio di sé se consumati assieme, aumentando drasticamente le possibilità gustative del prodotto finito.
Brutal come poco se ne sente ancora oggi, da gustare e rigustare con piacere, ma per evitare piccoli mancamenti, improvvisi svenimenti, fulminei attacchi di cuore o rapidi mescolamenti interiori, non va assimilato da tutti i palati ovviamente, ma è solo per chi del metal estremo fa la sua bandiera.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
83.33 su 3 voti [ VOTA]
God Of Emptiness
Sabato 31 Ottobre 2015, 16.34.32
5
The Virgin Of Nuremburg è da urlo...l'intro mi fa impazzire!!! Grandi Brodequin
God Of Emptiness
Sabato 31 Ottobre 2015, 16.34.24
4
The Virgin Of Nuremburg è da urlo...l'intro mi fa impazzire!!! Grandi Brodequin. Album seminale assieme a She Lay Gutted
MrFreddy
Domenica 22 Marzo 2015, 14.22.37
3
Un gran bel disco, anche se difficile da digerire e per palati "allenati". Io personalmente gli preferisco invece il grande Festival of Death, ma questo ha un'importanza forse maggiore e un'ignoranza ancora più primordiale
therox68
Sabato 21 Marzo 2015, 14.54.26
2
Mazzata violentissima.
LAMBRUSCORE
Sabato 21 Marzo 2015, 11.04.06
1
Comprato all'epoca, poi avevo preso anche il successivo Festival of Death ma questo per me è il loro top, suoni saturi al massimo, batteria in blast beat con ripartenze hc, voce che non si può definire voce, ahaha, una goduria, per me è da 80.
INFORMAZIONI
2000
Autoprodotto
Brutal
Tracklist
1. Spinning In Agony
2. Soothsayer
3. Ambrosia
4. The Virgin Of Nuremburg
5. Duke Of Exeter
6. Infested With Worms
7. Burnt In Effegy
8. Strappado
9. Hollow
10. Feast Of Flesh
Line Up
Jamie Bailey (Voce, Basso)
Mike Bailey (Chitarra)
Chad Walls (Batteria)
 
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