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6:33 - Deadly Scenes
( 1794 letture )
Anche se è tuttora difficilissimo individuare chiaramente, nel primo decennio del nostro secolo, una precisa tendenza o uno stile ben definito nella cultura popolare, nel mondo politico o altro, restringendo il campo alla musica progressiva e d'avanguardia possiamo notare tre linee ben distinte: innanzitutto i veri e propri innovatori, coloro che costituiscono da un amalgama di influenze un sound proprio, nuovo e caratteristico. Chi innova, certo, è sempre esistito, tuttavia queste band sembrano essersi fatte merce rara, e si plaude con più facilità a chi si dimostra capace di inventare nuovi modi di fare musica: The Dillinger Escape Plan, Solefald, Mastodon, Devin Townsend, Protest The Hero e molti altri, ad esempio, hanno tutti costruito uno stile assolutamente inconfondibile. In secondo luogo troviamo chi si riferisce al Prog Metal (in maiuscolo) degli anni '90 e a tale formula si attiene, con più o meno congrue modifiche stilistiche. A metà fra queste due tendenze, troviamo una terza categoria che potremmo definire come la vera "novità" del decennio in ambito prog: relegato in precedenza ad ambienti alternativi (ossia praticamente in qualunque cosa passasse per le mani di Mike Patton), il fenomeno del mosaicismo dilaga con Between The Buried And Me, Diablo Swing Orchestra e persino con gli stessi Solefald, come una tendenza a mescolare, lasciandole separate e riconoscibili, tutte le influenze più disparate creando un collage eterogeneo che colpisce per stranezza ma non rappresenta un'"invenzione" in senso stretto, e risulta per alcuni ispirazione geniale e per altri un semplice modo di nascondere la mancanza di idee.

Six Heures Trente-Trois: ecco la ragione della mia lunga panoramica sulle avanguardie di questo inizio di millennio. Ci troviamo davanti ad un fenomeno di mosaicismo avanzatissimo, che giunge ad utilizzare come ingredienti addirittura le influenze di altre band "collagiste". Immaginare la cosa è certamente molto più fastidioso che ascoltarla, credetemi: non soltanto la band francese riesce ad evitare con classe di suonare frazionata e ingarbugliata nel tentativo di stupirci, ma risulta al contrario eccezionalmente orecchiabile, fresca e varia. Deadly Scenes è un concept album che tratta dei sette peccati capitali in una scanzonata esibizione tra il teatro e il circo, infarcita di piccole chicche (come già il gioco di parole del titolo).

Hellalujah è il prologo, un misto di gospel (i cori saranno una costante del disco), rock e un pizzico di follia ritmica catchy come poche, che subito cattura e ci incanala verso le sette canzoni (una per peccato) principali. Ego Fandango è la superbia, esposta attraverso rimandi ad American Psycho: le tastiere alla Enya si volatilizzano subito per far posto al discorso di un predicatore (sono l'unico che trova esaltanti i sample di discorsi che si trovano nei dischi, a prescindere da ciò che dicono?) e successivamente a una base swing-elettronico-rappeggiante piuttosto schizofrenica. The Walking Fed, la gola, assume un tono più tribale misto ad una vena di disco anni '80. Il ritmo si stabilizza un momento, ma senza perdere in attrattiva. E ora… cori da chiesa, ma certo! Seguiti da sfuriate e screaming? Un crescendo di tensione che si stempera nel ritornello catchy e in intermezzi da sigla di Happy Days? Questa è I'm a Nerd, ossia l'Ira, la cui conclusione riesuma un rumore per molti di noi sepolto nella memoria (io stesso ero solo un bambino quando, per avere una lentissima connessione Internet, si collegava il modem al telefono producendo quei suoni alieni). Eccoci dunque alla lussuria di Modus Operandi, che inizia con una vaga citazione dei Between The Buried And Me (che a loro volta riprendono ritmiche da fisarmonica-per-strada-rallentata) e prosegue su un'indescrivibile linea demenziale. L'invidia riprende un mood caro ai Diablo Swing Orchestra, o forse direttamente ripreso dagli anni '40, a cui si alternano le deviazioni ritmiche dell'impressionante programmazione di #. Un breve pezzo, in larga parte acustico, per illustrarci l'avarizia (la minore profusione di strumenti e variazioni di sicuro è ben adatto alla tematica) ed eccoci all'accidia con Lazy Boy: a dispetto di una sorta di lentezza iniziale (appunto), la canzone decolla e regala ancora un'enorme mole di variazioni, cori alla HevyDevy, cambi di voce e di ritmica. L'epilogo costituisce il terzo e ultimo atto del disco, una lunga suite in tre parti che riassume alla perfezione l'essenza della band. Ancora una volta, dopo quaranta minuti di musica, i Six Heures Trente-Trois ci intrattengono con le loro sfavillanti e imprevedibili performance. Descrivere vorrebbe dire analizzare ogni nota, ma certe cose vanno lasciate alle orecchie.

Deadly Scenes, in fondo, è un disco felice: felice per l'ottima composizione e fruibilità, ma felice anche nel senso proprio del termine, musica gioiosa e canzonatoria che riesce a strappare un sorriso. I 6:33 non inventano, ma mescolano e incollano, e tuttavia riescono ad essere originali e a produrre un disco davvero buono. La proposta dei francesi sembra inoltre flessibile, lasciando intendere alte possibilità che riescano ancora a stupire nelle prossime pubblicazioni.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
82 su 2 voti [ VOTA]
bs1990
Venerdì 3 Aprile 2015, 14.36.30
3
Decisamente fuori dagli schemi... Per niente banali... uno dei dischi che più mi hanno entusiasmato ultimamente!
Nagash
Martedì 24 Marzo 2015, 14.33.26
2
Gabriele, in realtà nel frattempo è anche uscito The Stench from the Swelling in collaborazione con Arno Strobl (Carnival In Coal, Borgul Torkhain) con i brani dell'EP più 4 inediti.
Gabriele
Martedì 24 Marzo 2015, 12.23.12
1
Ma non ci credo! Erano anni che aspettavo questa uscita, dopo l'EP Giggles, Garlands & Gallows! Non ci speravo più! Corro ad ascoltarlo!
INFORMAZIONI
2015
Kaotoxin Records
Avantgarde
Tracklist
1. Hellalujah
2. Ego Fandango
3. The Walking Fed
4. I'm A Nerd
5. Modus Operandi
6. Black Widow
7. Last Bullet For A Gold Rattle
8. Lazy Boy
9. Deadly Scenes
Line Up
Rorschach (Voce)
Niko (Chitarra)
S.A.D. (Basso)
Howahkan Ituha (Tastiere, Programmazione Batteria Elettronica)
# (Programmazione Batteria Elettronica, Tastiere)
 
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