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26/10/19
MACHINE HEAD
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Jorn Lande & Trond Holter present: Dracula - Swing of Death
( 3287 letture )
Quanti romanzi, film, documentari, spot televisivi, opere teatrali e canzoni sono state interpretate, reinterpretate, rivisitate e maltrattate sul più famoso vampiro della storia? Dracula, o Vlad Tepes che sia, chiamatelo come volete, sempre rimarrà una delle figure che più hanno contribuito all’ampliamento della creatività umana applicata alle quattro arti maggiori. Oggi, nel 2015, c’è ancora spazio per raccontare di lui in un ambito leggermene diverso rispetto ai classici canoni stilistico musicali che hanno connotato le vicende del caro vecchio Impalatore. Jorn Lande marca il cartellino del 2015 unendo le forze con il poliedrico Trond Holter per un concept album di hard rock misto prog misto sinfonico, misto bella musica che lascia buone speranze a tutti i fan dell’istrionico cantante norvegese, non sempre in forma smagliante negli ultimi anni, attraverso uno di quei dischi che nel bene o nel male a fine anno faranno ancora parlare di sé. Dracula è un mondo a sé stante, un insieme di idee e dimostrazioni d’affetto verso un genere musicale che può, inaspettatamente, riprender fiato dopo la sordità di alcuni ultimi esempi, spesso troppo stantii.

Comporre un concept album offre al musicista l’opportunità per oltrepassare i canoni affrontati in esperienze passate, andare oltre ai propri limiti ed esplorare al di là della soglia dei preconcetti che vengono ad insinuarsi in ogni ascoltatore prima ancora di aver ascoltato una singola nota. Swing of Death, nei tratti prettamente lirici, rimane fedele alla stesura originaria di Bram Stoker con le presenze femminile di Mina e Lucy (rispettivamente compagna ed amica di Jonathan Harker) interpretate da Lena Fløitmoen in maniera magistrale; è la prospettiva musicale a lasciare spiazzati sin dai primi minuti. L’apertura è affidata ad una Hand of Your God che, come intro, lascia tutto in sospeso per oltre tre minuti, in attesa del colpo che ti geli mentre tu rimani con la bava alla bocca chiedendoti “Quando parte?”. L’apertura del sipario getta ogni speranza nelle tenebre, per fissare sin dal principio i toni che faranno compagnia lungo il restante minutaggio: qui Dio, il vostro Dio, non è di casa. La successiva Walking on Water è la prima di una lunga lista di canzoni che rimangono in testa sin dal primo ascolto, la tipica traccia che riesce a farti alzare il volume volta dopo volta per percepire le tenebre del castello maledetto, dove tu inerme attendi disperatamente le tue sorti in separata sede. I toni sono quelli tipici di una rock opera, dove le armonie classiche si fondono con cesellature orchestrali, mai troppo barocche e fini a se stesse, con una melodia tanto facile da ricordare quanto di difficile interpretazione. Se con le prime tracce si rimane sul classico, è il musical che prende il sopravvento più e più volte nei minuti successivi grazie a creazioni quali Swing of Death, Masquerade Ball e Under the Gun, più operistiche che rockeggianti. Piene di pathos, ti riallacciano a quelle stanze sfarzose, dove un solitario e crudele essere ammalia le sorti dei suoi commensali in cerca di sangue fertile e di quella vergine, preziosa come oro colato. Se da un lato, come appena detto, il tratto più sfarzoso viene riservato a momenti ben specifici, nelle altre composizioni troviamo l’hard rock vero e proprio, quello leggermente progressivo con quel riffone scacciapensieri che ti libera da ogni dubbio, che predomina e vale tanto oro quanto pesa (quanto pesa un riff?). River of Tears, Queen of the Dead, Into the Dark e la strumentale Love Through Blood ci ricordano che al microfono c’è un certo Sig. Jorn Lande con alla chitarra nienetepopòdimeno che Mr. Trond Holter. Assoli perfettamente riusciti, melodie orecchiabile e graffianti che sprigionano un energia tale da far pensare di non essere ancora all’interno del castello oscuro, ma piuttosto in una reggia barocca e godereccia stile Versailles. È il bilanciamento che rende tutto magico, avere la piena consapevolezza delle proprie abilità compositive per non renderle prolisse e autocitazioniste; River of Tears è l’esempio calzante del bastione compositivo che sta alla base dell’intero concept: hard rock corposo in un primo momento, stacco circense a 2:03, cambio tempo, assolo al fulmicotone e chiusura con doppio vocalizzo. Ascoltarlo una volta composto sembra tanto facile da rischiare di cadere nel paragone superfluo tanto per dar aria alla bocca: creare è tutto un altro paio di maniche. Queen of the Dead segue lo stesso principio compositivo, ma ciò che a 4:17 nasce da un'eco lontana è pura arte, l’essenza della passione; vi lascio godere senza anticipazioni, perché gli atti di follia razionale in alcuni momenti valgono più di mille parole.

Non c’è da andare aldilà del già compreso: la musica va ascoltata prima di tutto e vi lascio con un po’ acquolina in bocca, con la richiesta di offrirgli una possibilità, con la certezza dopo oltre un mese di ascolti che album come Swing of Death escono una volta ogni cinque o sei anni. Album fatti di dedizione all’hard rock, alla musica in quanto tale e all’arte che ne viene sprigionata attraverso ogni singola nota. Certamente non rivoluzionerà l’asse terrestre, ma sicuramente non scadrà mai nel banale, nel disco riempitivo, fornendo un’ulteriore dimostrazione che nel 2015 alcuni lampi di genio sono ancora realizzabili da chi ha le doti per saper volare, al di la delle tenebre del castello.



VOTO RECENSORE
84
VOTO LETTORI
89.55 su 20 voti [ VOTA]
Luky
Lunedì 12 Febbraio 2018, 17.50.40
19
Invece a me l'album è piaciuto tanto anche grazie alla voce femminile, che trovo perfetta come controparte per Jorn, tanto che per me è uno dei migliori album del 2015. E' bello vedere come i gusti cambino tanto da persona a persona!
Rick
Lunedì 12 Febbraio 2018, 17.39.05
18
Ottimo album, ispirato davvero. Jorn in forma eccezionale. Unica nota negativa: la voce femminile, davvero troppo pop, inespressiva, scontata, si sposa malissimo col sound, risulta fastidiosissima, rovina brani meravigliosi come River of Tears. Da bannare da qualsiasi album metal!
Andrew Lloyd
Venerdì 24 Giugno 2016, 15.24.11
17
Una bella sorpresa e una ventata di freschezza in questo 2015 come lo fu "The Butcher's Ballroom" dei Diablo Swing Orchestra ne 2006. Il metal col musical, senza esagerare, rappresenta un valido diversivo. Va saputo fare. Come ad esempio la Transiberian Orchestra.
lux chaos
Domenica 29 Marzo 2015, 13.03.45
16
Non concordo col voto molto alto, io per ora starei almeno su una decina di punti in meno, tra 70 e 75. Per me 84 si da ad un capolavoro, e questo a mio gusto non lo è. La prestazione di Jorn è spaventosa come sempre, ma il songwriting tranne rari momenti di esaltazione pura, è discreto/buono, spesso non mantiene fino in fondo ciò che promette, soprattutto nei ritornelli. Quindi un bel 7 per il solito buon dischetto di Jorn e turnisti vari, ma lungi da me esaltarlo come sto leggendo in rete, per colpire nel segno al giorno d'oggi ci vuole molto di più, ovviamente IMHO
HeroOfSand_14
Sabato 28 Marzo 2015, 17.40.16
15
@ilfrancese: direi che i dischi di mestiere sono ben altri. Questo disco sprizza freschezza e bontà compositiva in ogni nota, penso sia una delle sorprese degli ultimi anni, sopratutto se pensiamo che è stato composto da Trond che non è proprio il chitarrista più famoso in circolazione. La prova di Lande è superba come sempre, ma qui interpreta i brani come se stessero recitando in un musical. Gli assoli sono ispiratissimi e la voce femminile sta alla perfezione con quella "bestiale" di Jorn. Save Me, la titletrack, Walking On Water, Masquarade Ball, Queen Of The Dead (che potenza qui Lande!) sono i miei highlights, ma tutto il disco non ha cali evidenti. Forse l'unica pecca è la mancanza di un capolavoro all'interno. Swing Of Death e Save Me secondo me sono di livello maggiore, ma non ancora delle hit.
ilfrancese899
Venerdì 27 Marzo 2015, 22.03.00
14
Concordo con Entropy al 100% , disco di mestiere, ma possibile che lo trovate cosi eccezionale ? ( voce a parte ovviamente! )
Bloody Karma
Venerdì 27 Marzo 2015, 15.00.15
13
bella scoperta per il sottoscritto (non tanto per Lande già apprezzato con gli Ayreon) ma questa sorta di hard rock\musical\pseudo prog presente nel disco. Swing Of Death per il momento è il pezzo da battere in questo 2015...certo magari non tutto il disco si mantiene ad altissimi livelli, ma cmq un ottima uscita
entropy
Venerdì 27 Marzo 2015, 11.30.30
12
La voce di lande è sempre favolosa, e la sua sola presenza garantisce ad un album un voto da 70 in su, anche se forse il suo eccessivo presenzialismo comincia a ridurre sempre più la possibilità di stupire. Quest'album per me non va oltre quindi il compitino, non condivdo l'entusiasmo che ha suscitato, e personalmete lo pongo più o meno sul livello di the great divide. Il jorn preferito per me è si quello degli ark (burn the sun capolavoro), ma anche quello un pò più metal dei masterplan!
xXx
Venerdì 27 Marzo 2015, 11.16.27
11
@lambru: i migliori dischi con lande alla voce sono quelli con gli ark, quello con i millennium e quello con i beyond twilight.
Beta
Giovedì 26 Marzo 2015, 21.11.33
10
Bellissimo disco, lo sto ascoltando da almeno un mese e mezzo e le canzoni non mi escono dalla testa, specialmente Walking on Water. Concordo con tutto quello che ha detto Ad Astra (complimenti per la rece, rende davvero l'idea di cos'è il disco! ), specialmente sul pizzico di follia: quando ho sentito Masquerade Ball e Queen of the Dead sono rimasta piacevolmente a bocca aperta comunque chapeau, finalmente un disco che mi ha fatto veramente sentire dentro la storia dell'Impalatore, altro che Theatre des Vampires. Voto 90
d.r.i.
Giovedì 26 Marzo 2015, 21.09.07
9
@Lambru: lande-allen i 3 cd...belli!
il francese899
Giovedì 26 Marzo 2015, 20.07.57
8
Album finto e di mestiere e senza anima!! LA voce è un qualcosa di eccezionale che fa emozionare anche se cantasse lo zecchino d'oro, ma a livello di canzoni trovo il tutto troppo soft !
Radamanthis
Giovedì 26 Marzo 2015, 18.50.16
7
Molto bello ma per essere un capolavoro manca qualcosina....non mi è scattato il colpo di fulmine! Voto comunque altissimo per tutto, songwriting, composizioni, prestazioni, voce di Jorn. Voto 80
Master
Giovedì 26 Marzo 2015, 18.25.15
6
*Walking
Master
Giovedì 26 Marzo 2015, 18.23.17
5
L'ho ascoltato, è un album piacevole a cui però, secondo me, manca una scintilla; inoltre avrei gradito qualche variazione in più (se non ricordo male, i ritornelli di "Walkinf on water" e "Queen of the dead" sono pressochè identici). Numericamente 75-80
LAMBRUSCORE
Giovedì 26 Marzo 2015, 18.05.24
4
Lande lo conoscevo musicalmente un po' di tempo fa, qualcuno sa indicarmi alcuni suoi dischi SENZA voce femminile? Mi spiace ma le donne che cantano questo genere non le sopporto a prescindere, ahaha, mi spiace...
Danieletto
Giovedì 26 Marzo 2015, 10.59.23
3
Disco veramente bello! Pezzi ben architettati e melodie intriganti: finalmente Jorn Lande torna a fare sul serio... Condivido in toto la recensione.
P2K!
Giovedì 26 Marzo 2015, 10.55.10
2
Bello bello BELLO!!! A confermare il fatto che Jorn se coadiuvato da altri per il songwriting riesce a nobilitate i dischi su cui presta l'ugola
Fotturion
Giovedì 26 Marzo 2015, 10.43.13
1
Splendido album! grazie anche alla splendida voce Jorn, il n° 1!
INFORMAZIONI
2015
Frontiers Records
Hard Rock
Tracklist
1. Hands Of Your God
2. Walking On Water
3. Swing Of Death
4. Masquerade Ball
5. Save Me
6. River Of Tears
7. Queen Of The Dead
8. Into The Dark
9. True Love Through Blood
10. Under The Gun
Line Up
Jorn Lande (Voce)
Lena Fløitmoen (Voce)
Trond Holter (Chitarra, Pianoforte)
Bernt Jansen (Basso)
Per Morten Bergseth (Batteria)
 
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