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Paradise Lost - One Second
( 3172 letture )
One Second è l’album che inaugura la fase più controversa della carriera dei Paradise Lost, quella dark synth pop/darkwave che proseguirà con Host (1999) e si concluderà nel 2001 con Believe in Nothing.
Non è difficile immaginare lo sgomento dei fan della prima ora che avevano seguito con partecipazione l’evoluzione stilistica della band dal death/doom delle origini a quel peculiare connubio di doom e gothic che raggiunge l’apice qualitativo nel mai abbastanza celebrato Draconian Times, disco immediatamente precedente a One Second.
Questa prossimità spiega bene sia l’entità dello shock subìto che i giudizi drastici che lo seguirono: i Paradise Lost deviano dal percorso fino ad allora coerentemente battuto per seguire l’ispirazione del momento rappresentata da un’“onda oscura” che unisce in sé la cupezza e la malinconia del gothic rock all’elettronica.
Benché i nostri siano stati accusati di aver voluto cavalcare quell’onda per una colpevole resa alle leggi del mercato, io credo invece all’autenticità dell’ispirazione: se avessero voluto sfruttare le correnti favorevoli non avrebbero cambiato rotta proprio nel momento più propizio.
L’aver preso le distanze dalla matrice metal non significa rinunciare tout court ad esprimere in musica la loro parte più rabbiosa e veemente, ma farlo in modo diverso, traendo sicuramente più ispirazione dal rock che dal metal. Così come il realizzare un album più diretto e fruibile non vuol dire scadere giocoforza nella banalità.
Con il senno di poi, che è senz’altro un valido consigliere, mi sento di affermare che One Second rappresenta il miglior album dell’epoca darkwave. Non soddisfatta, oso addirittura affermare che esso ha ingiustamente patito la vicinanza di Draconian Times, che è di certo un disco superlativo, ma appartenente ad un periodo completamente diverso dal successivo: l’esito del confronto tra le due epoche è affidato al gusto personale di ciascun ascoltatore, ma l’onestà intellettuale dovrebbe in ogni caso frenare i giudizi troppo sommari.
One Second è un disco di qualità, sorretto da un’ispirazione fresca, potente che si incarna in brani certamente melodici e di agile fruizione ma sempre eleganti, vari, mai sopra le righe.
Di questa sobrietà, che non significa affatto rinuncia all’espressione musicale di sé, abbiamo innumerevoli esempi.
Basti ascoltare i famigerati inserti elettronici: ve n’è forse uno fuori luogo? Discreti, a tratti persino mimetici, arricchiscono il sound delle innumerevoli declinazioni della Melancholia che viene accresciuta anche dai sapienti inserti tastieristici e dagli splendidi cori, raffinati e puntuali.
E le atmosfere decadenti, malinconiche, a tratti foriere di un’intensa disperazione esistenziale hanno certo forti tangenze con i grandi nomi del panorama darkwave, Depeche Mode, The Cure e Sister of Mercy in primis, ma non li imitano laidamente, proponendo anzi una formula originale che non rinnega i propri, peculiari strumenti espressivi ma li rimodula per dar vita ad uno stile diverso dal passato, ma non del tutto alternativo ad esso. Uno stile che nasce dalla profonda, genuina attrazione che i Paradise Lost sentono in quel momento per il mondo dark, che ritengono capace di catalizzare ed esprimere al meglio le loro pulsioni interiori.
Mi spiego meglio, e nel dettaglio. Questa rimodulazione è ad esempio evidente nell’uso delle chitarre: non più libere di esibirsi in ampi assoli, esse si mettono al completo servizio delle melodie, facendosi più piane ma non perdendo in bellezza e valore e riuscendo comunque ad essere taglienti ed aspre nei pezzi più tesi.
La voce di Holmes si fa più profonda e cupa, acquistando in morbidezza e pastosità; rinuncia al growl ma sa esprimere perfettamente la sua aggressività quando il brano lo richiede. E sono numerosi i brani nei quali la componente rock si fa evidente, a testimoniare che l’anima dei Paradise Lost è complessa, composita e non intende rinunciare alla piena espressione di sé.
Il sorprendente agio del quale si gode durante l’ascolto di One Second è il frutto dell’intonsa sapienza compositiva ed esecutiva della band di Halifax e di un’ispirazione che è tanto più felice quanto più segue liberamente l’estro del momento. A dimostrazione che la scorrevolezza non è qui sinonimo di mediocrità vi è la pressoché totale assenza di brani poco significativi, usati come meri riempitivi.
Il fervore creativo che vivifica One Second si affievolirà spontaneamente nei due dischi successivi.
Una volta conclusa questa fase della loro carriera, resterà ai Paradise Lost un maggiore appeal melodico (che d’altronde non è mai stato estraneo alle loro corde) ed una sensibilità per l’elettronica che aggiungeranno al loro bagaglio esperienziale e declineranno con il loro peculiare gusto per la metamorfosi e la sperimentazione.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
90.33 su 18 voti [ VOTA]
Buried Alive
Lunedì 14 Maggio 2018, 13.37.40
18
La prima canzone che sentii di questa band meravigliosa fu proprio Say Just Words, quando all'epoca ne fecero il videoclip: non mi dispiacque ma ero troppo giovane per capire chi fossero questi Paradise Lost. Molti anni dopo, con già parecchio metal sul groppone, ho scoperto che questi signori erano/sono strafamosi e venerati, dicendomi "ma chi? quelli di Say Just Words? perchè li annoverano tra le band metal più importanti?". Beh, ora posso dire di amare sia i PL di Gothic che quelli di Draconian Times, di One Secondo e di Host, di Faith Divided Us e di Medusa. Leggendari.
AkiraFudo
Venerdì 24 Novembre 2017, 22.29.11
17
Disco splendido, senza cadute di tono, 90 pieno per quel che mi riguarda. Il genere o lo stile sono irrilevanti, sono semplicemente i Paradise Lost in una delle loro tante sfumature.
the_great_cold_distance
Venerdì 24 Novembre 2017, 21.20.11
16
gli ulver ci so arrivati nel 2017, i paradise lost lo facevano nel 97 e pure meglio.
Rob Fleming
Mercoledì 3 Febbraio 2016, 12.40.38
15
Inferiore solo a D.T.. All'epoca della sua uscita fu pesantamente criticato, ma il tempo lo sta rivalutando. E non potrebbe essere altrimenti con pezzi come TT, Another day, Soul Courageous, Blood of another, Disappear, Take me down. 87
TheGodfather
Venerdì 27 Marzo 2015, 19.21.38
14
Adoro questo album, chi lo criticò ai tempi era quantomeno miope. Questo è un lavoro che fonde perfettamente l'anima metal dei PL con le sperimentazioni dark/new wave e un tocco di elettroncia che non guasta affatto. Sobrio e di alta classe, come giiustamente rilevato dalla recensione,e senza cali di tono evidenti per tutta la durata del CD. 85 per me, ma credo sia arrivato il momento di rivalutare con più serenità anche "Host" e "Believe in Nothing", che per me sono 2 lavori comunque positivi, per quanto diversi rispetto al resto della discografia dei Lost. Sebbene lo stesso "Symnbol Of Life" sia un album che fa da ponte tra il periodo darkwave e il ritorno alle origini delle ultime release. Si tratta comunque di una grande band, in qualunque incarnazione.
Metal Maniac
Giovedì 26 Marzo 2015, 15.47.03
13
un album con alcuni momenti davvero suggestivi, ma io preferisco i paradise lost maggiormente legati al doom-death... inoltre, mi permetto di tirare fuori il solito (inutile) discorso sul voto: quello di questo disco ci può pure stare, ma a questo punto è quello di "gothic" ad essere troppo basso... il loro migliore album (almeno secondo me), o comunque uno dei migliori, alla fine risulta essere uno dei peggiori stando al voto...
michi
Giovedì 26 Marzo 2015, 13.37.09
12
vado controcorrente. mi annoia, eppure ogni tanto provo a riascoltarlo. preferisco il pre "one second" ed il post "paradise lost"
metallo
Lunedì 23 Marzo 2015, 17.31.25
11
Dopo Draconian Time e' il disco che preferisco di piu' , anche se non hanno mai deluso le mie aspettative poiche' la loro qualita' e' sempre stata elevata, hanno saputo rinnovarsi, sfidando la sotre con grande coraggio e voglia di stupire.
P2K!
Lunedì 23 Marzo 2015, 12.38.21
10
Uno dei miei dischi che preferisco dei Paradise Lost. Bello, sincero e coraggioso. Molto ispirato senza cali... BELLO!!! Alla faccia dei conservatori...
gianmarco
Lunedì 23 Marzo 2015, 7.18.07
9
grande album , mercy ripresa dagli Orphaned Land col testo di Gothic
CRIS
Domenica 22 Marzo 2015, 21.07.27
8
SONO UN FAN DELLA PRIMA ORA PERO' NESSUN SGOMENTO,MA TANTO GODIMENTO X UN GRAN ALBUM COME ONE SECOND...IL 31-10-1995 AL PROPAGANDA DI MILANO CHIESI AL BASSISTA SE VENIVA A FUMARSI UNA CANNA MENTRE AUTOGRAFAVA CAZZI E TETTE E MI DISSE AFTER THE SHOW....TROPP PROFESSIONAL....
Masterburner
Domenica 22 Marzo 2015, 1.08.55
7
Uno dei migliori dei PL, canzoni memorabili e di classe sopraffina. 90
entropy
Sabato 21 Marzo 2015, 14.13.50
6
Quando è uscito questo disco lo ripudiai senza pietà (motlo di più di host stranamente). Pensai si fossero venduti etc... in realtà con il tempo riprendendolo in mano devo ammettere che il disco non era poi così male, ma solo un pò diverso dai precedenti (ma a ben pensare anche draconian time lo era). Io preferisco di gran lunga i paradise lost di icon-draconian e degli utlimi tre album, quindi del Paradise lost sound più canonico, ma devo dire che sono una band che in tutte le loro forme e nei loro tentativi di ricerca musicale, ha sempre sfornato album più che dignitosi. In questo caso un 77 per me ci sta tutto
Galilee
Sabato 21 Marzo 2015, 12.47.51
5
Il mio disco preferito dei Paradise Lost , punto. 90/100
Diego
Sabato 21 Marzo 2015, 12.11.57
4
Ho sempre amato questo gruppo in tutte le sue fasi/sfaccettature. Non sono rimasto tanto "colpito" dal passaggio Draconian times/One second quanto dal successivo combo Host/Believe in nothing dove le chitarre lasciano completamente il proscenio ai synth e all'elettronica, relegando anche la batteria ad un ruolo marginale. Trovo, però, questi dischi piacevoli e basilari per l'evoluzione stilistica e tecnica di Holmes. One second è un disco straordinario di una band straordinaria 85
M0RPHE01978
Sabato 21 Marzo 2015, 11.49.12
3
All'epoca l'ho letteralmente consumato! Per me da 75.
mardonziak
Sabato 21 Marzo 2015, 11.31.40
2
STUPENDI questi brani: "mercy" - "this cold life" - "sane" - "take me down" & "one second" voto: 85
hj
Sabato 21 Marzo 2015, 10.51.22
1
Un disco bellissimo come anche i successivi. Adoro la svolta e brani come say just words. Voto 80
INFORMAZIONI
1997
Music for Nations
Gothic
Tracklist
1. One Second
2. Say Just Words
3. Lydia
4. Mercy
5. Soul Courageous
6. Another Day
7. The Sufferer
8. This Cold Life
9. Blood of Another
10. Disappear
11. Sane
12. Take Me Down
13. I Despair
Line Up
Nick Holmes (Voce)
Gregor Mackintosh (Chitarra)
Aaron Aedy (Chitarra)
Steve Edmunson (Basso)
Lee Morris (Batteria)
 
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