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Stormwitch - Season of the Witch
( 1857 letture )
Provenienti dal sud della Germania, gli Stormwitch sono una delle tante realtà heavy attive fin dai primi anni Ottanta. Analizzando la loro discografia è facile individuare il periodo più prolifico e i successivi rallentamenti che sono venuti a crearsi negli anni. Infatti, i primi cinque album sono stati pubblicati tra il 1984 e il 1989, ma per arrivare in doppia cifra sono occorsi addirittura ulteriori sedici anni. Questo nuovo album, inoltre, arriva a distanza di undici anni dal precedente e proprio per questo motivo porta con sé un’inevitabile ventata di aspettative. Rispetto al penultimo full length, la formazione ha subito dei sostanziosi cambiamenti: l’unico superstite è infatti il cantante Andy Mück, mentre il bassista Jürgen Wannenwetsch è rientrato in pianta stabile nel 2005 dopo aver fatto parte della band nei primissimi anni di attività. Gli ultimi arrivati sono il chitarrista Ralf Rieth, qui accreditato come Stoney Stoner, il suo omologo Volle Schmietow ed il batterista Micha Kasper. Ma tutto questo turbinio di eventi avrà scalfito la vera essenza della band tedesca? Scopriamolo addentrandoci più a fondo in questo Season of the Witch.

Il cantato potente ed espressivo di Andy Mück è senz’altro l’arma vincente degli Stormwitch, che invece dal punto di vista strumentale mostrano di sapersi destreggiare piuttosto bene, ma sempre su livelli poco più che medi, senza raggiungere picchi di un certo interesse. Le due chitarre graffiano e “sporcano” il giusto i vari pezzi, talvolta si spingono oltre con assoli gradevoli, ma il più delle volte sembrano quasi chiudersi in sé stesse confinando le proprie soluzioni melodiche entro confini di azione poco propositivi. Stesso discorso per la sezione ritmica, ma perlomeno non possiamo dire che Wannenwetsch e Kasper non contribuiscano a rendere il giusto mood al disco. Infatti, spesso e volentieri ci troviamo di fronte a canzoni dal ritmo cadenzato e dai vaghi rimandi sabbathiani; è questo il caso di The Trail of Tears o di Harper in the Wind, entrambe molto belle fin da un primo ascolto seppur non indimenticabili. Dall’altro lato abbiamo invece brani molto più spediti e diretti -quando non semplicemente più aggressivi- come Last Warrior, Season of the Witch e At the End of the World, che rendono merito all’operato di Micha Kasper -il quale mostra di non disdegnare il doppio pedale quando necessario- e che esaltano le corde vocali di Andy Mück. Questi pezzi si rivelano utili a tenere alta la tensione -e allo stesso tempo l’attenzione- dell’ascoltatore, il quale altrimenti si ritroverebbe ad avere a che fare con un lavoro dal poco mordente. Unica ballad presente, Runescape gode per questo di luce propria, ma nel computo totale non risalta al livello di altri brani ben più riusciti. In tutto questo, però, ciò che più rimane in testa è la doppietta iniziale costituita dalla devastante Evil Spirit e dalla più moderata Taliesin, brani diversi tra loro, ma dotati di un buon tiro e di intelligenti soluzioni melodiche. A correlare il tutto troviamo due bonus track (presenti nella versione in digipak del disco) della durata complessiva di quasi tredici minuti, che come potevamo immaginare si scoprono essere abbastanza fini a se stesse e poco accattivanti, senza quindi nulla aggiungere al giudizio finale dell’album.

Il ritorno sulle scene degli Stormwitch si rivela perciò poco significativo, soprattutto se pensiamo che questo monicker esiste da ormai oltre trent’anni. Ma è pur vero che la formazione non è più quella di un tempo, e la band è cambiata a tal punto da non avere quasi più nulla a che vedere con quella originaria. Ciò che è rimasto invariato è la passione verso un genere inossidabile come l’heavy metal e verso quelle soluzioni stilistiche che ancora funzionano e sempre funzioneranno. Se la line-up dovesse stabilizzarsi e se il prossimo album riuscirà ad essere pubblicato senza ulteriori stravolgimenti e senza che trascorrano troppi anni, forse allora potremmo capire la vera identità della band che ci troveremo di fronte. Per ora questo Season of the Witch resta poco più che un sommesso revival, apprezzabile, ma con tutti i limiti del caso. Solo il tempo potrà dirci cosa saranno davvero in grado di fare gli Stormwitch.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
48.33 su 3 voti [ VOTA]
Silvia
Sabato 20 Giugno 2020, 3.36.21
2
Anche x me un album poco significativo, in particolare la seconda parte, e molto lontano dalle piccole gemme del passato. Anche la produzione non giova, gli Stormwitch che preferisco sono quelli che avevano un suono più ruvido e marcatamente “classic anni 80”. Spero che recensirete gli altri album, magari non sono epocali però hanno grandi pezzi che mi piacciono parecchio 😃. In particolare la voce di Andy, molto caratteristica e varia
InvictuSteele
Sabato 30 Maggio 2015, 20.07.09
1
Apeena sufficiente, pochi minuti e poche buone idee. Canzoncine che incidono poco. Ho tutti i dischi degli Stormwitch ma questo è il loro peggiore. Voto 60
INFORMAZIONI
2015
Massacre Records
Heavy
Tracklist
1. Evil Spirit
2. Taliesin
3. Last Warrior
4. True Until the End
5. Season of the Witch
6. Runescape
7. At the End of the World
8. The Trail of Tears
9. Harper in the Wind
10. The Singer’s Curse (Digipak Bonus Track)
11. Different Eyes (Digipak Bonus Track)
Line Up
Andy Mück (Voce)
Stoney Stoner (Chitarra)
Volle Schmietow (Chitarra)
Jürgen “Wanschi” Wannenwetsch (Basso)
Micha Kasper (Batteria)
 
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