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Litfiba - Desaparecido
( 7906 letture )
Molti sono da tempo abituati a reputare la nuova musica italiana come un fenomeno derivativo, come un'imitazione sterile ed improduttiva di schemi sonori nati e sviluppatisi all'estero.
I Litfiba sono qui per dimostrare come anche in Italia esistano realtà moderne, in grado di sposare l'innato gusto mediterraneo per la melodia, con la potenza espressiva di certo rock elegante e raffinato.
Cosmopoliti ed affascinanti, i Litfiba affermano prepotentemente la propria unicità, spazzando via ingiusti pregiudizi; se un giorno prenderà piede una "nuova musica italiana per il mondo", questo album dovrà inevitabilmente esserne considerato l'imprescindibile punto d'avvio. [Federico Guglielmi, dalle note di copertina di Desaparecido]


Queste ottimistiche parole firmate da Federico Guglielmi (all'epoca giornalista per Il Mucchio Selvaggio ed in seguito con Rockerilla) scritte dopo un primo ascolto di Desaparecido e riportate nel libretto del disco, testimoniano la grande attesa che i giornalisti di settore nutrivano nei confronti dell'esordio sulla relativamente lunga distanza (trentatrè minuti di durata ad oggi equivarrebbero forse ad un EP) dei Litfiba. La scena new wave/post-punk italiana pareva sul punto di esplodere grazie anche a Siberia dei Diaframma pubblicato nel 1984, ai fiorentini Neon ed ai CCCP - Fedeli Alla Linea, assieme agli EP ed i singoli pubblicati in precedenza dai Litfiba, oltre alla colonna sonora dello spettacolo L'Eneide di Krypton, i quali mostravano già le potenzialità del quintetto. Va detto, per i più smemorati o meno informati, che i Litfiba di metà anni Ottanta erano molto diversi da quelli che raggiunsero il successo negli anni Novanta, quando il duopolio Renzulli/Pelù era -ed è ancora oggi- predominante sia dal punto di vista musicale che rappresentativo. I cinque erano un vero e proprio gruppo, in cui tutti erano attivamente partecipi alle decisioni, anzi analizzando il disco non si può che notare quanto sia in risalto il lavoro di Gianni Maroccolo e Antonio Aiazzi, rispettivamente basso e tastiera, a discapito di un Renzulli più in disparte.

Le otto tracce di Desaparecido vennero registrate nel gennaio del 1985 nei Global Art Studio di Firenze, il repertorio della band all'epoca era già molto vasto e composto da circa una ventina di pezzi. Il manager Alberto Pirelli fece opera di scrematura, tagliando prima i pezzi in inglese e poi quelli in italiano a suo avviso meno convincenti, scelta quest'ultima probabilmente troppo selettiva, dato che rimasero fuori dal lotto canzoni già edite ma d'indubbio valore come Luna, Versante Est, Elettrica Danza, Onda Araba e Transea (successivamente pubblicate nell'omonimo EP) che non avrebbero fatto altro che aumentare il valore già alto di un disco dal minutaggio esiguo. Queste scelte (assieme alla produzione) furono alcuni dei punti di disaccordo tra Pirelli e Maroccolo, personaggio dal carattere molto forte che voleva avere voce in capitolo in questo tipo di decisioni.
Il ruolo del bassista è centrale anche nelle canzoni: il suo basso non si limita a sorreggere la ritmica, ma diventa parte integrante delle melodie guidandole in prima linea assieme alla tastiera di Aiazzi, mentre la chitarra di Renzulli in diversi casi si limita a cesellare piccole porzioni piuttosto che sorreggere il suono. Questo risulta evidente soprattutto nei pezzi più intimisti come Lulù e Marlene o Pioggia di Luce (quest'ultima impreziosita da un assolo finale di Hanno Rinne) ma anche l'andamento bizzarro ed ipnotico della strofa della titletrack è guidata in primis dai giri di basso di Maroccolo assieme alla batteria di Ringo, con la chitarra e la tastiera a lasciare sensazioni latine. Il ruolo del chitarrista non è però di comprimario e non solo perché membro fondatore o titolare del nome Litfiba, ma appare chiaro nel trascinante anthem rock Eroi Nel Vento (registrata alla SIAE per errore come Eroe Nel Vento) o nell'incalzante La Preda, uno dei due brani già editi presenti nell'album e qui arrangiato in una versione molto più energica e post-punk, dove troviamo uno dei migliori assoli del chitarrista di Avellino. Si rivela inoltre determinante quando i pezzi devono cambiare passo, come nella parte centrale di Istanbul (anche questa vittima di un errore di stampa, chiamata Istambul sul disco) o nella seconda metà della conclusiva Guerra, andando a rinforzare la tastiera.

Proprio Guerra (secondo brano già edito, presente nella sua prima ed acerba versione sull'EP Litfiba del 1982) sarà il primo di una serie d'inni antimilitaristi di Pelù, i cui testi su questo disco sono criptici e di difficile interpretazione, almeno per chi è abituato a leggere le liriche degli ultimi venticinque anni del cantante. Si va dalla rappresentazione allegorica del rapporto col padre in La Preda, ai fanatismi religiosi di Istanbul, aperta da alcuni versi del corano recitati da un'amica di Piero, Lu Rashid, in cui ancora una volta viene mostrato il fascino verso l'oriente del frontman, già esplicitato negli anni precedenti su Onda Araba e Versante Est. Mentre Tziganata è un altro tributo (questa volta al mondo gitano), Lulù e Marlene prende ispirazione dall'ambientazione di due film, Cabaret di Bob Fosse e L'Uovo del Serpente di Ingmar Bergman, entrambi ambientati a Berlino dove il gruppo registrò anche un live semi-ufficiale nel 1984 ed i nomi rappresentano due attrici degli anni venti e trenta, Marlene Dietrich e Louise "Lulù" Brooks. Eroi nel Vento e Pioggia di Luce sono i risultati di alcune sedute lisergiche psichedeliche con l'amico Ringo, invece la titletrack rappresenta il concept (non ancora metabolizzato probabilmente) della Trilogia del Potere, di cui Desaparecido è il primo capitolo. Qui Piero, partendo da alcune poesie di sua nonna, teorizza che mentre l'acqua o la terra rimangono immutate con il passare del tempo, l'uomo (per sua scelta o per contingenze esterne) può distruggersi perdendo la dignità e la personalità, allo stesso modo in cui il regime militare in Argentina fece con i desaparecidos.
Il cantante risulta quasi irriconoscibile a chi lo conosce per essere istrionico, quasi gigionesco negli atteggiamenti e nell'espressività: qui lo troviamo molto impostato, a tratti teatrale e serioso, in stile new-wave, ben diverso dal personaggio televisivo (sigh) diventato trent'anni dopo.

L'unica nota dolente di quest'album è la copertina, con quei sassi che, pur riprendendo le foto ufficiali del gruppo realizzate per il lancio, risultano totalmente anonimi. Ad oggi non è ancora chiaro chi propose e perché venne avvallata quella copertina, nessuno se lo vuole ricordare probabilmente, fatto sta che uno dei dischi più attesi per critica e fans arrivò nei negozi con quell'ammasso grigio e la scritta blu in bella mostra. Meglio sicuramente la versione per il mercato francese (seguito sempre con particolare interesse dal gruppo e dal management) dove campeggia uno scatto del gruppo dalla Chiesa di S. Galgano a Siena.
A parte questo peccato veniale ed una produzione che avrebbe potuto dare più spazio alle chitarre, Desaparecido è un disco che non presta il fianco a critiche, tutti e gli otto i pezzi funzionano (anzi potevano anche essere di più, come detto in precedenza) senza annoiare, offrendo un'eterogeneità di soluzioni e numerose sfaccettature, dagli attacchi frontali ai momenti più intimisti, lasciando filtrare qualche spiraglio di luce in mezzo all'atmosfera più dark.
Alla fine però rimane una considerazione, ovvero che quella "nuova musica italiana per il mondo" ventilata all'inizio non è mai arrivata, la stagione della new wave italiana è durata poco, il tempo di una manciata di gruppi e dischi di valore, un po' come successe una decina di anni dopo con quella del rock alternativo Made in Italy. Ma Desaparecido era, è e rimarrà un grande disco, rappresentativo di un periodo storico-musicale del nostro Paese, superato nella carriera dei Litfiba solamente dal successivo 17 Re, esempi di come la musica nostrana può essere più di Sanremo e che il rock italiano non è quello di Correggio e Zocca.



VOTO RECENSORE
86
VOTO LETTORI
63.44 su 139 voti [ VOTA]
thrasher
Martedì 16 Giugno 2020, 13.21.38
46
Qui siamo ad alti livelli voto 90
Lit.Fi.Ba
Martedì 16 Giugno 2020, 4.20.51
45
Voto lettori poco più di 62... A STRONZI!!
duke
Martedì 7 Maggio 2019, 22.51.00
44
...mai piaciuti.....
Philosopher3185
Martedì 7 Maggio 2019, 21.26.44
43
Un buon album davvero..per l'epoca deve essere stata una bella sorpresa! io non posso saperlo,visto che stavo nascendo quell'anno eheh
Area
Venerdì 19 Aprile 2019, 12.21.47
42
Non avevo ancora commentato questo album? Rimediamo... E' un classico perché ha saputo rendere in maniera Italiana e mediterranea una musica anglosassone... in modo convincente e non macchiettistico.
MetalFlaz
Venerdì 19 Aprile 2019, 8.04.23
41
lo ascolto oramai da più di 25 anni, e continua a regalarmi emozioni. voto 100 tondo tondo
Aceshigh
Lunedì 5 Marzo 2018, 20.50.43
40
Album spettacolare! Superato secondo me solo da 17 Re. I Litfiba fino a Pirata hanno pubblicato alcune tra le cose più belle di tutti gli anni '80 italiani (e non). Peccato che abbiano poi lasciato la strada della new wave mediterranea (pubblicando comunque almeno altri 2/3 album di gran livello) per seguire uno stile più "normale". Canzoni come Pioggia di Luce, Tziganata o Lulù e Marlène mettono i brividi. Voto 93
brus
Martedì 16 Gennaio 2018, 21.57.51
39
Disco pauroso ma avevano nel repertorio più di 30 song già nel 1985. Canzoni mai uscite e stupende come Vuoto,Tradimento,Bisogno di odio ecc.. A chi piace il dark-doom dovrebbe ascoltarsi pezzi come : Men in suicide, Interior deus,Nave notte. I Litfiba erano davvero unici o originali, non si possono accostare a nessun altro, tanto è vero che a fine anni '80 furono contattati dalla Island direttamente da Chris Blackwell e fu proprio questo fatto che causò la crisi con la fuoriuscita di Maroccolo. La proposta era di lanciarli sul mercato internazionale ma dovevano cantare in inglese ,rifiutarono e forse a ragion veduta visto la pessima pronuncia del Pelù e di un mercato dominato da inglesi ostili nei confronti degli italiani. Optarono per diventare grandi rock star in Italia e segnarono la storia nel nostro paese.
Raven
Venerdì 8 Gennaio 2016, 21.32.10
38
Di Siouxsie abbiamo anche una monografia.
Metal Maniac
Venerdì 8 Gennaio 2016, 17.56.42
37
ma infatti siouxsie c'è già, e proprio con quel disco!
enry
Venerdì 8 Gennaio 2016, 17.54.28
36
Ma io sono d'accordo, certo se giustamente ci sono quelli ci deve stare anche Siouxsie, The Scream è un disco più duro e ruvido di tanto metal. Chiudo che si rischia un OT da paura.
Metal Maniac
Venerdì 8 Gennaio 2016, 17.42.26
35
me lo auguro, ci sono i cure e i Bauhaus perché no anche i sisters of mercy? ormai metallized ha ampliato i suoi confini, non è più una webzine strettamente e unicamente legata a doppio filo al metal, o forse non lo è mai stata... si possono sempre inserire nella sezione "low gain"... su questo disco dei Litfiba oltre a "eroi nel vento" anche "Istanbul" è da mettere sugli scudi... specialmente gli ultimi 2 minuti di canzone sono da pelle d'oca... poi viene "tziganata"...
enry
Venerdì 8 Gennaio 2016, 17.24.37
34
Voto giusto e ottima rece per il mio disco preferito della band. Metal Maniac, dici bene sui Sisters, andrebbero recensiti tutti e tre, ma non credo che sia una priorità il goth-rock su una webzine metal, son sicuro che prima o poi tratteranno anche i SOM.
Metal Maniac
Martedì 5 Gennaio 2016, 20.38.24
33
pazzesco, sembra incredibile che questa sia la stessa band degli anni '90... irriconoscibili (nel senso buono) così come è irriconoscibile la voce di piero, che qui non aveva nemmeno l'accento fiorentino acquisito in seguito (cosa strana, dovrebbe essere il contrario)... quoto chi dice che sembravano più maturi da giovani che in seguito... "eroi nel vento" pezzo da brivido e da cantare a squarciagola... a quei tempi erano i sisters of mercy italiani... a proposito, mi sembra abbastanza grave che in un sito come questo manchino e che manchi il loro capolavoro "first and last and always" (tra l'altro dello stesso anno di questo "desaparecido")
Voivod
Mercoledì 29 Aprile 2015, 12.10.33
32
Per me album epocale! Voto: 1000!
raven
Mercoledì 15 Aprile 2015, 13.06.53
31
Questa parte della loro carriera è indubbiamente notevole.
Screamforme77
Lunedì 6 Aprile 2015, 18.03.18
30
Album stupendo. Atmosfere incredibili. Lo metto dietro soltanto a Terremoto.
Mauroe20
Domenica 5 Aprile 2015, 20.41.36
29
Pietra miliare del rock italiano.
Vitadathrasher
Sabato 4 Aprile 2015, 13.06.15
28
Riguardo all'ultima frase della recensione direi che i Litfiba erano davvero rock, un rock che va oltre l'ialianità. Quelli di Correggio, Zocca e Siena gli definirei "cantautori italiani," proprio perchè cantano all'italiana e parlano di robe italiane e in particolare delle vicende vissute nella provincia italiana, ma si definiscono rock solo perchè fa più figo.
Radamanthis
Mercoledì 1 Aprile 2015, 20.37.13
27
Finalmente la rece dei Litfiba!! Grande band italiana che merita di stare su queste pagine! Ottima rece Diego, complimenti!
LAMBRUSCORE
Mercoledì 1 Aprile 2015, 19.16.27
26
@Argo, i vincitori di Sanremo furono proprio i Ricchi e Poveri con Se m'innamoro. Al secondo posto però Luis Miguel con Noi ragazzi di oggi. Un'annata davvero strepitosa...
Argo
Mercoledì 1 Aprile 2015, 18.34.05
25
Ah... 1985 in Italia, anni d'oro dei Ricchi e Poveri, Albano e Romina e Cristina D'avena... begli anni!
costa
Mercoledì 1 Aprile 2015, 17.41.26
24
anni 80 e sto' anche in provincia di firenze ..... allora chi ascoltava hard rock non andava d'accordo con la new wave e viceversa per partito preso .... rivalutato dopo 10 anni ... ah ah ah
ok
Martedì 31 Marzo 2015, 15.21.13
23
bellissimo questo album, sonorita' rock mischiate a ritmi mediterranei, stupendo!!!!! troppi ricordi 100.....peccato per quello che sono diventati
zzz
Lunedì 30 Marzo 2015, 15.29.26
22
grandi... inutile aggiungere altro
Hansen77
Lunedì 30 Marzo 2015, 14.31.00
21
album incredibile...la preda ed eroi nel vento sono dei capolavori assoluti.. i primi litfiba non sbagliarono un album mentre i secondi quelli dal diablo in poi scrissero cagate bestiali come mondi sommersi ed infinito..bleahh.. el diablo terremoto e spirito sono ottimi album rock..
Tatore
Lunedì 30 Marzo 2015, 14.28.56
20
Bella recensione per un bellissimo album! 90/100
Goths
Lunedì 30 Marzo 2015, 13.48.12
19
Poco da fare, un disco assolutamente incredibile, che mi accompagna da oltre 20 anni a questa parte, assieme al resto della 'Trilogia del potere'. Quello che verrà dopo resta grande, per quanto mi riguarda, fino a Spirito (indimenticabile Pirata e sopratutto Terremoto..) poi un veloce declino..con risultati alquanto imbarazzanti a fine anni 90.. Adesso ho ripreso a seguirli, quando ho voglia di un ascolto fresco, positivo, ma con Desaparecido, 17 Re, 3 (per non parlare di perle solitarie come Luna, Transea, Versante Est)... era arte ASSOLUTA!
Metal4ever
Lunedì 30 Marzo 2015, 12.37.15
18
I Litfiba fino al '96 sono stati tra le migliori espressioni del rock made in Italy, e quest'esordio (solo ufficiale) si dimostra già come uno dei dischi italiani e di rock in generale più importanti della prima metà degli anni ottanta. Atmosfere sognanti, latine ed esotiche si mischiano alla perfezione con le teatrali pose e la profonda voce del vero Pierò Pelù, non il buffone venduto che conosciamo oggi. Le tracce sono tutte più o meno allo stesso livello, anche se la mia preferita è la titletrack, ma ritengo che qualsiasi brano qui è al livello di masterpiece. Il disco viene superato solo dall'immenso "17Re", che rimarrà per il sottoscritto capolavoro insuperato della band.
manaroth85
Lunedì 30 Marzo 2015, 12.14.34
17
disco capolavoro!!anche se trovo 17 re disco perfetto!! e terremoto disco del cuore!!speriamo in altre loro recensioni!!!
Nyarlathotep
Lunedì 30 Marzo 2015, 12.00.07
16
Disco straordinario. La trilogia del potere è qualcosa di incredibile.
dario
Lunedì 30 Marzo 2015, 9.37.56
15
Bella rece, grande album. Voto 90.
Agnostico
Lunedì 30 Marzo 2015, 9.22.53
14
Prima di iniziare ad ascoltare metal erano il mio gruppo preferito,mi sono piaciuti fino a mondi sommersi.Il successivo 17 re è superiore a questo,comunque grande album,la mia preferita è eroi nel vento.
Red Rainbow
Domenica 29 Marzo 2015, 22.16.12
13
Grande Diego, splendida rece che rende giustizia a un grande album.... In realtà, nel "derby" improvvisamente scatenatosi in quel 1985 tra Desaparecidisti e Siberiani, avrei scommesso su un futuro più roseo dei Diaframma ma, come dice giustamente matt2, stiamo parlando di uno dei migliori dischi della scena italiana dell'epoca. Vedo che, rispetto ad altri, la mia "soglia di stima" per la premiata ditta Pelù, Renzulli & soci è un po' più alta, io arrivo fino a Mondi Sommersi (con una menzione speciale per Spirito)...
Zess
Domenica 29 Marzo 2015, 22.09.05
12
Poche storie, capolavoro.
metallo
Domenica 29 Marzo 2015, 22.08.33
11
Li ascoltai le prime volte alle medie, prima che mi innamorassi del metal, complimenti alla recensione, direi voto giusto, anche io preferisco e sono legato di piu' (anche pet ricordi scolastici) alle sonorita' di El Diablo,comunque questo e' un gran bel didvo, altroche', testi impegnati, buona musica e bella e carattetistica voce di Pieto Pelu' fanno il resto.Ah! Che ricordi stupendi!Ottima la pensata di Metallized di recensirli.
Edohard
Domenica 29 Marzo 2015, 21.22.36
10
@trucido la chiosa della recensione la trovo da applausi! Complimenti per la rece...che dire, la band che mi ha iniziato al rock da bambino ed un disco che ho poi scoperto durante l adolescenza insieme al resto della discografia.d accordo su tutto sopratutto sul fatto che 17 re sia il canto del cigno non solo dei litfiba, ma di un intero movimento...personalmente a livello emotivo sono legatissimo a el diablo forse l album più rock per attitudine del combo.con terremoto cercarono di appesantire il sound alla metallica del black album (detto da loro)ma la magia se ne era ormai andata per vari motivi...per concludere ho sempre trovato istanbul il gioiello del disco...
Maurilio
Domenica 29 Marzo 2015, 20.31.54
9
Grandissimo album! Su tutte per me le prime 2 e Istanbul. Fino a Terremoto compreso grande gruppo poi la decadenza .
matt2
Domenica 29 Marzo 2015, 19.28.39
8
inspiegabilmente assente dalla classifica di rolling stone dei 100 dischi italiani più importanti , è a mio parere con siberia e 17 re(invece presenti) il disco dark italiano per eccellenza. voto 90
Vitadathrasher
Domenica 29 Marzo 2015, 19.10.03
7
Da ragazzino fiorentino ho seguito per campanilismo questo gruppo e, fino a el diablo compreso mi sono piaciuti poi da terremoto molte bischerate.
Galilee
Domenica 29 Marzo 2015, 18.49.22
6
Discone.
M0RPHE01978
Domenica 29 Marzo 2015, 18.31.44
5
Grandissimo album, di poco inferiore solo al successivo 17 Re.
Interstellar overdrive
Domenica 29 Marzo 2015, 17.59.25
4
Quando i Litfiba erano davvero un grande gruppo. Pietra miliare della Rock Wave italiana.
doomale
Domenica 29 Marzo 2015, 17.52.28
3
Ahhhh....piu o meno quello che dice Steelminded lo riconosco anche per me!!..ricordo che mia sorella li ascoltava cosi qualcosa passo anche a me..avro avuto 11 12 anni....Comunque tornando sobrio i loro primi album sono notevoli...la triologia merita parecchio..ma anche i piu "duri" el diablo e terremoto erano buoni. Rimane il fatto che piaccia o no hanno consegnato alla storia del rock italiano album importanti e questo primo desaparecido e` uno di questi.
Steelminded
Domenica 29 Marzo 2015, 17.39.26
2
Litfiba???????? Il mio primo amore per un paio d'anni da young teenager... poi però scoprii gli Iron Maiden, i Motley Crue, poi i Carcass e la vita non fu più la stessa Evviva!
simo
Domenica 29 Marzo 2015, 17.30.38
1
Finalmente vedo i litfiba recensiti! Grandissimi voi di Metallized che continuate ad aprirvi e non rimanete solo sul metal.Comunque ottimo album e simbolo di un periodo magico per la musica italiana(quella vera)
INFORMAZIONI
1985
I.R.A. Records
Rock
Tracklist
1. Eroi nel vento
2. La Preda
3. Lulù & Marlene
4. Istanbul
5. Tziganata
6. Pioggia di Luce
7. Desaparecido
8. Guerra
Line Up
Piero Pelù (Voce)
Ghigo Renzulli (Chitarra)
Antonio Aiazzi (Tastiera)
Gianni Maroccolo (Basso)
Ringo De Palma (Batteria)

Musicisti Ospiti
Francesco Magnelli (Pianoforte)
Lu Rashid (seconda voce su traccia 4)
Hanno Rinne (Assolo di chitarra finale su traccia 6)
 
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